Mar 29 2010

Tutto GA in un foglio A4

autore: Marco Cilia categoria: generale tag:

Andy Wibbles ha realizzato una mappa mentale in pdf su Google Analytics, che riproduce lo schema dei report e dei menu. Può essere una cosa carina da stampare e tenere a portata di mano, se proprio non riuscite a ricordarvi a memoria dove sono i vari report :)

Per una mappa mentale sulle operazioni da eseguire invece vi rimando a questo vecchio post in cui avevo fornito la versione italiana di un prodotto di marketing-results.com.au


Oct 08 2009

Le vostre mappe miglioreranno, probabilmente

autore: Marco Cilia categoria: report tag: , ,

Ciclicamente sento qualcuno lamentarsi della scarsità delle informazioni sull’overlay geografico dei visitatori in Google Analytics. Qualcosa del tipo: “ma come, in America hanno il dettaglio per Stato, e noi non possiamo avere quello per Regione?”.
Il problema, va da sé, non è tanto che Google non ha le mappe delle Regioni nella cartina che usa per l’overlay, quanto che la precisione dei dati sulla provenienza dei visitatori non è poi così affidabile come potrebbe sembrare a prima vista, anche migliora col passare del tempo. Ne avevamo parlato nel mio vecchio post sull’affidabilità della geolocalizzazione dei visitatori.

La dimostrazione è in queste schermate. Questa è presa da Google Flu Trends, il sito che monitora l’andamento stagionale dell’influenza in vari paesi (nello screenshot, la Francia)

mappa delle regioni Francesi

E questa è presa dall’equivalente dettaglio di Google Analytics:

mappa della Francia

Certo, aggregare le notizie sui casi di influenza deve essere indubbiamente più semplice, e inoltre viene fatto centralmente e poi diffuso, mentre i dati di provenienza dei visitatori sono unici e differenti da sito a sito, ma la mia opinione è che prima o poi avremo un dettaglio maggiore anche su Analytics. Magari sarà solo la somma delle equivalenti città contenute nella regione, e sarà sempre un dato da prendere con le molle, ma le nostre mappe di overlay miglioreranno, ne sono quasi certo…


Jul 14 2009

I dati di GA in Google Earth ed Excel

autore: Marco Cilia categoria: API tag: , ,

google-earthOggi voglio segnalare due strumenti che potrebbero tornarvi utili se usate Google Analytics e spesso avete necessità di avere i dati anche fuori dalla sua interfaccia.

Il primo strumento è carino anche se relativamente utile, ma è indubbiamente più performante della carta geografica dei visitatori che propone GA: si tratta della possibilità di visualizzare la provenienza geografica delle visite su un comodo livello di Google Earth.
Per utilizzarlo bisogna andare nel report Visitatori -> Overlay carta geografica, selezionare il periodo temporale e il livello di dettaglio desiderato (città o paese, gli altri due non rendono bene), esportare tutto in xml e dare in pasto il file alla pagina che ho linkato, che restituirà un file .klm da aprire in Google Earth. I simbolini colorati rappresentano il numero di visite provenienti da quella città o da quel paese; ad esempio una puntina gialla significa tra le 0 e le 50 visite, mentre un segnaposto verde tra le 4000 e le 8000 visite.

Il secondo strumento invece è decisamente più utile, e sfrutta le API di esportazione per “tirare dentro” Excel i dati di Google Analytics. Quante volte infatti durante le analisi più spinte e gli incroci di dati più estremi siamo stati costretti ad esportare i report da GA in CSV (o direttamente in Google Docs, se avete letto questo mio vecchio post), per poi importarli in Excel? e quante volte abbiamo dovuto rifare il procedimento perché avevamo un nuovo set di dati offline e dovevamo allineare i dati di Analytics? da oggi tutto questo fa parte di un modo di lavorare passato, i dati saranno sempre aggiornati e nella cella giusta!

Per fare ciò è necessario aprire Excel, poi strumenti -> macro -> visual basic editor. da lì tasto destro su VBAproject (Cartel1) – che dovrebbe essere il nome predefinito del progetto, almeno su Excel 2003 – e inserisci -> modulo.
A questo punto andare sulla pagina personale di Mikael Thuneberg, copiare tutto il codice e incollarlo nella finestra del modulo di Excel. Poi andare su strumenti -> riferimenti e aggiungere una selezione su Microsoft XML, v6.0, premere OK e poi salvare il lavoro Cartel1. Chiudere la finestra di Visual Basic Editor e salvare il file tramite file -> salva con nome… scegliere come tipo di file componente aggiuntivo di Microsoft Excel (*.xla) e salvarlo nella cartella AddIns (che su Windows vista è in /nomeutente/AppData/Roaming/Microsoft/Addins, ma su altri sistemi operativi potrebbe trovarsi altrove. Di norma Excel propone da solo la cartella giusta alla selezione degli xla) con il nome – ad esempio – di GA.xla. Ora da strumenti -> componenti aggiuntivi mettere la spunta su GA e premere OK e riavviare Excel.

Le due funzioni sono disponibili dal menu Inserisci -> funzione nella sezione definite dall’utente, e sono:

  • getGAautheticationToken: dati una email e una password richiama una stringa necessaria per le interrogazioni successive
  • getGAdata: dati una serie di parametri di ingresso (il numero dell’account, il periodo temporale, le metriche e i filtri) richiama da Google Analytics i dati necessari e li memorizza in Excel

Da notare che il sistema non funziona se si è dietro a un proxy, richiede una connessione a internet diretta.
Per fare lo stesso mestiere esisterebbe anche Excellent Analytics, ma ha come prerequisito Excel 2007, per cui non l’ho potuto provare.

[edit: 13 agosto: Il blog ufficiale ha un nuovo post con altri strumenti per integrare GA ed Excel]


Jul 28 2008

Quanto è affidabile la geolocalizzazione degli IP?

autore: Marco Cilia categoria: report tag: ,

Ho sempre detto ai miei clienti di non fare troppo affidamento sul dato “città” del report provenienza geografica di Google Analytics, perché so per esperienza che è una cosa tanto affascinante quanto potenzialmente fonte di grane per il consulente: i clienti sono esterrefatti dalla precisione dei dati e si perdono in quei report, spesso formulando poi strane richieste.
Il mio consiglio quindi era quello di prendere i dati cum grano salis e semmai di soffermarsi su un dato di livello superiore, su un’area geografica maggiore (per l’Italia le regioni, anche se il dato non esiste per GA).

Tecnicamente l’operazione che Google Analytics compie è detta “geolocalizzazione degli IP” (IP location in inglese) e si basa su un grande database che riporta la lista dei possibili IP e la relativa provenienza geografica; più questo database è accurato e più l’informazione è precisa, e poiché gli IP sono di proprietà degli internet providers, i fornitori di connessioni, di norma sono essi che forniscono la maggior parte dei dati. Ad esempio, uno dei database considerati più attendibili è quello fornito da Ip2Location.com, ma ne esistono innumerevoli altri, free o a pagamento.

Google non precisa da nessuna parte se usa un database di terze parti o se ne ha implementato uno proprio (la qual cosa non dovrebbe stupirci, vista la mole di dati che maneggia), ma l’impressione che se ne trae è che in entrambi i casi la precisione dei dati forniti aumenti nel tempo. Non sono l’unico ad essersene accorto, ma per giustificare questa frase ho estratto l’overlay geografico delle visite al mio blog personale nel mese di Luglio con provenienza Norvegia, dove sono stato in viaggio di nozze e da dove mi connettevo per postare un resoconto a puntate e leggere eventuali commenti (e da dove normalmente non ricevo molte visite, ulteriore controprova):

A parte una indicazione (Lesja), i pallini riproducono esattamente le città da cui mi sono connesso: Oslo, Bergen, Trondheim, Tromso, Alesund, Bodo. L’indicazione sbagliata è comunque geograficamente vicina a un posto dove abbiamo dormito, un piccolo paesino che potrebbe “uscire” con quella indicazione, ma anche nel caso in cui fosse errata, cambierebbe di poco la grande precisione del resto dei dati.
In Italia abbiamo un paio di grandi problemi: Fastweb, che per la sua architettura esce da pochi punti collocati in grandi città (in questo momento ip2location mi colloca a Roma, di solito sembro un milanese), e Tele2 che di norma assegna alle ADSL italiane ip geolocalizzati in Svezia. Al primo non si può ovviare, non in tempi brevi, per il secondo ci sono speranze. Di certo da questo momento guarderò con più fiducia all’overlay geografico, anche se la strada da percorrere è ancora lunga e non si arriverà mai ad avere una accuratezza totale…


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