In attesa del cambio bagagli mare-montagna, ecco un riassunto di due novità introdotte dal team di Google Analytics mentre ero via:
Ordinamento ponderato: è una nuova modalità di ordinamento delle righe dei report non più basata solo sull’ordine ascendente o discendente (o dal maggiore al minore) ma che tiene conto anche del numero delle visite di ogni riga. Basta quindi con i report che mostrano tutte le righe con 1 sola visita come fossero uguali, e che costringono a scorrere tutta la lista alla ricerca di fenomeni interessanti. Un esempio può essere il report dei rimbalzi: non tutti i 100% sono uguali: alcuni sono generati con una sola visita, altri con duecentotrenta. I secondi sono più interessanti da analizzare, e l’ordinamento ponderato ve li farà scoprire prima. Post ufficiale. Articolo dell’help in lingua inglese
Strumento di debug: è un nuovo file di tracciamento (ga_debug.js) in grado di inviare informazioni anche all’oggetto window.console dei browser, per cui si potranno vedere in modo chiaro le singole richieste della GIF dentro a Firebug per Fireofx o alle apposite finestre di Chrome e Safari. Per facilitare ulteriormente il lavoro Google ha predisposto un’apposita estensione di Chrome per attivare e disattivare “al volo” la versione di test su qualsiasi sito. Per me è una manna dal cielo! Post ufficiale. Articolo dell’help in inglese
La prossima settimana non avrò completamente internet, ci risentiamo martedì 7 settembre.
Visto che i nuovi report AdWords tardano a comparire nei nostri profili (o almeno, io non li ho visti su nessuno dei profili cui ho accesso), segnalo un post di Lunametrics che esplica un po’ meglio quali saranno le novità.
Cosa non cambia
Il report Campagne AdWords e il report Posizione delle Parole Chiave. Per gli americani anche il report TV ads, che non ho mai visto in Italia (ma potete smentirmi se siete fortunati gestori di profili ad altissimo budget )
Cosa hanno rifatto
L’elenco delle dimensioni applicabili nei rapporti. Adesso ci sono anche (li riporto in inglese finché non sapremo la traduzione):
Ad Distribution Network: permetterà di sapere se l’annuncio è comparso sulle pagine di risultato di Google, di un motore partner o sulla rete dei contenuti
Match type: elenca le modalità di corrispondenza delle parole chiave negli annunci: esatta, frase o generica
Matched Search Query: la frase inserita dall’utente che ha attivato l’annuncio (basta con il doppio filtro, quindi)
Placement Domain and URL: per gli annunci sulla rete dei contenuti, quale sito/pagina ha mostrato l’annuncio
Ad Format: indica se si trattava di un annuncio testuale o di una immagine
Targeting Type: distingue gli annunci con targeting per posizionamento e targeting per parole chiave
Display and Destination URL
Cosa hanno aggiunto
Una dashboard per AdWords, che permette di avere un colpo d’occhio sull’andamento delle campagne; anzi, sull’andamento degli EFFETTI delle campagne, che è più preciso. Il report Keywords and Placements mostra tutte le parole chiave e le posizioni di tutte le campagne. Day Parts mostra l’andamento degli annunci in base al giorno della settimana, per capire se qualche giornata rende meno di altre.
Destinations URL aiuterà a capire se alcune landing page funzionano meglio di altre. E’ una specie di “pagine di dsetinazione” ristretto solo alle visite provenienti da AdWords.
Il 22 maggio 2008, intorno alle 17.30, in una sala conferenze di un hotel sul lago Maggiore presentavo questo blog al pubblico e iniziavo questa felice avventura. In due anni sono successe molte cose intorno a Google Analytics e tante altre sono accadute intorno a questo blog: ho scritto e letto molto, ho allacciato relazioni professionali, incontrato persone, ricevuto tantissime email e complimenti, ma anche consigli, critiche e suggerimenti. Ho aumentato il portafoglio clienti, e mi pare fino ad ora di aver fatto un buon lavoro, anche se tutto è sempre perfezionabile.
Oggi è il momento di dare una rinfrescatina al progetto, per cui metto online alcune novità più o meno preannunciate:
nuovo logo: avevo bisogno di un logo che identificasse il blog e la mia attività nelle sue forme: online, sulla carta, nei social network… mi sono affidato a logopro.it – su consiglio di paolo moro – e sono molto contento del risultato; non volevo niente di stravolgente o complesso, e i ragazzi di logopro sono stati davvero bravi a interpretare e modellare il mio pensiero.
modifiche al template: in un primo momento avevo pensato di cambiarlo totalmente, ma alcune persone mi hanno convinto che non fosse il caso. Ho quindi discusso con Tommaso Baldovino (già autore del tema originale) a proposito degli elementi che ritenevo mi avessero fatto un po’ disamorare il precedente template, giungendo a questa versione, che sebbene non sia uno stravolgimento totale riesce ad elevare la qualità del blog. Tra gli elementi di spicco faccio notare un nuovo lettering (e il ritorno al Verdana) per post e sidebar e l’inserimento di un indicatore del livello di difficoltà del post sotto forma di semaforo, in modo che sia subito chiaro quanta attenzione è necessaria per la piena comprensione dell’articolo
social network: sulla rinnovata sidebar ci sono i link al nuovo account Twitter @goanalytics e alla pagina di Facebook. Il canale twitter mi serve per separare i messaggi di web analytics da quelli del mio flusso personale, la pagina su Facebook mi permette di dare un volto alle persone che decidono di “diventare fan” (anche se ormai non si dice più così)
Sono cambiamenti tutto sommato piccoli ma significativi, dal mio punto di vista. Voglio bene a questo progetto e voglio curarlo al meglio delle mie possibilità. Quale migliore occasione per dare una svolta?
Dieci intensi minuti con Twitter surriscaldato dai refresh ci hanno finalmente svelato le attese novità.
In primo luogo è stata lanciata una galleria delle applicazioni utili a estendere le funzionalità di Google Analytics, siano esse siti esterni basati sulle APi, plugin per browser o applicazioni da installare. Tutto quel che vi può essere utile per avere più dati a disposizione è ora elencato e categorizzato nella Google Analytics Application Gallery (al momento sono elencate 32 applicazioni).
Il secondo annuncio è che il tracking code asincrono è uscito dalla fase beta, e in accordo con la politica di rendere più veloce il web presto diventerà il codice di monitoraggio predefinito (quello che per intenderci copiate e incollate quando create un profilo) per tutti.
Infine presto ci saranno nuove integrazioni con AdWords, e più report. La cosa che più piacerà ad alcuni di voi (Fradefra? Gorino? ) sarà la possibilità di vedere finalmente la query cercata insieme a quella pagata, senza più bisogno di doppi e tripli filtri. Nel video che spiega brevemente le novità si vede – e sente – più volte “actual search query” come nuova dimensione possibile, oltre al match type e altre cosette interessanti.
Inoltre nelle API di Google Analytics sono state introdotte 5 nuove dimensioni relative ad Adwords
Martedì 4 maggio, alle 13:50 (fuso orario della California), Brett Crosby terrà uno speech di dieci minuti dal titolo “What’s New with Google Analytics”. Per la mia esperienza, interventi di quella durata a quella conferenza hanno sempre significato succose novità, infatti non credo che Brett si prenda dieci minuti per ricordare ai presenti che “da qualche mese potete aggiungere annotazioni ai grafici”
Da noi saranno le 22:50 e per quanto possibile cercherò di essere online o di informarmi prima possibile, ma intanto: cosa pensate / sperate che verrà annunciato?
Ci sono alcune novità in Google Analytics, ci informa il bollettino dei changelog. La più importante di tutte è che è stato finalmente corretto il baco che non permetteva di invocare la funzione _trackEvent() senza invocare anche _trackPageview() o _initData() (si veda questo vecchio post in proposito: initdata e tracciamento eventi). Da questo momento è quindi possibile avere una pagina che contiene il codice di monitoraggio di Google Analytics SENZA che essa generi una pagina vista ma che è in grado di tracciare eventi che accadono su di essa.
Un’altra novità è che è stato leggermente variata la sintassi del nuovo script asincrono, in modo da risolvere un problema che si generava su Internet Explorer 6 e 7 quando si posizionava lo script nell’HEAD della pagina; vi consiglio di dare un’occhiata al nuovo snippet – lo trovate qui – perché è abbastanza differente dalla prima versione apparsa.
Per chi invece usa il codice “classico”, è bene sapere che la funzione _getTracker() è stata deprecata. Non l’avete mai usata? dite? secondo me invece si, è una funzione che avete incollato OGNI SINGOLA VOLTA che avete aggiunto un codice di GA a una pagina.
Fa parte del codice standard e si invoca quando si crea il più famoso oggetto pageTracker. Sebbene l’interfaccia web ancora non rifletta questa modifica quando si crea un nuovo codice di monitoraggio, la funzione _getTracker non esisterà più, e al suo posto andrà usata _createTracker(), cui dedicheremo un post apposito appena avrò qualche notizia più certa. Sostanzialmente il nome dell’oggetto di tracciamento verrà impostato come un parametro di questa nuova funzione, come nella sintassi di esempio
_gat._createTracker('UA-65432-2', 't2');
Se non ho capito male poi ci si potrà riferire all’oggetto semplicemente con t2._trackPageview().
Non è un cambiamento epocale, ma rende il codice di monitoraggio classico più coerente con quello asincrono.
Di solito le grosse novità su Google Analytics vengono annunciate alle conferenze, è cosa nota. La conferenza preferita forse è l’eMetrics, dove vennero annunciate le major release 3.0 e 4.0 (nota, la numerazione delle versioni non è ufficiale). Altrettanto vero è che di solito bisogna andare a spulciare l’elenco dei relatori, guardare chi parla, capire chi è e possibilmente bisogna cercare indizi in blog sparsi per il mondo, su social network e affini.
Per il Search Engine Strategies di New York invece c’è addirittura un post sul blog ufficiale di Google Analytics, che anticipa una novità che dicono sarà molto gradita (addirittura “really” è scritto in grassetto!). La sessione è interamente incentrata su AdWords e i suoi tools, per cui possiamo immaginare che la novità riguardo GA sarà relativa all’integrazione con AdWords o a qualche nuovo strumento che migliori l’integrazione tra i due strumenti.
L’annuncio sarà dato durante la sessione che inizia alle 16:45 di martedì 22 marzo, e in Italia saranno le 21:45. Abbiamo un po’ di tempo per fare delle previsioni, i commenti sono a vostra disposizione. Cosa vi immaginate? cosa vi piacerebbe fosse annunciato?
[update 17:08 sembra che questa nuova moda di preannunciare le cose (si veda anche il plugin per evitare di essere tracciati da GA) abbia insospettito anche Alex Chiutu di Google Operating System]
Google ha scritto sul proprio blog ufficiale di Analytics che sta testando un plugin per browser in grado di evitare che gli utenti che non lo desiderano vengano tracciati.
Esistono già parecchi modi per fare questa operazione, ma la maggior parte di essi presuppone conoscenze tecniche; gli altri non hanno quasi mai avuto la fama necessaria. Il fatto che il plugin sia sviluppato da Google stessa invece ci fa ben sperare sulla sua possibilità di arrivare a una massa critica.
Dal punto di vista di chi invece le statistiche le guarda, invece, questa forse non è una buona notizia: significa che chi lo desidererà diventerà completamente invisibile ai vostri occhi. Si tratta di un altro passo verso il pieno rispetto dei requisiti che un sistema di web analytics serio deve rispettare: Yahoo Web Analytics offre già un link dove impedire che i futuri cookie del suo sistema vengano scritti sul proprio computer (qua l’indirizzo), idem Webtrends (ecco la pagina, il link è piccolo in fondo). Esiste anche una specifica pagina che raccoglie tutti questi link, su world privacy forum.
Il problema di questi sistemi è che si basano su cookie tanto quanto i sistemi di web analytics, quindi soffrono del problema della cancellazione dei cookie da parte dell’utente/azienda. Il sistema di Google sarà basato sul browser (quale browser, però? tutti?) e dovrebbe esserne immune: chissà se anche altri vendor di sistemi di web analytics vorranno salire sul carro e approfittare dell’occasione, o se resteranno con i loro invisibili link e un metodo che prima o poi tende a far ritracciare l’utente.
Recentemente le autorità tedesche avevano ribadito la necessità di un sistema di opt-out chiaro per i sistemi di web analytics, e poiché anche per questo GA era finito sulle prime pagine delle testate informative in Germania, la mossa mi sembra alquanto scontata.
Il changelog lo conferma ufficialmente: le API di Google Analytics sono passate alla versione 2 a partire da ieri, 14 dicembre. Alcune delle nuove funzioni annunciate infatti sono espressamente dedicate alle richieste che includono negli header la richiesta GData-Version: 2.
Le novità sono le seguenti:
supporto dei segmenti avanzati, anche per la creazione “al volo” di segmenti che non sono stati definiti prima nell’interfaccia. Molto interessante!
nuovi goal. tutti i tipi di goal sono recuperabili tramite API, con descrizione, numero di completamenti, goal start e valore.
variabili personalizzate, che adesso sono disponibili come un intero elemento XML, insieme a 10 nuove dimensioni incrociabili con esse.
cambio di nome per due dimensioni (ga:countOfVisits ora si chiama ga:visitCount e ga:countOfVisitsToATransaction è diventata ga:visitsToTransaction) e quattro metriche e dimensioni deprecate (ga:countOfVisits, ga:countOfVisitsToATransaction, ga:sourceMedium, ga:percentNewVisits)
Insomma, a poca distanza dall’introduzione di nuove funzioni, esse sono subito disponibili tramite le API. Programmatori di tutto il mondo, andate e create!
[beh, come nota a margine devo dire che oggi ho installato Trakkboard per provarlo, ed è basato proprio sulle API. Questi strumenti stanno diventando sempre più notevoli, e secondo me non abbiamo ancora visto niente! ]
Anche io inizio a far fatica a stare dietro agli aggiornamenti del nostro sistema di web analytics preferito, e vi garantisco che ho innumerevoli fonti che leggo spessissimo. Basta distrarsi un giorno e gli ingegneri di Mountain View lanciano nuove funzionalità, aggiornano l’interfaccia, fanno annunci. Vediamo quindi cosa troveremo nel pacchetto che Google Analytics ha deciso di lasciarci sotto l’albero di Natale:
Annotazioni: ne aveva già parlato Enrico sul blog di TSW, ma volevo aspettare un post ufficiale. Si tratta di una funzionalità richiesta a gran voce da molti, specie quando si usa GA in team grandi o geograficamente distribuiti. Si tratta di poter aggiungere annotazioni, etichette, scritte, direttamente sui grafici, in modo che sia chiaro a tutti cosa è successo in un dato punto del grafico, oppure che si possa aggiungere un promemoria per una analisi successiva o annotare un down del server. Che siate del reparto marketing, vendite o tecnici informatici, troverete questa funzione molto utile per far sapere a tutti coloro che hanno accesso al profilo cosa succede ai dati.
Variabili personalizzate nei segmenti avanzati: vi sarà finalmente la possibilità di utilizzare le nuove variabili personalizzate (di cui parleremo a breve) per definire segmenti basati sui dati in esse contenuti.
Variabili personalizzate nei report personalizzati: come conseguenza del punto precedente, le variabili personalizzate appariranno anche nell’interfaccia di creazione dei rapporti personalizzati, e saranno incrociabili con le altre metriche/dimensioni.
Nuovo processo di creazione del codice di monitoraggio: questo è interessante. Uno degli scogli più grandi nell’uso di alcune funzioni avanzate è il loro collocamento nello script di tracciamento, dopo aver capito quale fosse la funzione adatta allo scopo (l’esempio classico è il tracciamento multidominio o multisottodominio). D’ora in poi Google Analytics proporrà un processo di creazione del codice guidato, e rispondendo ad alcune domande sarà possibile avere il codice già bello e pronto da incollare. Come bonus c’è la possibilità di inviare per email il codice finito.
[immagine di Google]
Nuova versione delle API: per ora solo un annuncio, le novità devono essere così corpose che stanno preparando un post a parte solo per le API
Che ne dite, Babbo Natale Analytics è stato buono con noi quest’anno?