Oct 14 2008

Comprendere appieno il tempo sul sito

autore: Marco Cilia categoria: report

Uno dei possibili parametri per definire delle KPI (Key Performance Indicator) su un sito è il tempo trascorso dai visitatori sulle nostre pagine. Questo dato è presente in Google Analytics, ed è conforme agli standard della Web Analytics Association, ma spesso noto molta confusione nell’interpretazione dei report relativi. Cercherò di farvi capire come funziona con esempi pratici:

La domanda tipica che mi sento rivolgere è all’incirca questa: “perché nella bacheca GA mi segna un certo tempo medio sul sito e nel dettaglio contenuti un altro?” (vedi la figura sotto)

valori di tempo sul sito in GA

La risposta secca è: perché il primo valore è la media del tempo sul sito, il secondo è la media delle medie del tempo su ogni singola pagina.
Google Analytics calcola il tempo su ogni pagina tramite la differenza tra il timestamp (preciso al secondo, calcolato in UNIX time) di ogni pagina meno il timestamp della pagina precedente. E di conseguenza il tempo sul sito è il timestamp dell’ultima pagina visitata meno il timestamp della prima.
Chiariamo con una schema: Continua a leggere “Comprendere appieno il tempo sul sito”


Sep 28 2008

EpikOne libera Analyticsview: custom report per tutti

autore: Marco Cilia categoria: report

logo AnalyticsView

Venerdì sera mi arriva una mail da EpikOne, che chi segue questo blog con regolarità ha imparato a conoscere come Google Analytics Authorized Consultant oltre che come fonte molto attendibile e interessante: mi dicevano che hanno lanciato una versione free di Analyticsview, un sistema per ottenere senza sforzo report nuovi e diversi rispetto a quelli standard, per certi versi anche personalizzabili. Sulle prime ho pensato a uno scherzo, ve lo confesso, perché il fatto che non esista una API ufficiale per accedere ai dati mi faceva immaginare di dover lasciare le mie credenziali di accesso da qualche parte. Però dopo aver verificato l’attendibilità del messaggio la tentazione era forte, EpikOne è sinonimo di garanzia, quindi mi sono iscritto pronto a chiudere il browser alla prima richiesta strana.

Analyticsview si presenta come “The only Google Analytics custom reporting tool available on the market“, l’unico strumento di personalizzazione dei report disponibile sul mercato, e in effetti è vero, che io sappia. In GA si possono esportare i report in vari formati, tra cui alcuni che si prestano ad essere rielaborati come il csv o l’xml, ma nessuno lo fa direttamente su un sito. Il servizio è gratis per un solo profilo, mentre costa 95 dollari al mese per dieci profili ed aggiunge la possibilità di spostare i pezzi di report col drag and drop e la possibilità di condividere i report prodotti; ne esiste anche una versione Unlimited, ma per il prezzo bisogna contattare la società.

La procedura per “collegare” un profilo di Google Analytics è piuttosto semplice: per prima cosa bisogna indicare l’url del sito del profilo che si vuole legare, oppure indicare direttamente l’ID UA-XXXXX-X. Poi il sistema ci fornisce un url fittizio e ci chiede di creare un nuovo profilo per quell’url, senza altre modifiche; dopo bisognerà aggiungere l’utente usato dal sistema in modalità “visualizza solo i report” e dargli accesso sia al profilo vero che a quello fittizio (l’interfaccia è solo in inglese, ma per ogni passaggio è presente un video esplicativo). Come vedete in tutto questo procedimento la password del nostro Google Account non viene nemmeno nominata: non ho esattamente idea di come il prodotto EpikOne prelevi i dati vengano prelevati da Analytics, anche se sospetto che sia un misto tra lo screenscraping e una API fornita segretamente da Google. Per un lavoro così gli ingegneri di Mountain View devono aver dato per forza una mano, altrimenti se è tutta farina del sacco di EpikOne tanto di cappello e la mia stima sale oltremisura.

Anche la creazione di un nuovo report è abbastanza semplice, bisogna dare un nome, selezionare il profilo - ma nella versione free ce n’è uno solo - e scegliere il tipo di report tra gli otto disponibili: Enagements, Lead/Goals (SEO, marketing initiative o Adwords), Revenue (Ecommerce, SEO, marketing initiative o Adwords). Il punto di forza è proprio qui, secondo me. EpikOne può aggiungere nuovi report e renderli immediatamente disponibili a tutti gli iscritti, con la garanzia di essere report studiati da esperti del settore; magari non infallibili, e magari non è detto che siano i report che fanno per noi, ma l’account free è proprio lì per far provare la potenza e la bontà del servizio e i report che può offrire. Scelto il report dovremo selezionare il periodo temporale e il periodo di riferimento tramite due calendari, dopodiché Analyticsview inizierà a prelevare i dati direttamente dai server di Google. A seconda dei carichi di lavoro questo lavoro può richiedere qualche minuto, ma in genere i report sono disponibili abbastanza presto; io per la prova ho scelto il report engagement e il report SEO del gruppo Leads/Goals.

Il report engagement non presenta dati nuovi rispetto a cose che si possono vedere normalmente selezionando gli stessi periodi temporali di riferimento, però riorganizza e aggrega tutti i dati in una paginata unica, pronta per la stampa, con una legenda dei vari KPI (Key Performance Indicator) e uno spazio per aggiungere note personalizzate. Il report SEO del gruppo Leads/Goals invece provvede a fare una analisi storica di alcuni KPI di base - nulla che non possa essere fatto a mano, ma fa risparmiare tempo - e produce anche due dati nuovi: dati il numero e la percentuale delle visite da organico, filtra le keyword relative al brand ricalcola la percentuale. Bisogna fare attenzione perché è la percentuale della percentuale, in valore assoluto il dato non torna (il 95% delle visite al sito che ho esaminato non proviene da organico come si potrebbe pensare ad una prima lettura). In questo report è anche possibile aggiungere una o più righe per inserire dati personalizzati, oltre al solito campo testo.

Devo ancora provare gli altri report, ma il giudizio è buono: non è niente di trascendentale, ma come recita uno degli slogan sul sito, AnalyticsView ti fa concentrare sui dati, e non sulla loro produzione. Nelle versioni a pagamento è anche possibile caricare il proprio logo e far sparire quello del prodotto, nel caso si volessero sottomettere i report prodotti direttamente al cliente finale.


Sep 23 2008

cosa vede Google e info sui percorsi di navigazione

autore: Marco Cilia categoria: report

Un paio di risposte a lettori che mi hanno scritto in privato, cui ho già risposto ma che riporto qui per chiarezza e beneficio di tutti.

Domanda veloce: attraverso GA Google ha accesso al contenuto delle pagine e dei form (ad esempio dati personali inseriti dopo un accesso)?

Allora, tutte le pagine visibili su internet è pubblico, e non c’è bisogno di Google Analytics per guardarne il contenuto. Se si mette il GATC su pagine protette da password, proxy o firewall, Google ottiene soltanto l’URL di queste pagine, ma non può inviare spider o vederne il contenuto (o meglio, può ma non avrebbero accesso). Infine, i dati che vengono inviati tramite una form non sono tracciati a meno che non sia stato previsto esplicitamente, oppure che si passino i dati in GET, per cui si leggerebbero in chiaro nell’url e quindi si ricadrebbe nel punto precedente.

non sono riuscito a trovare un sistema per vedere la sequenza di pagine viste da un navigatore: cioè quando uno entra sul mio
sito che navigazione ha eseguito.
Ho provato a cercare nel report di Analytics ma non mi sembra di aver visto niente del genere.
Secondo te c’è il report che sto cercando? Su altri servizi che usavo in precedenza c’era, mi spiacerebbe se mancasse.

No, non esiste un report dettagliato di tutto il percorso, né tanto meno puoi riferirlo a una singola visita. Esiste il riepilogo navigazione per ogni pagina, ma è limitato alla pagina precedente e successiva; lo trovi appena clicchi sulla sezione contenuti, sulla destra nella sezione “Analisi navigazione”.

come faccio a sapere il percorso che ha fatto un visitatore entrato con una determinata parola chiave? Ovvero, dal report delle keyword vorrei sapere, per ogni chiave, in che pagina è arrivato e da quale è uscito un visitatore.

Per un solo visitatore non è possibile, i dati sono aggregati per chiave. E comunque è possibile conoscere nel dettaglio solo le pagine di ingresso per ogni chiave, non quelle di uscita, mentre è possibile conoscere le chiavi di arrivo delle visite per ogni pagina che rappresenta un punto di uscita, cioè il contrario di quel che volevi fare tu. Per farlo, contenuti -> pagine di uscita principali -> [pagina di interesse] -> dimensione: parole chiave.

La pagina dei contatti è a vostra disposizione se avete dubbi, correzioni o domande. Versioni anonime delle domande potrebbero essere pubblicate come approfondimento, e per la crescita di tutti i lettori di questo blog :)


Jul 24 2008

In arrivo i custom report?

autore: Marco Cilia categoria: report

Sfogliare il feedreader con post vecchi di giorni ha un unico vantaggio: spesso vedi cose che poi gli autori hanno cancellato, se il crawler di GoogleReader è arrivato in tempo. E’ esattamente il caso di questo post di MoreVisibility, di cui riporto uno screenshot:

post du Morevisibility.com

Il post non esiste più, ma parla di una cosa molto interessante: la possibilità di creare report personalizzati in Google Analytics. I report personalizzati sono rapporti che normalmente non esistono nel prodotto standard e che si ottengono dopo aver detto al programma quali metriche incrociare. L’ottimo sarebbe se contestualmente all’introduzione di questa feature, Google aumentasse il numero di variabili personalizzabili (user defined - definito dall’utente), in modo da poter introdurre come metriche in GA un numero maggiore di dati strettamente correlati all’attività del nostro sito.

Come dicevo però il post è stato rimosso, non è ben chiaro se su richiesta di Google, se fosse stato pubblicato per errore, o se era semplicemente uno scherzo (nel qual caso ho comunque idea che sia solo una questione di tempo: prima o poi questa feature arriverà…)


Jun 25 2008

keyword con valori a zero

autore: Marco Cilia categoria: report

Finalmente qualcuno mi scrive con una domanda:

Perché trovo tra l’elenco delle parole chiave “visite” di zero pagine, quindi zero tutto il resto? Come vanno interpretate?

Non è un errore, tanto per fugare subito il primo dubbio lecito.

É una situazione che si presenta ogni volta che un visitatore effettua una ricerca su un motore con una chiave (poniamo “chiave1″), effettua qualche attività o un bounce e poi ritorna con un’altra ricerca e un’altra chiave entro 30 minuti, quindi nell’ambito della stessa visita (e posto che non abbiate modificato il valore di questo tempo limite). Tecnicamente il visitatore ha effettuato una sola visita, ma è arrivato con due keyword diverse. Potrebbe ad esempio convertire con la chiave2, ma se GA registrasse solo la prima perderemmo una importante informazione: per questo motivo ci vengono mostrate tutte le keyword effettivamente usate, e vengono settati a zero tutti gli altri valori. Diversamente avremmo dati sballati per visite, visitatori eccetera.

(tnx to Anil Batra)


Jun 16 2008

I tempi di analisi dei dati

autore: Marco Cilia categoria: generale

OrologiUna delle maggiori critiche che mi sento opporre quando parlo di Google Analytics suona circa come “si, ma non è in tempo reale”. Questo è indubbiamente vero, ma molto meno di quanto si sospetti.

Innanzitutto sarebbe utile fare un esame della propria attività e chiedersi se è realmente necessario avere i dati in tempo reale: molto spesso infatti il desiderio delle persone è di avere i dati fino all’ultimo minuto quelle due o tre volte alla settimana in cui sbirciano le statistiche. Il dato real-time invece è pensato (e dovrebbe essere rivolto) a chi fa web analytics di mestiere e sta tutto il giorno con i dati aggiornati davanti, dovendo decidere in tempo reale modifiche alla strategia o ai budget o dovendo tenere sotto controllo le vendite minuto per minuto.
Questo come premessa generale, non è mia intenzione dire a nessuno come deve fare analisi, ma vorrei solo porre l’accento sul fatto che larga parte di chi mi pone questa obiezione non lo fa perché ne ha realmente bisogno, ma per sottolineare una mancanza di GA.

Mancanza che, come dicevo prima, è molto minore di come appare. Quando accediamo ai rapporti, GA ci mostra per impostazione predefinita (e ahimé immutabile) gli ultimi 30 giorni di dati, partendo dal giorno precedente, e questo basta a molte persone per pensare che i dati siano fermi, e che i dati di oggi saranno disponibili domani. Tramite una semplice selezione nel calendario è possibile rendersi conto che le cose stanno diversamente: selezionando la data odierna infatti il sistema ci mostra i dati di oggi in modo incompleto, sottostando a queste tre regole:

  1. i dati sono fermi a tre ore prima il momento in cui li si visualizza
  2. i dati si aggiornano ogni ora
  3. i dati possono variare entro 24 ore

Per capire come mai questo accade è necessario fare un ulteriore passo nella comprensione del percorso che i dati fanno da quando il vostro sito viene visualizzato a quando voi guardate i report, percorso che ho iniziato a spiegare nel post “l’ordine è importante“. Quando si richiama la gif trasparente __utm.gif da http://www.google-analytics.com in realtà non si sta interrogando un solo server. www.google-analytics.com viene risolto dai dns in www-google-analytics.l.google.com, che è un round robin di server sparsi per la rete: facendo un nslookup da vari server nel mondo si ottengono indirizzi IP differenti, per minimizzare il percorso che i dati trasmessi dai client dei visitatori devono fare. E’ quindi assolutamente normale che un visitatore italiano e un visitatore cinese “sparino” i dati dello stesso codice di Analytics su due server Google differenti.

Una volta ogni ora Google li recupera dalle sue macchine in giro per il mondo e li analizza, e a causa del numero di analisi necessarie li presenta con tre ore di ritardo. Inoltre, poiché non è garantito che il recupero dei dati avvenga da tutti i server del mondo, ogni 24 ore Google Analytics effettua una rianalisi del giorno precedente per colmare eventuali lacune e garantire la solidità del dato. Per questo motivo i dati vanno considerati definitivi solo dal giorno successivo, e per questo motivo all’accesso Google presenta gli ultimi 30 giorni escludendo la data odierna.


May 25 2008

differenze numeriche tra sezioni principali e per titolo

autore: Marco Cilia categoria: report

Una domanda che mi sento rivolgere molto spesso è come mai vi siano delle differenze tra il report “sezioni principali” e il report “sezioni per titolo”, visto che entrambi sono espressi in pagine visualizzate. Esistono 3 ordini di risposta, e di norma nessuna di queste sottintende ad un errore di Google Analytics; al massimo deve esserci un errore nella chiamata al javascript. Quando la funzione trackpageview() viene invocata all’interno del GATC vengono raccolti sia l’URL della pagina sia il title della stessa. Quando essi vengono analizzati dai server di Google sono memorizzati in due luoghi distinti, e non mantengono la relazione che c’è al momento della chiamata del javascript. Per questo motivo due pagine con URL differenti ma stesso title generano due record differenti nel report “sezioni principali” ma un solo record (con 2 pagine visualizzate) nel report “sezioni per titolo”.

Questo modo di interrogare i dati di Analytics è peraltro molto usato dai SEO per trovare rapidamente pagine con title uguale. Ammettendo comunque di avere la certezza che tutte le pagine del nostro sito abbiano title e URL univoci possono esistere ancora delle differenze, e sono date dall’uso della funzione trackpageview() per tracciare click su elementi quali link esterni, download, ecc.
La funzione trackpageview() accetta un solo parametro di tipo stringa che rappresenta la URL della pagina virtuale che vogliamo creare e tracciare. Questa pagina prende come default lo stesso title della pagina nella quale la funzione è richiamata, e per quanto esposto in precedenza l’aggregazione avviene a livelli differenti.

Ve lo mostro con due schermate:
Ho selezionato un solo giorno, per avere un margine di errore minore, e una sola URL
report sezioni principali

Questo è il corrispettivo record del prospetto “sezioni per titolo”, stesso periodo temporale. Ci sono due pagine viste in più.
sezioni per titolo

E questo è il dettaglio del record, in cui si vedono chiaramente i risultati delle due chiamate alla funzione trackpageview() usata per tracciare i link esterni. In questo caso due visitatori hanno cliccato quel link dalla mia pagina di contenuto:
sezioni per titolo - dettaglio

Quando avete dubbi sui dati che Analytics vi propone, riducete il periodo temporale fino all’unità minima (un giorno) per poter isolare meglio l’eventuale fonte di dubbio.