Aug 02 2010

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Visitatori unici assoluti e unici “semplici”. Cosa devo sapere?

autore: Marco Cilia categoria: report tag: , ,

Fino a non molto tempo fa esisteva uno ed un unico posto dove si potevano visualizzare i visitatori unici, ed era appunto il report “visitatori unici assoluti”. Poi sono arrivati i segmenti avanzati e la possibilità di avere gli unici per segmento – e il grande stupore della comunità – e le cose si sono complicate un pochino. Infatti il valore dei visitatori unici e degli unici assoluti a volte non combacia, e a volte è completamente folle.

Prima di tutto voglio dirvi che presto o tardi il report “visitatori unici assoluti” sparirà: lo dice Lunametrics nel post di cui stiamo parlare ma l’avevano già detto Avinash e Nick nell’episodio #8 della web analytics TV (hey, lo stesso dove mi salutano! che grande puntata! :D ). In secondo luogo, come anticipavo, Lunametrics ha scritto un buon post che riassume un po’ la questione, ve ne traduco sommariamente alcuni passaggi:

Due tipi di unici:
“le due metriche hanno un modo leggermente differente di calcolare gli unici (cioè come suddividono i singoli cookie dei visitatori). Quindi i numeri non combaciano alla perfezione. In effetti “visitatori unici” è più accurato di “visitatori unici assoluti” (che si prende una nomination per la peggior etichetta in tutto Google Analytics). Visitatori unici mostra quasi sempre un numero leggermente superiore (nell’ordine del 5-20% a seconda del sito), e poiché è il dato più accurato presto o tardi verrà anche reso quello predefinito”.

Gli unici dipendono dal periodo:
“unici dipende esclusivamente dal periodo di analisi selezionato. Prendiamo ad esempio un periodo in cui il report visitatori unici assoluti segna 12.926 unici in 30 giorni: se facciamo la somma dei singoli giorni, non verrà mai 12.926. Perché? Supponiamo che io visiti il sito Lunedì. Lo potrei visitare 1 volta, 2 o 67 volte, non importa. Sono UN visitatore unico per il Lunedì, e la barra del Lunedì sale di una unità.
Poi visito di nuovo Martedì (una, due o 67 volte). Martedì sale di una unità.
MA per l’intero periodo io sono sempre un solo visitatore di quei 12.926, non importa quante visite abbia fatto e quando.
E’ importante capire che quando si parla di visitatori unici, il periodo temporale è importantissimo. Per lo stesso motivo non si possono prendere i visitatori unici di ogni mese e sommarli per avere gli unici annuali.”

Se potete, quindi, andatevi sempre a cercare il valore degli unici in un report personalizzato. Almeno fino a quando Google non metterà mano all’interfaccia di GA :)


May 30 2010

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Ancora sui nuovi report AdWords

autore: Marco Cilia categoria: report tag: , ,

Visto che i nuovi report AdWords tardano a comparire nei nostri profili (o almeno, io non li ho visti su nessuno dei profili cui ho accesso), segnalo un post di Lunametrics che esplica un po’ meglio quali saranno le novità.

Cosa non cambia

Il report Campagne AdWords e il report Posizione delle Parole Chiave. Per gli americani anche il report TV ads, che non ho mai visto in Italia (ma potete smentirmi se siete fortunati gestori di profili ad altissimo budget :) )

Cosa hanno rifatto

L’elenco delle dimensioni applicabili nei rapporti. Adesso ci sono anche (li riporto in inglese finché non sapremo la traduzione):

  • Ad Distribution Network: permetterà di sapere se l’annuncio è comparso sulle pagine di risultato di Google, di un motore partner o sulla rete dei contenuti
  • Match type: elenca le modalità di corrispondenza delle parole chiave negli annunci: esatta, frase o generica
  • Matched Search Query: la frase inserita dall’utente che ha attivato l’annuncio (basta con il doppio filtro, quindi)
  • Placement Domain and URL: per gli annunci sulla rete dei contenuti, quale sito/pagina ha mostrato l’annuncio
  • Ad Format: indica se si trattava di un annuncio testuale o di una immagine
  • Targeting Type: distingue gli annunci con targeting per posizionamento e targeting per parole chiave
  • Display and Destination URL
Cosa hanno aggiunto

Una dashboard per AdWords, che permette di avere un colpo d’occhio sull’andamento delle campagne; anzi, sull’andamento degli EFFETTI delle campagne, che è più preciso. Il report Keywords and Placements mostra tutte le parole chiave e le posizioni di tutte le campagne. Day Parts mostra l’andamento degli annunci in base al giorno della settimana, per capire se qualche giornata rende meno di altre.
Destinations URL aiuterà a capire se alcune landing page funzionano meglio di altre. E’ una specie di “pagine di dsetinazione” ristretto solo alle visite provenienti da AdWords.


May 20 2010

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Quali sono i report inutili di GA?

autore: Marco Cilia categoria: report tag:

Joe Texeira qualche tempo fa ha riassunto in un post quali sono secondo lui i cinque report di Google Analytics da buttare giù dalla torre. Ve li riporto qui, con le sue e le mie considerazioni in corsivo:

  • Pagine di uscita: il ragionamento non fa una piega, da qualche parte i visitatori dovranno pure uscire dal vostro sito, no? quale azione potreste intraprendere dopo aver guardato il report? [durante SMAU business roma ho detto la stessa cosa, è un report pressoché inutile. Io però una occhiata ce la do, tipicamente quando guardo un profilo nuovo, per rendermi conto se ci sono casi eclatanti di pagine che dovrebbero per forza condurre da qualche parte, a compiere azioni, e che invece rappresentano emorragie]
  • Fornitori di servizi: abbiamo veramente bisogno di conoscere gli internet provider dei visitatori? quali cambiamenti potreste fare ai vostri siti se scopriste che chi usa Fastweb ha un bounce rate lievemente maggiore di quelli che usano Wind-Infostrada? [su questo sono d'accordo, ma non eliminerei il report. Il valore di quel report è conoscere i NOMI dei proprietari di reti aziendali e pubbliche. A me ad esempio interessa sempre sapere quante visite e che pagine guardano le aziende concorrenti, piuttosto che i dipendenti del Comune di Genova. Questi nomi sono in chiaro nel report e non violano i termini del servizio di GA]
  • Canalizzazioni abbandonate per obiettivo: La metrica è utile, ma il report no, è solo un istogramma che non aggiunge nulla di utile alle analisi possibili. Tanto varrebbe mostrare il dato insieme alla panoramica obiettivi. [Dite la verità, voi lo usate? Io tutte le volte devo rileggermi il significato dei valori e perché alcune percentuali sono superiori a 100. Non mi entra in testa :) ]
  • Riepilogo navigazione: c’è confusione intorno a questo report, e secondo Joe non c’è molto bisogno di esso. [A me invece incuriosisce. Certo, lo trovo migliorabile, ma se non si la pretesa di capire per filo e per segno dove vanno gli utenti, magari limitandosi alle dieci pagine principali proposte può avere un senso. Ad esempio per capire se aggiungendo un link ad una pagina si riescono a variare i flussi in uscita da essa]
  • Overlay del sito: amiamo il concetto di overlay del sito, ma l’implementazione di Google Analytics è penosa. Il report soffre di alcuni problemi che ne lo rendono inutile, soprattutto in siti dinamici e ricchi di funzionalità “2.0″. [sacrosanto, e non lo dico certo da poco!]

Voi siete d’accordo? se no, che altri report eliminereste?


May 13 2010

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Anteprima dei nuovi report AdWords

autore: Marco Cilia categoria: report tag: ,

Su Analytics Advice c’è un post con alcuni succulenti screenshot dei nuovi report relativi ad Adwords annunciati qualche giorno fa.

adwords overview
Il primo screenshot è relativo alla panoramica dei dati AdWords, e analogamente a quanto avviene sulla bacheca generale o su quelle delle sezioni dei report, è possibile confrontare due metriche su uno stesso grafico. La buona notizia è che sono presenti tutti i dati di AdWords.

AdWords day parts
Altra schermata, relativa all’andamento dei dati durante le ore del giorno, molto utile per evidenziare fenomeni che accadono in parti diverse del giorno.

C’è inoltre un altro report che prende in considerazione solo le landing page delle campagne AdWords. E’ in sostanza un filtro già applicato alle sole pagine di destinazione delle campagne, che prima si poteva ottenere con qualche clic e adesso è bello pronto all’utilizzo per tutti!


Apr 22 2010

cosa è l’index$ ?

autore: Marco Cilia categoria: report tag: ,

Il post precedente ha sollevato qualche interrogativo, ed in effetti non ho mai parlato dell’index$ prima di quell’articolo.
Secondo l’help ufficiale l‘index$ rappresenta il “valore medio” di una pagina visitata dall’utente prima di raggiungere un obiettivo o di effettuare una transazione. La prima considerazione che possiamo fare è abbastanza banale: tutte le pagine viste DOPO aver realizzato una transazione o aver completato un obiettivo hanno index$ uguale a 0. La seconda considerazione è meno banale, ma la esplicitiamo lo stesso: se non avete transazioni ecommerce, le pagine obiettivo hanno index$ uguale al valore monetario che abbiamo attribuito all’obiettivo (ed ecco perché sarebbe bene attribuire sempre un valore ai goal).

Prima di introdurci nelle formule dobbiamo chiarire ancora una cosa, cioè che cosa si intende con “pagine visualizzate uniche”. Se un utente durante una visita fa 10 pagine viste, ma in realtà continua a saltare tra – ipotizziamo – la home page e la pagina del chi siamo, in realtà farà 2 pagine visualizzate uniche. Ovvero, ogni pagina viene conteggiata solo una volta nel corso della sessione di visita, a prescindere da quante volte essa viene effettivamente visualizzata. Il conteggio delle UPV si può vedere ad esempio nella dashboard della sezione report VISITATORI oppure nei report dei contenuti
La formula generale per il calcolo dell’index$ per qualsiasi pagina è
(entrate e-commerce della sessione + valore obiettivo della sessione) / pagine visualizzate uniche della pagina in esame.

Vediamo adesso i due esempi presenti nella guida.
index$ esempio 1

In questo esempio di una sola sessione la pagina obiettivo D ha un valore di 10 dollari, e la pagina E genera una transazione da 100 dollari.
La pagina B viene vista una sola volta durante la sessione, e la sessione genera un introito di 110 dollari. L’index$ della pagina B sarà (100+10)/1 cioè proprio 110$. Lo stesso discorso si applica alle pagine A e C

index$ esempio 2

In questo esempio con due sessioni, la pagina B viene visualizzata tre volte, ma nella seconda sessione essa viene vista due volte: ai fini delle UPV essa conta 1, per la seconda sessione. La seconda sessione genera un introito di 10$.
Quindi il calcolo dell’index$ per la pagina B è (100+20)/2, cioè 60$

Vediamo un ultimo esempio, senza transazioni ecommerce ma con più sessioni complesse (clicca sull’immagine per ingrandirla):

La pagina A viene vista solo una volta, e prima di un obiettivo di valore 10$ 10/1 fa dieci, e quello sarà il suo index$
La pagina B ha 4 UPV (viene infatti vista almeno una volta in tutte e quattro le sessioni) ma soltanto in tre sessioni viene raggiunto l’obiettivo. 30/4 fa 7,5
La pagina F ha 2 UPV, e nelle sessioni in cui è vista vengono generati introiti per 10$. 5 sarà il suo index$
La pagina G viene vista unicamente in due sessioni: in una non si generano introiti, nell’altra viene vista DOPO la pagina obiettivo. Ha index$ pari a zero

Da questa immagine possiamo capire che più è alto l’index$ più il passaggio su quella pagina è probabile che porti a realizzare un obiettivo. Tutte le volte che viene vista la pagina A poi si realizza un obiettivo. Questo potrebbe essere d’aiuto quando si vuole capire su quali pagine concentrarsi quando si fa ottimizzazione, o per avere indicazioni sui percorsi di visita che gli utenti fanno e che non magari non avevamo previsto.


Mar 20 2010

GA sarà quasi in real-time

autore: Marco Cilia categoria: report tag: ,

GA sarà quasi in real-time” è una delle mie tre previsioni per il 2010 di Google Analytics, fatte per gioco a inizio anno. Effettivamente una o due volte al mese mi capita di tornare sull’argomento con clienti o attraverso le vostre email.

Direi che ci ho preso, almeno a giudicare da questo screenshot di un mio profilo

e da quanto dice Avinash rispondendo alla prima domanda della web analytics TV episodio #7

alle 15:58 erano già visibili due visite delle ore 15, e Avinash dice che – sebbene ancora non per tutti i profili – per alcuni la velocità di analisi dei dati è stata aumentata. Come ho detto nel post di previsioni, ritengo difficile che si arrivi al real-time completo, ma per ora l’incremento mi sembra non trascurabile.


Oct 21 2009

Google Analytics 4.0 punta dritto ad essere leader del mercato

autore: Marco Cilia categoria: generale tag: , , ,

Ieri sera, come preannunciato, sono arrivate le ventilate novità, e direi che siamo andati oltre ogni più rosea aspettativa! Ci sono tante novità e sono tutte di ottimo livello, e con questa release Google punta dritta alla leadership del settore: i nuovi strumenti infatti non hanno niente da invidiare ai più blasonati tool presenti sul mercato, però il tutto resta sempre gratis. Tra l’altro bisogna dire che queste novità arrivano ad un anno esatto dall’ultima major release (era il 23 ottobre 2008), e questo la dice lunga su quanto Google punti su questo strumento!

Vediamo le novità, prese direttamente dal sito ufficiale. I miei commenti in corsivo:

  • Obiettivi di engagement: sono due nuovi tipi di obiettivi, non più legati alla visita di una pagina, che permetteranno di misurare l’interazione degli utenti con il sito o il successo del vostro brand. Si potrà ad esempio definire come obiettivo un tempo medio sul sito superiore a 1 minuto e mezzo. Inoltre il numero di goal per profilo è stato aumentato a 20.
  • Report sui dispositivi mobili migliorati: sarà possibile tracciare in modo più completo i siti realizzati per i dispositivi mobili, anche quelli che non supportano javascript. Questo sarà reso possibile attraverso un pezzettino di codice php, perl, jsp o aspx da includere nella versione mobile del sito. Inoltre gli sviluppatori di applicazioni Iphone e Android potranno usare GA per tracciare cosa accade all’interno delle loro applicazioni. Non solo, per quelle Android il monitoraggio può essere collegato ad una campagna, in modo che la filiera pubblicità -> arrivo sul sito -> scaricamento dell’applicazione -> uso dell’applicazione possa essere tutta dentro a GA. [Di tracciare le applicazioni Android ne avevamo già parlato, sarà contento Andrea Baccega :) L'altra novità interessante è che Google Analytics può tracciare visitatori senza javacript. Mi immagino che un domani si possa generare un codice di tracciamento che nel campo NOSCRIPT abbia un pezzo di codice server side appropriato in modo da catturare informazioni di base anche per chi non ha javascript abilitato]
  • Funzionalità avanzate di analisi: In aggiunta alla dimensione secondaria e alle tabelle pivot, viene introdotto un filtro avanzato per le tabelle, in modo da poter controllare meglio il contenuto. Si potrà ad esempio decidere di mostrare solo le pagine con un bounce rate superiore al 70%, senza aver bisogno di definire un segmento personalizzato. [Personalmente ne sentivo il bisogno, è una carenza che non mi sono mai riuscito a spiegare]
  • Metrica Visitatori Unici: durante la creazione di un custom report sarà possibile selezionare la metrica “visitatori unici” e sarà possibile incrociarla con qualsiasi dimensione. [se fosse vero questo smentirebbe il mio vecchio post sugli unici per pagina. Sarei felice di essere smentito, se questo significa avere più dati :) - update: nemmeno Justin Cutroni sa spiegare come sia possibile, si limita a dire che "Google ha trovato il modo di calcolare il dato in tempo reale", ma è altrettanto piacevolmente sorpreso :) ]
  • Variabili personalizzate multiple: attraverso la nuova funzione _setCustomVar() sarà possibile definire più variabili personalizzate, ed esse potranno essere riferite al visitatore, alla sessione o alla pagina (es: è stata vista una pagina della sezione Sport). Il che significa che in quest’ultimo caso si potranno realizzare dei content group senza ricorrere a trucchi. [Anche questa novità era attesa da tempo. Mi risolve un problema discretamente grosso e aggiunge una funzionalità di cui necessitano tutte le aziende medio-grandi]
  • Condivisione di custom report e segmenti personalizzati: questa in realtà era un novità vecchiotta, ma finalmente è stata abilitata. Adesso vicino ad ogni segmento avanzato o report personalizzato vedrete un pulsante “nascondi nel profilo” e quattro link: modifica, copia, condividi ed elimina. Condividi genera un link da inviare a un’altra persona, che cliccandolo si troverà il custom report o il segmento creato nel proprio profilo.
  • Analytics intelligence: si tratta di un algoritmo in grado di intercettare e segnalare significative variazioni nei dati, su base giornaliera, settimanale e mensile. Invece di dover sempre navigare nei dati, GA vi avviserà automaticamente se avete un calo del 70% nel bounce rate da una certa città o se c’è un incremento del 300% da un particolare referrer. [è interessante, perché il 300% può sembrare molto ma in siti con molti accessi spesso queste variazioni significative sono nascoste nelle righe più basse delle tabelle. Magari noi ci concentriamo a guardare le prime 100 righe, mentre alla trecentesima ci sono variazioni pazzesche su cui vale la pena indagare]
  • Avvisi personalizzati: sarà possibile dire a GA di avvisarci se si verificano determinate condizioni sul nostro traffico. Ad esempio se per una determinata campagna il bounce rate sale oltre una certa percentuale o se le visite totali al sito scendono sotto una certa soglia. Con gli avvisi personalizzati scegliamo noi cosa tenere d’occhio, mentre l’intelligence ci avviserà delle cose che potrebbero sfuggirci. [queste due novità mi sembrano decisamente interessanti nell'ottica di usare il tempo su GA per indagare e pensare ad azioni da compiere, invece che cercare.]

Quando uscì google analytics 3.0 si parlava apertamente di funzionalità di livello enteprise, con queste altre aggiunte cosa dovremo dire? secondo voi quando Forrester analizzerà di nuovo la situazione del mercato dei fornitori di soluzioni WA, Google Analytics dove sarà?


Oct 16 2009

Altra novità di Ottobre 2009: tabelle pivot

autore: Marco Cilia categoria: report tag: ,

pulsante-pivotNegli scorsi giorni Google dovrebbe aver completato l’attivazione delle tabelle pivot in tutti gli account di Analytics, anche quelli che usano una lingua diversa dall’inglese, e quindi anche voi dovreste adesso avere la possibilità di usufruire di questo strumento.

Le tabelle pivot (pivot table in lingua originale) sono tabelle a raggruppare e manipolare grandi quantità di dati. In realtà rispetto a quanto potemmo vedere nel video di presentazione della funzione, a maggio, manca la colonna della dimensione secondaria, ma anche così è già possibile iniziare a capire se e come la funzione potrà tornarci utile.

Una volta cliccato il pulsante “pivot” si aprirà una tabella che a prima vista potrebbe sembrare simile a quella standard cui siamo abituati: il primo menu a tendina permette di selezionare la dimensione, ed è di solito allineato al report che stiamo guardando. Quindi se accediamo alla tabella pivot del report “siti di riferimento” sarà posizionato su “sorgente”, che è la dimensione predefinita del report. I due menu a tendina a fianco, grigi, ci permettono di scegliere una o due metriche da visualizzare nelle colonne. Così si viene a creare una tabella a doppio ingresso basata sulle metriche che abbiamo deciso di guardare. L’intera tabella è ovviamente ordinabile in modo crescente o decrescente basandosi sul contenuto di qualsiasi colonna.

Ecco ad esempio una tabella pivot delle prime cinque sorgenti per una keyword, con metriche Visite e Pagine per Visita e ordinata per totale delle visite, con la quale ho un colpo d’occhio che diversamente mi richiederebbe di navigare in due report, o quantomeno qualche clic in più (clicca per ingrandirla)

tabella-pivot

Provatela e poi ditemi se la ritenete una funzione utile!


Sep 20 2009

Cercavi gli eventi tramite le API? ora ci sono!

autore: Marco Cilia categoria: API tag: ,

La primissima funzione richiesta dagli utenti quando uscirono le API ufficiali fu la possibilità di interrogare il database di Google Analytics riguardo gli eventi tracciati nei profili; forse in effetti fu la seconda, ma a pochissima distanza, segno che questa era una esigenza reale e molto sentita. Ci sono voluti cinque mesi quasi esatti, ma adesso si può fare. Il tracciamento degli eventi è stata una delle novità più apprezzate nel corso dell’esistenza di GA, ed è stato quindi naturale che Google abbia lavorato per includerlo nelle export API. A poco a poco tutte le informazioni disponibili nell’interfaccia di Analytics saranno disponibili per l’export, e alla fine sarà anche possibile non accedere affatto all’indirizzo www.google.com/analytics.

Un’altra novità nelle API è la possibilità di estrarre i dati di navigazione (gruppo di report “contenuti”, sezione “analisi di navigazione”) degli utenti, affinché sia possibile utilizzarli nei propri strumenti o report. Il post ufficiale fa l’esempio di report di overlay customizzati (e sicuramente migliori di quello di Google, che lascia molto a desiderare). Infine, per i tecnici, la lunghezza massima della stringa di filtro è stata portata a 128 caratteri (dai 32 precedenti), e questo permetterà di comporre espressioni più complesse.

Una piccola nota sui report che lasciano a desiderare: oltre all’overlay, un altro della serie è “percorso obiettivo inverso”, ma da qualche giorno su di esso compare questo avviso (tnx to Marco Ziero):

Il rapporto del percorso indiretto per l’obiettivo verrà sospeso a breve.

avviso-percorso-inverso

Se notate c’è scritto “sospeso”, e questo mi dà fiducia riguardo al fatto che prima o poi verrà fatto un redesign del report, che così com’è è utile solo fino a un certo punto. L’obiettivo è sempre quello di migliorare!


Sep 09 2009

Google Insights dentro a GA

autore: Marco Cilia categoria: report tag: , , ,

Google Insights è un servizio che esiste già da qualche tempo, ma solo recentemente è venuto alla ribalta anche in Italia grazie all’introduzione dell’interfaccia nella nostra lingua. Tralasciando i titoli sensazionalistici dei giornali tipo “Google svela i segreti degli italiani”, Insight è uno strumento che permette di conoscere, valutare e comparare i trend di ricerca nel tempo o in base a diverse località, per le ricerche su web, immagini, news o prodotti, in tutto il mondo o in aree specifiche e/o su determinati intervalli temporali.

Questo ad esempio è l’andamento delle ricerche relative a “Google Analytics”, in tutto il mondo, dal 2004 a oggi. Anche se non l’avete mai usato, se frequentate la rete è probabile che vi siate già imbattuti in Insight, magari quando è mancato Michael Jackson e molti siti pubblicavano il grafico dell’esplosione di ricerche online relative al cantante pop.

E’ uno strumento indubbiamente utile, anche se non va preso per oro colato, e da oggi grazie a Seoverflow.com è possibile selezionare fino a cinque keyword nell’interfaccia di Google Analytics e interrogare direttamente Insights per le ricerche relative a quelle chiavi, in tutto il mondo e su un arco temporale di 90 giorni. Si tratta di niente di più di una scorciatoia, ma può essere utile per velocizzare un po’ il lavoro.

Per esempio, mentre scrivevo questo post e ho usato un po’ lo strumento con le prime cinque keyword di ingresso a questo blog, mi sono accorto che fatto 100 il volume massimo di ricerche della keyword principale (il 2 settembre), la media su 90 giorni è 81. La seconda keyword principale per contro quota 1. Eppure in termini di ingressi percentuali su Analytics la differenza non è così marcata (nemmeno restringendo Insights alle sole query italiane, per aderire meglio alle visite al blog). Questa “vista” sui dati può essere utile se stessi decidendo di spingere di più sulla seconda keyword: Dovrei misurare i miei sforzi sul fatto che il volume di ricerche relativo non è poi così tanto grande, oppure avrei comunque un dato in più per fare ulteriori approfondimenti prima di buttarmi a capofitto a spendere energie per fare il lavoro.

Per l’installazione è necessario il solito Firefox con GreaseMonkey. Lo script funziona solo se usate Google Analytics in lingua inglese.


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