Apr 02 2019

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Lo strano caso dei caratteri invisibili

autore: categoria: codice di monitoraggio

Oggi mi è capitata una stranezza, e devo raccontarvela così da potervi anche dare la soluzione. Scriverò poco ultimamente, e che quindi almeno sia utile no? 😀

Dunque succede che metto in piedi una dashboard su Google Data Studio, orientata ai dati Ecommerce, tra i quali anche una semplice tabella che mostra i dati di fatturato dei coupon di transazione. Quasi una replica del report Google Analytics, niente di che…
La tabella però si presenta così:

Le prime cinque righe sono evidentemente duplicate. E se posso capire che la 3 e la 4 lo siano (è case sensitive, quindi la “m” maiuscola e minuscola sono diverse), la 1 e la 5 e la 2 e la 3 sono identiche, quindi non dovrebbero essere separate. Non ci sono altre dimensioni che disaggregano, “order coupon code” è l’unica dimensione di questa semplice tabella.

Il primo istinto è stato quello di pensare “ci saranno degli spazi“, ma selezionando il testo con il mouse non c’è traccia di spazi aggiuntivi, in cima o in fondo al testo

Allora vado su Google Analytics, dove ovviamente trovo una situazione identica, d’altronde c’è il connettore diretto GA-DataStudio quindi difficile ipotizzare trasformazioni nel mezzo.

Senza aver capito il perché accada, decido di risolvere istantaneamente senza aspettare una modifica dei dev, sanando nel contempo anche il pregresso con un bel UPPERCASE su Data Studio. Detto fatto, ecco la formula:

E sorpresa sorpresa, Data Studio mi tradisce e non fa esattamente quel che mi aspetto:

Ricontrollo molte volte i passaggi ma non ne esco. Scarico i dati da Google Analytics su un Excel, uso la formattazione condizionale per evidenziare le celle duplicate (sono duplicate), uso le formule tipo =SE(a1=a2;”vero”) (è vero) e niente, non si capisce perché mai non dovrebbe accorpare le righe.

Come spesso accade poi, rivolgersi ad un altro paio di occhi risolve: il mio prode collega Mirco, interpellato in proposito, mi dice “ci saranno degli spazi, prima o dopo”. E io mi spertico in spiegazioni “ma no, ho controllato tre volte, col mouse, con Excel, con l’uppercase…”
“metti un TRIM per togliere gli spazi prima e dopo” taglia corto lui, molto pragmaticamente 🙂

E così infatti funziona. In sostanza: quantomeno nella dimensione coupon è possibile che su Google Analytics ci siano degli spazi che l’interfaccia NON vi mostra, che gli export Excel NON vi mostrano, che il connettore DataStudio NON vi mostra, ma che vi possono duplicare le righe del report. Se vi capita, almeno sapete come ovviare!

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