Partendo dal presupposto che un funnel è un insieme predefinito di pagine che vanno viste prima di arrivare a un obiettivo, e tenendo bene a mente che il metodo descritto non tiene conto dell’ordine di visualizzazione, mentre il funnel definito in Google Analytics si, i ragazzi di ROIrevolution se ne sono usciti con un metodo per creare dei funnel “al volo”; metodo che avevo già sperimentato (per fortuna ho i testimoni, vero @marcoziero?
) ma non avevo mai descritto.
Dopo aver definito il percorso verso l’obiettivo (il funnel, appunto) è necessario creare un segmento avanzato che isoli le visualizzazioni di ogni pagina, la cui combinazione produce il numero di visite che hanno visto TUTTE le pagine. Si inizierà quindi con la pagina 1 del percorso, avendo cura di usare la dimensione “pagina” invece di “pagina di destinazione” e di inserire la condizione “contiene” invece di “corrisponde esattamente a”. dopo aver dato il nome al segmento è necessario premere “segmento di prova” e annotarsi il numero risultante nella riga “…questo segmento corrisponde a XXX visite”. Poi si inseriranno le altre pagine del funnel e si ripeterà la prova per ogni inserimento, annotandosi i risultati. Il numero di utenti che hanno visto entrambe le pagine dovrebbe essere inferiore al precedente, e così via. Alla fine si avranno i numeri di visitatori di tutti gli step, e si sarà creato un rudimentale funnel. Non è da prendere come oro colato, ma rappresenta una buona approssimazione, sicuramente più utile rispetto a non avere nessun dato
photo credit: AndyRob on Flickr
Nel post in cui spiegavo l’uso di _setVar() ho detto che Google mette a disposizione un unico cookie contenente un solo valore e che quindi l’unico modo per avere più dati riferiti ad un unico visitatore dentro al segmento “definito dall’utente” senza sovrascriverne altri era di separarli con un segno pipe (o altri segni convenzionali); inoltre auspicavo che Google aumentasse questo limite di Analytics.
Ebbene, mi ero dimenticato che in realtà il prolifico blog di Lunametrics aveva già ovviato a questa situazione nell’aprile del 2008, con un magnifico lavoro di John Henson. In verità la tecnica non è molto difforme dalla precedente, ma aggiunge dei controlli che potrebbero risultare utili.
Ad esempio – seguendo l’esempio di John – impostando due chiamate a
superSetVar('/eyes=blue');
superSetVar('/hair=blonde');
il cookie __utmv li conterrà entrambi. Ma se l’utente diventasse calvo (
) e volesse informarne il sito, John ci mette a disposizione una comoda funzione di “unset”:
unSetVar('/hair=');
in grado di ripulire solo i valori associati ai capelli, per poi eventualmente riscriverli.
Per usare questo nuovo set di funzioni è sufficiente scaricare il file super_set_var.js dal sito di Lunametrics e caricarlo sul proprio sito, poi modificare il GATC di Google Analytics aggiungendo una riga
<script type="text/javascript">
var gaJsHost = (("https:" == document.location.protocol) ? "https://ssl." : "http://www.");
document.write(unescape("%3Cscript src='" + gaJsHost + "google-analytics.com/ga.js' type='text/javascript'%3E%3C/script%3E"));
</script>
<script type="text/javascript" src="/path/to/super_set_var.js"></script>
<script type="text/javascript">
var pageTracker = _gat._getTracker("UA-xxxx-y");
. . .
</script>
dove /path/to/ è il percorso dove si trova il file, UA-xxxx-y è il vostro profilo di GA e . . . sono eventuali altre funzioni aggiuntive del codice di monitoraggio.
Una cosa da tenere presente è che le modifiche fatte al cookie __utmv valgono solo dalla sessione successiva del visitatore.
Con l’introduzione della capacità di segmentare “al volo” le visite, anche in modo retroattivo, molte persone si stanno chiedendo che senso possano ancora avere i profili-copia, cioè i profili duplicati che non necessitano di un nuovo script, ma che vengono tracciati comunque in modo separato e ai quali si possono applicare filtri completamente diversi. La risposta ce la danno i ragazzi di Lunametrics.com
I profili-copia hanno il grande svantaggio di poter essere utilizzati solo dal momento in cui sono creati, infatti i dati pregressi non vengono copiati. Come detto, la segmentazione avanzata ha invece effetto su qualsiasi dato presente nel report, a prescindere dal periodo. Con la segmentazione avanzata poi è possibile mettere a confronto in forma grafica più di due segmenti e per la loro creazione esiste una interfaccia grafica molto usabile che non necessita la conoscenza delle regular expression. Tuttavia i profili-copia non scompariranno, per i seguenti motivi:
- Il campo IP non è manipolabile nei segmenti avanzati, per cui non si può – ad esempio – fare un segmento che escluda le visite interne provenienti dal proxy aziendale.
- Le segmentazioni avanzate sono legate all’account che le crea, e non al profilo di Analytics; se si vuole dare accesso a terzi a report che contengono solo una parte del traffico, non rimane altro che fare un profilo-copia con un filtro a monte.
- Se si vogliono avere più di 4 obiettivi è ancora necessario ricorrere ai profili-copia.
- Le segmentazioni avanzate non permettono in nessun modo di segmentare i funnel, i percorsi obiettivo.
Credo che ce ne sia abbastanza per non decretare la morte dei profili-copia. Una riduzione si, ma non la morte.
(image credits: compujeramey on Flickr)