Jan 07 2015

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Il report “nomi host”

autore: Marco Cilia categoria: report tag:

Buon 2015, e ben riletti dopo una bella pausa rigenerativa!

Oggi parliamo del report “nomi host“, uno dei più sconosciuti ma potenzialmente più utili per fare debug di situazioni strane.
Innanzitutto, dove sta. Sta sotto a PUBBLICO -> Tecnologia -> Rete, cambiando la dimensione principale da “Fornitore di servizi” a “nome host”.
Secondo, cosa elenca: il nome dell’host è praticamente il dominio del sito, senza http:// e senza l’indicazione della pagina.

Infatti ogni volta che il codice di Google Analytics viene eseguito, una delle informazioni che viene inviata è “dove mi trovo?” (su quale dominio?), e questa informazione serve anche a popolare questo report; vi ricordo altresì che GA non fa nessun tipo di controllo sulla provenienza dei dati, e che l’indirizzo che vi chiede quando si configura l’account è puramente “di bellezza” (serve in realtà a comporre gli URL quando si preme l’icona “apri questa pagina”).

Ed ora le molteplici proprietà di questo report:
– ci vedi solo un dominio, e guarda caso è quello che stai tracciando? OTTIMO! 🙂
– ci vedi solo un dominio e “translate.googleusercontent.com”? va bene anche così, come dicevamo prima se nel frame del traduttore di Google viene richiamata una pagina col codice, esso parte ma segna il nome host di Google
– ci vedi tanti domini, e fanno tutti parte del tuo progetto? bene, spero che tu abbia configurato opportunamente il codice per il tracking multidominio (per non duplicare utenti e sessioni), da questo report puoi effettivamente controllare che sia tutto in ordine
– ci vedi tanti domini, e alcuni non sai nemmeno cosa siano? ecco, questo è male, significa che il tuo codice di monitoraggio è ANCHE su pagine su altri siti (nomi host), fino ad arrivare a casi nemmeno tanto rari di siti interamente clonati a fini più o meno malevoli. Questo report ti aiuta a capire dove il tuo codice viene eseguito.

Fra le altre cose interessanti che si possono dire su questo report ne segnalo una in particolare, che deriva da come Google Analytics conteggia le sessioni: una sessione riceve un incremento solo alla prima hit che invia. Quindi se io atterro su eng.miosito.it e poi mi sposto su ita.miosito.it, il report nomi host segnerà una sola sessione su eng.miosito.it. Questo è utile nel caso vogliate sapere quanto cuba il traffico di un certo tipo che atterra su un certo sottodominio, in assenza di altri e più specifici interventi (viste filtrate, ad esempio).


Jul 04 2008

raggruppare le visite da altri domini

autore: Marco Cilia categoria: filtri tag: , ,

Se non vi piace il filtro che ho proposto nel post “filtrare solo il proprio dominio mantenendo la cache di Google” perché non trovate così rilevante il problema o perché volete avere ugualmente sotto controllo anche le visite tracciate dal vostro codice di monitoraggio su domini esterni (che non comprendono solo la copia cache di Google, ma anche i servizi di traduzione, o le cache degli altri motori di ricerca o di servizi terzi) esistono due filtri che vi permettono di raggruppare tutte queste visite per poter effettuare selettivamente efficaci segmentazioni. E’ una soluzione che propone Chadwick A. Wood in un suo post, e che è simile concettualmente a quella che ho proposto io in ambito leggermente differente.

primo filtro:

nome: Organize traffic by domain
campo A -> Estrai A: Hostname | ^(.*)$
campo B -> Estrai B: Request URI | ^(.*)$
Output in -> Constructor: Request URI | /otherdomains/$A1$B1
Campo A obbligatorio SI
Campo B obbligatorio SI
Sostituisci Campo di output SI
Maiuscole/minuscole NO

secondo filtro:

nome: Don’t organize my traffic by domain
Campo A -> estrai A: Request URI | ^/otherdomains/www\.mydomain\.com(.*)$
Campo B -> estrai B: –
Output in -> Constructor: Request URI | $A1
Campo A obbligatorio SI
Campo B obbligatorio NO
Sostituisci Campo di output SI
Maiuscole/minuscole NO

L’ordine dei due filtri è fondamentale. In sostanza questi due filtri riscrivono sempre e comunque l’hostname nella forma hostname+URI della richiesta, salvo poi cancellare l’hostname nel caso in cui combaci con il nostro dominio. All’atto pratico una visita dalla cache di Google viene trasformata in otherdomain/www.google.com/search=q… e una dal nostro dominio otherdomain/www.goanalytics.info/index.php, mentre al secondo passaggio la prima visita rimante tale e quale, la seconda torna a essere www.goanalytics.info/index.php

Si fa un lavoro doppio, ma il report Visitatori > Nomi host ora dovrebbe essere molto più ordinato