Jan 09 2012

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Landing page nel report traffico diretto

autore: Marco Cilia categoria: report tag: ,

Riallacciandomi brevemente a quanto detto sul traffico diretto nel post sulle canalizzazioni multicanale, mi sono accorto qualche tempo fa che il report in questione è stato leggermente variato. Infatti da qualche tempo si presenta già segmentato per pagina di destinazione, che è una dimensione furba per guardare al traffico diretto. Prima invece, se non ricordo male, non era dimensionato affatto, e l’utente doveva fare l’operazione manualmente.
Questo aiuta a vincere la pigrizia degli utenti novizi e “spacca” il mezzo (direct) sulle principali pagine di atterraggio, permettendo già di farsi un’idea di quali siano le pagine più bookmarkate, o più accedute da client per link senza i tag delle campagne, o digitate direttamente (anche se è già più difficile).

Sono quelle piccole variazioni che rendono più comodo lo strumento, senza stravolgerlo. Siete d’accordo con la scelta del team?


Nov 16 2011

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Rinnovato il report “Landing pages”

autore: Marco Cilia categoria: report tag: , ,

Daniel Waiseberg su searchengineland porta alla nostra attenzione il fatto che il report delle pagine di destinazione è stato da poco rinnovato. Fino a poco tempo fa esso presentava una lista di pagine che sono state le prime di ogni visita nel periodo temporale selezionato e le incrociava con tre metriche: Entrate, Rimbalzi e % di rimbalzo.
Come sanno all’incirca tutti quelli con cui ho avuto modo di parlarne, quello era l’unico report dove aveva senso guardare la frequenza di rimbalzo, per evitare di incorrere in un errore piuttosto diffuso: applicare la percentuale alle visite anziché alla metrica entrate.

Il nuovo report invece presenta le metriche più classiche dei report dei contenuti: pagine/visita, tempo medio sul sito, % nuove visite e frequenza di rimbalzo. Questo ci dà delle informazioni maggiori sull’engagement dei visitatori con il nostro sito, perché è sempre vero che la visita da qualche pagina deve iniziare; inoltre sono state aggiunte al report anche le tab dei GOAL e dell’ECOMMERCE, per cui è possibile segmentare i risultati ottenuti senza fare altro: ogni landing page avrà un certo tasso di conversione globale e per obiettivo, e ci dirà quanti introiti hanno generato le visite che da lì sono iniziate. Niente che non si potesse fare anche prima con segmenti e custom report, ma negli ultimi tempi Google Analytics si sta anche concentrando nell’uniformare e rendere più facili da trovare le informazioni. Meno clic per tutti.

Quel che non mi va giù, tuttavia, è che io trovato utile anche il report precedente; me lo sono ricostruito molto brevemente con un custom report, ve lo condivido per comodità: http://goo.gl/LP6vg. Con un po’ più di cura si potrebbero unire il precedente e l’attuale usando due schede.


May 18 2009

Il rimbalzo nel report “contenuti principali”

autore: Marco Cilia categoria: report tag: , ,

Ecco un interessante (anche se un po’ datato) post su e-nor.com a proposito dell’interpretazione del bounce rate nel report “contenuti principali”. A prima vista infatti la frequenza di rimbalzo nella relativa colonna potrebbe essere interpretata come una percentuale della colonna “pagine visualizzate”, soprattutto ad un neofita che non ricorda l’assioma secondo cui il bounce rate (i rimbalzi, appunto) è una metrica per le visite e non per le pagine viste. Anzi, per dirla come l’autore del post (da cui trarrò traduzioni letterali):

“Bounce rate is the percentage of single-page visits in which the person left your site from the entrance (landing) page,” by Google Analytics.
“Single page view visits divided by entry pages,” by the Web Analytics Association.

“La frequenza di rimbalzo è la percentuale di visite di una sola pagina in cui una persona ha abbandonato il vostro sito dalla stessa pagina di atterraggio”, definizione di Google Analytics.
“Visite di una sola pagina vista diviso pagine di ingresso”, secondo la Web Analytics Association.

Il problema dell’autore del post diventa evidente quando si guarda alla pagina di conferma di un ordine in un sito e-commerce e questa ha un bounce-rate del 100%. La pagina in questione non dovrebbe generalmente essere una pagina cui si può arrivare direttamente, e dovrebbe altrettanto generalmente essere l’ultima di un percorso che ha almeno due pagine viste: ordine e ringraziamento, quando non anche il pagamento.
Le spiegazioni per questo fenomeno possono essere molteplici:

– The thank you page was bookmarked by the visitor for future reference.
– The visitor hit the refresh button on the non-landing page window after 30 minutes of no activity.
– A direct visit to the non-landing page by developers/site owner. Excluding the internal traffic will solve this one.

– La pagina di ringraziamento è stata messa nei segnalibri dall’utente.
– Il visitatore ha premuto il tasto di refresh su quella pagina dopo più di mezz’ora di inattività (nuova sessione).
– Una visita diretta a quella pagina da parte di chi conosce il sito (proprietario/sviluppatore) in un contesto in cui il traffico interno non viene filtrato.

Sostanzialmente, quindi, guardare alla frequenza di rimbalzo nel report “contenuti principali” è fuorviante, e sarebbe meglio farlo nel report “pagine di destinazione principali”. Potete rendervene conto da soli guardando una riga del report “contenuti principali”, ad esempio nel mio caso la pagina /about/: 121 pagine viste (98 PV uniche), 50% secco di bounce rate; a parte il fatto che la metà di 121 è 60,5 e la mezza visita non esiste, il problema si risolverebbe dicendo in italiano che “la metà di 121, cioè 60, pagine viste sono rimbalzi”. Non regge. Ma in ogni caso è ugualmente sbagliato fare quel calcolo. La colonna ci dice che il 50% di coloro che sono arrivati direttamente su quella pagina hanno poi abbandonato il sito. E quanti sono giunti direttamente su quella pagina? lo scopriamo guardando il report “pagine di destinazione principali”, ove leggo: 6 entrate, 3 rimbalzi, 50% frequenza di rimbalzo. Così quadra, e 3 è ben diverso da 60 non vi pare?


Feb 20 2009

Analisi delle keyword di ingresso

autore: Marco Cilia categoria: report tag: , ,

Ciao Marco, ieri cercavo di capire quali sono le keyword grazie alle quali gli utenti arrivano direttamente su alcune pagine indicizzate da Google. Sono andato su “content” – “top landing page”. La pagina che mi interessa ha 275 entrances. e fino a qui tutto ok.

Successivamente ho selezionato la pagina e dopo “entrance keyword”. Quindi ho trovato che la pagina in questione è raggiunta attraverso le keyword x,y,z,ecc.. ma con un totale di visite enormemente superiore a 275 (10 volte tanto). Quel numero (2800 circa) mi sembra il numero di utenti che hanno visto quella pagina (dopo essere arrivati sul sito attraverso le varie kw), piuttosto che gli utenti che sono “landati ” sulla pagina grazie a quelle kw.

E’ un caso arbitrario, purtroppo. Io ho alcuni profili in cui tutto combacia perfettamente e altri che si comportano come il tuo. Parte della spiegazione secondo me è riconducibile al discorso delle dimensioni, parte invece è proprio legata all’architettura del sistema. Una conferma mi viene da questa discussione sul forum:

There is no way in Google Analytics to create a report that shows two dimensions at a time (like keyword and landing page) side by side. You can only drilldown from a top level dimension to a lower level dimension (even in a custom report).

In realtà nei custom report si possono annidare più dimensioni, ma il sistema esclude automaticamente le “combinazioni impossibili”, secondo questa tabella. La combinazione che cerchi tu, keyword per pagina di ingresso, è attualmente una di quelle off limits.