Aug 14 2009

-98% di visite ed essere felici

autore: categoria: generale tag: ,

drastico-calo

Chi sarebbe contento di avere un grafico come quello sopra? ci tengo a precisare che la linea dopo il calo non è a zero (sito scomparso o codice di monitoraggio assente), ma la curva è talmente schiacciata dai numeri precedenti che anche 500 visite sembrano non esistere.

La persona che mi ha sottoposto il caso però, dopo che gli ho diagnosticato il problema e la cura che ha ridotto del 98% le sue visite, era più contenta di prima; il motivo? quelle visite non erano le sue!
E’ successo infatti che un grosso sito – anzi una serie di grossi siti facenti capo ad uno stesso webmaster – ha copiato il suo codice di monitoraggio nelle proprie trafficatissime pagine, inviando i dati a lui invece di vederli nel proprio account Google Analytics.

Chiaramente questo è un caso esagerato e di facile diagnosi, ma mi serve per farvi comprendere quanto sia importante assicurarsi della qualità dei dati in ingresso. Se invece che un grosso network a copiare il codice di monitoraggio fosse stato un sito di dimensione poco inferiore a quella del mio amico, lui avrebbe notato un incremento non molto marcato e avrebbe potuto scambiarlo per traffico qualificato.

Il modo più veloce per accorgersi di un problema simile è guardare il report visitatori -> proprietà rete -> nomi host, che indica da quale dominio provengono i dati che vedere nei report di GA. Il modo più veloce per risolverlo, a parte contattare il webmaster e far rimuovere il vostro codice, è impostare un filtro che faccia accettare a GA solo i dati provenienti dal vostro host.

Infine questo piccolo case-history ci può far riflettere su due cose:

  1. dare un’occhiata alle statistiche tutte le mattine (o almeno un giorno si e uno no) non costa molto tempo e permette spesso di diagnosticare velocemente eventuali problemi. Tanto più che potete mettere nei preferiti l’indirizzo della dashboard di un profilo ed andarci direttamente, se siete già loggati su un qualsiasi servizio Google (Gmail, ad esempio)
  2. controllare pertinenza dei dati che arrivano a GA è una cosa da fare con regolarità. Uno degli assiomi fondamentali della web analytics è il motto inglese “garbage in, garbage out”. Se i dati in ingresso sono spazzatura, non c’è software di analisi che tenga: i dati in uscita saranno per la maggior parte spazzatura. I software, vale la pena di ricordarlo, sono come scatole più o meno chiuse, che effettuano trasformazioni sui dati. E trattandosi di programmi, che girano su computer, non mentono a patto che non siano stati fatti errori nella scrittura del codice. Ma di sicuro non possono nemmeno accorgersi da soli se i dati che gli fornite da elaborare siano o no i vostri.

Condividi l'articolo:

4 Commenti

  1. Ciao Marco,
    articolo quantomeno curioso, almeno per me che, nella mia beata ignoranza, non capisco che senso puo’ avere per un webmaster piazzare un codice non suo.

    grazie se vorrai spiegarmi, anche un cenno 🙂

    rob

  2. immagino non l’abbia fatto apposta, ma i dettagli gli ignoro. Potrebbe aver ricevuto il codice dal reparto marketing o da qualcun altro che amministra le statistiche.

  3. Ciao Marco, lo scorso anno mi è capitata una cosa simile, dall’analisi delle statistiche ci risultavano dei contatti su alcune pagine con titoli che noi non avevamo nel nostro sito. Verificando approfonditamente abbiamo scoperto che il sito in oggetto era stato copiato da un webmaster, il quale aveva poi cambiato solo le foto ed i testi lasciando inalterato il codice di Analytics.

Trackbacks

  1. -100% di visite e NON essere felici · Google Analytics in 30 secondi

Scrivi un Commento