Jan 14 2017

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Un errore da principianti con TagManager

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In questo back-to-basic voglio affrontare un classico errore da principiante che su Google Tag Manager è potenzialmente molto dannoso: si tratta dell’editing delle regole di attivazione direttamente da dentro alla configurazione di un tag.

Come saprete, l’interfaccia v2 di GTM consente ampia libertà nel configurare Variabili, Attivatori e Tag: oltre che nelle sezioni apposite e con l’uso del pulsante “NUOVO”, si può creare una attivatore o una variabile anche mentre si configura un tag, con schermate successive che si sovrappongono all’attuale. Ecco, secondo me l’aggiunta di regole (la modifica più che altro) direttamente dall’interfaccia dei tag dovrebbe essere limitata. Facciamo il caso pratico:

Il cliente chiama e dice “mi serve questo tag solo sul sottodominio italiano”. Tu prendi, configuri il tag e crei una regola di attivazione tipo – ipotizziamo – “page Host uguale a it.sitodelcliente.com”. Pubblichi, funziona e te ne dimentichi.
Dopo tre mesi il cliente richiama e dice “sai quel tag? dobbiamo estenderlo anche ai sottodomini francese e tedesco”.

Qualcuno potrebbe avere la bella idea di andare nel tag, aprire l’attivatore, cambiargli nome e cambiare la regola in “page Host corrisponde alla regex (it|fr|de)\.sitodelcliente\.com”. D’altronde in italiano è esattamente quel che ci ha chiesto il cliente, estendere un tag ad altri sottodomini.

ERRORE!

L’errore è quello di pensare all’attivatore come parte di un tag, cosa che l’interfaccia un po’ ti spinge a fare. Ipotizziamo che un’altra agenzia nel frattempo abbia messo un suo tag solo sul dominio italiano. Se cambiamo l’attivatore, lo cambiamo PER TUTTO IL TAGMANAGER, non solo per quel tag. Ovvero, estendiamo il campo di azione di TUTTI i tag associati a quell’attivatore.

Se invece di aprire il tag andassimo nella sezione degli attivatori, la cosa sarebbe più chiara perché ogni attivatore riporta vicino il numero di tag associati ad esso. E in ogni caso noi staremmo solo cambiando un attivatore, senza riferimento a nessun tag, e la cosa potrebbe farci nascere sospetti se ripensassimo alle parole esatte del cliente.

In buona sostanza il mio consiglio è quello di evitare per quanto possibile di modificare variabili e attivatori da dentro a un tag, in modo da rimuovere il legame mentale tra il tag e gli altri elementi, e lasciare che il concetto più corretto del GTM pervada la nostra mente: MODULARITA’ 🙂

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