Jun 14 2015

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TagManager vendor template

autore: Marco Cilia categoria: tagmanager tag: ,

Uno dei due ingegneri a capo del Google Tag Manager – Brian Kuhn – ha da poco annunciato una novità molto importante: il prodotto ora introduce uno standard aperto per la creazione dei template dei tag, e soprattutto demanda ai singoli vendor la loro creazione tramite un processo di iscrizione – submit, testing&verifica e approvazione: il tag template program.

Se avete mai fatto delle installazioni un po’ corpose avrete usato quasi sicuramente tag di Analytics e AdWords: per essi ci sono dei comodissimi template che rendono il lavoro veloce, facile e praticamente a prova di errore. Se avete aggiunto dei tag diversi (Criteo fino a qualche tempo fa, ma anche solo un conversion pixel di Facebook al quale passare la revenue di un acquisto) avrete dovuto giocare con i tag HTML custom, con il rischio di perdere tempo nel capire come mai il tag non funzionava o peggio il contenitore non validava. Una volta ho perso più di mezz’ora su un tag HTML custom perché mancava un apostrofo su migliaia di caratteri.

Questo da ora in poi potrebbe ridursi, perché ogni strumento di marketing che richiede tag ha la possibilità di iscriversi al programma e di creare in autonomia i suoi template, che dopo essere stati validati da Google saranno resi disponibili agli utenti di tutto il mondo. La prima infornata di questi nuovi tag comprende:

  • Affiliate Window
  • Ve Interactive
  • Neustar
  • Eularian
  • Mouseflow
  • Nudge
  • SearchForce
  • TradeDoubler
  • Google Consumer Surveys

Il Tag Manager vuole diventare uno strumento sempre più facile da gestire e alla portata di tutti, e questa mossa sono certo che vada nella direzione giusta


Apr 06 2015

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Piccole ovvietà che vi cambiano la vita

autore: Marco Cilia categoria: generale tag:

A volte anche un post di poche righe, scritto sul blog ufficiale, può farci gioire tanto. Ad esempio l’ultimo, di una settimana fa, in cui si annuncia una cosa tanto piccola e banale quanto dirompente: la pagina delle Release Notes ufficiali di Google Analytics!

Le Release Notes sono la lista dei cambiamenti introdotti nello strumento, ordinate per data. Quante volte gli annunci sono stati fatti sul blog ufficiale, o sulla pagina Google+ del team di GA, oppure semplicemente NON sono stati fatti, lasciando che le persone scrivessero le loro impressioni su nuove feature apparse in Google Analytics? troppe, esatto, per questo motivo accolgo con gioia anche io l’arrivo di una pagina nella quale le novità sono elencate ufficialmente.

Mettetela nei bookmark! :)


Feb 11 2015

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Cosa sono le analisi coorte?

autore: Marco Cilia categoria: report tag: , ,

Apparse negli account già da qualche giorno, soltanto oggi la pagina Google+ di GA ci rende edotti del fatto che le analisi coorte sono tra noi: le analisi CHE???

Le cohort analysis sono analisi basate sul tempo che servono a mettere in relazione il comportamento degli utenti che hanno manifestato un certo tratto in comune in un dato lasso temporale. Più facilmente, di solito, si tratta di guardare all’evolversi di una metrica da parte degli utenti che sono stati insieme sul sito in un dato momento.

Se vi ricordate, era già possibile fare qualcosa di simile usando una delle ultime feature dei nuovi e potenziati segmenti avanzati:

Schermata 2015-02-09 alle 23.07.56

Le analisi coorte sono simili, ma godono di una rappresentazione visuale tutta loro, e molto carina.
Esempio classico, ovvero come si presenta il report appena lo aprite: NON potete selezionare il range temporale, perché le coorte comprendono già un arco temporale tutto loro (ultimi 7, 14, 21 o 30 giorni): di default gli ultimi 7 giorni escluso oggi. Al momento l’unica coorte possibile è sulla data di acquisizione, cioè il primo giorno del periodo. La dimensione può essere il giorno, la settimana o il mese, la metrica predefinita è la fidelizzazione, cioè il fatto che gli stessi utenti tornino o meno sul sito nei giorni (settimane, mesi) successivi.

Quindi come si legge il report? innanzitutto si noteranno due cose, la prima è che il totale degli utenti non corrisponde al totale degli utenti unici del report PANORAMICA per lo stesso periodo. La seconda è che quel numero è la somma dei singoli giorni. ORRORE, direte voi – lo sanno anche i bambini che i visitatori unici non si sommano mai (cfr. the hotel problem)! corretto, se non che quel numero in realtà NON è il mero numero di visitatori unici di ogni giorno, ma credo si avvicini di più al numero di nuovi utenti.

Per ogni riga quindi viene indicato quanti dei nuovi utenti ritornano negli n giorni successivi. Variando la metrica il report varia di conseguenza, e la colorazione delle celle anche.
Si tratta di un report molto importante, che acquista ancora maggiore valore se utilizzato in una vista che fa uso dello USERID di Universal Analytics, che quindi sorpassa il problema dei device multipli e della moltiplicazione degli utenti.


Jan 27 2015

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TOTALE! Anche GA ora ha il suo “cestino”

autore: Marco Cilia categoria: generale tag: , ,

A quanti di voi è mai successo di cancellare una vista (ne ho visti tantissimi), una property (meno, ma erano dolori) o un account (me ne hanno raccontato uno, una volta)?
La procedura per recuperarli è sempre esistita, con restrizioni più o meno ampie, ma era farraginosa e necessitava l’assistenza di un partner certificato Google Analytics, o qualche santo in terre AdWords/Analytics.

Poco fa il team ha annunciato che invece, a partire da adesso (ma se fossi in voi non sperimenterei tanto per fare… 😛 ) le cose cancellate finiranno per 35 giorni in un “cestino” ispezionabile a livello di account, da dove si potranno poi recuperare. Una feature che allinea il prodotto agli standard cui ormai siamo abituati da anni su Gmail e Google Drive, ad esempio.
Per i più curiosi ecco l’articolo dell’help con i dettagli, ma attenzione, secondo me c’è un errore: nell’esempio 3 la dinamica iniziale è identica all’esempio 1, ma il risultato diverso poiché di vuole restorare una vista. Credo che in realtà l’esempio che volessero fare sia questo:

  • V2 è spostata nel cestino. Successivamente, Account A è spostato nel cestino. Ripristinare V1 automaticamente ripristinerà P1 e A1, ma non V2. V2 rimane nel cestino.

In ogni caso, una bella funzionalità, che come al solito vedremo comparire negli account progressivamente, nel giro di qualche settimana.


Nov 20 2014

Più dati in una sola schermata

autore: Marco Cilia categoria: report tag: , ,

“ah, vedrai che ora con Premium aggiungeranno solo cose a pagamento”.
Se tenessi il conto delle volte che ho sentito questa frase dovrei usare le dita col sistema binario, ma la cosa più interessante è che ogni mese essa viene smentita dai fatti, ma si ripropone più o meno ciclicamente.

Da qualche giorno invece, in sordina, potete fare anche sulla versione free alcune cose nuove molto interessanti:

  • Potete creare custom report con CINQUE dimensioni annidate (prima erano quattro)
  • Potete creare custom report di tipo “tabella piatta” con CINQUE dimensioni primarie, e VENTICINQUE metriche (prima erano due dimensioni e non ricordo quante metriche)
  • Potete fare “traccia righe” con SEI dimensioni (prima erano quattro)

flat table

Personalmente ho già risolto un problema con le “nuove” flat table, niente di insormontabile prima, ma così ci ho messo pochi click :)


Oct 20 2014

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Esporta e importa configurazioni dal TagManager (e nuova interfaccia)

autore: Marco Cilia categoria: tagmanager tag: ,

Qualche giorno fa è stata svelata al pubblico la nuova versione dell’interfaccia del Google Tag Manager, uno strumento sempre più popolare ed interessante per velocizzare il digital marketing moderno. Le novità sono tante, ma una in particolare è passata completamente inosservata nei post che ho visto in giro: da adesso è possibile esportare e importare intere configurazioni. Tutti voi dovreste vedere una nuova voce nel menu attuale del GTM:

GTM-export

L’export avviene in formato JSON, mentre l’import può comportare due opzioni:

  • L’import sostituisce completamente il contenitore corrente
  • L’import unisce il contenitore importate con quello corrente

Oltre che essere utile per la migrazione all’interfaccia nuova, che vedremo tra poco, questo consente anche di avere un contenitore “repository” con tutto lo scibile che si può mettere a disposizione, e di usarlo velocemente per creare configurazioni alle quali basta poi togliere le feature inutili. Attualmente infatti ogni nuova configurazione riparte da zero.

Per quanto riguarda le altre novità, una strettamente collegata è l’introduzione delle API del TagManager. Ad esempio l’ottimo Simo Ahava ha già prodotto un primo “clonatore” di configurazioni, oltre a dun visualizzatore delle dipendenze di tag e regole. Come sempre, Google ha capito che fare un’API darà ampio respiro al prodotto e permetterà a molte persone di guadagnare dei soldi, man mano che le esigenze e le soluzioni aumenteranno.

E veniamo all’interfaccia, completamente rinnovata: la cosa più semplice è provarla andando su tagmanager.google.com, avendo bene in testa però che non esiste un processo di migrazione dei contenitori. Attualmente quindi avete due possibilità:

  • Continuate ad usare la vecchia interfaccia per i vecchi contenitore e la nuova per i futuri
  • Usate l’export e l’import per migrare alla nuova versione

In futuro, ha già chiarito Brian Kuhn su Google+, ci sarà la possibilità di fare opt-in per un processo di migrazione automatica, quindi niente paura!
Le novità principali sono:

  • gestione di account e contenitori in stile “Google Analytics”, nella sezione Admin: le colonne e le icone vi risulteranno molto familiari. Anche la possibilità di filtrare per nome “al volo” sarà molto utile a che gestisce decine o centinaia di account (uno a caso, ad esempio :) )
  • overview migliorata, con il differenziale delle modifiche non ancora andate online. Questo può salvare ore di lavoro, perché ogni tanto ho visto fare modifiche nella bozza del contenitore, provarle in preview e dimenticarsi di pubblicare per il resto del mondo!
  • le regole ora si chiamano TRIGGERS, e funzionano leggermente in modo diverso da prima. Ovvero i triggers hanno sempre almeno due condizioni per essere definiti: CHE EVENTO si sta aspettando e DOVE lo si sta aspettando (definito tramite un filtro)
  • i tag di listener non esistono più: sono stati resi impliciti nel fatto che se ho un trigger di tipo EVENTO CLICK sulla pagina X, allora dovrà per forza esserci anche un listener di click. Keep it simple! :)
  • le macro ora si chiamano VARIABILI. Ha molto più senso così, non s’era mai capito perché la scelta di quel nome niente affatto parlante per i profani. In aggiunta, le variabili create automaticamente dal GTM quando si crea un contenitore possono essere nascoste, se non servono.

All’inizio ho trovato un po’ spiazzante la nuova interfaccia, ma sto iniziando ad abituarmici. Vi consiglio di fare delle prove perché non si tratta di un passaggio completamente “liscio”, secondo me. E’ in ogni caso un deciso passo nella direzione giusta. Prossimamente mi aspetto l’introduzione delle “cartelle” di tag, per mettere ordine negli account più grossi, una migliore gestione del multi-utente, con permessi differenziati per team distribuiti e magari anche un processo di approvazione multi-livello.

Sempre in tema di novità segnalo anche il rifacimento dell’estensione di Chrome “Tag Assistant“. Qui al momento continuo a preferire la versione vecchia, ma chissà…


Sep 12 2014

A volte ritornano: riecco il benchmarking

autore: Marco Cilia categoria: report tag: ,

Non tutte le ciambelle riescono col buco, e alcune volte i report di Analytics vengono ritirati. Se non bastano le lamentele sparse su forum e gruppi di discussione, una rapida occhiata alle statistiche di Google Analytics SU Google Analytics (ebbene sì, è una specie di Matrix :) ) è in grado di dire agli ingegneri “questo report non se lo fila nessuno”.

Questa sorte è probabilmente accaduta al vecchio report del benchmark, che però rivive oggi in una forma tutta nuova e, permettetemi di dire, bella sgargiante! Il blog ufficiale infatti ci informa che nelle prossime settimane tutti avrete accesso alla nuova funzionalità, che sarà attivata se e solo se avete preventivamente deciso di condividere anonimamente i vostri dati con Google (Amministrazione -> impostazioni dell’account -> “anonimamente con Google e altri”).

benchmarking-v2

Quando tutti saranno abilitati nella sezione di report PUBBLICO comparirà una nuova sottocategoria, tradotta in italiano con “Analisi comparativa“. Al suo interno, tre report:

  1. Canali: è il report che vedete nello screenshot sul post ufficiale. La dimensione impostata è Channel, le metriche sono le classiche ABC (Acquistion, Behavior, Conversion) e ogni cella è colorata con tonalità dal verde al rosso, a seconda che il risultato ottenuto dal nostro sito sia migliore o peggiore del campione di paragone. Il colore si può eliminare, così come la numerica di comparazione. In questo senso trovo il report molto bello e agevole da leggere, e spero che questa visualizzazione venga estesa anche in altre parti dello strumento.
  2. Località: qui la dimensione principale è il paese/zona di provenienza degli utenti
  3. Dispositivi: dimensione principale è categoria del dispositivo (desktop, tablet, mobile)

Interessanti le metriche che è possibile posizionare sul grafico: oltre alle metriche secche ci sono anche metriche “dedicate”, tipo “differenza % nuove sessioni rispetto al benchmark”. Infine, la domanda principale: contro chi o che cosa sto confrontando i miei dati? in testa ad ogni report sono presenti 3 grandi selettori, uno dedicato all’industry (o vertical, come amano dire gli inglesi) – e ne potete scegliere una tra circa 1600 – uno dedicato al Paese/Regione (no, in Italia niente province, mentre in Francia ad esempio si) per filtrare i dati e uno dedicato alla dimensione dei siti in base al traffico giornaliero (da siti piccoli 0-100 visite al giorno a siti enormi da oltre centomila visite al giorno). Nessuno mi vieta di confrontare il mio piccolo ecommerce di ferramenta con un colosso giapponese di articoli da giardino, ma avrebbe poco senso. I valori stimati da GA all’inizio dovrebbero essere più che sufficienti…
In ogni caso dopo aver modificato i valori di riferimento, Analytics mostra un avviso che indica quante properties fanno parte del benchmarking per quella particolare selezione. Sempre utile per tenere a mente il contesto.


Jun 30 2014

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Ricapitoliamo quel che succede…

autore: Marco Cilia categoria: generale tag: , , , ,

Manco da un po’ di tempo, ma ci tengo lo stesso a darvi un po’ di notizie su cosa è accaduto nel mondo Google Analytics e dintorni nel frattempo :)

Partendo dal blog ufficiale, Premium ottiene le API non campionate; attraverso di esse si possono ottenere informazioni sui report non campionati esistenti, si può creare al volo una richiesta di report non campionato, si può controllare lo stato di avanzamento del calcolo di un report non campionato e infine si può avere il link dal quale scaricare un report non campionato.
La feature è utile perché, come al solito, permette di integrare al di fuori del pannello operazioni che tipicamente possono essere svolte solo da dentro all’interfaccia: nel caso di Premium la cosa è ancora più utile perché non tutte le funzioni aziendali hanno accesso a tutti i report e tutti i dati, e molti si basano sull’uso di API per interrogare solo i KPI di interesse. Se però i KPI di interesse sono fortemente campionati, fino ad ora non c’era altra possibilità che andare sul prodotto e richiedere il report unsampled, mentre adesso anche questa operazione può essere svolta tramite API.

Altra novità recente è la suddivisione semi-automatica tra le keyword di brand e quelle non di brand; il sistema provvede ad estrarre quelle che secondo lui sono le chiavi di brand, ma è ovviamente possibile modificare a piacimento la configurazione. Una volta terminata questa oeprazione Analytics chiederà di poter creare due nuovi canali nel raggruppamento predefinito dei canali: uno per le chiavi di brand e uno per quelle unbranded, che si andranno a sostituire progressivamente al canale di default “Paid Search”. Questa classificazione esiste soltanto per le chiavi a pagamento (non solo per AdWords), mentre per via del fenomeno delle (not provided) non si può applicare (e non avrebbe senso farlo) al traffico organico.

Per quanto riguarda le novità di prodotto vere e proprie, segnalo che per l’ennesima volta è stata rifatta l’interfaccia dei segmenti avanzati, sia nella parte di visualizzazione sia nella parte di creazione.
La nuova visualizzazione dei canali ora si presenta così

Schermata 2014-06-30 alle 23.25.45

se non volete a tutti i costi usare la freccia verso il basso per rimuovere un segmento, vi svelo un trucco: basta trascinarlo ‘via’ :)

L’interfaccia di selezione ora si apre per impostazione predefinita in modalità “verticale”, garantendo finalmente la leggibilità dei segmenti con i nomi più lunghi:

Schermata 2014-06-30 alle 23.28.52

E’ stato introdotto anche un comodo selettore “selezionati”, che provvede a scremare soltanto i segmenti attivi: quante volte volevate togliere un segmento e siete stati costretti a scorrere più volte su e giù il menu perché non li trovavate? :)

Ho notato da qualche giorno che nelle dimensioni secondarie è comparso un raggruppamento “ora”. Sebbene data, ora e ora del giorno siano sempre stati selezionabili, adesso il numero di dimensioni è molto più cospicuo e comprende cose interessanti come ad esempio:

  • giorno del mese
  • giorno della settimana
  • mese dell’anno (03) e mese dell’anno (201403); pessima traduzione di due concetti diversi :-/
  • minuto (001036, inteso come minuto del giorno) e minuto (05, inteso come minuto dell’ora)
  • nome del giorno della settimana
  • settimana ISO dell’anno ISO

e altri ancora. Quando si fanno analisi granulari sono dimensioni che possono tornare MOLTO utili…

infine giovedì e venerdì scorso si è tenuta la prima edizione italiana dell’ Emetrics summit, evento di caratura mondiale dedicato esclusivamente al mondo della misurazione. Oltre ad aver incontrato Jim Sterne, padre fondatore della web analytics e della Digital Analytics Association, e ad aver rivisto molti amici e colleghi, Tommaso Galli ha tenuto uno speech dove tra l’altro ha ribadito con questo video l’importanza di usare un TagManager per la gestione dei tag di marketing. Un po’ quello che cercavo di spiegarvi qualche tempo fa, sotto un’altra ottica… :)


May 07 2014

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GA compra Adometry

autore: Marco Cilia categoria: generale tag: ,

Nella vita non si può conoscere tutto, per cui senza vergogna vi dico che Adometry io non l’ho mai sentita nominare. Ciononostante se Google ha deciso di comprarla, e se la notizia viene dal Google Plus ufficiale di GA è abbastanza chiaro con quale prodotto verrà integrato.

La parte più interessante del sito Adometry mi sembra quella in cui descrivono la tecnologia di integrazione “totale” delle fonti di dati utili al calcolo del customer journey: si parla senza mezzi termini di digital channels, offline channels e offline conversions, tre temi che ultimamente ci stanno molto a cuore, soprattutto con il passaggio a Universal Analytics.

Naturalmente passerà del tempo prima di vedere i risultati tangibili di questa integrazione, ma ho letto commenti molto eccitati a riguardo per cui sono sicuro che uscirà qualcosa di notevole. Aspettiamo e vediamo!


Apr 15 2014

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Introdotta la diagnostica automatica

autore: Marco Cilia categoria: report tag: ,

Ecco una feature della quale vi parlerò male, una volta tanto :)
Svelata al pubblico ieri, la diagnostica dovrebbe occuparsi di avvisare i webmaster di problemi inerenti le tracciature o le configurazioni di Google Analytics, ad esempio pagine senza codice di monitoraggio, goal che non ricevono visite, filtri, discrepanze tra clic e visite, eccetera… dico “dovrebbe” perché l’ho testata più volte nei mesi scorsi e ogni singola volta mi ritrovavo a controllare (e segnalare) falsi positivi, o segnalazioni completamente sbagliate.

Con questo non voglio dire che non sarà utile, una volta messa a punto, ma semplicemente che al momento (per la mia esperienza) è una funzione inutile. Ciò non toglie che il miglior modo per giudicare è fare test personali, magari siete più fortunati di me (o nel frattempo hanno riscritto completamente l’algoritmo). Nel caso fatevi sentire nei commenti.

Visivamente si presenta come una campagna in alto a destra con il numero di notifiche segnalate, ne più ne meno della campana delle notifiche di Google+, ma in ogni caso questa funzionalità è stata attivata su un certo numero di utenti, che sono pregati di mandare feedback che consentiranno di migliorarla ancora prima di rilasciarla ulteriormente.