Nov 21 2008

Cambio nel codice da includere: try/catch

Nonostante la versione del GATC non sia cambiata, il codice di monitoraggio da inserire nelle pagine web su alcuni profili è leggermente variato. Questo il codice che potreste trovare:


<script type="text/javascript">
var gaJsHost = (("https:" == document.location.protocol) ? "https://ssl." : "http://www.");
document.write(unescape("%3Cscript src='" + gaJsHost + "google-analytics.com/ga.js' type='text/javascript'%3E%3C/script%3E"));
</script>
<script type="text/javascript">
try {
var pageTracker = _gat._getTracker("UA-XXXXXXX-XX");
pageTracker._trackPageview();
} catch(err) {}</script>

Come potete notare l’oggetto pageTracker e la relativa chiamata al metodo _trackPageview si trovano dentro ad un blocco try, in un’istruzione try… catch.

In programmazione il costrutto try… catch permette di gestire le “eccezioni” che più semplicemente potremmo definire “errori”. Per farla breve la variante del codice di Google Analytics sopra riportata cerca di eseguire le sue normali funzioni e in caso di errore… non fa niente, ma evita che appaiano errori nella console Javascript del browser:

errore javascript nel browser

Inoltre, un errore Javascript nel codice di Google Analytics, in certe condizioni, potrebbe bloccare l’esecuzione di altri script presenti nella pagina, riducendo le funzionalità di un sito web.

Con questo try… catch si riduce quindi il rischio che il codice di Google Analytics generi un errore, che potrebbe ad esempio essere causato dalla mancata inclusione del file ga.js. A sua volta, la mancata inclusione del file ga.js, potrebbe essere causata da un programma o estensione per bloccare annunci pubblicitari, da impostazioni di rete in server aziendali o da servizi estremi di protezione della privacy, come ad esempio FoolDNS.

Per concludere, se non volete rischiare di avere un sito che “non funziona” per colpa di Google Analytics, potete fare tre cose:

  1. Non usate Google Analytics!
  2. Lasciate il codice di Google Analytics al suo posto, tra i propri tag SCRIPT e /SCRIPT. Se lo prendete e lo mettete in un file esterno o in mezzo ad altro codice Javascript, rischiate che in caso di errore non funzioni neanche tutto il resto. In alternativa inserite il codice di Google Analytics in un costrutto try… catch, come nella variante proposta da Google.
  3. Includete il codice di tracciamento appena prima della chiusura del tag /BODY e non tra i tag HEAD e /HEAD delle pagine HTML. Questo vale per Google Analytics come per tutti i file Javascript che risiedono su server esterni. Infatti i browser leggono i documenti in modo sequenziale, dall’inizio alla fine, e quando trovano l’inclusione di un file Javascript non proseguono fino a che il file non è stato incluso. Se i server di Google Analytics non fossero raggiungibili per qualsiasi motivo, la porzione di pagina non caricata non includerebbe il contenuto principale.

[questo è un guest post di Francesco Terenzani. Francesco è il classico “amico di chat che non si è ancora conosciuto di persona” ma è una persona in gamba ed è molto preparato. Quando ho un dubbio su javascript mi permetto di disturbarlo, e lui trova sempre qualche minuto da dedicarmi. D’altronde senza il suo lavoro non avremmo mai prodotto lo script per auto-tracciare link esterni e download anche in presenza di multipli GATC.]

[to Joe Texeira: yes, I noticed the change in the script on 13th November, but I was waiting for my friend Francesco to confirm me some ideas 🙂 ]

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2 Commenti

  1. scusa l’ingoranza, ma se non viene gestita non viene visualizzato il messaggio di errore che c’è di default?

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  1. Problemi con i funnel di navigazione di Google Analytics

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