Nov 27 2008

Evitare contenuti duplicati a causa di GA

autore: Marco Cilia categoria: generale

gioco di specchiQuando illustro come Google Analytics tiene traccia delle campagne, con l’uso di parametri proprietari negli URL delle pagine sul sito, spesso vengono fuori le domande “ma quegli URL sono indicizzati?” e “ma quello non è contenuto duplicato?” (mi ricordo che ne parlammo anche al primo corso gratuito di GA a Verona, con YoYo - formazione rotolante e Stefano Gorgoni). La risposta a tutti gli effetti è si, gli url delle campagne vengono indicizzati a meno che non siano esplicitamente bloccati tramite META TAG o file robots.txt (e non sempre è possibile), e se vengono indicizzati rappresentano un URL che presenta gli stessi contenuti di un altro.

Premetto che non sono un SEO e mi occupo di posizionamento solo per i siti che creo, ma che sono dentro al settore, mi documento e mi confronto con amici e colleghi perché spesso le considerazioni che si traggono dalle analisi si possono tramutare in consigli per il posizionamento o devono tenere conto delle azioni per il posizionamento fatte autonomamente dal cliente o da altri consulenti. Detto ciò, se questa situazione vi spaventa e non volete rinunciare all’uso delle campagne, un suggerimento viene da Benjamin Mangold: sostanzialmente il suggerimento è di usare la funzione _setAllowAnchor(true) (di cui vi avevo già parlato) e di cambiare il punto interrogativo ( ? ) negli URL da diffondere per la campagna con il cancelletto ( # ). Si tratta effettivamente di un uso “creativo” della funzione, che probabilmente non è stata creata per questo motivo.

Per definizione Google non indicizza nulla di quanto vi sia in un indirizzo web dopo al carattere cancelletto, poiché il cancelletto viene usato in HTML per indicare delle ancore interne alla pagina web, quindi per definire link a punti differenti della stessa pagina. Combinando queste due informazioni si ha la soluzione al problema degli eventuali contenuti duplicati.

[photo credit LollyKnit su Flickr]


May 08 2008

Il futuro di Google Analytics

autore: Marco Cilia categoria: generale

long roadGoogle Analytics nasce nel novembre 2005, quando il prodotto precedentemente noto come Urchin viene rilasciato gratuitamente con un nuovo brand, dopo l’acquisizione da parte di Mountain View. Durante questi anni ci sono state piccole migliorie e grandi milestone, la più nota delle quali viene comunemente detta “GA 2.0“; è la versione che vediamo adesso, con i grafici “ispirati da Indiana Jones” e i report ridistribuiti, la selezione temporale grafica o le cartine geografiche nuove.

Negli ultimi tempi però si è notata una accelerazione nell’introduzione di nuove funzioni: un codice di monitoraggio riscritto completamente a oggetti, l’introduzione della comparazione anonima tra siti omogenei e altre migliorie più o meno grandi o più o meno desiderate dagli utenti. In parallelo Google ha introdotto una versione beta privata di MeasureMap per Blogger; MeasureMap era un fornitore di servizi di web analytics mirati ai blogger che riscuoteva un discreto successo, e che poi fu acquistato da Google.

I vecchi utenti di MeasureMap ora possono trasformare il loro account in un Google Account, esattamente come tra poco potranno fare gli utenti di FeedBurner, altro sistema acquistato da BigG per le analisi sui feed RSS. Youtube ha già da tempo unificato gli account, e da poche settimane propone alcuni dati di base sulle visualizzazioni dei video (numero di visualizzazioni, popolarità, provenienza (non il referrer) e provenienza geografica.

Il futuro che vedo io per Google Analytics si sta già delineando con queste mosse: da “semplice” interfaccia per le statistiche web dei nostri siti, Google Analytics diventerà centro unificato per il monitoraggio della nostra presenza nel web, almeno per i servizi Google. Si potrà creare un profilo e specificare se è un sito o un blog, ed eventualmente scegliere se usare l’interfaccia classica o quella di MeasureMap, si potrà associare il feed RSS a Feedburner e i propri video di youtube postati nel nostro spazio web avranno un report direttamente dentro ai contenuti dei profili. Non so dire esattamente quanto tempo ci vorrà per unificare il tutto, ma la strada mi sembra assolutamente quella.

(image credits qmonic on flickr)