Oct 14 2013

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semaforo verde - articolo per tutti

Hai i nuovi report Acquisizione, Comportamento, Conversioni. E ora?

autore: Marco Cilia categoria: report tag: , ,

Il rilascio graduale dell’annunciata ristrutturazione dei report di traffico sta procedendo, e ormai molti di voi li possono già vedere e usare. E’ quindi il momento di venire in aiuto di chi fra voi si trova più spaesato da uno dei più grandi cambiamenti che quella serie di report abbiano avuto.
Partiamo dall’ABC, come si suol dire (ok lo confesso, sono mesi che medito questo sottile gioco di parole in questo post 😛 ), ovvero come bisogna pensare e guardare i nuovi report: in passato avevamo il gruppo di report Sorgenti di traffico, il gruppo Contenuti e il gruppo Conversioni. Ogni gruppo conteneva specifici report, ognuno con le metriche tipiche, fatta salva la possibilità di personalizzazione degli stessi.

Il concetto dietro ai report ABC (Acquisition, Behaviour, Conversion) è quello di replicare nello strumento il flusso ideale di un visitatore: prima di tutto lo si deve Acquisire, cioè far arrivare sul sito, poi lui avrà un comportamento, che va studiato al fine di farlo giungere a una conversione. Questo concetto di “flusso” viene espresso in due direzione nel “nuovo” Analytics, verticale e orizzontale (clic per ingrandire)

ABC

In verticale, il gruppo di report Acquisizione contiene tutti i report relativi a come i visitatori arrivano sul sito, quindi il nuovo report dei canali (ne parliamo tra poco), il vecchio “tutto il traffico”, le campagne, le keyword (residue), i report social e Adwords e le altre forme di pubblicità. Il gruppo Comportamento invece contiene i report relativi a cosa avviene sul sito, quindi contenuti, velocità del sito, ricerca interna, eventi, AdSense, Esperimenti. Infine il gruppo Conversioni contiene tutti i report relativi ai goal, i modelli di attribuzione e il multichannel funnel, questi in effetti non sono cambiati.

Analizzando in orizzontale la nuova struttura di tutti i report, troviamo lo stesso concetto segmentato per i soli dati mostrati dal report; quindi il report di AdWords mostrerà come prima le sole visite da campagne cpc, mostrando sulla stessa riga metriche di Acquisizione (visite, % nuove visite e numero di nuove visite), di Comportamento (bounce rate, pagine/visita e durata media) e Conversioni (tasso di conversione, numero di goal raggiunti (finalmente! 🙂 ) e valore del goal. Questa sezione di tutti i report si può personalizzare, ovvero è possibile scegliere se mostrare le metriche per un solo goal, per tutti i goal o per l’ecommerce se configurato sul sito).

A mio avviso si tratta di una razionalizzazione molto importante, che pone un forte accento sull’analisi del flusso di utenti che arrivano (o non arrivano) alla conversione.

Come se non bastasse però, all’interno del gruppo di report Acquisizione, abbiamo anche l’introduzione di un nuovo concetto, e di un nuovo report: il concetto è quello dei Canali, il report è la panoramica dell’Acquisizione.

Che cosa sono esattamente i canali, e come si usano?

I canali sono dei raggruppamenti automatici di visite, accomunati da alcune caratteristiche; il concetto alla base di questa strutturazione e di questo report, se vogliamo, sembra controintuitivo rispetto a quanto abbiamo sempre detto in passato, ma in realtà è un concetto in affiancamento. Per anni io e molti altre persone abbiamo stressato le persone affinché taggassero tutte le loro campagne per bene, ordinatamente e nel modo più preciso possibile: alcune volte ho visto risultati addirittura esagerati, con taggature atomiche che costringevano a ri-raggruppare visite con filtri di visualizzazione, espressioni regolati ed export. In ogni caso che cosa si è visto in questi anni? che le combinaizoni di mezzi, campagne e sorgenti di traffico sono diventate tantissime, centinaia, a volte migliaia in alcuni account, e che alla fine spesso tutto si traduceva in una difficoltà di fare analisi ad un livello alto.
Per questo motivo gli ingegneri hanno introdotto il concetto di Canale, per affiancare al report “tutto il traffico” (che è ancora presente, in ogni caso) un report più snello che consentisse di avere il polso della situazione di salute del sito con poco sforzo.

Se non avete toccato niente, come spero, i canali che troverete all’interno del vostro Google Analytics sono questi, con le relative definizioni:

  • Direct: source = direct AND medium = (not set), OPPURE medium = (none)
  • Organic Search: medium = organic
  • Referral: medium = referral
  • Email: medium = email
  • Paid Search: medium corrisponde a regex ^(cpc|ppc|paidsearch)$ AND Ad distribution network diverso da Content
  • Other advertising: medium corrisponde a regex ^(cpv|cpa|cpp|content-text)$
  • Social: social source referral = Yes, OPPURE medium corrisponde a regex ^(social|social-network|social-media|sm|social network|social media)$
  • Display: medium corrisponde a regex ^(display|cpm|banner)$, OPPURE Ad Distribution Network = Content AND Ad Format diverso da Text

I canali e gli istrogrammi si riordinano automaticamente agendo sulle intestazioni delle colonne, mentre cliccando su un canale si accede al dettaglio delle visite che sono state assegnate a quel canale: è da qui che bisogna passare se si vuole accedere, per esempio, al vecchio report del traffico diretto che adesso non gode più di una voce dedicata nel menu laterale.

Come avrete già intuito la vera potenza dei channel è la possibilità di personalizzazione: attraverso l’apposita voce nella panoramica, o comunque attraverso l’interfaccia di amministrazione, si accede a una schermata del tutto simile a quella dei canali delle canalizzazioni multicanale – solo meno colorata 🙂 – che permette di aggiungere propri canali o modificare quelli esistenti. Se ad esempio siete soliti taggare le newsletter con il medium “mail” anziché il predefinito “email” avrete bisogno di aggiungere una regola di questo tipo

Channel-email

(naturalmente è possibile ottenere lo stesso risultato anche in altri modi).
Se avete notato, prima ho detto che spero che non abbiate ancora toccato niente. Questo perché i nuovi canali hanno alcune restrizioni che vi vado ad elencare, è che è bene conoscere prima di agire:

  1. L’ordine dei canali è importante: per decidere in quale canale infilare una visita, Google Analytics analizza le corrispondenze in ordine discendente, partendo da 1 (quindi direct, nelle impostazioni di default): se una visita può ricadere in più condizioni, vince quella con il numero minore.
  2. I canali esistono dal 25 luglio, quindi non potete vedere i dati tramite i canali per tutto il 2013, ne tantomeno fare comparazioni tra canali su periodi che sforano all’indietro quella data. Non ci è dato sapere se Google procederà ad un allineamento dei dati passati, la mia personale opinione è no.
  3. Le modifiche che apportate ai canali valgono per tutti gli utenti che hanno accesso ai profili. Non si tratta di una personalizzazione, come una dashboard, che vive nel proprio account fino a quando non la si condivide. Una modifica in questo senso va vista alla stregua di un filtro di profilo. Attenzione!
  4. Le modifiche apportate a un canale, esattamente come quando si agisce su un filtro, sono operative da quando si salva in avanti. Assicuratevi quindi di fare modifiche che vi permettano di mantenere la possibilità di fare comparazioni con il passato, e soprattutto di non sbagliare qualcosa nelle configurazioni.

L’altro nuovo report disponibile è quello dei canali, ovvero un report “tradizionale” che però mantiene i raggruppamenti e vi permette ad esempio di applicare una dimensione secondaria ai canali, di fare ricerche e di segmentare per metrica.

In conclusione ritengo che il concetto di report ABC (o ACC in italiano, ma preferirei che si diffondesse la dizione inglese) sia un buona passo in avanti nell’analisi del dato perché presenta un’immagine più completa di prima delle tre fasi critiche di una visita; inoltre i nuovi canali sono un metodo molto potente per avere insights veloci sullo stato di salute del sito, senza per questo rinunciare ad avere la possibilità di andare subito nel dettaglio per approfondire.
La vostra opinione quale è?


Jul 31 2013

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Nuovo report: flusso comportamento

autore: Marco Cilia categoria: report tag: , ,

Non ho visto in giro molti post su questo nuovo report, che si trova nel gruppo dei CONTENUTI: si tratta del report FLUSSO COMPORTAMENTO. Forse perché molti hanno pensato che fosse solo uno spostamento e cambio nome del vecchio FLUSSO VISITATORI, che invece è vivo e vegeto, per adesso, ed è ancora nella sezione dei visitatori.

In pratica il flusso comportamento è una fusione di due report esistenti e introduce una modalità aggiuntiva.
Quando viene aperto esso si trova esattamente in configurazione “Pagine”, e quindi riporta le stesse informazioni del report FLUSSO VISITATORI: come le visite di distribuiscono tra le pagine e quali percorsi vengono più “battuti”.

Agendo sul secondo menu della barra grigia si può passare alla visualizzazione “eventi”, e il report si trasforma nel FLUSSO EVENTI, e riporta le stesse informazioni di quel report: come si susseguono gli eventi all’interno delle visite.

La terza modalità è invece la più interessante, ed è una modalità mista con pagine ed eventi. Essendo il numero di combinazioni estremamente elevato, esso è disponibile solo selezionando una pagina. Dopo aver impostato quindi la visualizzazione “pagine ed eventi” sarà anche necessario impostare la pagina desiderata tra quelle disponibili. A questo punto la visualizzazione mostra le visite che sono transitate per quella pagina, dimensionate secondo la dimensione scelta ed eventualmente segmentate in base al segmento selezionato, ma inoltre mostra anche il susseguirsi di eventi, se ve ne sono stati, a partire da quella pagina. Come sempre le pagine sono mostrate in verde e gli eventi in azzurro.

flusso-comportamento

E’ un report che torna utile per comprendere, meglio di prima, quale sequenza di azioni venga eseguita a partire da una pagina, specialmente in un sito con tracking complessi che comprendono molti eventi. Penso ad un grande classico, ovvero il tracking tramite eventi dei click sui link in uscita: con questo report non c’è bisogno di segmenti avanzati, basta selezionare una pagina e vedremo chi abbandona, chi continua e dove e chi abbandona cliccando link esterni dove va 🙂


Jul 03 2013

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Suggerimenti velocità del sito

autore: Marco Cilia categoria: generale tag: ,

Oggi mi sono imbattuto per caso in questo report, di cui non ho memoria e di cui non vedo alcuna segnalazione in giro: suggerimenti velocità, all’interno di Velocità del sito. Eccovi uno screenshot (clic per ingrandire):

pagespeed

Non si tratta di niente di speciale, è un elenco delle vostre URL in ordine di visualizzazioni, con accanto il tempo medio di caricamento e due colonne nuove: suggerimenti pagespeed e punteggio pagespeed.

Il link con i suggerimenti porta ad una pagina del tipo https://developers.google.com/speed/pagespeed/insights?utm_source=analytics#url=http_3A_2F_2Fwww.goanalytics.info_2F&mobile=false con informazioni su come far performare meglio la pagina, la seconda colonna è un indicatore da 0 a 100 di quanto è possibile migliorare la pagina. 100 rappresenta una pagina perfetta, 0 una pagina disastrosa.

Questo nuovo report non contiene niente di nuovo, PageSpeed Insights è un servizio abbastanza noto di Google, ma vi fa il favore di analizzare al posto vostro – e uno per uno – tutti gli url registrati da Google Analytics. Al momento il report mi sembra un po’ acerbo: niente filtri sulle metriche, si possono solo ordinare i dati e si è limitati a 10 url alla volta, ma se verrà allineato agli altri ha del potenziale interessante!


Jul 03 2013

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Novità nel collegamento con AdWords

autore: Marco Cilia categoria: report tag: , ,

Qualche settimana fa Google Analytics ha modificato la procedura per collegare un account AdWords a un account Analytics, rendendo il tutto più semplice. Al momento la procedura consiste in due soli click, e non c’è più bisogno di scegliere la codifica automatica o abilitare l’import dei costi, viene tutto fatto automaticamente. Inoltre, non appena la modifica sarà propagata a tutti gli account, sarà possibile creare un nuovo collegamento direttamente dal pannello di Amministrazione di Analytics (al momento la procedura può invece solo iniziare dal pannello di AdWords).

Poco fa invece il team ci ha informato che un’altro grande cambiamento aspetta tutti coloro che sono soliti passare ore e ore sulla sezione dei report AdWords all’interno di GA: il renaming “dinamico” delle campagne. Cosa significa? Significa che fino ad ora, rinominare una campagna su AdWords (per errore, per correzione o per propria comodità) portava a duplicare la campagna sui report GA, con la complicazione che le visite restavano attribuite alle “vecchie” campagne, mentre i dati di preclick andavano a finire nella “nuova” campagna.

Se guardate l’esempio sul post ufficiale sarà lampante cosa accadeva, e anche cosa accadrà in futuro: rinominare una campagna avrà lo stesso effetto sua AdWords e Analytics, e quindi il numero totale di campagne in un dato periodo sarà sempre consistente tra le due piattaforme. Si parla inoltre di una nuova “infrastruttura” in grado di riflettere più velocemente di adesso le dimensioni AdWords su Google Analytics, ad esempio per avere a disposizione le metriche sulle campagne potenziate. Semplificazione e maggiore potenza, non chiediamo altro 🙂


Jun 04 2013

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Dashboard collaborative

autore: Marco Cilia categoria: report tag: ,

Ecco un’idea semplice ma molto potente!
Una dashboard è una visione limitata e sintetica sui dati su alcuni dati in piattaforma. Una volta creata, essa è disponibile alla sola email di login che l’ha creata (e infatti si trova nella sezione “personale”), oppure può essere condivisa attraverso un link. Ma se io cambio la dashboard originale, la cambio nuovamente nella mia login e dovrei re-inviare il link a tutti.
Questa funzione d’ora in poi sarà chiamata “condivisione di template”, mentre condividere una dashboard vera e propria significherà metterla a disposizione di tutti coloro che hanno accesso al medesimo profilo.

In questo modo se faccio una modifica, essa sarà riflettuta e disponibile a tutti coloro che usano quella dashboard nel profilo in cui si trova e in cui l’ho creata la prima volta. Da quanto capisco, inoltre, anche le modifiche fatte da altri saranno salvate, rendendo di fatto molto più facile creare dashboard in team molto grandi: qualcuno si occupa dei widget per la SEO, altri dei widget per la SEM, qualcuno aggiunge le parti social and so on…


May 01 2013

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succulenta novità nel real time: le conversioni

autore: Marco Cilia categoria: real-time tag: , ,

Questa sera mentre facevo il solito giro per Analytics sono andato nel tempo reale del profilo di questo blog e ho immediatamente notato una presenza di piccole scritte arancioni sospetta 🙂
Le piccole scritte arancioni di norma recano le lettere “B E T A” e così era anche questa volta: si tratta del monitoraggio delle conversioni in tempo reale, una funzione che molte persone chiedono da tempo.

Non che io sia un grande fan del real time a tutti i costi, ma se avete possibilità di prendere decisioni su quei dati, allora avere ANCHE le conversioni è sicuramente giusto, e ne intravedo tutte le potenzialità.

Se ve lo state chiedendo, la risposta è no: al momento le TRANSAZIONI e-commerce non ci sono, ci sono solo i goal. A meno che non abbiate impostato un goal sulla thankyou page dell’acquisto (e se avete un funnel dovete averlo fatto per forza, per monitorarlo). Ma immagino sia solo questione di tempo…
questo colma parte del gap verso prodotti come Chartbeat, specificamente dedicati al monitoraggio real time dei punti di conversione.

ecco lo screenshot, speriamo non sparisca come han fatto i real time widget
(clicca per ingrandire, e non stupirti se all’una di notte non ho conversioni 😉 )

real-time-goals


Apr 19 2013

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Come schedulo un rapporto con confronto temporale?

autore: Marco Cilia categoria: report tag: ,

Nel giro di pochi giorni mi è arrivata tre volte questa domanda, e siccome tre indizi fanno una prova (di scarsa usabilità del sito) credo sia giusto esporre la procedura: tutti sappiamo più o meno come si crea un rapporto schedulato via email: si può usare il pulsante “EMAIL” nella barra superiore e aggiungere un report a una mail esistente o crearne una nuova. Oppure si può creare una dashboard e inviarla periodicamente a se stessi o ad altre email. Quando il sistema crea una email pianificata, ci chiede quando la vogliamo ricevere (una tantum, giornalmente, settimanalmente – scegliendo il giorno della settimana – mensilmente – scegliendo il giorno del mese – o trimestralmente).

A seconda della selezione effettuata, il report conterrà:

  • esattamente quel che vediamo (report una tantum)
  • dati del giorno precedente (report giornaliero)
  • dati della settimana precedente (report settimanale)
  • dati del mese precedente (report mensile)
  • dati del trimestre precedente (report trimestrale)

Ma se io volessi aggiungere il confronto con l’analogo periodo precedente? questa opzione non c’è quando schedulo la mail. Infatti per ottenere quel risultato devo semplicemente creare la mail mentre ho attivato il confronto temporale, non importa se il periodo che sto guardando sia o meno quello che poi mi aspetto di trovare nella mail pianificata. La casellina “attiva confronto temporale” agisce come un’opzione quando creiamo una mail pianificata. Casellina disattivata, il report contiene i dati di periodo, casellina attivata, il report contiene i dati di periodo raffrontati al periodo precedente.

Semplice, una volta che si sa come fare, no? 🙂


Mar 27 2013

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real time widget ed eventi, e report social

autore: Marco Cilia categoria: real-time tag: , ,

[edit 27/3: i real time widget sono spariti, oggi. Pazienza, probabilmente è solo questione di tempo 🙂 ]

[edit 28/3: arriva anche il post ufficiale, senza i widget, ma con altre novità: ora il realtime fa lo spaccato del traffico desktop/cellulari/tablet, andando nel report dei contenuti. Inoltre si possono creare scorciatoie che memorizzino anche i “segmenti” applicati. Infine quando si applica un segmento è possibile comparare il dato real time con quello globale, secondo per secondo. Provate ad esempio a cliccare sul traffico diretto e poi mettere la spunta su “mostra tutto il traffico”. Il traffico diretto resta azzurro scuro, il traffico totale azzurro chiaro. Pura potenza di calcolo!]

Stavo sistemando una dashboard quando ho notato due righe di pulsanti per aggiungere un widget: sulle prime ho pensato a un errore del browser o del css, poi ho guardato meglio:

real-time-widget

Preso dal sacro fuoco della curiosità ci ho subito cliccato ed effettivamente mi ha dato la possibilità di selezionare una sola metrica, cioè visitatori, ma di avere i widget aggiornati in tempo reale, esattamente come avviene nei report. Veramente interessante e di grande aiuto quando si vuole dare ancora maggiore contesto alla dashboard, per la serie “in un dato arco temporale hai questo, ma di norma in ogni istante hai quest’altro”.

L’altra novità che ho visto è la comparsa di un report “Eventi” all’interno del tempo reale.

real-time-event

Verificato sperimentalmente anche quello, funziona e fa quel che promette, cioè visualizza in tempo reale la categoria e l’azione degli eventi nel momento in cui accadono sul sito (beh, con qualche secondo di ritardo 🙂 ). Cliccando sulla categoria si ha il dettaglio delle etichette dei singoli eventi.

Ultima novità viene dal blog ufficiale, che ci informa che i report “attività hub dati” e “trackback” sono stati promossi al primo livello della sezione di report Sociali, e non sono più incorporati all’interno di altri report. In effetti risultavano un pochino nascosti.


Feb 24 2013

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Nuova panoramica ed elenco percorsi nei MCF

Da qualche giorno la panoramica di profilo, cioè la schermata che si apre in modo predefinito quando accediamo ad ogni profilo, si presenta rinnovata, e risulta ottimizzata per gli schermi più larghi. Questo perché l’elenco delle metriche principali e le relative sparkline sono ora disposte in modo fluido e affiancato, ed occupano spazio in larghezza invece che in verticale.

nuovo-benvenuto

Altro cambiamento interessante è il modo elegante con cui i designer hanno risolto un problema che affliggeva il report “principali percorsi di conversione” nelle canalizzazioni multicanale. Fino a qualche giorno fa i percorsi con canali ripetuti venivano esplicitati interamente, e questo significava che – ad esempio – i percorsi che avevano richiesto 13 visite dirette vedevano il quadratino “diretto” ripetuto 13 volte, occupando molto spazio sia in orizzontale sia in verticale senza aggiungere nessuna informazione al dato (anzi, costringendo a contare i quadratini per conoscere il dato quantitativo).
Il report è stato ridisegnato per comprimere il numero di quadratini ed esplicitare il numero di ripetizioni dei canali, in questo modo:

nuovi-percorsi-MCF

Oltre che maggiore leggibilità, è adesso chiaro a colpo d’occhio quante volte ogni percorso viene ripetuto, alleggerendo il lavoro dell’analista.


Dec 28 2012

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Report che non guarderete nel 2013: keywords

autore: Marco Cilia categoria: report tag: , ,

keywords-not-ptovided

Su questo blog nell’ultimo mese la percentuale di chiavi (not provided) è stata di oltre il 51% del totale delle visite (non il 51% delle keyword, il 51% delle visite): è sicuramente un blog di nicchia, che molto si presta ad essere navigato da utenti che stanno usufruendo di un servizio Google, e perciò magari non fa molto testo, ma il problema sta dilagando pressoché ovunque.

E questo perché praticamente ogni mese qualcuno abbraccia la filosofia del “veicolo le ricerche su Google in https”:
Firefox
Safari su iOS6
Google, per default
Chrome, anche per gli utenti non loggati (non ancora confermato, ma è in testing)

Pensare di passare tutto il sito in https solo per recuperare parte delle keyword (quelle dei non loggati che cercano su https) non porta il risultato sperato, si vedano i commenti a quel post di Giacomo Pelagatti, che aveva già fatto un test a suo tempo. Ha sicuramente degli altri vantaggi, ma non sana la situazione.

Per questo motivo non guardo quasi più quel report, perché le percentuali di visite delle keyword rimanenti sono talmente basse da essere inutili, mentre tutto il “succo” è affogato nel (not provided). Qualcuno ci vede una grande opportunità, anche dal punto di vista SEO, perché questo argomento aiuta a spostare il focus dal tradizionale “posizionamento secco” delle keyword al più giusto “conversion rate da motore di ricerca”, ma ciò non toglie che – ad esempio – per i siti che vivono di contenuti sapere se i propri articoli sono aderenti alle ricerche fatte è piuttosto importante.

Già che ci siamo vi dico anche perché tendo a smentire la possibilità che un domani Google possa far pagare per vedere le keyword:
1) indubbiamente non può sovvertire i protocolli http, quindi non può forzare il referrer quando si passa da https a http: in quel caso il referrer viene tolto sempre
2) AdWords non è la risposta, perché è in grado di “recuperare” solo le chiavi cercate associate ai click sugli annunci: quindi mi dice si la keyword cercata, ma questo ha poca o nessuna attinenza con un possibile click sul risultato organico (ammesso addirittura che il mio sito sia posizionato per la prima pagina organica dove appare il mio sito, beninteso)
3) Poter recuperare la keyword presuppone un meccanismo di collegamento Google Analytics <-> Webmaster Tools più integrato di adesso: ora le keyword ci vengono mostrate aggregate, troncate alle prime 1000, arrotondate. Con un eventuale “abbonamento” dovrebbero ridarcele singole, per visita, e puntuali. E questo vorrebbe dire che ogni visita dovrebbe poi essere in grado di risalire alla situazione presente al momento del click (esattamente come fa AdWords), quindi in poche parole significherebbe identificare ogni click organico con l’equivalente del parametro gclid che usa il sistema cpc. Secondo me è piuttosto infattibile.

[edit: aggiunto il link al blog di Martino Mosna, che peraltro ringrazio per avermi fatto scoprire il post di makeitrank con altre motivazioni a supporto del not provided]