Apr 17 2019

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cosa è esattamente la “master key” di un account?

autore: Marco Cilia categoria: generale tag:

L’altro giorno mi è capitato sott’occhio un articolo di Orbit Media Studios intitolato “How to Grant Access to Google Analytics (and confirm you have the “Master Key”)“. E’ un articolo abbastanza basico, un buon riassunto delle procedure per dare accesso ad Analytics e dei livelli di accesso esistenti sul prodotto, ma mi ha incuriosito in particolare la keyword “master key” nel titolo.

Esattamente il punto toccato nell’articolo è questo:

You should have the ability to add or remove anyone’s access anytime. Think of it as the master key.

Cioè secondo l’articolo avere il privilegio di “manage users” (gestione utenti nell’interfaccia italiana) sull’account Analytics è il punto più alto possibile tra i permessi esistenti, e rappresenta la chiave primaria di accesso all’account. Ora, non dico che questa cosa sia sbagliata – sia chiaro – solo che la scelta della terminologia è quantomeno ambigua.

Sicuramente è vero, come dice l’articolo, che i dati sono del cliente e non dell’agenzia, e che quindi il cliente dovrebbe SEMPRE avere i privilegi EDIT + MANAGE USERS sull’account Analytics, in modo da poter aggiungere e rimuovere agenzie e fornitori a proprio piacimento. Ma se vogliamo parlare del livello supremo, cioè di un livello che garantisca che nemmeno un fornitore con il tuo stesso privilegio ti possa estromettere dall’accesso ai tuoi dati, allora quel permesso non è sufficiente. Se ve lo state chiedendo, è esatto: chiunque abbia il privilegio “manage users” può rimuovere altri utenti, compresi gli EDIT (cioè gli amministratori). E come abbiamo già detto più volte in passato, non esiste nessun amministratore “originale” che abbia una qualche precedenza sugli altri.

Ergo, come dicevamo prima, da qualche tempo Google ha introdotto su Analytics un livello superiore, ancorché esso non sia creabile direttamente su GA. Incidentalmente, una volta creato questo livello esso ha esattamente l’icona a forma di chiave che tanto ricorda la “master key” citata nell’articolo 🙂

Per ottenere questo livello supremo di accesso, è necessario migrare il proprio account, o i propri account, dentro a una ORGANIZZAZIONE, cioè una entità che racchiude uno o più account Analytics, Tag Manager, Optimize, eccetera. E’ una diramazione della Google Marketing Platform, ma è disponibile anche per gli account free. Per creare una organization è necessario visitare l’indirizzo marketingplatform.google.com e seguire i link per AMMINISTRAZIONE e poi ORGANIZZAZIONE. Una volta creata un’organizzazione e collegati gli account, il primo utente sarà automaticamente amministratore dell’organizzazione e sarà poi possibile aggiungere altri amministratori. Costoro godranno dell’icona mostrata in precedenza che avvisa tutti gli utenti “manage users” che quelle utenze sono amministratori dell’organizzazione. Tecnicamente è comunque possibile eliminare da Google Analytics un “org admin”, ma lui ha la possibilità di aggiungersi nuovamente tramite l’interfaccia di gestione dell’organizzazione.

Questa si che è una vera “master key” no? 🙂


Apr 11 2019

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Il trucco per esportare velocemente i grafici panoramici

autore: Marco Cilia categoria: generale tag: ,

Questa non l’ho mai letta o sentita da nessuna parte, me ne sono accorto per sbaglio e ve la spaccio come super trucco da guru sgamato! 😉

Allora, siete nella panoramica di Google Analytics (Audience -> Panoramica) e per i vostri più svariati motivi volete replicare il grafico delle sessioni su Excel. Cosa fate? Fino a oggi avete fatto come me:

  1. Menu ESPORTA -> XLS
  2. Apertura del file xls scaricato
  3. Apertura della scheda “Set di dati 1”
  4. Copia delle colonne A e B nel vostro Excel

Bene, da oggi invece potete anche saltare dei passaggi e fare così: selezionate col mouse il valore della metrica che volete E ANCHE la prima lettera della metrica successiva. Ad esempio così:

Mi raccomando la prima lettera successiva, in questo caso la U di “Utenti”. Bene, ora premete CTRL+C, andate su Excel e incollate dove più vi aggrada. Et voilà, con l’unico difetto di avere invece delle date estese numeri progressivi da 0 in su – e corrispondenti al numero di data-point del grafico, che però si sostituiscono facilmente con Excel. Eccovi uno screen del risultato comparato dell’Export normale – a sinistra – e del copia-incolla a destra in verde. Se eliminate la “U” in D33 è perfetto, tranne che la somma sta in alto, ma niente di problematico.

Il bello è che funziona anche con più metriche insieme; se selezionate tutti i widget della panoramica, potete ricreare in un batter d’occhio tutti i grafici della panoramica. E ovviamente se nel grafico avete selezionato “settimane” e avete solo 5 punti, i dati incollati andranno di conseguenza e avranno solo 5 data-point.

Quanto tempo vi farò risparmiare d’ora in poi? 🙂


Apr 02 2019

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Lo strano caso dei caratteri invisibili

autore: Marco Cilia categoria: codice di monitoraggio

Oggi mi è capitata una stranezza, e devo raccontarvela così da potervi anche dare la soluzione. Scriverò poco ultimamente, e che quindi almeno sia utile no? 😀

Dunque succede che metto in piedi una dashboard su Google Data Studio, orientata ai dati Ecommerce, tra i quali anche una semplice tabella che mostra i dati di fatturato dei coupon di transazione. Quasi una replica del report Google Analytics, niente di che…
La tabella però si presenta così:

Le prime cinque righe sono evidentemente duplicate. E se posso capire che la 3 e la 4 lo siano (è case sensitive, quindi la “m” maiuscola e minuscola sono diverse), la 1 e la 5 e la 2 e la 3 sono identiche, quindi non dovrebbero essere separate. Non ci sono altre dimensioni che disaggregano, “order coupon code” è l’unica dimensione di questa semplice tabella.

Il primo istinto è stato quello di pensare “ci saranno degli spazi“, ma selezionando il testo con il mouse non c’è traccia di spazi aggiuntivi, in cima o in fondo al testo

Allora vado su Google Analytics, dove ovviamente trovo una situazione identica, d’altronde c’è il connettore diretto GA-DataStudio quindi difficile ipotizzare trasformazioni nel mezzo.

Senza aver capito il perché accada, decido di risolvere istantaneamente senza aspettare una modifica dei dev, sanando nel contempo anche il pregresso con un bel UPPERCASE su Data Studio. Detto fatto, ecco la formula:

E sorpresa sorpresa, Data Studio mi tradisce e non fa esattamente quel che mi aspetto:

Ricontrollo molte volte i passaggi ma non ne esco. Scarico i dati da Google Analytics su un Excel, uso la formattazione condizionale per evidenziare le celle duplicate (sono duplicate), uso le formule tipo =SE(a1=a2;”vero”) (è vero) e niente, non si capisce perché mai non dovrebbe accorpare le righe.

Come spesso accade poi, rivolgersi ad un altro paio di occhi risolve: il mio prode collega Mirco, interpellato in proposito, mi dice “ci saranno degli spazi, prima o dopo”. E io mi spertico in spiegazioni “ma no, ho controllato tre volte, col mouse, con Excel, con l’uppercase…”
“metti un TRIM per togliere gli spazi prima e dopo” taglia corto lui, molto pragmaticamente 🙂

E così infatti funziona. In sostanza: quantomeno nella dimensione coupon è possibile che su Google Analytics ci siano degli spazi che l’interfaccia NON vi mostra, che gli export Excel NON vi mostrano, che il connettore DataStudio NON vi mostra, ma che vi possono duplicare le righe del report. Se vi capita, almeno sapete come ovviare!