Aug 13 2012

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Il pensiero laterale nella web analytics

autore: categoria: web analytics tag:


Da quando mi occupo di questa disciplina ho sempre ritenuto che essa avesse molto a che fare con il pensiero laterale. In realtà il pensiero laterale secondo me aiuta in qualsiasi tipo di ragionamento, ma nella web analytics è particolarmente utile. Quando si ha a che fare con un progetto di analisi dei dati web non è affatto scontato che ad azione corrisponda reazione. “se aumento il budget delle campagne ppc aumento il traffico sul sito e il tasso di conversione”: ma chi l’ha detto? “se diminuisce il traffico allora il progetto sta andando male”: dipende dagli obiettivi, anzi potrebbe essere addirittura un bene!

La web analytics non è quasi mai un processo SE… ALLORA… e le interpretazioni dei fenomeni possono essere molteplici. Ancora, molteplici possono essere le vie per l’INDIVIDUAZIONE di un fenomeno, o per individuare la sua spiegazione, quando è possibile.

Perché mi è venuto in mente tutto questo? perché qualche tempo fa ho risposto a un tweet di Randy Zwitch che parlava di un orologio con i numeri romani “sbagliati”. Avete mai visto gli orologi con il numero quattro fatto con quattro “I” (IIII) invece di una “I” e una “V” (IV)? si vedono specialmente nelle torri campanarie, o almeno qui in Liguria accade spesso.

roman clock

La spiegazione è che nel passato non erano molto contenti di sprecare materiali e lavoro e cercavano quindi di ottimizzare tutti i processi. Se contate i singoli elementi che servono per comporre un orologio con i numeri romani “normali” avrete:

  • 17 “I”
  • 5 “V”
  • 4 “X”

Se invece usiamo la notazione IIII per il numero quattro, gli elementi diventano:

  • 20 “I”
  • 4 “V”
  • 4 “X”

Questa seconda combinazione si può ottenere stampando quattro volte un calco XVIIIII, senza residui e avanzi, mentre la precedente fa sempre avanzare qualcosa.

Cosa insegna tutto questo al web analyst?
1) non partire mai con “è impossibile” e lascia sempre spazio al dubbio. E’ facile dire “quegli orologi sono sbagliati”, ma come vi ho dimostrato non è proprio così. Se il cliente dice “ho un orologio con quattro “I” invece di una “IV”, quantomeno una verifica va fatta, prima di troncare la questione.

2) ci vuole molta fantasia in questo lavoro, per immaginarsi tutto quel che può essere successo a monte di un determinato fenomeno. L’informazione è importante, la storia del cliente anche, ma spesso bisogna astrarsi un pochino da tutto e provare a lavorare con l’immaginazione (o almeno, per me funziona 🙂 )

3) l’avvocato del diavolo è una tecnica molto proficua. Se c’è un fenomeno da valutare, dismetti i panni di chi deve spiegarlo, e prova a indossare i panni del fenomeno “sballato”: perché lo faccio? da dove vengo? quanto danno sto provocando, e perché? in questo specifico esempio è inutile provare a ragionare se sia giusto o sbagliato il quattro scritto così, bisognava indossare i panni di chi l’orologio lo deve produrre.

Ah beh certo, e poi c’è il “fattore C“: ti starai infatti domandando perché conoscevo la storia dei numeri romani… l’ho letta da piccolo sulla posta dei lettori di un numero di Martin Mystére 🙂

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3 Commenti

  1. Assolutamente d’accordo sui tre (più uno) punti, la numero 2 funziona anche per me 🙂

  2. La vera domanda è: come fa un orologio ad avere le lancette in quella posizione? 🙂

  3. sì.. ci va molta fantasia concordo. Io sono agli inizi e non ne capisco ancora molto. Una cosa la so però, avere certezze su determinate reazioni sarà possibile solo dopo molta esperienza. Ad esempio: da un giorno all’altro sono passato da 30 visite a 70: cos’è successo quel giorno?
    Sarà stato il rimbalzo da facebook o da twitter? Un condividi in più o un retweet “importante”.

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