Oct 29 2008

Aggiungere annotazioni a Google Analytics

autore: Marco Cilia categoria: report

Come si è già detto la API di prossima introduzione in GA 3.0 è una API di sola lettura, e questo significa che i dati avranno una sola direzione: dal server all’esterno. L’unico modo per introdurre dati nel sistema di Google è attraverso il javascript che inseriamo nelle nostre pagine, ma quei dati riguardano sempre e comunque visitatori, sessioni, browser, obiettivi.

Una delle richieste che ogni tanto viene fatta al team di Google in giro per la rete è la possibilità di inserire note all’interno del prodotto, cioè annotazione utili ad esempio a ricordare eventi (”26/10: inizio della campagna banner”) o ad “appuntare” messaggi importanti per gli altri utenti. Justin Cutroni ha sopperito a questa mancanza con una estensione per Firefox chiamata GA Notes. E’ basata su Google Apps, per cui le note sono conservate nei server della grande G e l’unico prerequisito affinché funzioni con più utenti è che tutti abbiano installato l’estensione.

Se lavorate con Google Analytics e siete un team, può sicuramente essere una buona idea usare questa estensione per avere sempre sotto mano la “storia” degli eventi di un profilo. Tra le altre cose, Justin promette che cercherà di migliorarla anche con la possibilità di visualizzare le note in forma grafica.

(se ti interessano altre estensioni utili per aggiungere funzionalità a GA, ti segnalo questo vecchio post)


Oct 27 2008

Un esempio di Custom Report

autore: Marco Cilia categoria: report

C’è stato un tempo - agli albori della mia esperienza con Google Analytics - in cui a chi mi chiedeva cosa si potesse fare con il prodotto io rispondevo “qualsiasi cosa! se vuoi sapere come ti hanno trovato sui motori di ricerca i soli navigatori norvegesi che sono arrivati tra le dieci e le undici di sera, puoi!”. Si trattava ovviamente di una informazione inesatta, dettata dal grande entusiasmo iniziale e da una scarsa conoscenza del mezzo, perché una segmentazione del genere non è mai stata possibile su GA.

Per dimostrare la potenza dei nuovi rapporti personalizzati ho creato al volo il report in questione, togliendomi una piccola soddisfazione personale: quella di poter dire, sebbene a distanza di tre anni, che tutto sommato non mi sbagliavo :)
Nel video che segue incrocio tre metriche (tempo medio sul sito, visite nuove e frequenza di rimbalzo) con tre dimensioni annidate (paese di provenienza, ora del giorno e parola chiave), in modo da ottenere l’informazione desiderata.


Ci sono da notare due cose: la prima è che esiste un quarto spazio per le dimensioni, ovvero è possibile scendere nel dettaglio ancora di un livello, e la seconda è che a un custom report così creato è poi possibile applicare una segmentazione avanzata precedentemente definita. Questo apre virtualmente qualsiasi porta, estendendo di molto le possibilità combinate delle due grandi novità!


Oct 23 2008

Novità in GA 3.0: analisi di livello enterprise per tutti

autore: Marco Cilia categoria: generale

Grosse novità in Google Analytics, giunte senza quasi nessun preavviso!
Avevo guardato il programma dell’eMetrics summit di Washington D.C. in cerca di possibili novità in GA, che è sponsor Gold dell’evento, e avevo trovato un intervento di 10 minuti di Brett Crosby il giorno 22. Leggo oggi invece che Avinash Kaushik ha presentato quella che viene considerata ufficiosamente la versione 3.0 del prodotto Google, con importanti novità di classe enterprise di cui però beneficeranno tutti gli utenti, e tutto il settore della web analytics.

Come dicevo qualche giorno fa, dopo l’uscita di Yahoo Web Analytics, Google si è trovata ad inseguire per via del numero di feature dell’ex IndexTools; ovviamente le caratteristiche presentate oggi non si sviluppano in pochi giorni, segno che si erano già preparati a questa major update ed aspettavano solo il momento giusto per presentarla. Riassumo le novità che sono state annunciate:

  • Motion Charts (un nuovo sistema di visualizzazione dei dati)
  • Segmentazione avanzata
  • Custom report
  • Integrazione con Adsense
  • nuova interfaccia amministrativa
  • API di esportazione dei dati

Il Motion Charts è un sistema sofisticato di visualizzazione dei dati e permette di selezionare due metriche per ascisse e ordinate, la dimensione e il colore delle “bolle” che rappresentano i dati e poi di vedere come questi si evolvono nel tempo. Permette quindi di avere una percezione dei dati che prima non era possibile, o era possibile in forma limitata e meno intuitiva
Motion Chart

La segmentazione avanzata è una nuova modalità di segmentazione che permetterà di ottenere al volo gli stessi dati che prima richiedevano profili separati e filtri avanzati. con una nuova interfaccia drag & drop ci sarà la possibilità di eseguire interrogazioni complesse sui dati del database. Se le implementazioni del GATC sono sempre state corrette, la segmentazione sarà retroattiva, cioè sarà possibile effettuare analisi avanzate anche sui dati dell’anno scorso, ad esempio. Questo perché evidentemente i dati nel database di Google sono sempre stati salvati in “raw”, cioè nudi e crudi e i report venivano calcolati al volo. E’ una cosa che ho sempre sospettato e che ho detto a voce qualche volta, ma non ho mai avuto la possibilità di verificarlo sperimentalmente e quindi non l’ho mai scritto. Il sospetto si è rafforzato dopo aver letto le features di Yahoo Web Analytics. Ecco un video che mostra in azione il processo di segmentazione avanzata:

e un post molto esaustivo del sempre ottimo Justin Cutroni. Nel suo post ad esempio dimostra come sia possibile creare un segmento che include solo le visite superiori ai 10 secondi ed applicarlo seduta stante ai dati pregressi.

I custom report permetteranno di creare e mantenere report che non esistono nell’interfaccia base di Analytics, potendo scegliere metriche e dimensioni in libertà tra tutte quelle disponibili nel sistema. Ad esempio si potrà creare un report che incrocia le metriche “visite” e “bounce rate” con la dimensione “città”, e poi eventualmente di aggiungere la “fonte di traffico” come sottodimensione di ogni città, in un report di tipo drill-down. Si veda questo breve video che mostra il processo appena descritto:

Il rischio dei custom report è sempre quello di aggiungere metriche su metriche e innumerevoli dimensioni, atomizzando i dati, ma la possibilità di avere li è stata chiesta a gran voce dagli utenti e Google li ha accontentati.

Dell’integrazione con Adsense si vociferava già da tempo, e mi sembra un passo naturale verso la creazione del Google Business Platform. Gli screenshot mostrati erano reali e le possibilità sono indubiamente più elevate rispetto alla reportistica del pannello Adsense in sè. Sul blog di Adsense c’è un post con le spiegazioni dettagliate delle nuove feature.

La nuova interfaccia di amministrazione permette di semplificare la navigazione tra i profili e di definire la visualizzazione di alcune Key Performance Indicator fuori dai report, in modo da avere subito “il polso della situazione” secondo il classico schema verde va bene, rosso va male.

Infine è arrivata anche la API di export dei dati, che esisteva già come ipotizzato nel post relativo ad AnalyticsView: permetterà di di creare applicazioni e software di terze parti in grado di estrarre e quindi rielaborare (graficamente e non solo) i dati da Google Analytics. La API funzionerà solo in lettura, chiaramente, e tra le altre cose credo che permetterà anche di creare un “contatore” da esporre nelle pagine, cosa che più volte mi è stato chiesto se fosse possibile e che dovrebbe esserlo (per quanto la mia opinione dei contatori sia estremamente negativa).

Se vi ricordate del post “20 consigli a Google per migliorare Analytics“, troverete che alcuni di quei desideri si avvereranno quando queste nuove funzionalità saranno gradualmente rilasciate agli utenti. Google Analytics si eleva di un livello e approccia in modo serio al mercato aziendale high-end, finora appanaggio dei grandi player come Webtrends e Omniture. Quando mi abiliteranno le nuove funzioni provvederò ad aggiornare la comparazione tra YWA e GA, che al momento ha di colpo perso senso.


Oct 21 2008

Tabelle di conversione delle sorgenti

autore: Marco Cilia categoria: codice di monitoraggio

Mi pregio di avere lettori molto attenti, che in pubblico o in privato mi fanno domande, chiedono spiegazioni, mi esortano ad essere più chiaro e mi correggono. Ed è una fortuna, ne sono molto contento. In seguito al mio errore sulla conversione dei referrer evidenziato da fradefra ho deciso di fare alcune prove approfondite per togliere i dubbi una volta per tutte. Ho quindi impostato una tabella a doppio ingresso, ho cercato un sito che fosse raggiungibile da tutte le fonti e ho iniziato a fare visite secondo lo schema. Solo dopo aver finito mi sono reso conto che qualcosa non quadrava, non era come me lo aspettavo, ma prima di pubblicare un altro post dubbio ho voluto avere il conforto di un test esterno. Ho quindi chiesto a Marco Ziero di fare delle prove “alla cieca”, cioè senza spiegargli nel dettaglio come e perché ma raccogliendo soltanto i risultati. Durante la telefonata però ho capito cosa non tornava nei miei risultati, e ho ricominciato l’esperimento dall’inizio. Ecco cosa ho scoperto: Continua a leggere “Tabelle di conversione delle sorgenti”


Oct 21 2008

Internet Magazine e IAB forum

autore: Marco Cilia categoria: generale

Dato che ormai la rivista cartacea non è più in edicola, ho avuto l’autorizzazione a mettere online il pdf con l’intervista che Internet Magazine ha pubblicato nel numero di Ottobre 2008. L’intervista, ve lo ricordo, consisteva in tre domande sulla web analytics a me, Enrico Pavan e Giusy Veneto.

Scarica il pdf e leggi l’intervista

Inoltre segnalo che sarò presente allo IAB forum il giorno 6 novembre, per seguire ovviamente le sessioni di web analytics. Se vi trovaste anche voi lì, mi farebbe sicuramente piacere incontrarvi e scambiare due chiacchere :)


Oct 17 2008

funzioni: _setCampaignTrack() e _setAllowAnchor()

autore: Marco Cilia categoria: funzioni

La gestione delle campagne è uno strumento molto potente in Google Analytics e alcuni si spingono addirittura a dire che sia la cosa meglio riuscita del prodotto. Quale che sia la vostra opinione, è indubbia una cosa: la gestione è talmente semplice che basta visitare un link con i parametri di una campagna per iniziare a vedere i relativi dati nei report. Non ho volutamente scritto “iniziare a diffondere link con i parametri” perché intendo proprio quel che ho detto: basta che qualcuno visiti un vostro indirizzo con i parametri di una campagna, una qualsiasi.
Per chiarire ancora meglio, se io visito il vostro sito tramite questo indirizzo
http://www.tuosito.it/index.php?utm_source=ilmiobrowser&utm_medium=miainiziativa&utm_campaign=melasonoinventata

voi inizierete a vedere le mie visite sotto la campagna “melasonoinventata”. C’è da dire che nei grossi numeri è improbabile che qualcuno riesca a far emergere una campagna inventata, e se ci riesce significa che porta abbastanza traffico da meritare una campagna vera, ma in siti con traffico relativamente basso è una possibilità che esiste. Se vogliamo è lo stesso discorso fatto a riguardo della copia dello script su domini diversi: la scelta progettuale è una, ed è degli ingegneri di Google, ma il sistema mette a tua disposizione gli strumenti per proteggerti. Nel caso in cui non si vogliano tracciare le campagne (nessuna campagna!) si può usare la funzione _setCampaignTrack(booleano), che disattiva il relativo tracciamento. E’ sufficiente aggiungere la riga
pageTracker._setCampaignTrack(false);
prima di trackPageView().

Essendo una funzione booleana, il tracciamento è spento o acceso; o escludete tutti i tracciamenti - e quindi non userete le campagne nemmeno volendolo - o li accettate tutti, compresi quelli “fasulli”. Alternativamente si può pensare a un filtro di inclusione solo per le proprie campagne, ma sarebbe un filtro da aggiornare molto spesso e comporterebbe qualche restrizione alla gestione stessa delle campagne.

La seconda funzione di cui parliamo oggi è _setAllowAnchor(booleano) e serve ad abilitare la gestione degli url delle campagne anche tramite il separatore # (cancelletto), oltre ai classici ? (punto di domanda) e & (e commerciale). Se devo essere sincero non ho mai visto utilizzare questa funzione da quando mi occupo di GA (anzi, ho visto URL taggati col cancelletto ma nelle pagine di destinazione non c’era la funzione _setAllowAnchor), ma poiché espande le possibilità di utilizzo è bene conoscerla. L’utilizzo è semplice, basta aggiungere la riga
pageTracker._setAllowAnchor(true);

prima della chiamata a trackPageView()


Oct 14 2008

Comprendere appieno il tempo sul sito

autore: Marco Cilia categoria: report

Uno dei possibili parametri per definire delle KPI (Key Performance Indicator) su un sito è il tempo trascorso dai visitatori sulle nostre pagine. Questo dato è presente in Google Analytics, ed è conforme agli standard della Web Analytics Association, ma spesso noto molta confusione nell’interpretazione dei report relativi. Cercherò di farvi capire come funziona con esempi pratici:

La domanda tipica che mi sento rivolgere è all’incirca questa: “perché nella bacheca GA mi segna un certo tempo medio sul sito e nel dettaglio contenuti un altro?” (vedi la figura sotto)

valori di tempo sul sito in GA

La risposta secca è: perché il primo valore è la media del tempo sul sito, il secondo è la media delle medie del tempo su ogni singola pagina.
Google Analytics calcola il tempo su ogni pagina tramite la differenza tra il timestamp (preciso al secondo, calcolato in UNIX time) di ogni pagina meno il timestamp della pagina precedente. E di conseguenza il tempo sul sito è il timestamp dell’ultima pagina visitata meno il timestamp della prima.
Chiariamo con una schema: Continua a leggere “Comprendere appieno il tempo sul sito”


Oct 10 2008

Il nuovo Yahoo Web Analytics e GA

autore: Marco Cilia categoria: web analytics

Attenzione! questo post perde senso con l’arrivo di Google Analytics 3.0, annunciato il 22 ottobre 2008

Dennis Mortesen ha annunciato l’avvio definitivo del nuovo prodotto di web analytics di Yahoo, cinque mesi dopo l’acquisizione di IndexTools, destinato a fare concorrenza a GA. Senza averlo provato - o poterlo provare, visto che l’accesso è attualmente riservato a clienti e partner - è difficile fare comparazioni, ma ci ho provato lo stesso usando la pagina delle feature del prodotto:

Yahoo Web Analytics Google Analytics
Executive dashboards
 
Customize your dashboard with the metrics, benchmarks and gauges that meet your specific needs and preferences. presente
Quickly set goals, track progress and identify danger points. non ha i danger points, che presumo essere degli alert se il tasso di conversione scende sotto a un tot prefissato
Each person and role within your company can have their own dashboard. presente
Custom Reports
 
Add categories to pre-defined reporting items, so your reports match the way your business is organized. tutti vedono tutti i report, non ci sono viste predefinite
Use custom fields. For example, if you have a travel website, you could track according to travel destination, length of stay, price ranges, or ticket type. assente
Advanced Campaign Management
 
Measure cost-per-click (CPC), cost-per-impression (CPM), cost-per-acquisition (CPA) and return-on-investment (ROI)-and adjust your budget if necessary. solo CPC e ROI
Organize your reports by hierarchical categories you determine. assente
Analyze your campaign results according to the categories you define. assente
Real-Time Segmentation
 
See how visitors react to different campaign landing pages, page layouts, calls to action, and more - then optimize your pages and offers. difficile dirlo senza vederlo. Direi che è presente, eventualmente in collaborazione con Google Website Optimizer
Identify your best visitors and use that information to find more of those visitors. assente
Live Cost Analysis
 
Take advantage of Advanced Live Cost Analysis that collects data from Yahoo!, Google and MSN, and integrates it with the revenue earned on your website. assente (killer application)
Measure the ROI of your paid search campaigns, keyword by keyword. presente, nativamente solo per AdWords
Resolve inconsistencies between Yahoo! Web Analytics data and your Paid Search reports. probabilmente si realizza legando l’account YWA a quello della piattaforma Panama, come GA con AdWords
Merchandise Reporting
 
Track the products - and product combinations - your customers purchase, add to their carts, and preview. presente, con modifiche allo script e abilitazione dei report e-commerce
Create reports that reflect cancelled orders or changes to order amounts by sending API requests to the system. assente (è presente solo la possibilità di inserire transazioni negative)
Upload product costs to calculate overall campaign profitability. assente
Scenario Analysis
 
Track visitor behavior through multi-step processes, like purchases or form submissions, and troubleshoot popular paths to improve task completions. presente (dagli screenshot parrebbe che YWA mostri i funnel anche su comparazioni temporali, cosa che GA non fa)
Redefine a process and the changes apply to historical data too. assente (killer application)
Comparative Reporting
 
Learn how your website performance develops from month to month. presente
Bookmark reports and use past results as a benchmark for improvement. assente
Advanced Path Analysis
 
Identify popular paths through your site - viewing user paths as branched, hierarchical maps. presente
Drill down on branches to follow visitor movements down to a single visit. assente
Marketing Workflow Management
 
Monitor events that affect your website, such as site changes, holidays or system outages. assente
Create custom email alerts to notify you of changes to website performance. assente
Improve communication with colleagues by sharing notes on reports and dashboards, and color coding report results to easily identify irregularities. assente (killer application)

Come vedete c’è molta carne al fuoco, e se le premesse saranno mantenute il nuovo Yahoo Web Analytics (YWA) darà del filo da torcere al prodotto Google, che di colpo si trova ad inseguire su alcuni fronti, che ho evidenziato in rosso; alcuni evidenziati in grassetto con la dicitura “killer application” rappresentano secondo me dei veri e propri punti di forza che Google dovrà presto colmare: ad esempio la possibilità di importare dati e costi da prodotti diversi da AdWords, cosa che è sempre stata rinfacciata a GA. Oppure di variare un funnel, un percorso a imbuto, e ottenere anche la rielaborazione dei dati pregressi, e ancora la possibilità di prendere appunti direttamente dentro il prodotto e condividere note con i colleghi.

Penso che questo ingresso non possa che fare bene al settore della web analytics, che mai come in questi tempi è stato così effervescente, e il fatto di avere un serio concorrente porterà Google a sviluppare Analytics con maggior velocità. E poi verrà anche Microsoft Gatineau…

edit: vale sicuramente la pena di riportare anche l’opinione di Eric Peterson, che pensa che i due prodotti non siano in competizione, e che piuttosto YWA andrà a disturbare player come Webtrends, siteCatalyst, coremetrics, eccetera. E’ sicuramente una possibilità, inutile negarlo, ma dipenderà molto da come Yahoo avrà intenzione di approcciare la questione. Inoltre è un dato di fatto che sebbene Google Analytics non sia mai stato posto in concorrenza diretta con i suddetti, molte persone sono state attratte dalla sua potenza resa a costo zero, e quindi ha eroso piccole quote di mercato ai grandi player.


Oct 09 2008

funzioni: _setCookieTimeout()

autore: Marco Cilia categoria: funzioni

La funzione che va maggiormente tenuta da conto quando si instaurano delle campagne è _setCookietimeout(stringa); il motivo risiede nella gestione del cookie __utmz da parte dello script di Analytics: il cookie contiene le informazioni relative alla provenienza, ad esempio:
205114892.1220963346.1.1.utmccn=(organic)|utmcsr=google|utmctr=world+browser+stats |utmcmd=organic
(si viene da una ricerca su google con chiave “world browser stat”)

oppure:
219072577.1223545748.1.1.utmgclid=CITpr_XumZYCFQVOtAodAmkD7g|utmccn=(not%20set)|utmcmd=(not%20set)|utmctr=hotel%20roma
(provenienza campagna AdWords con chiave “hotel roma”)

Questo cookie ha una vita predefinita di sei mesi, o meglio 15.552.000 secondi, e le informazioni contenute sono sovrascritte secondo le famose regole:
- Le visite provenienti da una campagna, un referral, una visita organica o un adword aggiornano sempre il cookie.
- Il traffico diretto viene sempre sovrascritto da referrer, organico e campagne taggate o adword.

Questo significa che se un visitatore arriva sul vostro sito tramite una ricerca da Google per “hotel roma” e poi se ne va, per i successivi sei mesi una sua eventuale visita diretta con conversione verrà attribuita a Google organico. Allo stesso modo, se proviene da una campagna fatta su una mailing list, si salva l’indirizzo nei preferiti e poi torna dopo cinque mesi e converte, la conversione è assegnata alla campagna della mailing list.

Per vari motivi questo tempo può essere ritenuto inaccettabile: Google Analytics mette a disposizione la funzione setCookieTimeout per prendere il controllo della data di scadenza del cookie __utmz. La funzione prende in ingresso come parametro il numero di secondi trascorsi i quali il cookie scadrà e il visitatore smetterà di essere marchiato con la campagna. Si usa così:
pageTracker._setCookieTimeout("5184000");

Vi lascio anche un breve elenco di date convenzionali trasformate in secondi:
1 giorno = 86400 secondi
7 giorni = 604800 secondi
14 giorni = 1209600 secondi
15 giorni = 1296000 secondi
30 giorni = 2592000 secondi
60 giorni = 5184000 secondi
90 giorni = 7776000 secondi
120 giorni = 10368000 secondi
180 giorni = 15552000 secondi


Oct 06 2008

Gestione delle campagne

autore: Marco Cilia categoria: generale

Uno dei grafici più noti e familiari che si vedono quando si accede alla dashboard dei profili è quello delle fonti di traffico, a meno che non sia stato eliminato per scelta. Rappresenta, come noto, la ripartizione percentuale delle provenienze dei visitatori, e di solito ha tre colori, rosso, verde e blu che rappresentano le tre fonti “classiche” di traffico: le visite dirette, i siti di riferimento e le visite da motore di ricerca.

(due diversi grafici delle fonti di traffico)

(due diversi grafici delle fonti di traffico)

In alcuni casi però il grafico si presenta con quattro colori, aggiunge il giallo, e la quarta fonte è “altro”; questo significa che abbiamo iniziato a usare e gestire le campagne. La gestione delle campagne è un passaggio praticamente obbligato nella vita del monitoraggio di un sito web tramite Google Analytics, poiché ci consente di sapere con esattezza quale fonte invia quali visitatori, quale banner porta più conversioni, quale servizio porta visite più qualificate. A differenza delle fonti “tradizionali” le campagne sono impostate da noi e sono molto più granulari: possiamo avere una campagna su una sola pagina di un sito, su tutte le pagine di un sito oppure tre campagne diverse sulla stessa pagina. si può usare la stessa campagna su una newsletter oppure usare una campagna per ogni tipologia di destinatario, e ancora usare campagne differenti per due link differenti nella stessa newsletter. Poiché la gestione è nostra, non c’è limite di utilizzo, salvo poi la difficoltà di lettura dei report.

Come si crea una campagna? A differenza degli obiettivi non c’è bisogno di fare nulla nell’interfaccia di GA, una campagna parte nel momento in cui la prima visita arriva tramite un link opportunamente preparato (”taggato”) con alcuni parametri. Questi parametri possono essere fino a cinque, e precisamente:

  • utm_campaign: è il nome della campagna. Va pensato come a un “contenitore” delle varie attività di promozione tramite campagne che ci apprestiamo a fare. Ad esempio per lanciare un prodotto potremmo fare campagne su newsletter, link da siti partner e banner, ma il nome della campagna sarà comune e sempre uguale, ad esempio “lancio XR100″
  • utm_medium: è il mezzo della campagna, il veicolo attraverso il quale la campagna giunge ai potenziali clienti. Va pensato rispondendo alla domanda “tramite quale mezzo sto lanciando il messaggio?” (ad esempio: email, banner, affiliazione, ecc.)
  • utm_source: è la fonte delle visite, la provenienza dei visitatori per quella campagna e risponde alla domanda “chi?” (esempio: goanalytics.info, google, sito honda italia)
  • utm_content: è il contenuto dell’annuncio, e può essere usato per dare maggior dettaglio o per scopi di test, ad esempio facendo un test A/B per capire quale annuncio genera i risultati migliori.
  • utm_term: è il termine comprato, nel caso si stia taggando una campagna di keyword advertising.

Di questi cinque parametri, solo i primi tre sono obbligatori. Tecnicamente non è del tutto vero, ma per comodità si assume che sia così: usandoli tutti e tre si usufruirà in toto dei benefici della gestione delle campagne. Per avviare una campagna si dovrà quindi provvedere a modificare il link che punta al nostro sito aggiungendo questi parametri. Ipotizziamo che stiamo lanciando il prodotto XR100 e che abbiamo approntato una pagina apposita sul nostro sito, www.miosito.it/xr100.php. la prima campagna viene effettuata sulla newsletter in questo modo:
http://www.miosito.it/xr100.php?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=lancio-xr100

la seconda campagna è un banner sul sito di honda italia
http://www.miosito.it/xr100.php?utm_source=honda-italia&utm_medium=banner&utm_campaign=lancio-xr100

il terzo caso riguarda due link presenti su un sito affiliato, che decidiamo di studiare particolarmente perché in passato campagne simili hanno dato risultati contrastanti. Saranno inseriti due link, uno nella sidebar di tutte le pagine e uno nel footer di tutte la pagine.
Il link nella sidebar sarà
http://www.miosito.it/xr100.php?utm_source=sitoaffiliato.com&utm_medium=link&utm_content=sidebar&utm_campaign=lancio-xr100

mentre quello nel footer
http://www.miosito.it/xr100.php?utm_source=sitoaffiliato.com&utm_medium=link&utm_content=footer&utm_campaign=lancio-xr100

In questo modo, andando a scavare nel report sorgenti di traffico -> campagne sarà possibile capire con esattezza quale di questi mezzi ha generato più conversioni e addirittura quale sia la posizione più redditizia per inserire un link su sitoaffiliato.com nella prossima campagna.
Per facilitare la creazione di url taggati correttamente Google mette a disposizione uno strumento di costruzione degli URL raggiungibile a questa pagina del supporto.

E’ necessario ricordare ancora una cosa sulle campagne: quando un visitatore clicca uno dei link taggati in questo modo il cookie utmz viene opportunamente modificato per registrare questa informazione; come già visto in precedenza, però, per due click da campagne successive il cookie viene sempre modificato, e la conversione viene attribuita all’ultima campagna cliccata. Per ovviare a questo comportamento vi ho già parlato del parametro aggiuntivo utm_nooverride=1.