Dec 03 2008

Modificare l’intervallo predefinito delle date

autore: Marco Cilia categoria: report

Si è sempre detto che non è possibile modificare l’intervallo predefinito di date visualizzate quando si accede ai report, ed in effetti è sempre stato così. Nemmeno ora, a dire il vero, si può cambiare questa impostazione e far sì di visualizzare sempre gli ultimi diciotto giorni, ad esempio, tuttavia il nuovo pannello di accoglienza introdotto da qualche giorno porta in dote un piccola novità.

Nel momento in cui ci viene proposto il riepilogo degli account, o dei profili se abbiamo già selezionato un account, abbiamo la possibilità di scegliere quattro periodi temporali predefiniti con cui raffrontare i dati: giorno, settimana, mese e anno. Selezionarne uno farà si che i dati visualizzati nel riepilogo cambino, ovviamente, ma farà anche si che una volta aperto un report il periodo temporale sarà già impostato sul corrispettivo selezionato; quindi se stavamo controllando i riepiloghi settimanali (e li stavamo quindi confrontando implicitamente con la settimana precedente), i report saranno impostati per default sugli ultimi sette giorni escluso il giorno corrente.

È anche un modo che Google Analytics usa per non creare confusione nell’utente passando da un periodo ad un altro in modo poco chiaro. Uscendo dall’interfaccia di GA e rientrando in un momento successivo, tuttavia, il periodo temporale predefinito sarà nuovamente impostato ai precedenti trenta giorni (”mese” nel riepilogo), non vi è modo di rendere permanenti le modifiche. Al limite penso si potrebbe fare uno script per GreaseMonkey


Nov 16 2008

l’operatore OR nei report

autore: Marco Cilia categoria: report

Una delle domande che mi viene rivolta più spesso è come si faccia a immettere due o più parole nella casellina di ricerca a fianco del menu a tendina “contenente / tranne”. L’inserimento di spazi, virgole e segni più infatti non sortisce gli effetti desiderati, e spesso non sortisce proprio nessun effetto se non quello di azzerare i dati mostrati. Se stiamo guardando l’elenco delle pagine e vogliamo dire a Google Analytics di mostrare le pagine che nell’url contengono la parola “cane” OPPURE la parola “gatto” l’unico modo possibile è inserire una espressione regolare.

La notizia buona è che l’espressione equivalente a un semplice “questo oppure questo” è molto facile, quella cattiva è che per esigenze leggermente più avanzate è necessario addentrarsi nelle espressioni regolari. Ma affrontiamo una questione alla volta, cercando di non complicare troppo la questione.
L’operatore booleano OR viene reso con il segno pipe ( il segno | che si trova facendo SHIFT + \ nella tastiera italiana), per cui per ottenere il risultato menzionato precedentemente si inserirà l’espressione
cane|gatto

Questo tipo di espressione funziona ovviamente sia nel caso si stia usando il menu a tendina impostato su “contenente” sia su “tranne”. Quello che invece non esiste è l’operatore booleano AND. O meglio, non esiste nella sintassi delle espressioni regolari e non si tratta di un limite di GA. Le espressioni regolari infatti nascono per intercettare porzioni di dati, tipicamente testuali; non si può fare una regular expression che cerca “cane E gatto” in un testo, bisogna scrivere una espressione regolare più complicata. Devo essere sincero, nonostante regolarmente io stesso mi ponga questa domanda, almeno finché non avrà iniziato e finito la lettura di Mastering Regular Expression della O’Really l’unica sensata (benché non elegantissima) che ho trovato è questa:
cane(.*)gatto|gatto(.*)cane

che in italiano significa “trova qualsiasi riga in cui ci sia la parola cane e gatto inframmezzate da qualsiasi cosa, oppure gatto e cane inframmezzate da qualsiasi cosa”.


Nov 13 2008

GA 3.0 per tutti, con la nuova pagina di accoglienza

autore: Marco Cilia categoria: generale

la nuova pagina di accoglienza di Google Analytics

Google Analytics ha reso disponibili per tutti le funzionalità della sua versione 3.0, tranne i Motion Charts che sono disponibili solo in lingua inglese. Quindi anche voi troverete le nuove voci “segmenti personalizzati (beta)” e “rapporti avanzati (beta)”, e verrete accolti dalla nuova prima pagina che mostro nell’immagine di apertura. Da questa nuova pagina è già possibile controllare alcuni parametri come Visite, tempo medio sul sito, frequenza di rimbalzo e obiettivi raggiunti, selezionando il periodo temporale tra “giorno”, “settimana”, “mese” e “anno” e ottenendo anche un raffronto percentuale rispetto allo stesso periodo precedente (quindi mese su mese o settimana su settimana).

Come potete vedere dall’immagine, le righe sono divise in “Account” e non in profili; o meglio, si può accedere allo stesso report diviso per profilo cliccando su un Account. Ad esempio, nell’immagine sopra l’account AAA_Tambu contiene 6 profili, alcuni dei quali di clienti creati quando ancora nemmeno io avevo chiari i vantaggi di separare i profili in più account. Il dato che GA mi mostra, quindi, è molto poco significativo perché si riferisce alla somma di visite di domini completamente differenti e slegati. Il profilo goanalytics.info invece è formato dal profilo principale e da alcuni profili-copia, creati prima che perdessero parte del senso per via della nuova segmentazione avanzata: il dato si riferisce però esclusivamente al profilo principale, e quindi è un dato utile.

Per cui vale la pena di ripetere ancora una volta il contetto: poiché non è (ancora) possibile spostare profili tra account, è bene pianificare per tempo la creazione di account personali e profili di Analytics. C’è ancora una cosa che invece non mi è chiara: se guardate la nuova interfaccia per singolo account, noterete due etichette selezionabili in alto, una è dedicata a “TUTTI” i profili e una ai profili “SPECIALI”. Non capisco - perché i miei sono tutti vuoti - a cosa si riferisca quel “speciali”. Che sia un indizio di una nuova, prossima, feature?. Potete premere la stellina accanto al nome di qualsiasi profilo e renderlo “speciale” rispetto all’account in cui si trova; se ad esempio avete 25 profili-copia che controllate solo per necessità e un profilo originale che controllate sempre, renderete speciale l’originale e invece di dover sempre scorrere la pagina o navigare tra le pagine lo ritroverete al volo nella tab apposita.


Nov 08 2008

Aggirare il limite di 500 righe negli export

autore: Marco Cilia categoria: report

c’è un modo per esportare tutti i dati di un report in GA?

intendo più delle 500 righe che si possono mostrare. Se un sito ha 20.000 keywords ad esempio, dovrei esportare 40 files. vorrei esportarle tutte in un unico file. è possibile?

Google Analytics permette di esportare i report in quattro formati differenti: pdf, xml, csv e tsv. Di questi il primo è il più aderente al report, ma anche il meno modificabile, il secondo permette di ricostruire il report quasi interamente (grafici compresi) ma richiede una conoscenza dell’xml (eXtensible Markup Language) abbastanza marcata, il terzo e il quarto si prestano molto bene ad essere importati in un foglio di lavoro di Microsoft Excel (o in altri fogli di calcolo) ed essere rielaborati. Però il limite di 500 righe è limitante, specialmente nei casi in cui i report siano molto “popolati”; il caso delle keyword è esemplare, ad esempio quando si vuole andare ad analizzare la cosiddetta “coda lunga”.

Il metodo per aggirare il limite nell’esportazione consiste nell’andare nel report che si vuole esportate, aggiungere all’URL il parametro
&limit=50000
e ricaricare la pagina con il tasto invio. Dopodiché impostare i record a 500: il report su schermo mostrerà sempre e comunque 500 righe, ma le esportazioni in csv e tsv (e solo quelle!) avranno tutti i record contenuti nel rapporto, fino ovviamente a un massimo di cinquantamila, che è davvero il limite estremo cui si può ambire per singolo file.


Nov 05 2008

Google Analytics Social media metrics plugin

autore: Marco Cilia categoria: generale

Nel sempre più florido ambito delle estensioni Greasemonkey per Google Analytics va annoverata questa piccola chicca, di cui sono venuto a conoscenza da poco: il social media metrics plugin di VKI studios. Questo script permette di aggiungere alla pagina di dettaglio di un url del report “contenuti principali” alcune righe relative a:

  • numero di segnalazioni della pagina su Reddit (social news)
  • numero di segnalazioni della pagina su Sphinn (social news orientato al mondo SEO)
  • numero di segnalazioni della pagina su digg (social bookmarking)
  • numero di segnalazioni della pagina su mixx (social media)
  • numero di volte che la pagina è stata salvata su delicious.com (bookmark online e condivisi)
  • numero di segnalazioni su Stumbleupon (social news con algoritmo di autoapprendimento)
  • numero di link in ingresso della pagina secondo Yahoo site explorer (equivalente ai Google Webmasters Tools)

L’ho testato per un po’ sui miei profili, ma nessuna delle pagine che ho controllato è mai stata segnalata su digg o stumbleupon. In linea di massima, trattandosi di servizi rivolti in prevalenza a utenti di lingua inglese l’utilità può essere limitata, ma dipende molto dal target del vostro sito e dal vostro pubblico. Il numero di link secondo Yahoo o di salvataggi su delicious invece possono essere utili a tutti. Se in generale fate uso di questi servizi per promuovere i vostri siti, questo script potrebbe semplificarvi in qualche modo la vita. E poi non bisogna dimenticare che le versioni nazionalizzate dei siti di successo possono sempre sbarcare in Italia da un momento all’altro…

social media plugin per GA

(se hai trovato utile questo script, forse ti possono interessare anche questo per aggiungere note e questa altra lista)


Oct 29 2008

Aggiungere annotazioni a Google Analytics

autore: Marco Cilia categoria: report

Come si è già detto la API di prossima introduzione in GA 3.0 è una API di sola lettura, e questo significa che i dati avranno una sola direzione: dal server all’esterno. L’unico modo per introdurre dati nel sistema di Google è attraverso il javascript che inseriamo nelle nostre pagine, ma quei dati riguardano sempre e comunque visitatori, sessioni, browser, obiettivi.

Una delle richieste che ogni tanto viene fatta al team di Google in giro per la rete è la possibilità di inserire note all’interno del prodotto, cioè annotazione utili ad esempio a ricordare eventi (”26/10: inizio della campagna banner”) o ad “appuntare” messaggi importanti per gli altri utenti. Justin Cutroni ha sopperito a questa mancanza con una estensione per Firefox chiamata GA Notes. E’ basata su Google Apps, per cui le note sono conservate nei server della grande G e l’unico prerequisito affinché funzioni con più utenti è che tutti abbiano installato l’estensione.

Se lavorate con Google Analytics e siete un team, può sicuramente essere una buona idea usare questa estensione per avere sempre sotto mano la “storia” degli eventi di un profilo. Tra le altre cose, Justin promette che cercherà di migliorarla anche con la possibilità di visualizzare le note in forma grafica.

(se ti interessano altre estensioni utili per aggiungere funzionalità a GA, ti segnalo questo vecchio post)


Oct 27 2008

Un esempio di Custom Report

autore: Marco Cilia categoria: report

C’è stato un tempo - agli albori della mia esperienza con Google Analytics - in cui a chi mi chiedeva cosa si potesse fare con il prodotto io rispondevo “qualsiasi cosa! se vuoi sapere come ti hanno trovato sui motori di ricerca i soli navigatori norvegesi che sono arrivati tra le dieci e le undici di sera, puoi!”. Si trattava ovviamente di una informazione inesatta, dettata dal grande entusiasmo iniziale e da una scarsa conoscenza del mezzo, perché una segmentazione del genere non è mai stata possibile su GA.

Per dimostrare la potenza dei nuovi rapporti personalizzati ho creato al volo il report in questione, togliendomi una piccola soddisfazione personale: quella di poter dire, sebbene a distanza di tre anni, che tutto sommato non mi sbagliavo :)
Nel video che segue incrocio tre metriche (tempo medio sul sito, visite nuove e frequenza di rimbalzo) con tre dimensioni annidate (paese di provenienza, ora del giorno e parola chiave), in modo da ottenere l’informazione desiderata.


Ci sono da notare due cose: la prima è che esiste un quarto spazio per le dimensioni, ovvero è possibile scendere nel dettaglio ancora di un livello, e la seconda è che a un custom report così creato è poi possibile applicare una segmentazione avanzata precedentemente definita. Questo apre virtualmente qualsiasi porta, estendendo di molto le possibilità combinate delle due grandi novità!


Oct 23 2008

Novità in GA 3.0: analisi di livello enterprise per tutti

autore: Marco Cilia categoria: generale

Grosse novità in Google Analytics, giunte senza quasi nessun preavviso!
Avevo guardato il programma dell’eMetrics summit di Washington D.C. in cerca di possibili novità in GA, che è sponsor Gold dell’evento, e avevo trovato un intervento di 10 minuti di Brett Crosby il giorno 22. Leggo oggi invece che Avinash Kaushik ha presentato quella che viene considerata ufficiosamente la versione 3.0 del prodotto Google, con importanti novità di classe enterprise di cui però beneficeranno tutti gli utenti, e tutto il settore della web analytics.

Come dicevo qualche giorno fa, dopo l’uscita di Yahoo Web Analytics, Google si è trovata ad inseguire per via del numero di feature dell’ex IndexTools; ovviamente le caratteristiche presentate oggi non si sviluppano in pochi giorni, segno che si erano già preparati a questa major update ed aspettavano solo il momento giusto per presentarla. Riassumo le novità che sono state annunciate:

  • Motion Charts (un nuovo sistema di visualizzazione dei dati)
  • Segmentazione avanzata
  • Custom report
  • Integrazione con Adsense
  • nuova interfaccia amministrativa
  • API di esportazione dei dati

Il Motion Charts è un sistema sofisticato di visualizzazione dei dati e permette di selezionare due metriche per ascisse e ordinate, la dimensione e il colore delle “bolle” che rappresentano i dati e poi di vedere come questi si evolvono nel tempo. Permette quindi di avere una percezione dei dati che prima non era possibile, o era possibile in forma limitata e meno intuitiva
Motion Chart

La segmentazione avanzata è una nuova modalità di segmentazione che permetterà di ottenere al volo gli stessi dati che prima richiedevano profili separati e filtri avanzati. con una nuova interfaccia drag & drop ci sarà la possibilità di eseguire interrogazioni complesse sui dati del database. Se le implementazioni del GATC sono sempre state corrette, la segmentazione sarà retroattiva, cioè sarà possibile effettuare analisi avanzate anche sui dati dell’anno scorso, ad esempio. Questo perché evidentemente i dati nel database di Google sono sempre stati salvati in “raw”, cioè nudi e crudi e i report venivano calcolati al volo. E’ una cosa che ho sempre sospettato e che ho detto a voce qualche volta, ma non ho mai avuto la possibilità di verificarlo sperimentalmente e quindi non l’ho mai scritto. Il sospetto si è rafforzato dopo aver letto le features di Yahoo Web Analytics. Ecco un video che mostra in azione il processo di segmentazione avanzata:

e un post molto esaustivo del sempre ottimo Justin Cutroni. Nel suo post ad esempio dimostra come sia possibile creare un segmento che include solo le visite superiori ai 10 secondi ed applicarlo seduta stante ai dati pregressi.

I custom report permetteranno di creare e mantenere report che non esistono nell’interfaccia base di Analytics, potendo scegliere metriche e dimensioni in libertà tra tutte quelle disponibili nel sistema. Ad esempio si potrà creare un report che incrocia le metriche “visite” e “bounce rate” con la dimensione “città”, e poi eventualmente di aggiungere la “fonte di traffico” come sottodimensione di ogni città, in un report di tipo drill-down. Si veda questo breve video che mostra il processo appena descritto:

Il rischio dei custom report è sempre quello di aggiungere metriche su metriche e innumerevoli dimensioni, atomizzando i dati, ma la possibilità di avere li è stata chiesta a gran voce dagli utenti e Google li ha accontentati.

Dell’integrazione con Adsense si vociferava già da tempo, e mi sembra un passo naturale verso la creazione del Google Business Platform. Gli screenshot mostrati erano reali e le possibilità sono indubiamente più elevate rispetto alla reportistica del pannello Adsense in sè. Sul blog di Adsense c’è un post con le spiegazioni dettagliate delle nuove feature.

La nuova interfaccia di amministrazione permette di semplificare la navigazione tra i profili e di definire la visualizzazione di alcune Key Performance Indicator fuori dai report, in modo da avere subito “il polso della situazione” secondo il classico schema verde va bene, rosso va male.

Infine è arrivata anche la API di export dei dati, che esisteva già come ipotizzato nel post relativo ad AnalyticsView: permetterà di di creare applicazioni e software di terze parti in grado di estrarre e quindi rielaborare (graficamente e non solo) i dati da Google Analytics. La API funzionerà solo in lettura, chiaramente, e tra le altre cose credo che permetterà anche di creare un “contatore” da esporre nelle pagine, cosa che più volte mi è stato chiesto se fosse possibile e che dovrebbe esserlo (per quanto la mia opinione dei contatori sia estremamente negativa).

Se vi ricordate del post “20 consigli a Google per migliorare Analytics“, troverete che alcuni di quei desideri si avvereranno quando queste nuove funzionalità saranno gradualmente rilasciate agli utenti. Google Analytics si eleva di un livello e approccia in modo serio al mercato aziendale high-end, finora appanaggio dei grandi player come Webtrends e Omniture. Quando mi abiliteranno le nuove funzioni provvederò ad aggiornare la comparazione tra YWA e GA, che al momento ha di colpo perso senso.


Oct 14 2008

Comprendere appieno il tempo sul sito

autore: Marco Cilia categoria: report

Uno dei possibili parametri per definire delle KPI (Key Performance Indicator) su un sito è il tempo trascorso dai visitatori sulle nostre pagine. Questo dato è presente in Google Analytics, ed è conforme agli standard della Web Analytics Association, ma spesso noto molta confusione nell’interpretazione dei report relativi. Cercherò di farvi capire come funziona con esempi pratici:

La domanda tipica che mi sento rivolgere è all’incirca questa: “perché nella bacheca GA mi segna un certo tempo medio sul sito e nel dettaglio contenuti un altro?” (vedi la figura sotto)

valori di tempo sul sito in GA

La risposta secca è: perché il primo valore è la media del tempo sul sito, il secondo è la media delle medie del tempo su ogni singola pagina.
Google Analytics calcola il tempo su ogni pagina tramite la differenza tra il timestamp (preciso al secondo, calcolato in UNIX time) di ogni pagina meno il timestamp della pagina precedente. E di conseguenza il tempo sul sito è il timestamp dell’ultima pagina visitata meno il timestamp della prima.
Chiariamo con una schema: Continua a leggere “Comprendere appieno il tempo sul sito”


Sep 28 2008

EpikOne libera Analyticsview: custom report per tutti

autore: Marco Cilia categoria: report

logo AnalyticsView

Venerdì sera mi arriva una mail da EpikOne, che chi segue questo blog con regolarità ha imparato a conoscere come Google Analytics Authorized Consultant oltre che come fonte molto attendibile e interessante: mi dicevano che hanno lanciato una versione free di Analyticsview, un sistema per ottenere senza sforzo report nuovi e diversi rispetto a quelli standard, per certi versi anche personalizzabili. Sulle prime ho pensato a uno scherzo, ve lo confesso, perché il fatto che non esista una API ufficiale per accedere ai dati mi faceva immaginare di dover lasciare le mie credenziali di accesso da qualche parte. Però dopo aver verificato l’attendibilità del messaggio la tentazione era forte, EpikOne è sinonimo di garanzia, quindi mi sono iscritto pronto a chiudere il browser alla prima richiesta strana.

Analyticsview si presenta come “The only Google Analytics custom reporting tool available on the market“, l’unico strumento di personalizzazione dei report disponibile sul mercato, e in effetti è vero, che io sappia. In GA si possono esportare i report in vari formati, tra cui alcuni che si prestano ad essere rielaborati come il csv o l’xml, ma nessuno lo fa direttamente su un sito. Il servizio è gratis per un solo profilo, mentre costa 95 dollari al mese per dieci profili ed aggiunge la possibilità di spostare i pezzi di report col drag and drop e la possibilità di condividere i report prodotti; ne esiste anche una versione Unlimited, ma per il prezzo bisogna contattare la società.

La procedura per “collegare” un profilo di Google Analytics è piuttosto semplice: per prima cosa bisogna indicare l’url del sito del profilo che si vuole legare, oppure indicare direttamente l’ID UA-XXXXX-X. Poi il sistema ci fornisce un url fittizio e ci chiede di creare un nuovo profilo per quell’url, senza altre modifiche; dopo bisognerà aggiungere l’utente usato dal sistema in modalità “visualizza solo i report” e dargli accesso sia al profilo vero che a quello fittizio (l’interfaccia è solo in inglese, ma per ogni passaggio è presente un video esplicativo). Come vedete in tutto questo procedimento la password del nostro Google Account non viene nemmeno nominata: non ho esattamente idea di come il prodotto EpikOne prelevi i dati vengano prelevati da Analytics, anche se sospetto che sia un misto tra lo screenscraping e una API fornita segretamente da Google. Per un lavoro così gli ingegneri di Mountain View devono aver dato per forza una mano, altrimenti se è tutta farina del sacco di EpikOne tanto di cappello e la mia stima sale oltremisura.

Anche la creazione di un nuovo report è abbastanza semplice, bisogna dare un nome, selezionare il profilo - ma nella versione free ce n’è uno solo - e scegliere il tipo di report tra gli otto disponibili: Enagements, Lead/Goals (SEO, marketing initiative o Adwords), Revenue (Ecommerce, SEO, marketing initiative o Adwords). Il punto di forza è proprio qui, secondo me. EpikOne può aggiungere nuovi report e renderli immediatamente disponibili a tutti gli iscritti, con la garanzia di essere report studiati da esperti del settore; magari non infallibili, e magari non è detto che siano i report che fanno per noi, ma l’account free è proprio lì per far provare la potenza e la bontà del servizio e i report che può offrire. Scelto il report dovremo selezionare il periodo temporale e il periodo di riferimento tramite due calendari, dopodiché Analyticsview inizierà a prelevare i dati direttamente dai server di Google. A seconda dei carichi di lavoro questo lavoro può richiedere qualche minuto, ma in genere i report sono disponibili abbastanza presto; io per la prova ho scelto il report engagement e il report SEO del gruppo Leads/Goals.

Il report engagement non presenta dati nuovi rispetto a cose che si possono vedere normalmente selezionando gli stessi periodi temporali di riferimento, però riorganizza e aggrega tutti i dati in una paginata unica, pronta per la stampa, con una legenda dei vari KPI (Key Performance Indicator) e uno spazio per aggiungere note personalizzate. Il report SEO del gruppo Leads/Goals invece provvede a fare una analisi storica di alcuni KPI di base - nulla che non possa essere fatto a mano, ma fa risparmiare tempo - e produce anche due dati nuovi: dati il numero e la percentuale delle visite da organico, filtra le keyword relative al brand ricalcola la percentuale. Bisogna fare attenzione perché è la percentuale della percentuale, in valore assoluto il dato non torna (il 95% delle visite al sito che ho esaminato non proviene da organico come si potrebbe pensare ad una prima lettura). In questo report è anche possibile aggiungere una o più righe per inserire dati personalizzati, oltre al solito campo testo.

Devo ancora provare gli altri report, ma il giudizio è buono: non è niente di trascendentale, ma come recita uno degli slogan sul sito, AnalyticsView ti fa concentrare sui dati, e non sulla loro produzione. Nelle versioni a pagamento è anche possibile caricare il proprio logo e far sparire quello del prodotto, nel caso si volessero sottomettere i report prodotti direttamente al cliente finale.