Oct 25 2010

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La mia presentazione a SMAU Milano

autore: Marco Cilia categoria: web analytics tag: ,

Ecco le slide che ho usato durante la presentazione allo SMAU Milano.

Queste sono forse ancora più criptiche delle precedenti di roma, ma ormai mi sono convinto, se mai ce ne fosse stato bisogno, che le slide sono un mero promemoria per quel che devo dire, presentation zen o meno.
Cerco lo stesso di riassumere brevemente il contenuto delle slide significative:

ciclone Scimmia: la web analytics non è facile, anche se spesso la presentano così. Il sistema va scelto con cura, avendo già chiaro cosa andrà a fare. Piccole variazioni nei dati sono normali, e vanno accettate, piuttosto che perdere tempo prezioso a capirne le cause. Quel tempo può essere meglio impiegato. Occhio ai trend, non ai dati assoluti.

ciclone Gru: se il capo guarda solo la dashboard, non ha senso riempirla sperando di mostrargli più dati. I vostri report devono essere “actionable”, e comunicare al volo qualcosa, se vengono cestinati senza che venga intrapresa un’azione, qualcosa non va. Se chi vi sta intorno vi parla di “hits” è necessario impiegare parte del tempo ad educarli, con risposte costruttive e che possano far emergere il reale valore del vostro lavoro

ciclone Tigre: se la web analytics dice che bisogna cambiare qualcosa, bisogna cambiarlo! non c’è “ma a me piace così” che tenga. “bello” è diverso da “funzionale” che è ancora diverso da “che converte”. Parlate con dati a supporto delle vostre tesi, dovete fare in modo che l’azienda si fidi di quel che dite e dimostrate con i numeri. Nonostante questo, non affidatevi mai al 100% ai soli dati, trovate una mediazione. La WA è un – valido – supporto, non l’unico modo per prendere decisioni.

ciclone Serpente: ad una analisi deve sempre seguire una azione, nonostante le procedura aziendali. Datevi un tempo massimo per avere live le modifiche, anche perché i risultati dei test variano in funzione di molti fattori. Il risultato di un test oggi può dare esiti completamente differenti dallo stesso test effettuato tra sei mesi. Usare sempre le campagne, sono una fonte di dati inesaurbile e sono completamente sotto il nostro controllo. Internet ha la grande fortuna di essere un medium misurabile quasi a livello di singolo, sfruttate questa occasione che fino a 15 anni non esisteva.

ciclone Mantide: fare web analytics non è fare traffic reporting. Il dato complessivo non ci interessa, ci interessano i fenomeni che avvengono nelle “micronicchie”, nei segmenti, per l’appunto. Segmentare è l’unica soluzione per avere il polso di quel che accade realmente e per notare trend e fenomeni che altrimenti resterebbero affogati nei totali. Fino a che non vi libererete del traffico in eccesso (quello fuori target), l’unico modo sensato di fare analisi è eliminarlo con dei segmenti.

La via verso il Nirvana parte dall’integrare la web analytics come processo aziendale, oltre che a trattarlo come un processo nelle vostre teste. Raccogliere requisiti sensati, per evitare di farlo successivamente, dopo alcuni “giri” del processo di cui sopra; Definire con cura le metriche, in modo che ognuna di esse possa risolvere un problema reale in azienda, ed essere sicuri che sia poi possibile avere i dati che servono ai calcoli, quando essi non derivano totalmente dai sistemi che gestite (e in particolar modo se essi arrivano da altri reparti/sedi/aziende). Studiare come fare i report, e che essi comunichino qualcosa a prima vista. Teoricamente dovreste poter lasciare un report sulla scrivania di qualcuno senza spiegarglielo, e lui dovrebbe capire cosa fare. Educate chi vi sta intorno a smettere di pensare con canoni vecchi e a fidarsi di quel che dite. Kung Fu Web Analytics per tutti! 🙂