Feb 25 2012

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Nuovi campi filtro e altre cosucce

autore: Marco Cilia categoria: generale tag: , , ,

Justin Cutroni, che ormai è una fonte ufficiale Google, ha annunciato su Google+ che da qualche giorno sono disponibili dei nuovi campi filtro, che potrete utilizzare per filtrare i dati nei vostri profili. Più precisamente si tratta di:

  • Cellulare del visitatore? (orrenda traduzione di “visitor Mobile?”) che identifica se l’utente naviga da mobile o no
  • Categoria Evento
  • Azione Evento
  • Etichetta Evento
  • Continente del visitatore

I campi filtro sono inoltre stati riorganizzati e raggruppati logicamente, così da poter essere trovati più facilmente. Con mio sommo disappunto non è stato implementato il filtro sulle variabili personalizzate (quantomeno su quelle impostate con scope=1, cioè permanenti nei browser degli utenti). Questo, ad esempio, ci costringe a usare soluzioni “con la toppa” quando si tratta ad esempio di escludere le proprie visite con un IP dinamico: si veda in proposito questo articolo di Enrico Pavan, in cui si è costretti ad usare ancora la deprecata funzione _setVar (e la sintassi sincrona, anche se io ed Enrico dobbiamo ancora fare due test congiunti per verificare la sua ipotesi illustrata nei commenti).

Altra bella segnalazione, sempre di Justin e sempre su G+, è questa relativa allo script per GreaseMonkey AnnotationManager, che vi consente di copiare annotazioni tra profili/account, rimuoverne molte con un solo clic o anche esportarle. Mi è di recente capitato di dover inserire una annotazione su un profilo: l’ho dovuta ripetere nel profilo di quel sito, nel profilo master senza filtri e in un altro profilo in cui quel sito era combinato con due sottomini. Con AnnotationManager probabilmente avrei risolto con 3 click. Essendo uno script per GreaseMonkey però, è disponibile solo per Firefox/Chrome.

Ultima segnalazione è questo post di Brian Clifton (tra l’altro, come ho detto in questo commento, sta per uscire la versione 3.0 del suo ottimo libro) che riassume gli ultimi studi usciti sulla diffusione di Google Analytics nel web: vari post che più o meno vi avevo segnalato a tempo debito, ma che riassunti così fanno comunque una certa impressione: il 50% del web usa GA, il 45% delle top500 Fortune companies, l’86% di un campione di 800 imprenditori… più esplicativo di così…


Sep 11 2009

Scarica CSV senza limiti

autore: Marco Cilia categoria: generale,report tag: , ,

E’ un settembre ricco di novità dal punto di vista degli utenti di Google Analytics, che durante l’estate devono aver ricaricato le pile alla grande e sono tornati dalle ferie proponendo ricche novità. L’ultima in ordine di tempo che mi è giunta sotto gli occhi è uno script GreaseMonkey – sempre lui, l’onniopresente – che permette di “aggirare” il limite di export dei report in CSV.

Come saprete se frequentate questo blog da un po’, aggiungendo il parametro &limit=50000 all’url di un report si può forzare Google Analytics a creare un file separato da virgole con cinquantamila righe, utile ad esempio se si hanno moltissime keyword di ingresso al sito, magari su lunghi archi temporali. Se però le righe sono 200000 è necessario ripetere lo stesso l’operazione quattro volte.
Questo script invece si occupa di far comparire link aggiuntivi nella sezione Export, in modo da poter accedere subito ai file e non dover armeggiare troppo con gli URL.

Ovviamente, trattandosi di GreaseMonkey, funziona solo su Firefox.

Export CSV
(image credit: arjansnaterse.nl)


Sep 09 2009

Google Insights dentro a GA

autore: Marco Cilia categoria: report tag: , , ,

Google Insights è un servizio che esiste già da qualche tempo, ma solo recentemente è venuto alla ribalta anche in Italia grazie all’introduzione dell’interfaccia nella nostra lingua. Tralasciando i titoli sensazionalistici dei giornali tipo “Google svela i segreti degli italiani”, Insight è uno strumento che permette di conoscere, valutare e comparare i trend di ricerca nel tempo o in base a diverse località, per le ricerche su web, immagini, news o prodotti, in tutto il mondo o in aree specifiche e/o su determinati intervalli temporali.

Questo ad esempio è l’andamento delle ricerche relative a “Google Analytics”, in tutto il mondo, dal 2004 a oggi. Anche se non l’avete mai usato, se frequentate la rete è probabile che vi siate già imbattuti in Insight, magari quando è mancato Michael Jackson e molti siti pubblicavano il grafico dell’esplosione di ricerche online relative al cantante pop.

E’ uno strumento indubbiamente utile, anche se non va preso per oro colato, e da oggi grazie a Seoverflow.com è possibile selezionare fino a cinque keyword nell’interfaccia di Google Analytics e interrogare direttamente Insights per le ricerche relative a quelle chiavi, in tutto il mondo e su un arco temporale di 90 giorni. Si tratta di niente di più di una scorciatoia, ma può essere utile per velocizzare un po’ il lavoro.

Per esempio, mentre scrivevo questo post e ho usato un po’ lo strumento con le prime cinque keyword di ingresso a questo blog, mi sono accorto che fatto 100 il volume massimo di ricerche della keyword principale (il 2 settembre), la media su 90 giorni è 81. La seconda keyword principale per contro quota 1. Eppure in termini di ingressi percentuali su Analytics la differenza non è così marcata (nemmeno restringendo Insights alle sole query italiane, per aderire meglio alle visite al blog). Questa “vista” sui dati può essere utile se stessi decidendo di spingere di più sulla seconda keyword: Dovrei misurare i miei sforzi sul fatto che il volume di ricerche relativo non è poi così tanto grande, oppure avrei comunque un dato in più per fare ulteriori approfondimenti prima di buttarmi a capofitto a spendere energie per fare il lavoro.

Per l’installazione è necessario il solito Firefox con GreaseMonkey. Lo script funziona solo se usate Google Analytics in lingua inglese.


Aug 18 2009

Copiare interamente un profilo

autore: Marco Cilia categoria: javascript tag: , , , ,

Clone troopers by adactioIn passato ho parlato spesso dei cosiddetti “profili-copia” o “profili-clone”, ovvero profili di Google Analytics che si basano sugli stessi dati in ingresso del profilo di cui sono copie (quindi non c’è bisogno di incollare un altro codice di monitoraggio) ma cui si possono applicare filtri differenti, goal differenti, accessi differenti.
Si è detto che anche con l’introduzione delle più recenti funzionalità quali i segmenti avanzati esistono ugualmente buone ragioni per usare i profili copia.

Purtroppo l’interfaccia di Google Analytics in questo frangente è piuttosto deficitaria, e molte persone non capiscono bene come clonare un profilo. Per farlo bisogna andare dentro all’account che contiene il profilo da copiare e premere “Aggiungi nuovo profilo”, esattamente come si farebbe per un nuovo sito. A questo punto la prima selezione si trova su “Aggiungi un profilo per un nuovo dominio”, invece noi dobbiamo spostarla su “Aggiungi un profilo per un dominio esistente“. Fatto questo apparirà un menu a tendina con l’elenco dei profili già esistenti per quell’account, dal quale selezionare il profilo da clonare.
Le parole nuovo dominio e dominio esistente sono fuorvianti per la maggior parte delle persone, ma non si riferiscono ovviamente all’effettiva registrazione del dominio presso gli enti preposti. Significano più banalmente “aggiungi un nuovo profilo” e “copia un profilo esistente”. Anzi, la formula che propongo è ugualmente errata, perché va sempre tenuto presente che i profili-clone non copiano i dati già processati, ma iniziano a riceverli dal momento della creazione.

Clonare un profilo, però, lo rende vergine rispetto a tutte le impostazioni che sono state fatte sull’originale. Quindi i settaggi andrebbero reimpostati manualmente, i filtri riassegnati uno ad uno e i goal ricreati, sempre ammesso che si voglia avere gli stessi filtri e gli stessi goal. Ma non è difficile immaginare uno scenario simile: avete un profilo esistente, con alcuni filtri avanzati e 4 goal. Stringete un accordo con un partner per alcuni link di riferimento, con pagamento in base al raggiungimento dei 4 goal. Quel che vi serve per dargli l’accesso alle statistiche è un profilo-clone completamente identico al principale con in più un filtro sul referrer, in modo che il partner veda solo ed esclusivamente i dati dei visitatori che ha inviato lui.

Invece di copiare a mano tutte le impostazioni, ROI Revolution ha prodotto uno script GreaseMonkey in grado di copiare le impostazioni e i goal da un profilo ad un altro (anche se i link puntano a pagine diverse, lo script è unico ed è indifferente da dove lo scaricate). In questo modo con pochi click avrete una copia perfetta del profilo, cui potrete facilmente aggiungere o cambiare alcune cose senza dover rifare tutto daccapo. Mancano i goal, ma a quello ha pensato Lunametrics, con una intera estensione per Firefox e relativa toolbar.

Con questi tre strumenti (anche se fisicamente sono due) sarete in grado di replicare interamente un profilo in pochi secondi, e avrete così modo di fare esperimenti senza paura di rovinare dati, potrete dare accessi differenziati alle statistiche o potrete fare analisi più approfondite su alcuni segmenti di visitatori.

[photo credit: adactio on Flickr]


Aug 06 2009

Aggiungi il “refresh rate” ai tuoi report

autore: Marco Cilia categoria: report tag: , ,

Che cosa sarebbe il refresh rate? è il nome di una metrica che Caleb Whitmore definisce come “il numero medio di volte che una data pagina viene vista durante ogni visita”. In sostanza è il numero di visualizzazioni di una pagina diviso il numero di visualizzazioni uniche (visite) della stessa pagina. Caleb sostiene che se una pagina viene vista più volte durante una sessione di visita, può voler dire che è una pagina di transito tra altri contenuti interessanti, oppure che è una pagina della quale il visitatore non può fare a meno o che trova particolarmente stimolante. In ogni caso, è una cosa che può valere la pena di evidenziare.

Caleb ha interpellato Jeremy Aube di ROI Revolution e insieme hanno aggiunto delle funzionalità allo script di GreaseMonkey GAREnhancer, che potete scaricare – o aggiornare – da questa pagina. Lo script aggiunge una colonna ai report “contenuti principali”, “contenuti per titolo” e “dettaglio contenuti” e una casella di riepilogo sopra ai suddetti report; la colonna aggiuntiva può anche essere usata per ordinare il report.
Tutto questo però solo se usate l’interfaccia in inglese US, come già avveniva per la vecchia versione dello script.

L’ho installato da poco e ancora non ho avuto occasione di usarlo attivamente nelle analisi, ma essendo integrato in uno script indubbiamente utile, la funzione è lì, pronta per essere usata quando ve ne sarà occasione. Non costa niente, e fornisce una visione in più sui dati.


Apr 15 2009

Un Google Analytics ancora migliore

autore: Marco Cilia categoria: report tag: , ,

Juice Analytics, autrice dello script greasemonkey Report Enhancer di cui vi ho già parlato, ha deciso di trasformare il tutto in un comodo plugin per Firefox, attualmente ancora in fase sperimentale ma già liberamente scaricabile previa accettazione delle condizioni d’utilizzo.

Il passaggio da script a componente aggiuntivo è un passo importante, perché greasemonkey – diciamolo – è un oggetto abbastanza evoluto e che spesso spaventa un po’ i non addetti ai lavori. Le estensioni di Firefox invece sono più familiari, e inoltre ci sono meno clic tra la volontà dell’utente di avere le funzionalità e la loro effettiva disponibilità.

L’estensione non fa niente di diverso dallo script, anche se adesso il pulsante per attivare le righe aggiuntive di report è stato colorato di azzurro e spostato in alto, a fianco di “aggiungi alla bacheca”. Il pulsante è presente solo nei report “siti di riferimento” e “parole chiave”, esattamente come prima.

Il plugin è scaricabile da questa pagina del sito addons.mozilla.org e in combinazione con il plugin “better google analytics (il plugin è stato dismesso dal suo autore) trasforma Google Analytics in uno strumento decisamente più potente. Sul mio greasemonkey rimane ancora uno script, e cioè GAREnhancer di ROI revolution, che speriamo venga anch’esso trasformato al più presto in plugin (e magari con la scelta di un nome che non lo confonda con gli altri due 🙂 )


Mar 31 2009

Un Google Analytics migliore?

autore: Marco Cilia categoria: report tag: , ,

Non è una novità che esistano script di GreaseMonkey su Firefox che aiutano ad usare meglio Google Analytics: su questo blog vi ho descritto come aggiungere annotazioni e vi ho descritto alcuni di quegli script.

L’estensione è morta per mano del suo stesso autore. Ho scoperto solo da poco l’estensione di Firefox Better Google Analytics, scritta da Erik Vold sulla base dello script “cleaner profile switching”. Questa estensione semplicemente raggruppa in una unica installazione – e senza il bisogno di installare GreaseMonkey – alcuni dei più utili script utente. Ecco quali sono le funzionalità e gli script che sostituisce (il dominio è morto quindi i link sono stati rimossi):

  1. Accede automaticamente a GA, invece di far premere all’utente il pulsante blu
  2. Cleaner Profile Switching – ricorda le impostazioni quando si cambia profilo, e permette di aprire altri profili in una nuova scheda del browser
  3. Export to Google Docs – aggiunge un pulsante per esportare direttamente i report su Google Spreadsheet
  4. Google Analytics absolute conversion – converte le percentuali in valori assoluti
  5. Advanced date selection – aggiunge la possibilità di selezionare con un clic il confronto temporale rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (al momento non mi funziona, ne con l’interfaccia in italiano ne in inglese)
  6. Table sorting – permette di ordinare qualsiasi tabella in base alla sua intestazione (anche questa al momento è leggermente problematica e devasta il layout della pagina)
  7. Social Media Metrics – aggiunge le informazioni sui social network all’interno del dettaglio dei contenuti. Ve ne avevo parlato in questo vecchio post

Ovviamente essendo una estensione che si basa su altre realizzazioni non è sempre aggiornatissima, lo dimostra il fatto che due funzionalità sono al momento “rotte”, ma il vantaggio è quello di dover aggiornare un solo componente invece di controllare a mano se esistono nuove versioni di molti user script. La scelta è vostra. Better Google Analytics è installabile sia dal sito ufficiale vkistudios sia dal sito di mozilla.org; in quest’ultimo caso, trattandosi di una nuova estensione – è ancora al vaglio del giudizio qualitativo di Mozilla ed è considerata “experimental”, ovvero possono installarla solo gli iscritti al sito AMO

Già che siamo in tema, vorrei segnalare un vecchio script realizzato da Lunametrics che al momento non funziona, ma che sarebbe estremamente utile per chi come me gestisce profili corposi: si chiama Show100 ed imposta per definizione la visualizzazione di 100 profili, invece dei 10 disponibili. Che in realtà adesso sono solo 5, ma Google non ha mai corretto l’errore, considerando “profilo” qualsiasi riga della tabella “profili siti web”. L’unica soluzione è tenere d’occhio la pagina che ho segnalato e sperare in un aggiornamento.


Dec 03 2008

Modificare l’intervallo predefinito delle date

autore: Marco Cilia categoria: report tag: , ,

Si è sempre detto che non è possibile modificare l’intervallo predefinito di date visualizzate quando si accede ai report, ed in effetti è sempre stato così. Nemmeno ora, a dire il vero, si può cambiare questa impostazione e far sì di visualizzare sempre gli ultimi diciotto giorni, ad esempio, tuttavia il nuovo pannello di accoglienza introdotto da qualche giorno porta in dote un piccola novità.

Nel momento in cui ci viene proposto il riepilogo degli account, o dei profili se abbiamo già selezionato un account, abbiamo la possibilità di scegliere quattro periodi temporali predefiniti con cui raffrontare i dati: giorno, settimana, mese e anno. Selezionarne uno farà si che i dati visualizzati nel riepilogo cambino, ovviamente, ma farà anche si che una volta aperto un report il periodo temporale sarà già impostato sul corrispettivo selezionato; quindi se stavamo controllando i riepiloghi settimanali (e li stavamo quindi confrontando implicitamente con la settimana precedente), i report saranno impostati per default sugli ultimi sette giorni escluso il giorno corrente.

È anche un modo che Google Analytics usa per non creare confusione nell’utente passando da un periodo ad un altro in modo poco chiaro. Uscendo dall’interfaccia di GA e rientrando in un momento successivo, tuttavia, il periodo temporale predefinito sarà nuovamente impostato ai precedenti trenta giorni (“mese” nel riepilogo), non vi è modo di rendere permanenti le modifiche. Al limite penso si potrebbe fare uno script per GreaseMonkey


Nov 05 2008

Google Analytics Social media metrics plugin

autore: Marco Cilia categoria: generale tag: , , ,

Nel sempre più florido ambito delle estensioni Greasemonkey per Google Analytics va annoverata questa piccola chicca, di cui sono venuto a conoscenza da poco: il social media metrics plugin di VKI studios. Questo script permette di aggiungere alla pagina di dettaglio di un url del report “contenuti principali” alcune righe relative a:

  • numero di segnalazioni della pagina su Reddit (social news)
  • numero di segnalazioni della pagina su Sphinn (social news orientato al mondo SEO)
  • numero di segnalazioni della pagina su digg (social bookmarking)
  • numero di segnalazioni della pagina su mixx (social media)
  • numero di volte che la pagina è stata salvata su delicious.com (bookmark online e condivisi)
  • numero di segnalazioni su Stumbleupon (social news con algoritmo di autoapprendimento)
  • numero di link in ingresso della pagina secondo Yahoo site explorer (equivalente ai Google Webmasters Tools)

L’ho testato per un po’ sui miei profili, ma nessuna delle pagine che ho controllato è mai stata segnalata su digg o stumbleupon. In linea di massima, trattandosi di servizi rivolti in prevalenza a utenti di lingua inglese l’utilità può essere limitata, ma dipende molto dal target del vostro sito e dal vostro pubblico. Il numero di link secondo Yahoo o di salvataggi su delicious invece possono essere utili a tutti. Se in generale fate uso di questi servizi per promuovere i vostri siti, questo script potrebbe semplificarvi in qualche modo la vita. E poi non bisogna dimenticare che le versioni nazionalizzate dei siti di successo possono sempre sbarcare in Italia da un momento all’altro…

social media plugin per GA

(se hai trovato utile questo script, forse ti possono interessare anche questo per aggiungere note e questa altra lista)


Jul 07 2008

Aggiungere funzionalità a Google Analytics

autore: Marco Cilia categoria: generale tag: , ,

Abbiamo parlato spesso del possibile futuro di GA e di come io e altre persone che lo usano vorremmo che si trasformasse, ma la sostanza è che le previsioni o i desideri restano tali finché Google non li realizza. Eppure esiste un intero ecosistema di programmatori che utilizzano una famosa estensione del broswer Firefox per aggiungere piccole funzioni a GA che normalmente non sono presenti.

Trattandosi di un addon di Firefox, è evidente, tutte le funzioni citate in questo post funzioneranno solo con il browser di casa Mozilla. In secondo luogo non si tratta di un post alla portata di tutti: sebbene la maggior parte delle operazioni siano click e download, in alcuni casi potrebbe essere necessario editare dei file o addentrarsi nello specifico dei problemi. Terzo punto da tenere in considerazione è che essendo sviluppati da americani e basati sugli url delle pagine, funzionano solo se accedete a www.google.com/analytics, non sul .it.

Il primo passo da fare è scaricare il plugin GreaseMonkey e riavviare Firefox: in basso a destra dovrebbe comparirvi una simpatica faccia di scimmia, segno che il plugin è correttamente installato. Per inciso, esistono migliaia di script per GreaseMonkey, alcuni molto semplici e altri molto potenti, per moltissimi siti web e non solo per Google Analytics. Poiché gli script sono realizzati dagli utenti e non da Google o Mozilla, abbiate particolare cura nella selezione che fate quando decidete di installare qualcosa: prendete informazioni, chiedete a un esperto di controllare i sorgenti. Installare script di dubbia provenienza è un errore da evitare assolutamente!

Detto questo, il primo script da installare è Keyword Trends di Juice Analytics, che aggiunge un pulsante “who sent me unusual traffic” ai report delle keyword e delle fonti di traffico. Azionando il pulsante lo script scaricherà in background i dati delle keyword del periodo temporale selezionato e li confronterà con queli degli ultimi 7 giorni, mostrandoci il risultato di questo confronto, cioè le keyword (o le fonti di traffico) con un incremento superiore al 20% (nel caso dei referrer i giorni sono 3 e la percentuale è il 50). Per modificare il periodo o la percentuale potete fare riferimento al post e alle istruzioni contenute.

Altro script interessante è Report Enhancer di Roi Revolution, uno script che aggiunge un sacco di dati interessanti, ad esempio il numero di conversioni (invece del tasso), il “vero” tempo sul sito (spiegato in questo post su cui magari torneremo in futuro), e aggiunge al menu delle segmentazioni una voce Source/Medium che normalmente non è presente (sono presenti Sorgente e Mezzo ma non la combinazione dei due). Inoltre se abbiamo abilitato e usiamo i rapporti e-commerce. potremo segmentare per prodotto, gruppo di prodotti, SKU e transazione, anche queste segmentazioni che normalmente non sono accessibili da questo menu. Un piccolo effetto collaterale di questo script è che rende inglese il menu contestuale delle segmentazioni anche se usate l’interfaccia in italiano. In tutta sincerità a me funziona tutto tranne il True Time on site e le informazioni aggiuntive, ma potrei aver fatto qualche casino installando gli script. [UPDATE: funziona solo settando l’inglese come lingua di Analytics]

Il terzo script è stato pubblicato da Michael Freeman, probabilmente dopo aver letto il post che ho in parte tradotto tempo fa sull’integrazione tra GA e Google Docs.

Google Docs integration

Quel che fa è infatti aggiungere una opzione di export dei dati, proprio in Google Spreadsheet. Con un solo click si può esportare un report e poi elaborarlo tramite il foglio elettronico online di Google, con i vantaggi aggiuntivi delle revisioni e delle modifiche collaborative distribuite, oltre al fatto di poterlo condividere in sola lettura con clienti o altri fornitori senza dare accesso diretto a GA. Dei tre è quello che mi ha dato i problemi maggiori: tende a funzionare quando si accede a GA immettendo la password (e non scrivendo direttamente https://www.google.com/analytics/) e nonostante ciò alcune volte ritorna un errore 500. E’ sicuramente ancora uno script giovane, ma potrebbe presto diventare un addon definitivo, quindi lo seguiamo con interesse.