Jun 30 2011

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Traccia i bottoni sociali: funzione _trackSocial() e report SOCIALE

autore: Marco Cilia categoria: funzioni tag: , , ,

Non passa giorno senza novità per Google nell’ultimo periodo. Quella di oggi sarà particolarmente gradita: il blog ufficiale di webmaster tool e quello di Analytics riportano la notizia che i clic sui pulsanti +1 dei nostri siti, purché verificati in GWT, hanno una sezione di report apposita nel pannello dei webmaster. E sappiamo che prima o poi quei report finiranno dentro a Google Analytics (a proposito, mi hanno attivato nel programma pilota, ma c’è poco da segnalare per adesso). La seconda cosa che dicono, molto più interessante, è che dentro a GA c’è una nuova sezione di report, che si chiama proprio sociale e si trova dentro il gruppo VISITATORI.

E’ composto da un primo report COINVOLGIMENTO, che segmenta le visite tra “socially engaged” e “not socially engaged”, cioè tra chi ha o non ha cliccato un bottone sociale. Il secondo report è AZIONE, e al pari del report degli eventi mostra l’azione compiuta dai visitatori. Nei miei report al momento viene tracciato (automaticamente) il pulsante +1 di Google. Ogni azione ha anche una “sorgente sociale”, cioè google è la sorgente sociale, +1 è l’azione, e le due cose combinate sono google +1; in effetti non mi è al momento chiaro il perché di questa scelta (non è che facebook ha il più uno per cui l’azione +1 possa avere due dirfferenti sorgenti sociali…), ma è così.
L’ultimo report è PAGINE, e ci mostra gli URL esatti delle pagine dove sono stati premuti i pulsanti: il report si presenta come tabella pivot con azioni e sorgenti sociali, ma poiché ho ancora pochi dati non sono riuscito a modificarlo a piacere.

Ecco uno screenshot dal blog ufficiale

Come dicevo sopra, al momento l’integrazione tra pulsante e tracciamento è automatica – ovviamente – solo per il +1 di Google. Se volete aggiungere gli altri pulsanti dovrete fare affidamento su una nuova funzione, _trackSocial(), con la seguente sintassi

_gaq.push(['_trackSocial', network, socialAction, opt_target, opt_pagePath]);

  • network è obbligatorio, ed è una stringa con il nome del social network cui il bottone si riferisce
  • socialAction è obbligatorio, ed è una stringa con l’azione svolta, ad esempio INVIO, LIKE, SHARE, TWIT, ecc…
  • opt_target è opzionale, ed è una stringa che rappresenta la pagina (URL o ID o quel che volete) che genera l’azione sociale. Se omesso viene usato l’url della pagina corrente estratto tramite document.location.href
  • opt_pagePath è opzionale ed è una stringa che rappresenta l’indirizzo senza dominio dal quale viene generata l’azione sociale. Se omesso viene usato location.pathname+location.search e in genere si può omettere, tranne nel caso in cui la pagina venga registrata du Analytics con una url diversa dalla corrente tramite l’uso di una pagina virtuale e _trackPageview

Ovviamente non dovete inserire queste funzioni nel normale codice di monitoraggio, altrimenti ogni pagina vista corrisponderebbe a una o più azioni sociali, ma dovete fare in modo che esse siano richiamate alla pressione dei pulsanti. La maggior parte di essi ha infatti la possibilità di specificare la chiamata a qualche funzione quando viene premuto. La pagina di documentazione della funzione fornisce alcuni esempi (tracciare i like di facebook, tracciare i tweet) e un esempio di codice per fare il tutto automaticamente, scritto da Nick Mihailovski).

Questa parte di tracciamento comporta del lavoro aggiuntivo, ma ritengo ne valga la pena. Dopo potrete sapere cosa e quanto condividono i vostri utenti, da dove vengono quelli che condividono di più, come i pulsanti interagiscono col vostro ecommerce, se lo fanno, e usando le campagne generare dei circoli viziosi tipo “4 persone provenienti da quel referrer hanno sharato il contenuto su facebook, che era taggato con una campagna che mi ha portato 347 persone e 14 vendite”. E il tutto senza ancora aver visto cosa ci riserva Google da PostRank 😉


Jun 05 2011

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semaforo verde - articolo per tutti

Google compra PostRank Analytics

autore: Marco Cilia categoria: generale tag:

Notizia di ieri, Google ha comprato Postrank, una startup nata nel 2007 che si occupa di analisi del buzz, o più in generale di monitoraggio nei social media. La notizia è già interessante di per sé, perché avviene pochi giorni dopo il lancio del bottone +1 e sembra quindi confermare che esso sarà un fattore abbastanza importante nelle analisi che il motore farà dei contenuti “che piacciono”.
Una delle cose che Postrank sa fare meglio, infatti, è quella di filtrare e aggregare contenuti in base al gradimento che essi hanno presso gli utenti: da tempo è disponibile un plugin per Firefox e Chrome in grado di interagire con Google Reader e scremare lunghi elenchi di feed rss in modo da far emergere le notizie più importanti. Ne ha parlato non molto tempo fa Enrico Altavilla.

Se la cosa finisse qua probabilmente non troverebbe tutto questo spazio su questo blog, e infatti la cosa che a noi patiti di Google Analytics fa drizzare le orecchie è un’altra delle cose che Postrank fa: cioè Postrank Analytics, un sistema che sulla carta promette di tracciare il “social engagement” da più di 20 dei principali social network. Purtroppo non l’ho mai provato (se qualcuno ha accesso alla beta può integrare nei commenti), ma gli screenshot sembrano abbastanza eloquenti: per ogni “azione” effettuabile sui diversi social network – che sia ripubblicare un feed su tumblr o lasciare un commento su firendfeed – il sistema calcola dei “punti” di engagement ed è quindi in grado di mettere in ordine i nostri articoli per “grado di coinvolgimento” dei lettori.

La cosa si integrerebbe già così alla perfezione con Google Analytics (che ha sempre richiesto una mole di lavoro mica male per tenere traccia degli aspetti social), ma se pensiamo un attimo a quanto visto nell’anteprima delle conversioni multichannel, e cioè al fatto che lì sarà possibile definire un raggruppamento di sorgenti definite SOCIAL, allora la faccenda diventa terribilmente di impatto. Per completare il tutto bisogna dare ancora uno sguardo allo screenshot dell’applicazione presente sulla pagina https://analytics.postrank.com/. C’è un valore in dollari sotto alla scritta GOALS & VALUE, e subito dopo c’è scritto ENGAGEMENT VALUE. A me ricorda da vicino qualcosa, a voi? 🙂


Dec 07 2009

Tracciare le ricerche Social Search

autore: Marco Cilia categoria: filtri tag: ,

Social Search è uno degli esperimenti di Google Search che è possibile sottoscrivere in test (gli altri due al momento sono keyboard shortcut e accessible view). In sostanza è una speciale categoria di ricerche che si preoccupa di cercare contenuti rilevanti per la query da noi inserita nel motore, all’interno della nostra rete di amici e conoscenti online. Il cosiddetto “circolo sociale”.

La settimana scorsa Giorgio Taverniti mi ha chiesto come si potessero tracciare queste ricerche in Analytics, poiché stava preparando il suo intervento al ConvegnoGT 2009. Poiché un giorno Social Search potrebbe essere promosso a funzione ufficiale, eccovi il metodo che ho impiegato, che poi è sostanzialmente una modifica di quello che abbiamo usato per tracciare separatamente i risultati illustrati mantenendo la keyword:

Anche in questo caso servono tre filtri per fare tutta l’operazione. Possiamo pensare a Social Search come a una “branca” di Universal search. Il referrer di una ricerca Social avrà al suo interno il parametro oi=social_search oppure il parametro tbs=frim:1. Poiché ho avuto qualche problema con il filtro in presenza dei due punti, ho inserito soltanto tbs=frim. Ecco i tre filtri:

primo filtro, di tipo personalizzato – avanzato:
nome: SocialSearch – cambia sorgente
Campo A -> Estrai A -> Referral -> (\?|&)q=([^&]*)
Campo B -> Estrai B -> Referral -> (tbs=frim)|(oi=social_search)
Output in -> Constructor -> Sorgente campagna -> Google Social Search
Campo A: Obbligatorio
Campo B: Obbligatorio
Sostituisci campo output: SI

secondo filtro, di tipo personalizzato – avanzato
nome: SocialSearch – estrai keyword
Campo A -> Estrai A -> Referral -> (\?|&)q=([^&]*)
Campo B -> Estrai B -> Referral -> (tbs=frim)|(oi=social_search)
Output in -> Constructor -> Termine della campagna -> $A2
Campo A: Obbligatorio
Campo B: Obbligatorio
Sostituisci campo output: SI

terzo filtro, di tipo personalizzato – avanzato
nome: SocialSearch – cambia mezzo
Campo A -> Estrai A -> Referral -> (\?|&)q=([^&]*)
Campo B -> Estrai B -> Referral -> (tbs=frim)|(oi=social_search)
Output in -> Constructor -> Mezzo della campagna -> SocialSearch
Campo A: Obbligatorio
Campo B: Obbligatorio
Sostituisci campo output: SI

Il risultato dell’operazione sarà poi visibile nel report “tutte le sorgenti di traffico” e sarà segmentabile per parola chiave.
Se vi siete iscritti all’esperimento (che lo ricordo funziona solo su google.com e solo in lingua inglese) avrete notato che Social è solo l’ultima delle scelte nelle opzioni della barra laterale. Ognuna di esse ha un parametro che la distingue, e che potrebbe essere usato modo simile a quanto ho fatto io. Ve li elenco:

Images ha il parametro tbs=isch:1
Videos ha il parametro tbs=vid:1
News ha il parametro tbs=nws:1
Blogs ha il parametro tbs=blg:1
Books ha il parametro tbs=bks:1
Forums ha il parametro tbs=frm:1
Social ha il parametro tbs=frim:1
Edit 9/12: Real-time ha il parametro rltm:1 [Google ha lanciato la ricerca real-time, è anch’essa è disponibile su google.com nella medesima barra delle opzioni]


Dec 23 2008

Raggruppare i social network

autore: Marco Cilia categoria: filtri tag: , ,

Riprendendo l’idea di Brian Clifton di raggruppare tutte le visite provenienti da social network in modo da poterle analizzare aggregate, ho testato e modificato la sua regular expression per riflettere meglio il traffico italiano.
Naturalmente ogni sito ha una sua storia e una sua collocazione, e fonti di traffico diverse, per cui non è affatto detto che la mia regex calzi a pennello: penso tuttavia che sia un buon punto di partenza per le vostre personalizzazioni.

Il filtro è di tipo avanzato personalizzato.
Campo A -> Estrai A: Sorgente Campagna. Espressione regolare:
wikipedia|stumbleupon|netvibes|groups\.google|bloglines|groups\.yahoo\.com|linkedin|facebook|oknotizie|del\.icio\.us|digg|twitter|technorati|faves\.com|newsgator|segnalo|wikio|liquida\.it|blogbabel|kipapa|bookmark\.it
Campo B -> Estrai B: vuoto
Output in -> Constructor: Mezzo della campagna. Nome: social network
Campo A obbligatorio: Sì
Campo B obbligatorio: No
Sostituisci campo di output: Si
Maiuscole/minuscole: No

Questo filtro lo si vedrà in azione nel report Sorgenti di traffico -> tutte le sorgenti di traffico e selezionando la dimensione Mezzo, come in figura:
filtro social network in azione
Una cosa da notare è che il filtro cambia il mezzo di arrivo sul sito da parte dei visitatori, per cui tutti i siti di riferimento che inviano visitatori scompaiono dal report referrer e vengono mostrati solo qui. E’ una precisazione importante che va fatta prima di decidere se applicare o meno la modifica ai profili.

un sentito grazie a Maurizio Petrone per la consulenza sui social network italiani, che forse userò anche per un’altra cosa da proporvi


Nov 05 2008

Google Analytics Social media metrics plugin

autore: Marco Cilia categoria: generale tag: , , ,

Nel sempre più florido ambito delle estensioni Greasemonkey per Google Analytics va annoverata questa piccola chicca, di cui sono venuto a conoscenza da poco: il social media metrics plugin di VKI studios. Questo script permette di aggiungere alla pagina di dettaglio di un url del report “contenuti principali” alcune righe relative a:

  • numero di segnalazioni della pagina su Reddit (social news)
  • numero di segnalazioni della pagina su Sphinn (social news orientato al mondo SEO)
  • numero di segnalazioni della pagina su digg (social bookmarking)
  • numero di segnalazioni della pagina su mixx (social media)
  • numero di volte che la pagina è stata salvata su delicious.com (bookmark online e condivisi)
  • numero di segnalazioni su Stumbleupon (social news con algoritmo di autoapprendimento)
  • numero di link in ingresso della pagina secondo Yahoo site explorer (equivalente ai Google Webmasters Tools)

L’ho testato per un po’ sui miei profili, ma nessuna delle pagine che ho controllato è mai stata segnalata su digg o stumbleupon. In linea di massima, trattandosi di servizi rivolti in prevalenza a utenti di lingua inglese l’utilità può essere limitata, ma dipende molto dal target del vostro sito e dal vostro pubblico. Il numero di link secondo Yahoo o di salvataggi su delicious invece possono essere utili a tutti. Se in generale fate uso di questi servizi per promuovere i vostri siti, questo script potrebbe semplificarvi in qualche modo la vita. E poi non bisogna dimenticare che le versioni nazionalizzate dei siti di successo possono sempre sbarcare in Italia da un momento all’altro…

social media plugin per GA

(se hai trovato utile questo script, forse ti possono interessare anche questo per aggiungere note e questa altra lista)