Aug 08 2011

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Analytics copre tutte le necessità?

L’ultima volta che ci siamo occupati del market share di Google Analytics era un anno fa. Le cose ovviamente cambiano continuamente, tanto è vero che se andate a vedere questi grafici di builtwith.com ora GA è presente nell’83% del primo milione di siti (top million di Quantcast), sul 69% della top centomila e sul 58% della top diecimila. Ma il market share è un terreno minato e complicato, la domanda del titolo se l’è posta Econsultancy in un post di qualche settimana fa: Google Analytics può soddisfare tutte le tue necessità di analisi?

Econsultancy affida parte della risposta ad alcuni grafici, propedeutici alla vendita del loro report 2011.
Rispetto al 2010 la percentuale di aziende che rispondono “usiamo esclusivamente Google Analytics come sistema di WA” passa dal 38 al 44%; scende il numero di aziende che usano GA insieme ad un altro sistema ed è sostanzialmente invariato il numero di quelle che invece non lo usano affatto. La chiave della risposta dovrebbe essere proprio qui: se una azienda decide di utilizzare soltanto Google Analytics, significa che il prodotto è in grado di rispondere a tutte le loro domande (beh, certo, oppure che lo stanno sottoutilizzando).
Delle aziende che usano solo GA, la maggior parte lo fa per tracciare conversioni e KPI, e poi per tracciare le campagne

Mi stupisce ad esempio che l’ottimizzazione delle campagne AdWords sia solo al quarto posto: la forte integrazione tra AdWords e GA ne fa lo strumento principale per quel mestiere.

Alla domanda “perché usate anche un sistema a pagamento insieme a GA?” il 48% risponde che “non è abbastanza sofisticato”. Chissà cosa ne pensano dopo le ultime novità introdotte (come i funnel multicanale 🙂 ). Il grande pregio di Analytics è che ha tentato di rendere le cose semplici per tutti, mascherando un po’ della sua complessità; se così non fosse io non avrei clienti e richieste di aiuto. Ma questo atteggiamento nel tempo ha portato a una percezione distorta delle reali potenzialità dello strumento, e la risposta sopra ne è un esempio. Altre risposte alla medesima domanda sono “stiamo ancora cercando di capire come fare tutto con GA”, “non vogliamo dipendere solo da Google” (in calo del 16% rispetto al 2010) e “non siamo ancora riusciti a rescindere l’altro contratto” (che sale da 2 al 4%, questa è bella davvero)

continue to use paid analytics sysmte

Altre preoccupazioni sono il tempo di retention dei dati, il fatto che i dati siano in mano a Google oppure avere un metro di paragone.

Delle aziende che invece non usano GA, il 42% si trova bene con l’attuale sistema di tracking, il 19% non vuole consegnare i suoi dati a Google, il 15% ritiene lo strumento non adeguato ai propri bisogni, il 9% non ha ancora avuto modo di provarlo (??), nessuno non è riuscito a farlo funzionare, contro un 4% del 2010.
Leggo in fondo all’articolo che Google Analytics sarebbe “lento” e non è la prima volta che lo sento. Io di account ne vedo molti, e alcuni anche belli grossi, ma non ho mai notato lentezza (un pochino se si hanno confronti temporali e segmenti avanzati multipli) quindi mi chiedevo: voi lo trovate lento?
E in generale, Analytics copre il 100% delle vostre necessità?

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8 Commenti

  1. Buon Post 😉
    Ma credo che le imprese italiane non siano ancora pronte per GA, per questo motivo appare lento e quindi la percezione è che copra solo il 20% delle necessità aziendali.

  2. Considerazioni interessanti. Non sono un esperto di Analytics ma sono convinto che sia sempre utile poter confrontare i risultati di uno strumento di tracciamento con un omologo, per avere una visione “doppia” dell’andamento.

  3. Antony: non faccio nomi, ma so per certo che un famoso (e costoso) sistema di WA nella sua versione online ti fa aspettare DECINE di minuti per avere alcuni dati da report complessi. Quello però appare professionale e completo. Mah…
    Riccardo: è vero se le cose si mantengono costanti, ma se iniziano a divergere rischi di passare più tempo a capire perché (e magari non riuscirci) che a fare analisi (mi è successo con alcuni clienti). L’ottimo è fare buone implementazioni, controllarle, e potersi fidare dei dati estratti.

  4. Il concetto (errato) alla base dei ragionamenti di alcune grandi aziende abituate ad allocare mega-budget in consulenze è che [gratis = di poco valore].

    In tal senso l’adozione di una piattaforma gratuita può risultare ancor più difficile quando dall’altra parte ti trovi un consulente da 1.000 euro/gg che spinge in un’altra direzione.

    Ma meglio così a un certo punto, chi si fa le ossa su GA (a tutto tondo, dal codice alle personalizzazioni, ai segmenti avanzati, etc…) saprà mettere le mani su molti altri WA, chi invece compra a scatola chiusa (consulenti inclusi) difficilmente riuscirà a portarsi in casa il know-how (e continuerà a pagare).

  5. Filippo, secondo me il punto sta nel fatto che per poter usare Analytics a tutto tondo serve un esperto. Se non ce l’hai in azienda, lo devi comunque pagare esternamente; quindi alla fine dei conti, in alcuni casi, pure Analytics ha un suo “prezzo” indiretto.

  6. @Riccardo: chiaro, l’esperto ti serve, ed è giusto pagarlo.
    Ma con i soldi che l’azienda può risparmiare scegliendo GA anziché una piattaforma a pagamento può anche permettersi di investire e formare una risorsa interna.

  7. da queste parti sono anni che si afferma che GA non è gratis, ma solo più economico 🙂
    http://www.goanalytics.info/google-analytics-non-gratis-costa-molto-meno/

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