Apr 18 2012

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Un altro modo per distinguere i (not provided)

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Più il fenomeno delle keyword (not provided) aumenta e più le persone si ingegnano per contrastarlo. Non passa giorno senza che si legga qualcosa in merito, a volte sono cose banali, altre volte cose sensate, altre ancora metodi complicatissimi che tirano in ballo funzioni statistiche magari non alla portata di chiunque. Io ve ne parlo quando trovo qualcosa di interessante, e in questo caso il post di Barry Adams su State of Search lo è; è uno di quei post che mette in fila concetti noti, ed è utile perché è semplice.

La premessa è avere un sistema che tracci su Google Analytics la posizione della keyword: in passato ne abbiamo visti alcuni, altri ne potete trovare con delle ricerche su Google. Se avete dei profili-copia in cui avete keyword (posizione), allora avete già risolto la parte “difficile” del lavoro. Darò per scontato che sia così, diversamente rileggetevi il post che ho linkato poco sopra.

A questo punto il report delle keyword mostrerà un record per ogni posizione in cui si trovava la keyword estirpata da Google al momento di passarvi la visita, quindi avremo dei record con (not provided)(1) distinti dai (not provided)(3). Aggiungendo la dimensione secondaria “pagina di destinazione” e ordinando per quest’ultima ci ritroveremo con la situazione che mostra nello screeshot

keyword rank
key rank 2
key rank 3
key rank 4

Se la keyword (not provided) ha lo stesso ranking di una in chiaro, e anche la medesima landing page, ci sono buone probabilità che si tratti della stessa keyword. La cosa funziona meno per le pagine molto popolari, cioè quelle che attraggono visite con keyword molto variegate, come spiega Barry in fondo al suo post.

Qualunque tecnica si scelga, il primo passo da fare per provare e venire a capo dei (not provided) è quello di diluirli: con dimensioni secondarie, filtri o segmenti, analizzare un unico blocco è diverso da avere tanti piccoli record. Ci sono maggiori possibilità di controllarli e confrontarli.

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10 Commenti

  1. Ciao, avevo già proposto la cosa, in modo semplificato tempo fa:

    http://djtwenty.altervista.org/wordpress/non-provided-in-google-analytics-piccolo-workaround/

  2. tu però lo fai sui (not provided) totali. Questo metodo, aggiungendo la posizione della keyword cliccata, di fatto crea un record per ogni posizione, aggiungendo granularità già al primo livello del report :)

  3. E’ ancora più semplice la cosa, basta che le landing abbiano appesa una variabile (anche molto semplice tipo ?=fuffa1) perchè i totali corrispondano alla granularità.
    Ovviamente dipende quante keywords usi :D

  4. Ciao Marco, effettivamente ci avevo pensato anche io a questa cosa qualche tempo fa ma non ero mai riuscito a trovare il tempo per farlo. Ma da quando google ha introdotto questa novità http://googlewebmastercentral.blogspot.it/2012/03/upcoming-changes-in-googles-http.html è impossibile ricavare la posizione per gli utenti loggati e con browser che supportano la direttiva del referrer…mi sbaglio? Google Chrome la supporta e a breve penso che lo farà anche firefox…

  5. Da Merlinox – in quanto tale – posso proporre la palla di vetro? Mesi fa con l’amica Conserva avevamo creato in excel un sistema distributivo dei (not provided) ma ha senso con un 30% di not provided?

    Senza contare che il sistema da cui hai tratto lo screenshot tu, che sto usando anch’io, ha un piccolo problema: anche quotidianamente, per una singola keyword, ci sono svarioni di posizione anche di 4-5…

    Il peso del monopolio è sempre più pressante.

  6. “Qualunque tecnica si scelga, il primo passo da fare per provare e venire a capo dei (not provided) è quello di diluirli: con dimensioni secondarie, filtri o segmenti, analizzare un unico blocco è diverso da avere tanti piccoli record. Ci sono maggiori possibilità di controllarli e confrontarli.”

    Io il mese scorso ho perso un sacco di tempo per arrivare alle stesse conclusioni…

    Un sistema che ho trovato molto interessante è questo: http://thejoe.it/wordpress/2012/03/17/la-parola-chiave-not-provided-in-google-analytics/

  7. a parte la falsità estrema che ci saranno utenti paganti che potranno vedere la keyword not provided, quel metodo è fattibile anche senza filtri: basta usare la dimensione secondaria. Questo ha, come dicevo sopra, il vantaggio di far uscire ancora più informazioni e quindi creare una granularità maggiore. In sintesi: hai 100 not provided? quel metodo divide 100 per le landing. questo trasforma 100 in numeri più piccoli E POI li divide per le landing :)

  8. @Marco Cilia: e che ne sai che “domani” se paghi non ti facciano vedere i risultati not provided? Come dice Merlinox il peso del monopolio è sempre più pressante.

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