Sep 12 2014

A volte ritornano: riecco il benchmarking

autore: Marco Cilia categoria: report tag: ,

Non tutte le ciambelle riescono col buco, e alcune volte i report di Analytics vengono ritirati. Se non bastano le lamentele sparse su forum e gruppi di discussione, una rapida occhiata alle statistiche di Google Analytics SU Google Analytics (ebbene sì, è una specie di Matrix 🙂 ) è in grado di dire agli ingegneri “questo report non se lo fila nessuno”.

Questa sorte è probabilmente accaduta al vecchio report del benchmark, che però rivive oggi in una forma tutta nuova e, permettetemi di dire, bella sgargiante! Il blog ufficiale infatti ci informa che nelle prossime settimane tutti avrete accesso alla nuova funzionalità, che sarà attivata se e solo se avete preventivamente deciso di condividere anonimamente i vostri dati con Google (Amministrazione -> impostazioni dell’account -> “anonimamente con Google e altri”).

benchmarking-v2

Quando tutti saranno abilitati nella sezione di report PUBBLICO comparirà una nuova sottocategoria, tradotta in italiano con “Analisi comparativa“. Al suo interno, tre report:

  1. Canali: è il report che vedete nello screenshot sul post ufficiale. La dimensione impostata è Channel, le metriche sono le classiche ABC (Acquistion, Behavior, Conversion) e ogni cella è colorata con tonalità dal verde al rosso, a seconda che il risultato ottenuto dal nostro sito sia migliore o peggiore del campione di paragone. Il colore si può eliminare, così come la numerica di comparazione. In questo senso trovo il report molto bello e agevole da leggere, e spero che questa visualizzazione venga estesa anche in altre parti dello strumento.
  2. Località: qui la dimensione principale è il paese/zona di provenienza degli utenti
  3. Dispositivi: dimensione principale è categoria del dispositivo (desktop, tablet, mobile)

Interessanti le metriche che è possibile posizionare sul grafico: oltre alle metriche secche ci sono anche metriche “dedicate”, tipo “differenza % nuove sessioni rispetto al benchmark”. Infine, la domanda principale: contro chi o che cosa sto confrontando i miei dati? in testa ad ogni report sono presenti 3 grandi selettori, uno dedicato all’industry (o vertical, come amano dire gli inglesi) – e ne potete scegliere una tra circa 1600 – uno dedicato al Paese/Regione (no, in Italia niente province, mentre in Francia ad esempio si) per filtrare i dati e uno dedicato alla dimensione dei siti in base al traffico giornaliero (da siti piccoli 0-100 visite al giorno a siti enormi da oltre centomila visite al giorno). Nessuno mi vieta di confrontare il mio piccolo ecommerce di ferramenta con un colosso giapponese di articoli da giardino, ma avrebbe poco senso. I valori stimati da GA all’inizio dovrebbero essere più che sufficienti…
In ogni caso dopo aver modificato i valori di riferimento, Analytics mostra un avviso che indica quante properties fanno parte del benchmarking per quella particolare selezione. Sempre utile per tenere a mente il contesto.


Aug 22 2012

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Il benchmark di settore. che fine ha fatto?

autore: Marco Cilia categoria: report tag:

Una volta esistevano i grafici di comparazione di settore, dentro a Google Analytics: grafici che mettevano in comparazione le performance del sito contro una media di “almeno 100 siti della medesima categoria”, scelti automaticamente da Google. Piuttosto inutile invero, anche se molte persone con cui ho parlato lo guardavano con piacere.

Google dà e Google toglie, come si dice: resisi conto che il risultato era una schifezza, diciamo pure apertamente, fecero sparire il report, annunciando che l’avrebbero trasformato in una newsletter. Detto fatto, il primo numero arrivò quasi subito. Poi ne fecero un secondo numero, e poi se la memoria non mi inganna il nulla. Eppure Google non ha problemi a conoscere i dati di tutti, e siccome Google Analytics è lo strumento di web analytics più diffuso del pianeta, fare un benchmark di questo tipo non è nemmeno troppo difficile.

E quindi? quindi per adesso niente. Però se vi loggate nel vostro profilo e cliccate Amministrazione -> Impostazioni Proprietà, troverete da qualche tempo un menu a tendina che si chiama “Categoria del settore”, il cui help in linea – in inglese – recita

Choose your industry so we can work towards building tailored reports, customized communication, and better education material. Your selection does not affect tracking and data collection.

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Se non altro questa volta hanno detto che “lavoreremo alla costruzione di report”, speriamo che sia la volta buona e che il report sia effettivamente utile 🙂


Jul 04 2011

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La nuova newsletter analisi comparativa

autore: Marco Cilia categoria: generale tag: ,

Scelta insolita, e piuttosto curiosa, quella del team di Google Analytics di trasformare il vecchio rapporto “analisi comparativa” in una newsletter. Curiosa perché da sempre siamo abituati a ragionare in termini di “report” e non di newsletter, insolita perché di norma siamo noi ad andare a cercare le informazioni (appunto aprendo un report) e non sono le informazioni che raggiungono noi, almeno in GA. Esiste una eccezione, ed è rappresentata dall’invio periodico dei report, che però è scatenato su nostra richiesta: e allora perché non aggiungere anche il benchmark tra le opzioni (ovviamente per la v5 intendo “quando ripristineranno l’opzione”)?

Comunque sia, questo primo numero della newsletter sperimentale dell’analisi comparativa contiene dati aggregati e anonimizzati per il periodo 1 novembre 2010 – 1 febbraio 2011 e relativo confronto temporale col periodo precedente. Non ci è dato sapere se 4 mesi sarà il tempo standard o se questo primo invio serviva ad avere un po’ di storico per confronto con i successivi invii. Sebbene non ci sia scritto niente di trascendentale, è piacevole leggere delle considerazioni fatte direttamente da Google e scritte in italiano corrente, senza tecnicismi. Alcuni dati che molte persone chiedono – e che reputo peraltro inutili su un campione così vario – sono finalmente a disposizione e alcune persone potranno finalmente sapere quale è il bounce rate medio della Germania.

Sapete invece quale è la cosa brutta? che per la seconda volta in poco tempo (la prima è il fatto che le regioni italiane non sono ancora disponibili nell’overlay mappa geografica) il nostro paese non compare; anzi, viene nominato soltanto una volta, quando la newsletter ci informa che il tasso di conversione medio è superiore al 3%, ma non ci dice quanto (e comunque è inferiore a città del vaticano, che sono sempre siti italiani che non hanno impostato correttamente il timezone).

Insomma, cambia il mezzo ma mi sembra inutile tanto quanto prima. Se non altro prima potevo scegliere la categoria merceologica contro cui fare il raffronto, e quindi sperare di confrontare i dati solo con siti di giardinaggio, se avevo un sito che trattava giardinaggio!