Feb 09 2010

Usare Google Analytics dai telefonini Android

autore: Marco Cilia categoria: generale

Di come usare Google Analytics sull’Iphone abbiamo già parlato in passato, con un ottimo e completo guest post di Marco Ziero. Io non possiedo un Iphone, ma sono un seguace della “religione” opposta, cioè Android ( :-) ), e quindi sono qui a rendervi conto delle applicazioni che potrete utilizzare se anche voi avete un telefonino che monta il sistema operativo di Google.

Nonostante Google sviluppi direttamente applicazioni Android per alcuni suoi servizi (Google Maps e Google Voice, giusto per citarne un paio), non ne esiste una ufficiale per GA. Non si può nemmeno usare il browser e andare su www.google.com/analytics, poiché molta dell’interfaccia è realizzata in Flash, e ancora non esiste il plugin adatto su Android. La soluzione quindi è affidarsi a un’applicazione; io le ho provate tutte e ve le recensisco:

Analytics widget – Gratuito

Analytics widget

Un widget è uno strumento fatto per essere visualizzato nella schermata home del telefono, tipicamente per mostrare informazioni senza dover aprire nulla. Il widget di Analytics permette di scegliere un solo profilo e ne mostra le visite o le pagine viste, aggiornate ogni ora. E’ ovviamente possibile avere contemporaneamente più widget riferiti a profili differenti.

Mobile GA for Android – Gratuito

Mobile GA from Actual Metrics

Realizzata da ActualMetrics, è quella che cerca meglio di emulare il look and feel della versione classica di Analytics: una volta inseriti username e password ci viene presentata la lista dei profili preferiti (e se ne gestite a decine come me, è cosa buona e giusta) e su un altro tab la lista classica, divisa però per account. E’ anche possibile fare una ricerca sui nomi dei profili, ma in ogni caso la selezione è intuitiva: si sceglie l’account e si apre la lista dei profili ad esso associati, poi si seleziona il profilo desiderato.

La vista predefinita è relativa ai 30 giorni precedenti, escluso oggi, e mostra la differenza tra nuovi visitatori (visite, pagine viste e tempo sul sito) e visitatori di ritorno (stessi dati). Ruotando lo schermo – cosiddetta modalità landscape – si passa al grafico delle visite per lo stesso periodo temporale. Il cambio dell’intervallo di date si fa tramite il pulsante MENU, da cui è anche possibile passare ad altri report. Quelli presenti sono:

  • visitatori
  • ubicazione geografica
  • sorgenti di traffico
  • contenuti
  • parole chiave
  • obiettivi
  • e-commerce

Il report keyword, ruotando il telefono, fornisce un grafico a torta con le percentuali di ingresso al sito tramite ogni parola chiave, e cliccando su una keyword si avrà il dettaglio delle sorgenti tramite le quali le visite con quella key sono avvenute.

Per tutti i report è poi possibile anche segmentare ogni dato per varie dimensioni, o fare una ricerca tramite il pulsante MENU. questa ricerca supporta anche le espressioni regolari.

Droid Analytics – Versione di prova limitata a 30 giorni, poi 0.99€

Droid Analytics

Droid Analytics è sviluppato dai francesi di Magma Mobile, e si presenta visivamente molto accattivante. All’apertura l’applicazione chiede di inserire le credenziali e dopo visualizza la lista dei profili, ma diversamente rispetto a quanto fa Mobile GA li ordina per numero di ID e non li raggruppa per account; nel mio caso ho una lista molto lunga da scorrere per arrivare ad alcuni profili.
La visualizzazione predefinita è quella in landscape (immagine sopra), e riassume in forma tabellare i dati relativi agli ultimi 30 giorni, oggi compreso. Per ogni giorno vengono visualizzate le pagine viste, le visite, i visitatori, le pagine per visita, il bounce rate e il tempo sul sito.
I pulsanti predefiniti portano alla visualizzazione del grafico, a una visualizzazione oraria o a visualizzazioni dei dati predefiniti in una tabella le cui righe rappresentano settimane, mesi o anni. Questa è una funzionalità molto comoda che nell’interfaccia classica non esiste se non manipolando i dati tramite le API – come in effetti fanno tutte queste applicazioni. Ad esempio è possibile mostrare insieme i dati di ognuno degli ultimi quattro anni, o 20 mesi, e fare confronti che nell’interfaccia di GA richiedono molti passaggi

Le altre schermate che è possibile consultare con modalità analoghe sono: keyword principali, paesi di provenienza dei visitatori, fonti di traffico, motori di ricerca, siti di riferimento, browser principali, sistemi operativi, contenuti principali, conversioni. Purtroppo non è possibile segmentare nessuno di questi dati. La sezione di configurazione dell’applicazione invece è molto ricca e permette di selezionare con facilità quanti dati mostrare (e ricavare da Google Analytics) per ogni chiamata delle API.

mAnalytics – Disponibile in versione gratuita oppure PRO a 0.99€

mAnalytics

La versione gratuita di questa applicazione ha le funzioni di base che potremmo aspettarci: selezione dell’account, del profilo (senza raggruppamenti), del periodo temporale e visualizzazione dei dati riassuntivi. Il tasto MENU porta ad un grafico che può mostrare le visite o le pagine viste. Gli altri report disponibili sono i referrer – raggruppati – e le keyword. In nessun caso è disponibile un dettaglio maggiore, né grafici, e il programma non ha opzioni.

La versione PRO invece supporta account multipli e permette di impostare il numero di righe da mostrare nei report, e il numero di dati mostrati in ciascuno di essi è decisamente superiore. Dopo aver selezionato il profilo e l’intervallo temporale si apre una specie di bacheca molto pratica che mostra i dati di riepilogo del periodo più i top referrer (il numero dipende dall’impostazione inserita nelle opzioni), le top keyword, i principali paesi di provenienza, i top browser, le risoluzioni più usate, i contenuti principali per titolo. Il tasto MENU ci permette di selezionare se visualizzare un grafico a torta di uno dei suddetti report o un grafico a linee di visite, pagine viste o visitatori unici.

La versione PRO porta con sé anche un widget, molto più bello di Analytics Widget, che occupa quattro spazi sullo schermo, ma visualizza il numero di visite, unici, pagine viste e media di pagine per visita, e permette di scegliere l’intervallo di aggiornamento dei dati o di aggiornarli a mano.

Conclusione

Non è facile dire quale sia la migliore tra queste tre applicazioni: ognuna presenta dei punti forti e dei punti deboli. L’ideale sarebbe avere l’interfaccia e le segmentazioni di Mobile GA, le visualizzazioni tabellari di DroidAnalytics e la dashboard di mAnalytics, insieme al suo widget. Anzi, se c’è un programmatore Android che se la sente, io faccio da betatester e se volete ci metto il brand :)


Jan 27 2010

Come segnalare bug e miglioramenti nelle API

autore: Marco Cilia categoria: API

Anche Google Analytics, come molti altri prodotti Google, ha un posto dove si possono segnalare idee per miglioramenti, bug e si può controllare lo stato delle segnalazioni aperte. Fino a pochi minuti fa non lo conoscevo, e si trova a questo indirizzo: code.google.com/p/gdata-issues/issues/entry. Purtroppo le segnalazioni sono relative solamente alle export API.

Bisogna selezionare nella casella “Template” Analytics (Defect Report) se si vuole segnalare un bug, oppure Analytics (Enhancement Request) se si vuole suggerire una miglioria, e poi bisogna compilare la casella Description con le informazioni richieste: un riassunto del problema, i passi necessari a riprodurlo, le informazioni che ci si aspetterebbe il sistema debba restituire e quelle invece attualmente restituite, ed eventualmente qualche nota. Ovviamente prima di aprire una segnalazione è bene assicurarsi che non ve ne sia già una al vaglio dei tecnici, e questa operazione si può fare dalla schermata “Issues”, eventualmente filtrando solo le segnalazioni relative ad Analytics tramite il menu a tendina che compare cliccando la freccia verso il basso a fianco di API.

Nel momento in cui scrivo – e la cosa è confortante – ci sono 33 segnalazioni aperte: soltanto 5 sono relative a bug, tutte le altre sono suggerimenti di miglioramenti :)


Jan 11 2010

sharega? non mi sembra una buona idea…

autore: Marco Cilia categoria: generale

Ho saputo da non molto tempo che esiste un sistema per “condividere” con tutti le proprie statistiche di Google Analytics; questo sistema si chiama sharega.com e fondamentalmente vi permette di mettere sul vostro sito un contatore delle visite registrate da Analytics.

Tralasciando un momento il fatto che anche io fornisco un contatore simile (non è questo il motivo del post), anchee ammettendo che dietro ci siano le persone più oneste del mondo la modalità di fruizione mi lascia parecchio perplesso. Leggendo la guida all’utilizzo di sharega.com si nota come uno dei presupposti per l’utilizzo sia l’aggiunta di uno specifico utente (ga@sharega.com) al profilo di cui si vogliono condividere i dati.

Sostanzialmente per condividere il numero delle visite, date accesso a sharega a tutti i dati del profilo (compresi, ad esempio, i report Adwords e i guadagni Adsense, se li usate e li avete collegati a Google Analytics). So che in passato io stesso ho consigliato due strumenti che facevano la stessa cosa – Concentrate e AnalyticsView – ma all’epoca non avevo ancora visto in azione la modalità corretta per sfruttare le API (quella che usa il Data Feed Query Explorer, ad esempio). Inoltre dietro a quei due strumenti ci sono Juice Analytics e EpikOne, due Authorized Consultants molto conosciuti nel settore, dietro a sharega non si intravede nessun nome noto.

Non date mai accesso a servizi se non siete sicuri dell’identità del fornitore, e ricordate sempre che le API di Google Analytics forniscono un comodo sistema di autenticazione che non rende affatto necessario l’aggiunta di utenti ai propri profili!


Dec 15 2009

Ecco a voi le API v2

autore: Marco Cilia categoria: API

[questo è un post per tecnici incalliti :) ]

Il changelog lo conferma ufficialmente: le API di Google Analytics sono passate alla versione 2 a partire da ieri, 14 dicembre. Alcune delle nuove funzioni annunciate infatti sono espressamente dedicate alle richieste che includono negli header la richiesta GData-Version: 2.

Le novità sono le seguenti:

  • supporto dei segmenti avanzati, anche per la creazione “al volo” di segmenti che non sono stati definiti prima nell’interfaccia. Molto interessante!
  • nuovi goal. tutti i tipi di goal sono recuperabili tramite API, con descrizione, numero di completamenti, goal start e valore.
  • variabili personalizzate, che adesso sono disponibili come un intero elemento XML, insieme a 10 nuove dimensioni incrociabili con esse.
  • cambio di nome per due dimensioni (ga:countOfVisits ora si chiama ga:visitCount e ga:countOfVisitsToATransaction è diventata ga:visitsToTransaction) e quattro metriche e dimensioni deprecate (ga:countOfVisits, ga:countOfVisitsToATransaction, ga:sourceMedium, ga:percentNewVisits)

Insomma, a poca distanza dall’introduzione di nuove funzioni, esse sono subito disponibili tramite le API. Programmatori di tutto il mondo, andate e create! :)

[beh, come nota a margine devo dire che oggi ho installato Trakkboard per provarlo, ed è basato proprio sulle API. Questi strumenti stanno diventando sempre più notevoli, e secondo me non abbiamo ancora visto niente! ]


Sep 20 2009

Cercavi gli eventi tramite le API? ora ci sono!

autore: Marco Cilia categoria: API

La primissima funzione richiesta dagli utenti quando uscirono le API ufficiali fu la possibilità di interrogare il database di Google Analytics riguardo gli eventi tracciati nei profili; forse in effetti fu la seconda, ma a pochissima distanza, segno che questa era una esigenza reale e molto sentita. Ci sono voluti cinque mesi quasi esatti, ma adesso si può fare. Il tracciamento degli eventi è stata una delle novità più apprezzate nel corso dell’esistenza di GA, ed è stato quindi naturale che Google abbia lavorato per includerlo nelle export API. A poco a poco tutte le informazioni disponibili nell’interfaccia di Analytics saranno disponibili per l’export, e alla fine sarà anche possibile non accedere affatto all’indirizzo www.google.com/analytics.

Un’altra novità nelle API è la possibilità di estrarre i dati di navigazione (gruppo di report “contenuti”, sezione “analisi di navigazione”) degli utenti, affinché sia possibile utilizzarli nei propri strumenti o report. Il post ufficiale fa l’esempio di report di overlay customizzati (e sicuramente migliori di quello di Google, che lascia molto a desiderare). Infine, per i tecnici, la lunghezza massima della stringa di filtro è stata portata a 128 caratteri (dai 32 precedenti), e questo permetterà di comporre espressioni più complesse.

Una piccola nota sui report che lasciano a desiderare: oltre all’overlay, un altro della serie è “percorso obiettivo inverso”, ma da qualche giorno su di esso compare questo avviso (tnx to Marco Ziero):

Il rapporto del percorso indiretto per l’obiettivo verrà sospeso a breve.

avviso-percorso-inverso

Se notate c’è scritto “sospeso”, e questo mi dà fiducia riguardo al fatto che prima o poi verrà fatto un redesign del report, che così com’è è utile solo fino a un certo punto. L’obiettivo è sempre quello di migliorare!


Aug 07 2009

Esplora le API senza scrivere una riga di codice

autore: Marco Cilia categoria: API

Data Feed Explorer

Le API (Application Programming Interface) sono un sistema per accedere ai dati, di Google Analytics ma anche di altri strumenti o applicazioni – senza usare le interfacce native, o per integrare questi dati in applicazioni terze. Google ha sicuramente fatto un gran lavoro mettendo a disposizione il set di API, e ampliandolo secondo le richieste – ma ancora troppe persone sono intimorite dalla complessità dell’argomento.

Sicuramente accedere alle API è una cosa adatta ai programmatori, ma a Mountain View hanno pensato a tutti. Da qualche giorno è disponibile il Data Feed Query Explorer, ovvero un’interfaccia per interrogare le API in modo visuale e conoscere automaticamente l’URL della relativa richiesta in grado di generare quei dati.

All’apertura del sito dovrete premere sul pulsante “Authenticate with Google Analytics“, e a seconda che abbiate o meno un cookie con le credenziali di un google account dovrete inserire username e password nella schermata successiva. Dopodiché dovrete dare il consenso e garantire l’accesso ai dati da parte del sito

http://ga-api-javascript-samples.googlecode.com/svn/trunk/src/explorer/explorer.html

e fatto questo avrete di fronte l’interfaccia del Data Explorer.
I campi ids, metrics e le due date sono obbligatori – hanno l’asterisco; se siete autenticati cliccando sul menu a tendina a fianco di ids avrete una lista in formato amichevole dei profili cui avete accesso in GA, selezionandone uno il campo ids verrà popolato. La stessa cosa accade con dimensions e metrics, anche se in questo caso compariranno delle checkbox perché potete specificare più di un valore. Filters e sort vanno scritti a mano, e gli esempi contestuali sono molto chiari, per le date c’è un comodo calendario a scomparsa e start-index e max-results devono essere specificati a mano.

Una volta completati i campi e premuto il pulsante “Get Data” i dati verranno estratti e visualizzati, e sono ad esempio pronti per essere copiati in altre applicazioni. Come effetto collaterale, l’indirizzo in alto – sotto Data Feed URI – si è composto con i parametri che abbiamo selezionato nell’interfaccia, ed è esattamente l’URL che dovremmo usare in una chiamata alle API per avere i dati che stiamo visualizzando.

Certo, se siete già in grado di effettuare l’accesso alle API, la chiamata con il token di autorizzazione, la lettura e il parsing degli xml di ritorno, sapere l’URL per avere i dati probabilmente è una bazzecola. Se invece non avete capito niente di quello che ho scritto nella frase precedente, considerate questo scenario:

Ingaggiate un programmatore che non sa niente di Google Analytics, gli fate vedere la documentazione di accesso e gli chiedete di fare un sistema che accede alle API e stampa a video i risultati in una o più forme che vi piacciono. Gli dite di indicargli chiaramente dove vanno incollate le stringhe che tirano fuori i dati. Lui non sa niente di Google Analytics, voi non sapete niente di programmazione, ma alla fine l’applicazione funziona senza problemi, perché voi usate il Data Explore per “creare” la richiesta che avete in mente. E se volete cambiare i dati visualizzati non dovrete disturbarlo più :)

In sostanza il Data Feed Query Explorer è una versione ufficiale e potenziata di Vasco de Gapi. Non solo l’interfaccia è più compatta e funzionale, ma i risultati non sono limitati e viene fornito l’URL funzionante per avere gli stessi dati con una vera richiesta via API


Jul 14 2009

I dati di GA in Google Earth ed Excel

autore: Marco Cilia categoria: API

google-earthOggi voglio segnalare due strumenti che potrebbero tornarvi utili se usate Google Analytics e spesso avete necessità di avere i dati anche fuori dalla sua interfaccia.

Il primo strumento è carino anche se relativamente utile, ma è indubbiamente più performante della carta geografica dei visitatori che propone GA: si tratta della possibilità di visualizzare la provenienza geografica delle visite su un comodo livello di Google Earth.
Per utilizzarlo bisogna andare nel report Visitatori -> Overlay carta geografica, selezionare il periodo temporale e il livello di dettaglio desiderato (città o paese, gli altri due non rendono bene), esportare tutto in xml e dare in pasto il file alla pagina che ho linkato, che restituirà un file .klm da aprire in Google Earth. I simbolini colorati rappresentano il numero di visite provenienti da quella città o da quel paese; ad esempio una puntina gialla significa tra le 0 e le 50 visite, mentre un segnaposto verde tra le 4000 e le 8000 visite.

Il secondo strumento invece è decisamente più utile, e sfrutta le API di esportazione per “tirare dentro” Excel i dati di Google Analytics. Quante volte infatti durante le analisi più spinte e gli incroci di dati più estremi siamo stati costretti ad esportare i report da GA in CSV (o direttamente in Google Docs, se avete letto questo mio vecchio post), per poi importarli in Excel? e quante volte abbiamo dovuto rifare il procedimento perché avevamo un nuovo set di dati offline e dovevamo allineare i dati di Analytics? da oggi tutto questo fa parte di un modo di lavorare passato, i dati saranno sempre aggiornati e nella cella giusta!

Per fare ciò è necessario aprire Excel, poi strumenti -> macro -> visual basic editor. da lì tasto destro su VBAproject (Cartel1) – che dovrebbe essere il nome predefinito del progetto, almeno su Excel 2003 – e inserisci -> modulo.
A questo punto andare sulla pagina personale di Mikael Thuneberg, copiare tutto il codice e incollarlo nella finestra del modulo di Excel. Poi andare su strumenti -> riferimenti e aggiungere una selezione su Microsoft XML, v6.0, premere OK e poi salvare il lavoro Cartel1. Chiudere la finestra di Visual Basic Editor e salvare il file tramite file -> salva con nome… scegliere come tipo di file componente aggiuntivo di Microsoft Excel (*.xla) e salvarlo nella cartella AddIns (che su Windows vista è in /nomeutente/AppData/Roaming/Microsoft/Addins, ma su altri sistemi operativi potrebbe trovarsi altrove. Di norma Excel propone da solo la cartella giusta alla selezione degli xla) con il nome – ad esempio – di GA.xla. Ora da strumenti -> componenti aggiuntivi mettere la spunta su GA e premere OK e riavviare Excel.

Le due funzioni sono disponibili dal menu Inserisci -> funzione nella sezione definite dall’utente, e sono:

  • getGAautheticationToken: dati una email e una password richiama una stringa necessaria per le interrogazioni successive
  • getGAdata: dati una serie di parametri di ingresso (il numero dell’account, il periodo temporale, le metriche e i filtri) richiama da Google Analytics i dati necessari e li memorizza in Excel

Da notare che il sistema non funziona se si è dietro a un proxy, richiede una connessione a internet diretta.
Per fare lo stesso mestiere esisterebbe anche Excellent Analytics, ma ha come prerequisito Excel 2007, per cui non l’ho potuto provare.

[edit: 13 agosto: Il blog ufficiale ha un nuovo post con altri strumenti per integrare GA ed Excel]


Jul 09 2009

novità nelle API ufficiali

autore: Marco Cilia categoria: API

Con un messaggio postato sul gruppo di notifica ufficiale delle API di esportazione dei dati, Google ha reso note alcune novità che probabilmente faranno felici gli sviluppatori:

  • sono state allentate alcune restrizioni sulle combinazioni tra metriche e dimensioni incrociabili. ga:pagePath e ga:source, ad esempio, è adesso una combinazione valida. (vi ricordo che la lista delle combinazioni possibili la potete trovare in questa pagina)
  • il numero totale di righe che possono essere domandate con una singola richiesta è adesso 10000 (mentre prima era 1000, che rimane sempre l’opzione di default, ma può essere variato. Se sia un potenziamento dell’infrastruttura o una conseguenza per lo scarso uso che finora è stato fatto delle API non è dato saperlo)
  • Google sta forzando il sistema affinché in ogni richiesta sia presente almeno una metrica valida

Avete già iniziato ad usare le API per qualche vostro progetto? avete intenzione di farlo?


May 04 2009

Trasforma Google Analytics in un semplice contatore!

autore: Marco Cilia categoria: API

Una delle domande che ho letto più frequentemente in giro per la rete in questi anni di utilizzo di Google Analytics è stata “come faccio a mostrare le pagine viste sul mio sito?” e tutte le sue innumerevoli varianti, figlie della mentalità “a contatore” della preistoria del web e della scarsa conoscenza della web analytics.

La risposta che davo all’inizio cercava di far comprendere la differenza tra un semplice contatore e uno strumento avanzato di web analytics e gli scopi differenti delle due cose. Quando ho saputo che prima o poi sarebbe uscita una API in grado di esporre i dati la risposta è mutata in “ora non si può, ma in futuro si potrà”. Ora che la API è stata rilasciata, ho deciso che l’avrei fatto io, come primo progetto, anche se ovviamente la cosa non mi entusiasma :)

LE ISTRUZIONI E IL DOWNLOAD SI SONO TRASFERITI IN UNA PAGINA DEDICATA PER ESIGENZE DI MANUTENZIONE

VAI ALLA PAGINA UFFICIALE DEL PROGETTO


May 03 2009

Prova le API prima di iniziare a studiare

autore: Marco Cilia categoria: API

Vasco de GamaHo iniziato a studiare come usare le API appena ho avuto cinque minuti di tempo, e come mi aspettavo non è tutto rose e fiori, per un programmatore medio come me. Tuttavia alcuni risultati ho iniziato ad averli, e penso che presto potrò proporre un primo banale utilizzo, e alcune altre idee mi stanno già balenando in testa.

Ma esiste un modo per provare ad estrarre dati senza iniziare a programmare, magari per rendersi conto di cosa si può fare e di che risultati si possono avere: Vasco de GAPI, nuova creatura della ben conosciuta Juice Analytics. Vasco de GAPI è un’interfaccia web che, dopo aver effettuato l’autenticazione in Google Analytics, chiede all’utente di effettuare alcune scelte tramite menu a tendina: ad esempio chiede quale sia l’account dal quale ricavare i dati tra tutti quelli cui abbiamo accesso, le dimensioni e le metriche, il campo che comanda l’ordinamento dei risultati, eventuali filtri sui risultati e il periodo temporale di riferimento.

Una volta effettuate queste scelte, il sistema provvede ad effettuare un riepilogo delle impostazioni scelte e a richiamare i primi dati estratti, fornendo poi la possibilità di scaricarli tutti in un file .csv. A questo proposito c’è da notare che una delle condizioni di utilizzo delle API è che una singola chiamata non può generare più di mille risultati, ma che 1000 è comunque il doppio di 500, cioè del massimo ottenibile attraverso l’interfaccia web (anche se in passato vi ho mostrato un trucco mica male :) ). Usando Vasco de GAPi si possono quindi ottenere senza sforzo, e senza scrivere una riga di codice, le prime mille keyword dell’omonimo report.

L’altro lato positivo è che il sistema provvede anche a fornire un esempio funzionante del codice che può essere usato per ottenere i medesimi risultati: in questo caso però bisogna essere esperti programmatori, poiché il linguaggio utilizzato è Python che implementa Google data.
Il sistema in sé non produce quasi niente che non si possa fare con un custom report, ma ha il grande pregio di mostrare i risultati di un possibile export senza toccare il codice, e di far prendere confidenza con la nomenclatura usata nella API; ad esempio la metrica delle pagine viste si chiama ga:pageview

Vasco de GAPI non ha accesso permanente al vostro account Google, né memorizza ovviamente alcuna password: per utilizzarlo dovete essere loggati in GA oppure dovete loggarvi all’istante, e poi dare esplicitamente il consenso affinché Vasco abbia accesso ai dati. Esiste chiaramente una procedura per rimuovere questa autorizzazione, descritta qui, ma io non trovo il link relativo ai siti autorizzati.

Concludo dicendo che nel post di presentazione dello strumento, Juice Analytics rivela che il loro strumento per la coda lunga Concentrare, di cui vi ho parlato a Gennaio, non usava nessuna API (nemmeno in beta) e si affidava a del sano e vecchio screen-scraping (catturare tramite un programma il contenuto di una pagina web). Mi ero sbagliato :)