Aug 18 2010

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Nuova Management API

autore: Marco Cilia categoria: API tag:

Il variegato mondo delle API di Google Analytics si arricchisce oggi di una new entry: la Management API. Questo nuovo set di istruzioni è in grado di recuperare selettivamente informazioni su account, proprietà web, profili e alcune configurazioni degli stessi. E’ per esempio possibile avere un elenco delle impostazioni dei goal di un certo profilo, oppure le configurazioni dei segmenti avanzati.

Fino a ieri le configurazioni erano accessibili come una unica lista, che andava quindi filtrata a mano a posteriori una volta ottenuta la risposta dalle API classiche: questo si traduce in performance migliori per le richieste/risposte delle applicazioni basate sulle Application Programming Interfaces e quindi in una migliore usabilità delle stesse. Inoltre ogni risposta contiene le informazioni chiave su parent e child degli oggetti, in modo che le applicazioni scritte possano scalare in modo facile dal generale al particolare con poche righe di codice.

Se volete un esempio veloce delle possibilità – e avete dimestichezza almeno con il funzionamento base delle API – esiste un simulatore javascript che previa autorizzazione ad accedere al vostro account vi mostra alcune possibilità molto basilari del nuovo sistema.


May 04 2010

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Novità di Maggio

autore: Marco Cilia categoria: generale tag: , , ,

Dieci intensi minuti con Twitter surriscaldato dai refresh ci hanno finalmente svelato le attese novità.

In primo luogo è stata lanciata una galleria delle applicazioni utili a estendere le funzionalità di Google Analytics, siano esse siti esterni basati sulle APi, plugin per browser o applicazioni da installare. Tutto quel che vi può essere utile per avere più dati a disposizione è ora elencato e categorizzato nella Google Analytics Application Gallery (al momento sono elencate 32 applicazioni).

Il secondo annuncio è che il tracking code asincrono è uscito dalla fase beta, e in accordo con la politica di rendere più veloce il web presto diventerà il codice di monitoraggio predefinito (quello che per intenderci copiate e incollate quando create un profilo) per tutti.

Infine presto ci saranno nuove integrazioni con AdWords, e più report. La cosa che più piacerà ad alcuni di voi (Fradefra? Gorino? :) ) sarà la possibilità di vedere finalmente la query cercata insieme a quella pagata, senza più bisogno di doppi e tripli filtri. Nel video che spiega brevemente le novità si vede – e sente – più volte “actual search query” come nuova dimensione possibile, oltre al match type e altre cosette interessanti.

Inoltre nelle API di Google Analytics sono state introdotte 5 nuove dimensioni relative ad Adwords


Apr 02 2010

Novità nelle API – Marzo 2010

autore: Marco Cilia categoria: API tag:

Ci sono alcune novità che chi usa le API di Google Analytics potrebbe ritenere interessanti:

  • il segmento che prima era riferito all’Iphone ora riporta tutto il traffico da terminali mobili. l’ID del segmento è invariato (-11), ma il nome è cambiato: ora si chiama Mobile Traffic
  • il tasso di campionamento usato dalle API è lo stesso dell’interfaccia web. Precedentemente alcuni sviluppatori che accedevano a profili ad altro traffico tramite API lamentavano difformità nei dati, dovuti appunto ad un diverso tasso di campionamento (vi ricordo che anche l’interfaccia, quando deve mostrare dati relativi a oltre 200.000 visite effettua spesso un campionamento, informando l’utente della percentuale di scostamento possibile)
  • sono cambiati i limiti di utilizzo, che adesso sono diventati: 10.000 richieste al giorno, non più in totale ma bensì per ogni web property (cioè per ogni codice UA-XXXXX-X); 10 richieste al secondo; 10.000 risultati per ogni query; massimo 4 richieste contemporanee (questo per evitare di lanciare decine di richieste che hanno bisogno di molto tempo per essere elaborate)

Il changelog completo, come al solito, si trova nel google code di Analytics


Feb 09 2010

Usare Google Analytics dai telefonini Android

autore: Marco Cilia categoria: generale tag: , ,

Di come usare Google Analytics sull’Iphone abbiamo già parlato in passato, con un ottimo e completo guest post di Marco Ziero. Io non possiedo un Iphone, ma sono un seguace della “religione” opposta, cioè Android ( :-) ), e quindi sono qui a rendervi conto delle applicazioni che potrete utilizzare se anche voi avete un telefonino che monta il sistema operativo di Google.

Nonostante Google sviluppi direttamente applicazioni Android per alcuni suoi servizi (Google Maps e Google Voice, giusto per citarne un paio), non ne esiste una ufficiale per GA. Non si può nemmeno usare il browser e andare su www.google.com/analytics, poiché molta dell’interfaccia è realizzata in Flash, e ancora non esiste il plugin adatto su Android. La soluzione quindi è affidarsi a un’applicazione; io le ho provate tutte e ve le recensisco:

Analytics widget – Gratuito

Analytics widget

Un widget è uno strumento fatto per essere visualizzato nella schermata home del telefono, tipicamente per mostrare informazioni senza dover aprire nulla. Il widget di Analytics permette di scegliere un solo profilo e ne mostra le visite o le pagine viste, aggiornate ogni ora. E’ ovviamente possibile avere contemporaneamente più widget riferiti a profili differenti.

Mobile GA for Android – Gratuito

Mobile GA from Actual Metrics

Realizzata da ActualMetrics, è quella che cerca meglio di emulare il look and feel della versione classica di Analytics: una volta inseriti username e password ci viene presentata la lista dei profili preferiti (e se ne gestite a decine come me, è cosa buona e giusta) e su un altro tab la lista classica, divisa però per account. E’ anche possibile fare una ricerca sui nomi dei profili, ma in ogni caso la selezione è intuitiva: si sceglie l’account e si apre la lista dei profili ad esso associati, poi si seleziona il profilo desiderato.

La vista predefinita è relativa ai 30 giorni precedenti, escluso oggi, e mostra la differenza tra nuovi visitatori (visite, pagine viste e tempo sul sito) e visitatori di ritorno (stessi dati). Ruotando lo schermo – cosiddetta modalità landscape – si passa al grafico delle visite per lo stesso periodo temporale. Il cambio dell’intervallo di date si fa tramite il pulsante MENU, da cui è anche possibile passare ad altri report. Quelli presenti sono:

  • visitatori
  • ubicazione geografica
  • sorgenti di traffico
  • contenuti
  • parole chiave
  • obiettivi
  • e-commerce

Il report keyword, ruotando il telefono, fornisce un grafico a torta con le percentuali di ingresso al sito tramite ogni parola chiave, e cliccando su una keyword si avrà il dettaglio delle sorgenti tramite le quali le visite con quella key sono avvenute.

Per tutti i report è poi possibile anche segmentare ogni dato per varie dimensioni, o fare una ricerca tramite il pulsante MENU. questa ricerca supporta anche le espressioni regolari.

Droid Analytics – Versione di prova limitata a 30 giorni, poi 0.99€

Droid Analytics

Droid Analytics è sviluppato dai francesi di Magma Mobile, e si presenta visivamente molto accattivante. All’apertura l’applicazione chiede di inserire le credenziali e dopo visualizza la lista dei profili, ma diversamente rispetto a quanto fa Mobile GA li ordina per numero di ID e non li raggruppa per account; nel mio caso ho una lista molto lunga da scorrere per arrivare ad alcuni profili.
La visualizzazione predefinita è quella in landscape (immagine sopra), e riassume in forma tabellare i dati relativi agli ultimi 30 giorni, oggi compreso. Per ogni giorno vengono visualizzate le pagine viste, le visite, i visitatori, le pagine per visita, il bounce rate e il tempo sul sito.
I pulsanti predefiniti portano alla visualizzazione del grafico, a una visualizzazione oraria o a visualizzazioni dei dati predefiniti in una tabella le cui righe rappresentano settimane, mesi o anni. Questa è una funzionalità molto comoda che nell’interfaccia classica non esiste se non manipolando i dati tramite le API – come in effetti fanno tutte queste applicazioni. Ad esempio è possibile mostrare insieme i dati di ognuno degli ultimi quattro anni, o 20 mesi, e fare confronti che nell’interfaccia di GA richiedono molti passaggi

Le altre schermate che è possibile consultare con modalità analoghe sono: keyword principali, paesi di provenienza dei visitatori, fonti di traffico, motori di ricerca, siti di riferimento, browser principali, sistemi operativi, contenuti principali, conversioni. Purtroppo non è possibile segmentare nessuno di questi dati. La sezione di configurazione dell’applicazione invece è molto ricca e permette di selezionare con facilità quanti dati mostrare (e ricavare da Google Analytics) per ogni chiamata delle API.

mAnalytics – Disponibile in versione gratuita oppure PRO a 0.99€

mAnalytics

La versione gratuita di questa applicazione ha le funzioni di base che potremmo aspettarci: selezione dell’account, del profilo (senza raggruppamenti), del periodo temporale e visualizzazione dei dati riassuntivi. Il tasto MENU porta ad un grafico che può mostrare le visite o le pagine viste. Gli altri report disponibili sono i referrer – raggruppati – e le keyword. In nessun caso è disponibile un dettaglio maggiore, né grafici, e il programma non ha opzioni.

La versione PRO invece supporta account multipli e permette di impostare il numero di righe da mostrare nei report, e il numero di dati mostrati in ciascuno di essi è decisamente superiore. Dopo aver selezionato il profilo e l’intervallo temporale si apre una specie di bacheca molto pratica che mostra i dati di riepilogo del periodo più i top referrer (il numero dipende dall’impostazione inserita nelle opzioni), le top keyword, i principali paesi di provenienza, i top browser, le risoluzioni più usate, i contenuti principali per titolo. Il tasto MENU ci permette di selezionare se visualizzare un grafico a torta di uno dei suddetti report o un grafico a linee di visite, pagine viste o visitatori unici.

La versione PRO porta con sé anche un widget, molto più bello di Analytics Widget, che occupa quattro spazi sullo schermo, ma visualizza il numero di visite, unici, pagine viste e media di pagine per visita, e permette di scegliere l’intervallo di aggiornamento dei dati o di aggiornarli a mano.

Conclusione

Non è facile dire quale sia la migliore tra queste tre applicazioni: ognuna presenta dei punti forti e dei punti deboli. L’ideale sarebbe avere l’interfaccia e le segmentazioni di Mobile GA, le visualizzazioni tabellari di DroidAnalytics e la dashboard di mAnalytics, insieme al suo widget. Anzi, se c’è un programmatore Android che se la sente, io faccio da betatester e se volete ci metto il brand :)


Jan 27 2010

Come segnalare bug e miglioramenti nelle API

autore: Marco Cilia categoria: API tag: ,

Anche Google Analytics, come molti altri prodotti Google, ha un posto dove si possono segnalare idee per miglioramenti, bug e si può controllare lo stato delle segnalazioni aperte. Fino a pochi minuti fa non lo conoscevo, e si trova a questo indirizzo: code.google.com/p/gdata-issues/issues/entry. Purtroppo le segnalazioni sono relative solamente alle export API.

Bisogna selezionare nella casella “Template” Analytics (Defect Report) se si vuole segnalare un bug, oppure Analytics (Enhancement Request) se si vuole suggerire una miglioria, e poi bisogna compilare la casella Description con le informazioni richieste: un riassunto del problema, i passi necessari a riprodurlo, le informazioni che ci si aspetterebbe il sistema debba restituire e quelle invece attualmente restituite, ed eventualmente qualche nota. Ovviamente prima di aprire una segnalazione è bene assicurarsi che non ve ne sia già una al vaglio dei tecnici, e questa operazione si può fare dalla schermata “Issues”, eventualmente filtrando solo le segnalazioni relative ad Analytics tramite il menu a tendina che compare cliccando la freccia verso il basso a fianco di API.

Nel momento in cui scrivo – e la cosa è confortante – ci sono 33 segnalazioni aperte: soltanto 5 sono relative a bug, tutte le altre sono suggerimenti di miglioramenti :)


Jan 11 2010

sharega? non mi sembra una buona idea…

autore: Marco Cilia categoria: generale tag: , ,

Ho saputo da non molto tempo che esiste un sistema per “condividere” con tutti le proprie statistiche di Google Analytics; questo sistema si chiama sharega.com e fondamentalmente vi permette di mettere sul vostro sito un contatore delle visite registrate da Analytics.

Tralasciando un momento il fatto che anche io fornisco un contatore simile (non è questo il motivo del post), anchee ammettendo che dietro ci siano le persone più oneste del mondo la modalità di fruizione mi lascia parecchio perplesso. Leggendo la guida all’utilizzo di sharega.com si nota come uno dei presupposti per l’utilizzo sia l’aggiunta di uno specifico utente (ga@sharega.com) al profilo di cui si vogliono condividere i dati.

Sostanzialmente per condividere il numero delle visite, date accesso a sharega a tutti i dati del profilo (compresi, ad esempio, i report Adwords e i guadagni Adsense, se li usate e li avete collegati a Google Analytics). So che in passato io stesso ho consigliato due strumenti che facevano la stessa cosa – Concentrate e AnalyticsView – ma all’epoca non avevo ancora visto in azione la modalità corretta per sfruttare le API (quella che usa il Data Feed Query Explorer, ad esempio). Inoltre dietro a quei due strumenti ci sono Juice Analytics e EpikOne, due Authorized Consultants molto conosciuti nel settore, dietro a sharega non si intravede nessun nome noto.

Non date mai accesso a servizi se non siete sicuri dell’identità del fornitore, e ricordate sempre che le API di Google Analytics forniscono un comodo sistema di autenticazione che non rende affatto necessario l’aggiunta di utenti ai propri profili!


Dec 15 2009

Ecco a voi le API v2

autore: Marco Cilia categoria: API tag: ,

[questo è un post per tecnici incalliti :) ]

Il changelog lo conferma ufficialmente: le API di Google Analytics sono passate alla versione 2 a partire da ieri, 14 dicembre. Alcune delle nuove funzioni annunciate infatti sono espressamente dedicate alle richieste che includono negli header la richiesta GData-Version: 2.

Le novità sono le seguenti:

  • supporto dei segmenti avanzati, anche per la creazione “al volo” di segmenti che non sono stati definiti prima nell’interfaccia. Molto interessante!
  • nuovi goal. tutti i tipi di goal sono recuperabili tramite API, con descrizione, numero di completamenti, goal start e valore.
  • variabili personalizzate, che adesso sono disponibili come un intero elemento XML, insieme a 10 nuove dimensioni incrociabili con esse.
  • cambio di nome per due dimensioni (ga:countOfVisits ora si chiama ga:visitCount e ga:countOfVisitsToATransaction è diventata ga:visitsToTransaction) e quattro metriche e dimensioni deprecate (ga:countOfVisits, ga:countOfVisitsToATransaction, ga:sourceMedium, ga:percentNewVisits)

Insomma, a poca distanza dall’introduzione di nuove funzioni, esse sono subito disponibili tramite le API. Programmatori di tutto il mondo, andate e create! :)

[beh, come nota a margine devo dire che oggi ho installato Trakkboard per provarlo, ed è basato proprio sulle API. Questi strumenti stanno diventando sempre più notevoli, e secondo me non abbiamo ancora visto niente! ]


Sep 20 2009

Cercavi gli eventi tramite le API? ora ci sono!

autore: Marco Cilia categoria: API tag: ,

La primissima funzione richiesta dagli utenti quando uscirono le API ufficiali fu la possibilità di interrogare il database di Google Analytics riguardo gli eventi tracciati nei profili; forse in effetti fu la seconda, ma a pochissima distanza, segno che questa era una esigenza reale e molto sentita. Ci sono voluti cinque mesi quasi esatti, ma adesso si può fare. Il tracciamento degli eventi è stata una delle novità più apprezzate nel corso dell’esistenza di GA, ed è stato quindi naturale che Google abbia lavorato per includerlo nelle export API. A poco a poco tutte le informazioni disponibili nell’interfaccia di Analytics saranno disponibili per l’export, e alla fine sarà anche possibile non accedere affatto all’indirizzo www.google.com/analytics.

Un’altra novità nelle API è la possibilità di estrarre i dati di navigazione (gruppo di report “contenuti”, sezione “analisi di navigazione”) degli utenti, affinché sia possibile utilizzarli nei propri strumenti o report. Il post ufficiale fa l’esempio di report di overlay customizzati (e sicuramente migliori di quello di Google, che lascia molto a desiderare). Infine, per i tecnici, la lunghezza massima della stringa di filtro è stata portata a 128 caratteri (dai 32 precedenti), e questo permetterà di comporre espressioni più complesse.

Una piccola nota sui report che lasciano a desiderare: oltre all’overlay, un altro della serie è “percorso obiettivo inverso”, ma da qualche giorno su di esso compare questo avviso (tnx to Marco Ziero):

Il rapporto del percorso indiretto per l’obiettivo verrà sospeso a breve.

avviso-percorso-inverso

Se notate c’è scritto “sospeso”, e questo mi dà fiducia riguardo al fatto che prima o poi verrà fatto un redesign del report, che così com’è è utile solo fino a un certo punto. L’obiettivo è sempre quello di migliorare!


Aug 07 2009

Esplora le API senza scrivere una riga di codice

autore: Marco Cilia categoria: API tag:

Data Feed Explorer

Le API (Application Programming Interface) sono un sistema per accedere ai dati, di Google Analytics ma anche di altri strumenti o applicazioni – senza usare le interfacce native, o per integrare questi dati in applicazioni terze. Google ha sicuramente fatto un gran lavoro mettendo a disposizione il set di API, e ampliandolo secondo le richieste – ma ancora troppe persone sono intimorite dalla complessità dell’argomento.

Sicuramente accedere alle API è una cosa adatta ai programmatori, ma a Mountain View hanno pensato a tutti. Da qualche giorno è disponibile il Data Feed Query Explorer, ovvero un’interfaccia per interrogare le API in modo visuale e conoscere automaticamente l’URL della relativa richiesta in grado di generare quei dati.

All’apertura del sito dovrete premere sul pulsante “Authenticate with Google Analytics“, e a seconda che abbiate o meno un cookie con le credenziali di un google account dovrete inserire username e password nella schermata successiva. Dopodiché dovrete dare il consenso e garantire l’accesso ai dati da parte del sito

http://ga-api-javascript-samples.googlecode.com/svn/trunk/src/explorer/explorer.html

e fatto questo avrete di fronte l’interfaccia del Data Explorer.
I campi ids, metrics e le due date sono obbligatori – hanno l’asterisco; se siete autenticati cliccando sul menu a tendina a fianco di ids avrete una lista in formato amichevole dei profili cui avete accesso in GA, selezionandone uno il campo ids verrà popolato. La stessa cosa accade con dimensions e metrics, anche se in questo caso compariranno delle checkbox perché potete specificare più di un valore. Filters e sort vanno scritti a mano, e gli esempi contestuali sono molto chiari, per le date c’è un comodo calendario a scomparsa e start-index e max-results devono essere specificati a mano.

Una volta completati i campi e premuto il pulsante “Get Data” i dati verranno estratti e visualizzati, e sono ad esempio pronti per essere copiati in altre applicazioni. Come effetto collaterale, l’indirizzo in alto – sotto Data Feed URI – si è composto con i parametri che abbiamo selezionato nell’interfaccia, ed è esattamente l’URL che dovremmo usare in una chiamata alle API per avere i dati che stiamo visualizzando.

Certo, se siete già in grado di effettuare l’accesso alle API, la chiamata con il token di autorizzazione, la lettura e il parsing degli xml di ritorno, sapere l’URL per avere i dati probabilmente è una bazzecola. Se invece non avete capito niente di quello che ho scritto nella frase precedente, considerate questo scenario:

Ingaggiate un programmatore che non sa niente di Google Analytics, gli fate vedere la documentazione di accesso e gli chiedete di fare un sistema che accede alle API e stampa a video i risultati in una o più forme che vi piacciono. Gli dite di indicargli chiaramente dove vanno incollate le stringhe che tirano fuori i dati. Lui non sa niente di Google Analytics, voi non sapete niente di programmazione, ma alla fine l’applicazione funziona senza problemi, perché voi usate il Data Explore per “creare” la richiesta che avete in mente. E se volete cambiare i dati visualizzati non dovrete disturbarlo più :)

In sostanza il Data Feed Query Explorer è una versione ufficiale e potenziata di Vasco de Gapi. Non solo l’interfaccia è più compatta e funzionale, ma i risultati non sono limitati e viene fornito l’URL funzionante per avere gli stessi dati con una vera richiesta via API


Jul 14 2009

I dati di GA in Google Earth ed Excel

autore: Marco Cilia categoria: API tag: , ,

google-earthOggi voglio segnalare due strumenti che potrebbero tornarvi utili se usate Google Analytics e spesso avete necessità di avere i dati anche fuori dalla sua interfaccia.

Il primo strumento è carino anche se relativamente utile, ma è indubbiamente più performante della carta geografica dei visitatori che propone GA: si tratta della possibilità di visualizzare la provenienza geografica delle visite su un comodo livello di Google Earth.
Per utilizzarlo bisogna andare nel report Visitatori -> Overlay carta geografica, selezionare il periodo temporale e il livello di dettaglio desiderato (città o paese, gli altri due non rendono bene), esportare tutto in xml e dare in pasto il file alla pagina che ho linkato, che restituirà un file .klm da aprire in Google Earth. I simbolini colorati rappresentano il numero di visite provenienti da quella città o da quel paese; ad esempio una puntina gialla significa tra le 0 e le 50 visite, mentre un segnaposto verde tra le 4000 e le 8000 visite.

Il secondo strumento invece è decisamente più utile, e sfrutta le API di esportazione per “tirare dentro” Excel i dati di Google Analytics. Quante volte infatti durante le analisi più spinte e gli incroci di dati più estremi siamo stati costretti ad esportare i report da GA in CSV (o direttamente in Google Docs, se avete letto questo mio vecchio post), per poi importarli in Excel? e quante volte abbiamo dovuto rifare il procedimento perché avevamo un nuovo set di dati offline e dovevamo allineare i dati di Analytics? da oggi tutto questo fa parte di un modo di lavorare passato, i dati saranno sempre aggiornati e nella cella giusta!

Per fare ciò è necessario aprire Excel, poi strumenti -> macro -> visual basic editor. da lì tasto destro su VBAproject (Cartel1) – che dovrebbe essere il nome predefinito del progetto, almeno su Excel 2003 – e inserisci -> modulo.
A questo punto andare sulla pagina personale di Mikael Thuneberg, copiare tutto il codice e incollarlo nella finestra del modulo di Excel. Poi andare su strumenti -> riferimenti e aggiungere una selezione su Microsoft XML, v6.0, premere OK e poi salvare il lavoro Cartel1. Chiudere la finestra di Visual Basic Editor e salvare il file tramite file -> salva con nome… scegliere come tipo di file componente aggiuntivo di Microsoft Excel (*.xla) e salvarlo nella cartella AddIns (che su Windows vista è in /nomeutente/AppData/Roaming/Microsoft/Addins, ma su altri sistemi operativi potrebbe trovarsi altrove. Di norma Excel propone da solo la cartella giusta alla selezione degli xla) con il nome – ad esempio – di GA.xla. Ora da strumenti -> componenti aggiuntivi mettere la spunta su GA e premere OK e riavviare Excel.

Le due funzioni sono disponibili dal menu Inserisci -> funzione nella sezione definite dall’utente, e sono:

  • getGAautheticationToken: dati una email e una password richiama una stringa necessaria per le interrogazioni successive
  • getGAdata: dati una serie di parametri di ingresso (il numero dell’account, il periodo temporale, le metriche e i filtri) richiama da Google Analytics i dati necessari e li memorizza in Excel

Da notare che il sistema non funziona se si è dietro a un proxy, richiede una connessione a internet diretta.
Per fare lo stesso mestiere esisterebbe anche Excellent Analytics, ma ha come prerequisito Excel 2007, per cui non l’ho potuto provare.

[edit: 13 agosto: Il blog ufficiale ha un nuovo post con altri strumenti per integrare GA ed Excel]


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