All’interno del grande disegno unificatore della web analytics fornita da Google, di cui vi ho parlato recentemente (vedi post “il futuro di google analytics“), al servizio di statistiche di Youtube si poteva rimproverare la mancanza di dati come i referral o le keyword usate per trovare i nostri video. Per chi fa web analytics questi due dati sono molto importanti, e lo sono ancora di più se pensiamo che in un video l’ottimizzazione tradizionale delle keyword puà avvenire solo con un margine di manovra ristretto all’interno dei title del video e della sua descrizione, che Youtube mostra a lato.
Da qualche giorno questi dati vengono mostrati:

Nella voce video correlati troveremo gli identificativi dei video che ci hanno portato visitatori, player incorporato sono le visualizzazioni da siti e blog esterni che hanno incollato il codice embed del nostro video, ricerche su youtube ci mostra le keyword usate nel motore interno per arrivare fino a noi, Link esterni mostra un elenco di domini (non URL esatti) che hanno linkato la pagina contenente il video; in Altro e Youtube (altro) finiscono le situazioni in cui questi dati non sono ricostruibili.
La segmentazione di questi dati è possibile, anche se non proprio intuitiva: dalla pagina principale di Insight è possibile scegliere un arco temporale differente (5 giorni, 1 mese, 3 mesi, 6 mesi, 1 anno, tutto il periodo esistente di statistiche) o una zona geografica specifica, e l’indicazione in alto a destra si modificherà di conseguenza, ad esempio scrivendo “Mostra dati per Europa 15/02/08 - 14/05/08″. Fino a che non cambieremo questa visualizzazione essa sarà mantenuta, per cui i dati dei referral e delle keyword saranno relativi solo all’Europa e agli ultimi tre mesi, nel caso in esempio.
Questa mi sembra una ulteriore conferma della mia teoria che presto o tardi questa interfaccia verrà completamente integrata in Google Analytics
Google Analytics nasce nel novembre 2005, quando il prodotto precedentemente noto come Urchin viene rilasciato gratuitamente con un nuovo brand, dopo l’acquisizione da parte di Mountain View. Durante questi anni ci sono state piccole migliorie e grandi milestone, la più nota delle quali viene comunemente detta “GA 2.0“; è la versione che vediamo adesso, con i grafici “ispirati da Indiana Jones” e i report ridistribuiti, la selezione temporale grafica o le cartine geografiche nuove.
Negli ultimi tempi però si è notata una accelerazione nell’introduzione di nuove funzioni: un codice di monitoraggio riscritto completamente a oggetti, l’introduzione della comparazione anonima tra siti omogenei e altre migliorie più o meno grandi o più o meno desiderate dagli utenti. In parallelo Google ha introdotto una versione beta privata di MeasureMap per Blogger; MeasureMap era un fornitore di servizi di web analytics mirati ai blogger che riscuoteva un discreto successo, e che poi fu acquistato da Google.
I vecchi utenti di MeasureMap ora possono trasformare il loro account in un Google Account, esattamente come tra poco potranno fare gli utenti di FeedBurner, altro sistema acquistato da BigG per le analisi sui feed RSS. Youtube ha già da tempo unificato gli account, e da poche settimane propone alcuni dati di base sulle visualizzazioni dei video (numero di visualizzazioni, popolarità, provenienza (non il referrer) e provenienza geografica.
Il futuro che vedo io per Google Analytics si sta già delineando con queste mosse: da “semplice” interfaccia per le statistiche web dei nostri siti, Google Analytics diventerà centro unificato per il monitoraggio della nostra presenza nel web, almeno per i servizi Google. Si potrà creare un profilo e specificare se è un sito o un blog, ed eventualmente scegliere se usare l’interfaccia classica o quella di MeasureMap, si potrà associare il feed RSS a Feedburner e i propri video di youtube postati nel nostro spazio web avranno un report direttamente dentro ai contenuti dei profili. Non so dire esattamente quanto tempo ci vorrà per unificare il tutto, ma la strada mi sembra assolutamente quella.
(image credits qmonic on flickr)