May 04 2009

Trasforma Google Analytics in un semplice contatore!

autore: Marco Cilia categoria: API tag: , ,

Una delle domande che ho letto più frequentemente in giro per la rete in questi anni di utilizzo di Google Analytics è stata “come faccio a mostrare le pagine viste sul mio sito?” e tutte le sue innumerevoli varianti, figlie della mentalità “a contatore” della preistoria del web e della scarsa conoscenza della web analytics.

La risposta che davo all’inizio cercava di far comprendere la differenza tra un semplice contatore e uno strumento avanzato di web analytics e gli scopi differenti delle due cose. Quando ho saputo che prima o poi sarebbe uscita una API in grado di esporre i dati la risposta è mutata in “ora non si può, ma in futuro si potrà”. Ora che la API è stata rilasciata, ho deciso che l’avrei fatto io, come primo progetto, anche se ovviamente la cosa non mi entusiasma :)

LE ISTRUZIONI E IL DOWNLOAD SI SONO TRASFERITI IN UNA PAGINA DEDICATA PER ESIGENZE DI MANUTENZIONE

VAI ALLA PAGINA UFFICIALE DEL PROGETTO


May 03 2009

Prova le API prima di iniziare a studiare

autore: Marco Cilia categoria: API tag: , ,

Vasco de GamaHo iniziato a studiare come usare le API appena ho avuto cinque minuti di tempo, e come mi aspettavo non è tutto rose e fiori, per un programmatore medio come me. Tuttavia alcuni risultati ho iniziato ad averli, e penso che presto potrò proporre un primo banale utilizzo, e alcune altre idee mi stanno già balenando in testa.

Ma esiste un modo per provare ad estrarre dati senza iniziare a programmare, magari per rendersi conto di cosa si può fare e di che risultati si possono avere: Vasco de GAPI, nuova creatura della ben conosciuta Juice Analytics. Vasco de GAPI è un’interfaccia web che, dopo aver effettuato l’autenticazione in Google Analytics, chiede all’utente di effettuare alcune scelte tramite menu a tendina: ad esempio chiede quale sia l’account dal quale ricavare i dati tra tutti quelli cui abbiamo accesso, le dimensioni e le metriche, il campo che comanda l’ordinamento dei risultati, eventuali filtri sui risultati e il periodo temporale di riferimento.

Una volta effettuate queste scelte, il sistema provvede ad effettuare un riepilogo delle impostazioni scelte e a richiamare i primi dati estratti, fornendo poi la possibilità di scaricarli tutti in un file .csv. A questo proposito c’è da notare che una delle condizioni di utilizzo delle API è che una singola chiamata non può generare più di mille risultati, ma che 1000 è comunque il doppio di 500, cioè del massimo ottenibile attraverso l’interfaccia web (anche se in passato vi ho mostrato un trucco mica male :) ). Usando Vasco de GAPi si possono quindi ottenere senza sforzo, e senza scrivere una riga di codice, le prime mille keyword dell’omonimo report.

L’altro lato positivo è che il sistema provvede anche a fornire un esempio funzionante del codice che può essere usato per ottenere i medesimi risultati: in questo caso però bisogna essere esperti programmatori, poiché il linguaggio utilizzato è Python che implementa Google data.
Il sistema in sé non produce quasi niente che non si possa fare con un custom report, ma ha il grande pregio di mostrare i risultati di un possibile export senza toccare il codice, e di far prendere confidenza con la nomenclatura usata nella API; ad esempio la metrica delle pagine viste si chiama ga:pageview

Vasco de GAPI non ha accesso permanente al vostro account Google, né memorizza ovviamente alcuna password: per utilizzarlo dovete essere loggati in GA oppure dovete loggarvi all’istante, e poi dare esplicitamente il consenso affinché Vasco abbia accesso ai dati. Esiste chiaramente una procedura per rimuovere questa autorizzazione, descritta qui, ma io non trovo il link relativo ai siti autorizzati.

Concludo dicendo che nel post di presentazione dello strumento, Juice Analytics rivela che il loro strumento per la coda lunga Concentrare, di cui vi ho parlato a Gennaio, non usava nessuna API (nemmeno in beta) e si affidava a del sano e vecchio screen-scraping (catturare tramite un programma il contenuto di una pagina web). Mi ero sbagliato :)


Apr 28 2009

Google Analytics e Mathematica

autore: Marco Cilia categoria: generale tag: ,

Solo un appunto veloce per segnalarvi questo post di Patrick Collision, che nel giro di un weekend ha usato le nuove API di Google Analytics per importare dati dentro a Mathematica, un famoso ambiente di calcolo dotato di un linguaggio di programmazione interno, e fare alcune cose decisamente interessanti. Il post l’ho letto velocemente, le formule non le ho controllate, ma come ha affascinato me, penso possa affascinare voi e darvi un ulteriore spunto su come potranno essere “diverse” le cose in futuro.
Le immagini sono tutte modalità di visualizzazione di dati reali di GA incrociati con altri dati importati dentro Mathematica. La differenza rispetto all’uso di file CSV o XML è che le cose possono essere automatizzate e schedulate, ad esempio come fa Patrick nel video a fine post.


Apr 22 2009

Ed ecco finalmente l’API ufficiale

autore: Marco Cilia categoria: API tag:

Ape su un fioreOggi è il giorno tanto atteso in cui Google ha introdotto ufficialmente un sistema per accedere ai dati di Google Analytics senza bisogno di aprire l’interfaccia. Ma non solo, poiché in realtà quello era già possibile usando un client Adobe AIR. Da oggi Analytics diventa più modulare, e in futuro vedremo fiorire applicazioni di terze parti che si appoggiano ai dati di GA e li integrano, o li mostrano sotto nuove forme.

Come avevo intuito tempo fa, esistono già aziende che hanno iniziato a sviluppare usando la API in preview: scorrendo l’elenco degli esempi (non più online ora) non possiamo fare a meno di notare Concentrateme di Juice Analytics, di cui vi ho parlato, oppure MailChimp, un altro strumento interessante il cui post è in bozza da mesi. Google ha dato loro un accesso privilegiato in modo da uscire oggi già con alcuni strumenti pronti e funzionanti, che possono motivare ulteriormente altri sviluppatori a gettarsi nella mischia.
Ad esempio, posso ipotizzare l’arrivo di CMS in grado di proporre automaticamente in prima pagina i contenuti più letti, oppure di comporre al volo una pagina con i contenuti più visitati da una determinata keyword se l’utente arriva con la medesima keyword. Non c’è quasi limite alla fantasia, una volta che si possono avere i dati a disposizione.
Un’altra cosa che mi aspetto di vedere quasi subito è un plugin di WordPress per aggiungere un pannello alla dashboard con l’andamento degli accessi presi da GA.

Tecnicamente è anche possibile “farsi un backup” dei dati contenuti in Google Analytics: attualmente il sistema ha un limite di 10.000 richieste al giorno, con un massimo di 100 ogni 10 secondi, e una singola richiesta non può tirare fuori una tabella con più di 1.000 righe, però un bravo programmatore può temporizzare le richieste e immagazzinare i risultati in un proprio database. Come dicevo ieri in chat con Andrea Serravezza, credo anche io come Ian Thomas che in futuro ga.js diventerà uno standard de facto di raccolta dati in web analytics, e l’arrivo di una API di esportazione dei dati è il primo passo della previsione in tre step di Ian. Il secondo passo è appena iniziato, e alcune applicazioni già esistono, per il terzo serve solo tempo. D’altronde l’infrastruttura di rete di Google è impressionante e difficilmente replicabile, quindi i grandi vendor potrebbero decidere di appoggiarsi ed estendere ga.js e usare le API per dare ai propri clienti viste personalizzate sui dati raccolti.

Il mio livello come programmatore purtroppo non è così avanzato da permettermi di sviluppare da solo applicazioni che si integrino con Google Analytics, ma la fantasia non mi manca, e le conoscenze nemmeno :) Darò ugualmente un’occhiata alla documentazione, e chissà che non esca fuori qualche buona idea da sfruttare con l’aiuto di qualcuno di voi…

photo credit aussiegal on flickr


Jan 17 2009

Google Analytics non è gratis: costa molto meno degli altri

autore: Marco Cilia categoria: web analytics tag: ,

gratis koffieLuca Bove, riprendendo un post di Hugo Guzman, innesca una discussione interessante su Facebook (il link è questo, ma è visibile solo se siete iscritti al social network), che viene anche ripresa in altri blog (Leonardo Bellini, per citarne uno): il post che ha scaturito tutto dice che più passa il tempo e più aziende facenti parte dell’indice Fortune 1000 investono su Google Analytics; rispetto al 2007, in cui praticamente nessuna azienda usava GA come strumento principale per la propria web analytics, molte aziende con cui Hugo ha a che fare hanno iniziato a considerare come attraenti le feature offerte dallo strumento Google.

I difetti principali dei grandi strumenti di web analytics sono il prezzo alto e il grande sforzo richiesto – in termini di tempo e costo – per l’installazione o l’upgrade. E ancora, molte piattaforme offrono migliaia di report e strumenti “da formula uno” mentre esistono veramente pochi super-esperti in grado di sfruttarli.
In questo senso Google Analytics ha saputo ritagliarsi il suo spazio, ed ha accelerato ulteriormente quando ha introdotto le caratteristiche di classe enterprise, come vengono comunemente chiamate, ovvero la versione 3.0. Vi dico subito la mia opinione, e poi vediamo di sviscerare i fatti: GA ormai è in grado di soddisfare moltissime delle richieste che qualsiasi azienda può fare. Certo non è perfetto, ma nessuno strumento (proprio perché “strumento” e non “soluzione”) lo è. Più passa il tempo e più Google, dando ascolto alle richieste degli utenti, lo sta dotando di funzioni interessanti e avanzate.

Veniamo alle obiezioni raccolte da Leonardo, iniziando da quelle “di primo livello”:

- Se è gratuito chi mi garantisce che Google manterrà attivo il Servizio?
- Se è gratuito, forse non vale granché..
- non è prevista l’assistenza ed il supporto, nè il setup iniziale nè la consulenza periodica.. d’altra parte è gratuito:-)

Nessuno garantisce che Google manterrà attivo il servizio per sempre, ma bisogna domandarsi cosa Google ottiene dai dati di Analytics: ottiene informazioni importanti su come gli utenti interagiscono con i siti, in linea generale. Fantasticando un po’ potremmo immaginare che sia in grado di incrociarle con i dati in suo possesso nei suoi account (GA è lo strumento col quale Google traccia quel che accade suoi suoi siti/servizi) e possa ricostruire l’intera sessione di visita ovunque vi sia un Analytics installato. Ottiene informazioni su URL che sono monitorati da GA ma sui quali Googlebot non è riuscito ad arrivare. Ottiene innumerevoli altre informazioni. Google chiude i servizi che in qualche modo non soddisfano gli obiettivi che si volevano perseguire (recentemente Jaiku e Google Notebook), ma non distrugge mai i dati. Credo di poter dire abbastanza certamente che nel caso in cui Google Analytics chiudesse, i profili rimarrebbero consultabili in sola lettura.
Il fatto che sia gratuito non dovrebbe, in teoria, inficiare la bontà del servizio, altrimenti il freeware e l’open source non esisterebbero. Forse Gmail non vale un granché? (+43% di visite quest’anno). So benissimo che per le aziende gratis = male, ma il fatto è che Google Analytics non è proprio gratis. E’ gratis il suo costo di acquisizione, ma non di mantenimento: è necessario un reparto IT/marketing che sappia fare le domande giuste e ricavare le risposte giuste, bisogna fare analisi e bisogna documentarsi e trovare le soluzioni di cui si ha bisogno. Perché questo dovrebbe essere uno svantaggio, secondo i grandi vendor?
I grandi vendor liquidano GA per via dell’assistenza, che secondo loro non c’è; posso fare un paragone con una soluzione enterprise che uso in ufficio (una tra le prime tre al mondo), e vi dirò che l’assistenza non è per nulla celere, che spesso il primo livello non risolve niente e demanda agli Stati Uniti, che spesso nemmeno gli Stati Uniti riescono a risolvere il problema. Che alla fine mi ritrovo per necessità e tempo – nonostante l’azienda abbia pagato fior di quattrini – a cercare informazioni su internet, nei blog e nei forum, esattamente come quando si ha un problema con GA. (Comunque sia, lo sforzo di Google esiste anche qui. Da non molto esiste un forum ufficiale e unificato per le questioni di GA. Ci postano sopra gli utenti, i Google Analytics Authorized Consultants e gli ingegneri di Google. Ci posto anche io, per quel che vale :) ). A proposito dei GAAC, essi sono un punto di riferimento altrettanto valido. Sono aziende che potete pagare per aiutarvi a risolvere problemi con GA. Per questo dico che Google Analytics costa meno. Se proprio dovete spendere, non dovrete acquistare software e assistenza per migliaia di euro, ma potete investire in sola assistenza.

Veniamo alle obiezioni di “secondo livello”:

- non desidero che Google conosca e possa conoscere miei dati aziendali e di business
- non desidero che Google possa utilizzare i miei dati (per benchmark, analisi..)
- non ho la proprietà e controllo dei miei dati aziendali (variante della 1°)
- GA non mi fornisce il supporto di cui avrei bisogno (es. custom reporting)

Alla quattro ho appena risposto, per le prime due non so esattamente cosa potrei rispondere se un cliente mi facesse una obiezione del genere. Il vero problema nasce dal fatto che Google è attore in diversi mercati differenti, dalla web analytics alla pubblicità, e che questi spesso si intersecano, perché anche nel caso in cui si acquistasse un Webtrends On Demand i dati risiederebbero sui server di Webtrends e sarebbero a loro disposizione, però Webtrends di rimando non ti vende spazi pubblicitari sulle pagine che provocano tra il 50 e il 90% delle tue visite da motore. Il problema è questo, ma torniamo un momento ai costi. Paghi migliaia di euro per un prodotto di Web Analytics che non ti “spii” o ne prendi uno gratuito che secondo te ti spia e investi quello che hai risparmiato per l’acquisto (o il maggior acquisto) di quegli spazi pubblicitari che in virtù della sua quota di mercato acquisteresti comunque, anche col sistema da migliaia di euro?
Ancora una volta ritengo che GA non sia gratuito, ma costi meno degli altri.

Nella discussione su Facebook si è anche accennato ad un aspetto di cui ho parlato prima: i grandi vendor sconsigliano GA, a volte lo sconsigliano addirittura con forza. Nella discussione è intervenuto anche Alessio Semoli, che è un vendor italiano (e che per la precisione è stato anche inserzionista su questo blog) affermando che da parte loro non c’è mai stata nessuna pressione contro Google Analytics. Ovviamente non mi sogno di dire il contrario, ma quando affermo che la pressione c’è mi riferisco a cose vissute in prima o in seconda persona, quindi certe.
Peraltro i grandi vendor dimenticano spesso come GA sia un volano per l’intero settore, facendo avvicinare moltissime persone e aziende – proprio in virtù della sua gratuità – alla web analytics. Fino ad ora questo aspetto è stato taciuto, ma esisteva, perché poi molti si dotavano di una piattaforma a pagamento, adesso viene taciuto perché il flusso inizia anche ad invertirsi.

In conclusione vi invito a riflettere nuovamente sul costo che sostenete quando lavorate con GA. Anche semplicemente quando leggete questo blog e – spero – imparate qualcosa di nuovo state facendo formazione, sottraendo tempo ad altre attività; formazione il cui costo andrebbe quantificato. Idem quando passate un’ora in cerca di una soluzione o della corretta configurazione di un filtro.
Vi invito anche a rileggervi questo post sul futuro ipotizzato per GA, perché le cose per ora stanno andando proprio così:
- la API esiste e presto sarà tra le nostre mani
- gli strumenti terzi esistono, e quando la API sarà rilasciata ne usciranno altri e altri ancora. Vi ho già parlato di AnalyticsView e Concentrate
- per il terzo step si tratta, secondo me, solo di aspettare un altro paio d’anni…

Naturalmente i vostri commenti sono i benvenuti.

Image credit: thms.nl su flickr


Jul 15 2008

Una API non ufficiale

autore: Marco Cilia categoria: generale tag: ,

Abbiamo già visto in passato come una API, un’interfaccia verso i dati per programmatori, sia una delle richieste che la maggior parte degli utenti fa a Google e come questa potrebbe aprire la strada verso una diffusione universale di Google Analytics anche al di fuori della ristretta cerchia della web analytics. La mia opinione è che prima o poi questa API arriverà (d’altronde Google offre API per la maggior parte dei suoi servizi), ma nel frattempo non posso evitare di segnalarvi questo lavoro di Sal Uriasev per Juice Analytics: una API non ufficiale.

Per utilizzarla è necessario installare e conoscere almeno un po’ Python, un potente linguaggio di programmazione venuto alla ribalta negli ultimi anni; io purtroppo al momento non so dirvi molto di più di quel che scritto nella documentazione ufficiale. Farò indubbiamente delle prove in futuro, ma se nel frattempo qualcuno vuole cimentarsi, ne trarremo tutti beneficio :)