Feb 03 2009

Raggruppare i contenuti

autore: categoria: filtri tag: , ,

C’è una cosa che Google Analytics non fa nativamente, al contrario di strumenti considerati “più professionali” e costosi: i cosiddetti Content Group, ovvero gruppi più o meno omogenei di pagine o contenuti categorizzati con un nome, la cui analisi può essere fatta in forma aggregata.
In realtà GA consente di analizzare gruppi di URL in forma aggregata tramite il report “dettaglio contenuto“, ma in questo caso i gruppi sono determinati dalla struttura degli URL del sito (directory e sottodirectory, fisiche o create ad arte tramite riscrittura degli URL), oppure si possono analizzare gruppi di pagine che abbiano una parte comune di title tramite il report “contenuti per titolo“.

La soluzione di E-nor è quella di applicare dei filtri avanzati (ad un profilo-copia, aggiungerei) in grado di sostituire ad esempio tutti gli URL che contengono la parola ADIDAS con un url secco tipo /adidas.html

Allargando il discorso si può ipotizzare un tentativo “alla webtrends” in cui il raggruppamento avviene tramite una regular expression (o una regular expression per il nome della pagina + un parametro particolare), sempre tramite filtro avanzato, oppure una via più elegante che modifichi il title della pagina aggiungendo il nome del content group, lasciando intatto l’URL per eventuali altre analisi.
La soluzione proposta è indubbiamente valida, ma non mi fa impazzire per almeno due motivi:

  1. il primo, come ho avuto di dire nei commenti a quel post, è che su siti di grandi dimensioni potrebbero esserci problemi con url che contengono due termini da sostituire, nel qual caso il primo filtro farebbe tutto il lavoro trattenendo la pagina dentro al relativo content-group. Più in generale il sistema proposto è più facile da implementare in siti con URL rewrite attivo, mentre risulta più difficoltoso con url “criptici”
  2. il secondo, più importante, è che questo è un workaround: i content group dovrebbero funzionare come i tag, evitando il problema di cui al punto precedente e permettendo ad una pagina di essere conteggiata in due o più gruppi di contenuto

Come sempre, se sapete esattamente cosa state facendo e quali dati in uscita avrete potete operare; diversamente bisognerà aspettare che Google implementi nativamente questa funzione, oppure suggerirla tramite il form apposito 🙂

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3 Commenti

  1. Mah, neppure a me questa soluzione fa impazzire. Preferisco risolvere il problema alla radice, usando delle URL già categorizzate opportunamente (viva WordPress).

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