Jul 17 2013

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Nuovi segmenti avanzati

autore: Marco Cilia categoria: codice di monitoraggio tag: , ,

I segmenti avanzati fanno parte dello strumento da un bel po’ di tempo, e forse qualcuno di voi nemmeno conosceva lo strumento quando questi nemmeno esistevano (sembra incredibile, ma è così 😀 ). Oggi non riesco a pensare ad una analisi degna di questo nome in cui non si debba creare uno o più segmenti per sviscerare il dato.

L’interfaccia di creazione è sempre stata fedele a se stessa, e anche l’output è sempre stato sempre uno ed uno solo: un segmento di visite. Le cose sono però destinate a cambiare drasticamente tra qualche mese, quando il rollout della nuova interfaccia di segmentazione raggiungerà tutti voi. Il team di Google Analytics ha infatti annunciato che la nuova feature è pronta per essere rilasciata e l’ha presentata a tutti tramite un post sul blog ufficiale.

Prima di addentrarmi nei particolari vi posso anticipare la mia opinione dopo qualche mese di utilizzo: è molto molto bella la nuova parte superiore, quella che da il contesto dei segmenti, con grafici ad anello colorati come il segmento e la percentuale di traffico che ogni segmento ha: riorganizzata in orizzontale è visivamente più appagante ed efficace.
E’ molto bella la nuova interfaccia di selezione dei segmenti, che possono essere visti come rettangoli, come lista-elenco, filtrati a seconda che siano quelli di default o creati da noi o speciali (sui quali abbiamo messo una stellina) e anche ricercabili: la ricerca dei segmenti avanzati, per un analista medio, è sempre stata la maggior richiesta a Google.
Trovo invece ancora leggermente spiazzante la nuova interfaccia di creazione dei segmenti, che è poi la punta dell’iceberg delle – tante – novità.

La prima di queste è la possibilità di fare segmenti sugli UTENTI, e non solo sulle visite. Sebbene questo tipo di novità si esprima al 100% usando Universal Analytics, anche la versione standard di GA ha il concetto di visitatore, sebbene non consenta di controllarne il cookie. Con i nuovi segmenti avanzati sarà possibile quindi creare un segmento che conterrà tutte le visite di coloro che soddisfano certe condizioni. Un esempio pratico può essere un segmento che isola i visitatori che hanno generato più di 500 euro di entrate.

La prima cosa da notare è che non stiamo parlando di sessioni in cui si spende oltre 500 euro (questo è già fattibile adesso), ma di un segmento che prende tutte le visite di quegli utenti che in un dato lasso temporale fanno transazioni per un ammontare di oltre 500 euro. In quanto tempo? non oltre 90 giorni indietro. Quando si crea un segmento basato sui visitors, la finestra temporale viene automaticamente limitata a 90 giorni. Perché? perché per dare il dato GA lo deve calcolare al volo, ma deve prendere in esame TUTTE le visite di questi 90 giorni. In pratica riprocessa i dati “al volo”, perché io potrei aver speso 500 euro in una unica sessione 88 giorni fa, e tu potresti aver fatto 3 transazioni da 200 euro nel giro di tre mesi: in quel segmento ci finiremmo entrambi, come visitatori, e il segmento mostrerebbe tutte le visite che abbiamo fatto in quel lasso temporale e che hanno concorso a raggiungere la soglia impostata nel segmento. Notevole, no? 🙂

La seconda possibilità è la possibilità di creare segmenti per fare cohort analysis. Un esempio di questo tipo di segmento è “tutte le visite degli utenti la cui prima visita è stata tra il giorno x e il giorno y”; utile magari per studiare i ritorni di una specifica azione di marketing con timeframe definito (ad esempio una DEM, o i nuovi visitatori acquisiti durante le festività natalizie). In questo caso il timeframe di prima visita non può essere più lungo di 31 giorni, e l’unica dimensione impostabile è la prima visita (quindi nessun segmento del tipo “tutti quelli che hanno convertito tra il giorno x e il giorno y)

Terza possibilità è la creazione di segmenti basati su sequenze, esattamente come avviene già con le liste di remarketing da GA. Voglio dire che sarà possibile creare un segmento delle sole visite che hanno visto certe pagine in sequenza (pagina A, poi pagina B e poi pagina C), sia in sequenza “stretta” – pagina B subito dopo pagina A – sia in sequenza “generica” – pagina B in un qualsiasi momento dopo pagina A (selezionando le sequenze utenti quindi prenderebbe anche l’ultima e la prima hit di due sessioni diverse, purché fatte dallo stesso utente).
Questo tipo di segmentazione è molto potente e utile, non solo per studiare le navigazioni. Un altro esempio interessante è l’analisi degli upselling: “segmento sequenza su visitatori che hanno comprato item TELEVISORE seguito da (in visite successive, sottinteso) item STAFFA”, che può aiutarmi a comprendere se il mio upsell via email ha funzionato o se posso implementare direttamente un suggerimento durante l’acquisto perché effettivamente avviene già questo tipo di upsell spontaneo.
Ultimo esempio, tratto dall’enciclopedico post di Justin Cutroni in proposito, è un segmento basato su condizione del tipo “pagina contiene step X del funnel e transazioni per sessione = 0”, ovvero un segmento che isola chi inizia un checkout ma non lo termina.

Infine i ritocchi all’interfaccia: oltre a quanto vi ho detto a inizio post, troviamo anche la possibilità di avere anteprima numerica del segmento che stiamo creando, sia basato su sessioni sia su utenti coinvolti

new-segment

e la possibilità di copiare un segmento direttamente dall’interfaccia: utile per provare variazioni su segmenti già esistenti senza dover fare complicati giri di clic per avere la stessa base.

Insomma, che ne pensate? 🙂


Oct 29 2012

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Business Platform? forse è addirittura riduttivo

autore: Marco Cilia categoria: generale tag: , , ,

Uno non fa in tempo ad abituarsi all’idea che in Google hanno finalmente creato una cosa che immaginavamo da tempo, e dopo due ore salgono due tizi su un palco e la migliorano ancora!

Vado stringato, che per alcune cose nemmeno io ci ho capito troppo (un tweet è poco per capire una feature, a volte…):

  • i modelli di attribuzione, attualmente solo per GA Premium, saranno estesi anche alla versione free
  • si potranno importare dati di costo da qualsiasi fonte: ShufflePoint ha già un prodotto funzionante in tal senso, si chiama In2GA
  • dovrebbe arrivare una nuova sezione chiamata Acquisition, con report ad hoc per mostrare chiaramente i tre step della vita di un visitatore: acquisizione, comportamento sul sito e guadagni derivanti (outcoming)
  • i raggruppamenti di canali dei multi channel funnel saranno – finalmente – condivisibili
  • Google Analytics avrà un campaign manager integrato: niente più utm_source, utm_medium e altri parametri: si potrà creare una campagna dall’interfaccia e avere link con un unico identificativo
  • prima o poi (ho visto passare un tweet velocissimo, prendiamolo con le molle!) potrebbe essere introdotto una specie di intelligence per il budget: tipo “dove mi conviene spendere i miei soldi”, basato sui dati presenti in piattaforma
  • le nuove custom dimensions/metrics avranno 20 slot nella versione free, e 200 nella Premium
  • nel post precedente ho menzionato l’import di dati per le custom dimensions: il limite sarà di 50 milioni di righe 🙂
  • Segmentazione a livello visitor, praticamente come fa Webtrends attraverso Segments: significa poter creare un segmento basato su un visitatore, indipendentemente da quando s’è collegato, quante volte, con quale dispositivo e da quale fonte
  • Report per l’analisi del valore progressivo del cliente (CLV = Customer Lifetime Value)
  • Report per l’analisi della frequenza, fidelizzazione e introiti (RFM = Recency, Frequency, Monetary). Se dividiamo gli utenti in quattro quadranti (visite vecchie/recenti, pochi/tanti acquisti,) vorremo sempre avere che fare con il quadrato “nuovi, tanti acquisti). Questi report dovrebbero permetterci di analizzare questo tipo di dato.
  • Remarketing real-time basato su Visitor Segments

E siamo a metà pomeriggio, ora Californiana 😀


May 07 2012

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Segmenti nel report real-time

autore: Marco Cilia categoria: real-time tag: ,

I report in tempo reale, disponibili da qualche mese, sono un ottimo strumento a patto di sapere esattamente cosa farci. Per molti al momento sono ancora un passatempo ipnotico e divertente, in grado di dare uno spaccato istantaneo sul traffico sul sito e poco più, qualcuno invece li usa attivamente perché ha delle leve e delle possibilità di intervento immediate sul sito.
Quando ne parlo e mi vengono mosse delle critiche al sistema, non posso fare a meno di opporre l’argomentazione che lo sforzo da parte di Google è titanico: la potenza di calcolo per dare a tutti (dal blog con 5 visite al sito con un milione di pageview al giorno) le statistiche in tempo reale è impressionante! questo però non significa che anche io non speri che in futuro questi report non vengano migliorati, ad esempio inserendo informazioni sui goal o le transazioni, che sarebbe già un ottimo passo avanti.

Comunque sia, una cosa che i report in real-time possono già fare, ancorché in modo limitato, è la segmentazione: non la segmentazione avanzata cui siamo abituati, ma una blanda segmentazione in grado di farci percepire meglio un determinato gruppo di visite. Per accedere ai report segmentati è sufficiente cliccare uno dei link presenti nei report, è molto semplice. Ad esempio partendo dal report real-time “sorgenti di traffico”, e cliccando “organico” e poi “ask” (se ce l’avete), otterrete lo stesso report solo per coloro che in questo istante sono giunti sul sito tramite parole chiave sul motore di ricerca ASK. La cosa è mostrata graficamente tramite due rettangoli presenti sopra al report, così:

Una volta selezionato un segmento, esso sarà mantenuto anche cambiando report, ad esempio passando alle località o alla panoramica, e per modificarlo sarà sufficiente rimuovere una o più condizioni tramite le X poste sulle dimensioni – che però curiosamente sono indicate in blu invece che in verde, al contrario dello standard di Google Analytics – oppure agire sul link “azzera”.

Ripeto, non è la stessa cosa che crearsi un segmento avanzato, ma è sempre meglio di niente! 🙂


Dec 18 2009

Creare funnel “al volo”

autore: Marco Cilia categoria: report tag: , ,

TunnelPartendo dal presupposto che un funnel è un insieme predefinito di pagine che vanno viste prima di arrivare a un obiettivo, e tenendo bene a mente che il metodo descritto non tiene conto dell’ordine di visualizzazione, mentre il funnel definito in Google Analytics si, i ragazzi di ROIrevolution se ne sono usciti con un metodo per creare dei funnel “al volo”; metodo che avevo già sperimentato (per fortuna ho i testimoni, vero @marcoziero? 🙂 ) ma non avevo mai descritto.

Dopo aver definito il percorso verso l’obiettivo (il funnel, appunto) è necessario creare un segmento avanzato che isoli le visualizzazioni di ogni pagina, la cui combinazione produce il numero di visite che hanno visto TUTTE le pagine. Si inizierà quindi con la pagina 1 del percorso, avendo cura di usare la dimensione “pagina” invece di “pagina di destinazione” e di inserire la condizione “contiene” invece di “corrisponde esattamente a”. dopo aver dato il nome al segmento è necessario premere “segmento di prova” e annotarsi il numero risultante nella riga “…questo segmento corrisponde a XXX visite”. Poi si inseriranno le altre pagine del funnel e si ripeterà la prova per ogni inserimento, annotandosi i risultati. Il numero di utenti che hanno visto entrambe le pagine dovrebbe essere inferiore al precedente, e così via. Alla fine si avranno i numeri di visitatori di tutti gli step, e si sarà creato un rudimentale funnel. Non è da prendere come oro colato, ma rappresenta una buona approssimazione, sicuramente più utile rispetto a non avere nessun dato 🙂

photo credit: AndyRob on Flickr


Jul 11 2009

Impostare più valori nei segmenti personalizzati

autore: Marco Cilia categoria: javascript tag: , ,

Nel post in cui spiegavo l’uso di _setVar() ho detto che Google mette a disposizione un unico cookie contenente un solo valore e che quindi l’unico modo per avere più dati riferiti ad un unico visitatore dentro al segmento “definito dall’utente” senza sovrascriverne altri era di separarli con un segno pipe (o altri segni convenzionali); inoltre auspicavo che Google aumentasse questo limite di Analytics.

Ebbene, mi ero dimenticato che in realtà il prolifico blog di Lunametrics aveva già ovviato a questa situazione nell’aprile del 2008, con un magnifico lavoro di John Henson. In verità la tecnica non è molto difforme dalla precedente, ma aggiunge dei controlli che potrebbero risultare utili.

Ad esempio – seguendo l’esempio di John – impostando due chiamate a


superSetVar('/eyes=blue');
superSetVar('/hair=blonde');

il cookie __utmv li conterrà entrambi. Ma se l’utente diventasse calvo ( 😀 ) e volesse informarne il sito, John ci mette a disposizione una comoda funzione di “unset”:


unSetVar('/hair=');

in grado di ripulire solo i valori associati ai capelli, per poi eventualmente riscriverli.
Per usare questo nuovo set di funzioni è sufficiente scaricare il file super_set_var.js dal sito di Lunametrics e caricarlo sul proprio sito, poi modificare il GATC di Google Analytics aggiungendo una riga


<script type="text/javascript">
var gaJsHost = (("https:" == document.location.protocol) ? "https://ssl." : "http://www.");
document.write(unescape("%3Cscript src='" + gaJsHost + "google-analytics.com/ga.js' type='text/javascript'%3E%3C/script%3E"));
</script>
<script type="text/javascript" src="/path/to/super_set_var.js"></script>
<script type="text/javascript">
var pageTracker = _gat._getTracker("UA-xxxx-y");
. . .
</script>

dove /path/to/ è il percorso dove si trova il file, UA-xxxx-y è il vostro profilo di GA e . . . sono eventuali altre funzioni aggiuntive del codice di monitoraggio.
Una cosa da tenere presente è che le modifiche fatte al cookie __utmv valgono solo dalla sessione successiva del visitatore.


Nov 01 2008

La scomparsa dei profili-copia?

autore: Marco Cilia categoria: generale tag: ,

timbroCon l’introduzione della capacità di segmentare “al volo” le visite, anche in modo retroattivo, molte persone si stanno chiedendo che senso possano ancora avere i profili-copia, cioè i profili duplicati che non necessitano di un nuovo script, ma che vengono tracciati comunque in modo separato e ai quali si possono applicare filtri completamente diversi. La risposta ce la danno i ragazzi di Lunametrics.com

I profili-copia hanno il grande svantaggio di poter essere utilizzati solo dal momento in cui sono creati, infatti i dati pregressi non vengono copiati. Come detto, la segmentazione avanzata ha invece effetto su qualsiasi dato presente nel report, a prescindere dal periodo. Con la segmentazione avanzata poi è possibile mettere a confronto in forma grafica più di due segmenti e per la loro creazione esiste una interfaccia grafica molto usabile che non necessita la conoscenza delle regular expression. Tuttavia i profili-copia non scompariranno, per i seguenti motivi:

  • Il campo IP non è manipolabile nei segmenti avanzati, per cui non si può – ad esempio – fare un segmento che escluda le visite interne provenienti dal proxy aziendale.
  • Le segmentazioni avanzate sono legate all’account che le crea, e non al profilo di Analytics; se si vuole dare accesso a terzi a report che contengono solo una parte del traffico, non rimane altro che fare un profilo-copia con un filtro a monte.
  • Se si vogliono avere più di 4 obiettivi è ancora necessario ricorrere ai profili-copia.
  • Le segmentazioni avanzate non permettono in nessun modo di segmentare i funnel, i percorsi obiettivo.

Credo che ce ne sia abbastanza per non decretare la morte dei profili-copia. Una riduzione si, ma non la morte.
(image credits: compujeramey on Flickr)