Dec 15 2009

Url shortener da Google. Chissà perché?

autore: Marco Cilia categoria: generale tag:

Non faccio nessuna fatica a immaginare perché Google abbia lanciato oggi un servizio di URL shortening (goo.gl), cioè un servizio che tramuta indirizzi di pagine molto lunghi in piccoli e snelli link da incollare dentro a email, twit, social network e affini…

Lo ha fatto perché alcuni dei servizi più popolari, ad esempio bit.ly, forniscono statistiche sulla provenienza geografica dei click, sull’andamento temporale degli stessi, sul referrer che li ha generati (nel caso in cui qualcun altro incolli il “vostro” url accorciato in altri posti).
E dove ci sono statistiche, presto o tardi arriva Google Analytics. Al momento il servizio è disponibile per la toolbar di Google, ma a mio avviso è molto probabile che in futuro esso sarà disponibile anche attraverso un’interfaccia web, e che si preoccuperà di incapsulare anche i parametri necessari a tracciare automaticamente quei link come campagne di GA, esattamente come fa adesso Feedburner.

Un altro tassello prende la direzione del tracciamento con Google Anlaytics…


Oct 19 2009

Local Business Center Analytics

autore: Marco Cilia categoria: generale tag: ,

In passato abbiamo più e più volte parlato del Google Analytics del futuro, di quella che ormai abbiamo iniziato un po’ tutti a chiamare Business Platform. Un altro possibile passo in questa direzione è quello che da circa un mese ha coinvolto Google Local Business Center, ora in grado di fornire informazioni sul numero di visualizzazioni delle proprie schede e sul numero di interazioni che i navigatori hanno effettuato.

Uno screenshot lo fornisce Websharedesign.com
local business dashboard

Ora non è che ogni volta che si vede un grafico “a forma di Google Analytics” si debba pensare ad una integrazione, ma se ci pensiamo il Business Center si presta bene: si tratta di pagine nei server di Google su cui transitano utenti potenzialmente molto interessati alla nostra attività, esattamente come AdWords. Poter aggiungere all’informazione “x visitatori sono arrivati sul mio sito da quelle pagine” anche la situazione precedente, ovvero “x*5 visitatori hanno VISUALIZZATO la mia scheda” ci dà una visione completamente nuova della cosa. Naturalmente la speranza è che anche questo pannello venga poi assorbito da Google Analytics. Se è vero che la ricerca locale ha e avrà sempre più importanza, questa dashboard sarà sempre più importante per la nostra attività.

Sempre a proposito di novità, un paio di fonti mi dicono che domani – martedì 22 ottobre – potrebbero esserci interessanti annunci da parte del team di Google Analytics. Naturalmente aspettiamo fiduciosi e curiosi :)


Oct 08 2009

Le vostre mappe miglioreranno, probabilmente

autore: Marco Cilia categoria: report tag: , ,

Ciclicamente sento qualcuno lamentarsi della scarsità delle informazioni sull’overlay geografico dei visitatori in Google Analytics. Qualcosa del tipo: “ma come, in America hanno il dettaglio per Stato, e noi non possiamo avere quello per Regione?”.
Il problema, va da sé, non è tanto che Google non ha le mappe delle Regioni nella cartina che usa per l’overlay, quanto che la precisione dei dati sulla provenienza dei visitatori non è poi così affidabile come potrebbe sembrare a prima vista, anche migliora col passare del tempo. Ne avevamo parlato nel mio vecchio post sull’affidabilità della geolocalizzazione dei visitatori.

La dimostrazione è in queste schermate. Questa è presa da Google Flu Trends, il sito che monitora l’andamento stagionale dell’influenza in vari paesi (nello screenshot, la Francia)

mappa delle regioni Francesi

E questa è presa dall’equivalente dettaglio di Google Analytics:

mappa della Francia

Certo, aggregare le notizie sui casi di influenza deve essere indubbiamente più semplice, e inoltre viene fatto centralmente e poi diffuso, mentre i dati di provenienza dei visitatori sono unici e differenti da sito a sito, ma la mia opinione è che prima o poi avremo un dettaglio maggiore anche su Analytics. Magari sarà solo la somma delle equivalenti città contenute nella regione, e sarà sempre un dato da prendere con le molle, ma le nostre mappe di overlay miglioreranno, ne sono quasi certo…


Jul 27 2009

Uno sguardo veloce alle tabelle pivot

autore: Marco Cilia categoria: report tag: ,

Come forse ricorderete, il 7 maggio Google ha annunciato il graduale rilascio della funzionalità di pivot table all’interno dell’interfaccia di Analytics. Il sottoscritto purtroppo non ha ancora avuto accesso, ma Stéphane Hamel invece si, e ha scritto un piccolo post con alcune riflessioni:

Stéphan giudica positivamente l’introduzione delle tabelle pivot, di cui potete vedere un esempio reale sul suo post, in specialm modo se sommate all’uso di segmenti personalizzati. Dopo si lancia nel classico desiderata, immancabile quando si tratta di apportare miglioramenti ad un prodotto che, diciamolo, fa passi da gigante in relativamente poco tempo.
Il primo punto è che a sempre più persone inizia a stare stretto il modello corrente di attribuzione dei dati al visitatore, è un problema che abbiamo già affrontato quando vi ho detto che usando la funzione _setVar() si può dare un solo valore ad ogni visitatore e che qualcuno aggira questo problema con soluzioni fantasiose. Sia io che Stéphan speriamo che presto questo limite possa essere innalzato e che si possano etichettare i visitatori in più segmenti personalizzati.
Usare le API per importare dati: sarebbe veramente fantastico, e forse sposterebbe il luogo di analisi dentro a Google Analytics, ribaltando il senso delle attuali export API. Tra l’altro se è vero che (l’unico?) interesse di Google in Analytics è quello di collezionare dati, permettere agli utenti di immettere dati direttamente dentro a GA sarebbe un’evoluzione naturale dello strumento.
Addons: l’ultimo punto toccato riguarda la creazione di un catalogo ordinato e approvato da Google di “aggiunte” possibili per Google Analytics, sulla falsariga del Mozilla Addons; questo sarebbe bellissimo e farebbe risparmiare un sacco di tempo agli utenti, ma secondo me genererebbe parecchia confusione. Restando all’esempio del post, un sistema automatizzato per tracciare link e download installato “lato interfaccia di GA” comporterebbe quantomeno un leggero cambio del codice da includere nelle pagine, che risulterebbe differente da quello di altri utenti e generreebbe – credo – caos.


May 20 2009

Sempre più profumo di Business Platform

autore: Marco Cilia categoria: generale tag: , ,

Chi ormai mi segue da un po’ ha già sentito parlare di Google Business Platform, ovvero del famigerato (e auspicato) centro di controllo e monitoraggio globale delle attività su Google, che secondo me e alcune altre persone dovrebbe basarsi su Google Analytics.

Oggi è apparso un post sul blog di Youtube dedicato ai clienti business, che annuncia che stanno integrando Google Analytics sulle pagine dei canali dedicati al brand, e che questo consentirà di analizzare le performance del canale come se esso facesse effettivamente parte del sito corporate. Questo, unito all’analisi tramite Youtube Insights, porterà ad una serie tutta nuova di ragionamenti e confronti di dati.

Direi che la notizia non necessita di ulteriori commenti. Il Google Business Platform di fatto esiste già, ed è sempre meno sparpagliato tra i servizi della grande G. Si inizia a intravedere qualcosa di succulento all’orizzonte :)


May 07 2009

Novità di maggio in GA

autore: Marco Cilia categoria: report tag: , ,

Ormai il team di Google Analytics ci ha abituati alle novità annunciate direttamente durante le conferenze: ieri all’ Emetrics di San Jose ne sono state annunciate quattro, che vedremo prossimamente nei nostri report (dicono qualche settimana):

  1. dimensione secondaria: a fianco al menu a tendina “dimensione” apparirà un’altra tendina che ci permetterà di specificare una seconda dimensione e avere per ogni riga del report una combinazione dimensione1-dimensione2. Per esempio nel report keyword, la combinazione di dimensioni keyword-città produrrà per ogni riga qualcosa come “voli low cost – roma”, “voli low cost – milano”, “volare risparmiando – roma”, “voli low cost – firenze” e così via… (e a questo punto immagino che finalmente aumenteranno il limite di righe esportabili – senza trucchi – giacché è facile saturare 500 righe con pochi dati)
  2. pivoting (non ho idea di come lo tradurranno, quindi per ora lo indico letteralmente): il pulsante “pivot view” permetterà di aggiungere, ad esempio, colonne con i vari motori di ricerca nel report keyword, e di mostrare per ognuno di essi una serie di dati. In pratica aggiunge metriche specifiche e non generali ai report. Detto così magari non è proprio chiarissimo, infatti Google ha preparato un video per queste due feature nuove

  3. condivisione di segmenti avanzati e rapporti personalizzati: finalmente si potranno condividere sia i segmenti avanzti che i custom report, semplicemente inviando un URL (come ad esempio si fa con qualsiasi Google Map). Niente più lunghe telefonate o email per spiegare quali dimensioni e metriche inserire e quali espressioni regolari sono necessarie
  4. selezione dei profili ove applicare segmenti avanzati e custom report: invece di avere un segmento avanzato uguale per tutti i profili, sarà possibile specificare a quali profili essi saranno applicati, analogamente a quanto già adesso avviene con i filtri.

Si tratta di novità di rilievo, che facilitano ancora il lavoro e chi usa GA tutti i giorni per la propria attività. Le novità relative alla condivisione invece aiutano chi come me gestisce gli account dei clienti e velocizza il processo di creazione e applicazione definitiva delle modifiche.

Cosa invece continua a mancare, secondo me? la possibilità di fare filtri “al volo” sulle righe dei report, basandosi sulle colonne. Ovvero, voglio vedere le keyword in ordine di percentuale di conversione, ma solo quelle con almeno 10 visite, altrimenti è ovvio che quelle con una visita e una conversione (100% conversation rate) occuperanno le prime posizioni.


May 06 2009

Analytics in Ad Planner: verso la Business Platform

autore: Marco Cilia categoria: generale tag: ,

Ad Planner Publisher Center è lo strumento che Google mette a disposizione dei publisher per pianificare le proprie campagne pubblicitarie ed effettuare ricerche in ambito pubblicitario, in modo da identificare meglio quali siano i siti su cui conviene investire in advertising. E’ uno strumento gratuito per tutti i possessori di un Google Account, e fino a ieri i dati sul traffico mostrati erano “stimati”, ovvero non erano precisi fino alla singola unità ma bensì basati su un modello congruente elaborato da Google stessa che comunque teneva conto dei dati reali in suo possesso.

Da ieri invece chi lo volesse può esporre i propri dati di Google Analytcs in Ad Planner: per farlo è sufficiente andare nelle impostazioni dell’account di GA e selezionare almeno l’opzione “Condividi i miei dati Google Analytics… Solo con altri prodotti Google“, dopodiché andare nel publisher center di Ad Planner e selezionare quali dati importare da Google Analytics.

Dal punto di vista della grande visione del Google Business Platform, la direzione dei dati è inversa; noi immaginiamo che Google Analytics sarà il centro di tutto, ma in effetti non è detto che sia così. Dal punto di vista della realizzazione del “super centro di controllo” della nostra attività su google, invece, è un ulteriore passo avanti nella direzione che ormai mi sembra imboccata a tutta velocità.


Apr 19 2009

Il futuro di GA è integrazione

autore: Marco Cilia categoria: generale tag:

Brian Clifton ha scritto un interessante post sulla storia di Google Analytics, da quando esiste Urchin ai giorni nostri, passando per il lancio (disastroso sotto certi punti di vista) di novembre 2005 e per quelle che ha chiamato le fasi due e tre del progetto, ovvero la nuova interfaccia e il lancio delle funzioni enterprise. Se avete dieci minuti, è una lettura interessante.

Ma la parte che più stuzzica la nostra fantasia è la cosiddetta “fase quattro”, che molti sognano e io stesso in passato ho preconizzato, ovvero la fase dall’integrazione totale di Google Analytics con il resto dei servizi Google. L’elenco delle possibili integrazioni secondo Clifton va addirittura al di là delle mie più spinte previsioni, includendo

Website Optimiser, YouTube, AdSense, Google Trends/Insights, Feedburner, Gmail, Google Docs, Widgets/iGoogle, Google Alerts, Google Groups

Alcune di queste sono già possibili oggi (website optimizer, google docs) ma sono abbastanza semplici; Clifton in realtà parla di una piattaforma integrata dalla quale è possibile gestire e analizzare tutto il nostro insieme di attività con Google. In passato lo abbiamo chiamato Google Business Platform, e sebbene quelle di Clifton siano solo congetture non ufficiali, sapere che in passato è stato il direttore dell’area Europa, Asia e Medio Oriente non può che farci ben sperare sull’effettiva fattibilità di un progetto così ambizioso. Ovviamente lo sforzo per arrivare a un risultato simile sarà enorme – e infatti lui ipotizza “dal 2010 in poi” – ma la posta in gioco è enorme e voi tutti siete in grado di immaginare cosa questo potrebbe comportare per le nostre attività online!


Mar 19 2009

Nuovo Youtube Insight, dritto verso GA

autore: Marco Cilia categoria: generale tag: ,

YouTube InsightNella giornata di ieri, Google ha aggiornato il servizio YouTube Insight, strumento analitico per capire meglio cosa accade intorno ai video caricati sul popolare servizio di condivisione filmati.

Come ho già avuto modo di dire in passato, questo servizio – che al momento viene erogato tramite le pagine di YouTube – trova il suo sbocco naturale dentro ai report e all’interfaccia di Google Analytics, con cui condivide parte del “framework”, ad esempio il sistema di selezione temporale basata sulla cronologia.
Nella prima schermata (visualizzazioni) è presente una selezione che permette di visualizzare il numero di utenti unici oltre che di visualizzazioni; questo è un concetto che esiste praticamente solo in web analytics. Nella schermata “origine delle visite” è possibile conoscere il “referrer” di chi ha visualizzato il filmato: se proviene da video correalti Insight ci dice quali, se proviene da una ricerca ci dice quali chiavi sono state usate e se la visualizzazione è stata fatta tramite il player incorporato lo strumento ci dice in quale sito questo è successo, eccetera…

La nuova schermata “community” invece è la vera novità: essa presenta il grado di interazione degli utenti con il video presentato, suddividendo i voti, i commenti o i click per rendere il video uno dei preferiti o fornendo un totale. Inoltre si possono conoscere i numeri puri o la percentuale in base al numero di visualizzazioni (2 commenti su 4 visite portano un grado di interesse del 50%, per i commenti). Questo è quello che potremmo fare con Google Analytics impostando degli obiettivi, appunto, sull’inserimento di un commento, di un voto o sul click sui preferiti; il fatto che nell’interfaccia inglese si parli espressamente di “engagement” dovrebbe togliere ogni ulteriore dubbio su quale sia il futuro di questo splendido pezzo di software.

Vorrei fare altre due menzioni: la prima è per la schermata sul grado di interesse del pubblico rispetto alla durata del video, cosa tipica dei sistemi di analisi dei video, la seconda è per la schermata riepilogativa con i dati demografici degli utenti che hanno visualizzato il sito. Se e quando (secondo me solo “se”) YouTube Insight si fonderà con Google Analytics potrebbe essere interessante far leggere a GA il cookie di Youtube, che contiene anche questa informazione e potrebbe quindi trasmetterla ad Analytics e fornire quel dato anche per le “normali” pageviews.


Mar 16 2009

5 ragioni per cui GA va bene per le aziende

autore: Marco Cilia categoria: generale tag: , , ,

La domanda che sempre più spesso sento fare è “ma Google Analytics va bene per il mondo enterprise?”, ed è una domanda che si fa largo nella testa delle persone per due motivi concomitanti: il primo è che più o meno regolarmente GA acquisisce nuove funzioni, il secondo è che la crisi dei mercati sta spingendo le aziende al risparmio, oppure a cercare di ottenere più controllo sui dati per minimizzare i “rami secchi”.

Ecco cinque motivi per cui secondo Zetainteractive il prodotto Google può andare bene per le aziende:

  1. Le nuovi funzioni enterprise, che lo hanno avvicinato a prodotti più blasonati.
  2. l’annuncio di un set di API, tutt’ora in beta privata, la cui introduzione darà una spinta decisiva al fiorire di nuove soluzioni terze basate sui dati incapsulati nei database di Google
  3. l’usabilità del prodotto. A differenza di altri sistemi, l’interfaccia è curata e pulita e le funzioni sono chiare. Il sistema è facile da usare ed è semplice accedere ai dati di alto livello
  4. il tasso di crescita; a maggio del 2008 il 53% di un campione del mercato statunitense stava usando Google Analytics, con un +12% rispetto all’anno precedente; e questo prima di sapere delle nuove funzionalità
  5. il prezzo, perché è gratuito (non è del tutto vero, sapete come la penso). Molte aziende lo stanno usando, e utilizzano il budget risparmiato investendolo in marketing

A chi dice che l’anello debole è il supporto ricordo che, oltre ai nuovi GAIQ la cui certificazione non è automaticamente sinonimo di qualità, esistono i GAAC, aziende autorizzate da Google a fornire supporto a pagamento. Oltre a Coremetrics, BitBang e Webranking, colgo con questo post l’occasione di fare i miei complimenti a TSW, che oggi ha annunciato di avere avuto l’ambita certificazione. (beh, e come dimenticare Simone Carletti? :) edit: e Enrico?)