Jul 25 2012
Dovrei usare il bounce rate accomodato?
Bounce rate “accomodato” è la mia traduzione per “adjusted bounce rate”, come lo chiamano su questo post del blog ufficiale di Google Analytics. Si tratta di un escamotage per evitare di considerare come rimbalzi visitatori che trascorrono più di tot tempo sulla pagina di atterraggio.
In pratica si aggiunge una funzione javascript che trascorso un intervallo di tempo predefinito spara un evento, che essendo una hit di engagement annulla il bounce rate. Il codice di base delle pagine diventerebbe quindi
var _gaq = _gaq || [];
_gaq.push(['_setAccount', 'UA-XXXXXXX-1']);
_gaq.push(['_trackPageview']);
setTimeout("_gaq.push(['_trackEvent', '15_seconds', 'read'])",15000);
(function() {
var ga = document.createElement('script'); ga.type = 'text/javascript'; ga.async = true;
ga.src = ('https:' == document.location.protocol ? 'https://ssl' : 'http://www') + '.google-analytics.com/ga.js';
var s = document.getElementsByTagName('script')[0]; s.parentNode.insertBefore(ga, s);
})();
A seconda di quanti millisecondi utilizzerete nella vostra implementazione, il vostro bounce rate si abbasserà in modo maggiore o minore.
Ma ragioniamo un attimo su quel che succede:
Normalmente un visitatore atterra su una vostra pagina, e se non compie nessuna azione (cioè se non invia nessun’altra engagement hit), viene considerato un bounce; questo naturalmente può accadere sia se il visitatore trascorre sulla pagina 3 secondi, sia se invece ci resta 5 ore. L’esempio della pagina super ottimizzata del ristorante, che trovo al primo colpo su Google e che contiene anche il numero di telefono, quindi soddisfa in pieno il mio desiderio (e magari si mangia pure bene, e anzi come dice sempre Francesco de Francesco – magari poi ci torno per il matrimonio e gli porto un incasso di seimila euro, e lui vede un bounce!
), è perfetta. E’ una pagina che è naturale abbia un alto tasso di rimbalzo, almeno per il segmento di visite organico.
Bene, abbiamo detto quindi che non sappiamo quanto tempo sia stato effettivamente sulla pagina, e benché meno sappiamo se la pagina l’ha letta davvero oppure no!
Implementiamo allora il bounce rate accomodato, e consideriamo bounce solo chi va via prima di 15 secondi. Questo cosa mi dice più di prima? quanti stanno più di 15 secondi, ovvio. Ma è in grado di cambiare la vera informazione che mi servirebbe, cioè se la pagina è stata letta o no? assolutamente no! se uno non la legge, può non leggerla in 8 secondi, ne in 32, ne in 4 ore (perché ha lasciato il browser aperto ed è andato in riunione).
Non sto dicendo che il metodo sia da evitare a tutti i costi, sia chiaro: dico solo che va utilizzato per la reale informazione che mi da, cioè una modifica del tempo sulla pagina; ma trascorrere più tempo sulla pagina non significa che è stata compiuta un’azione!
Se proprio volessimo fare degli aggiustamenti, allora punterei di più sul sistema di Justin Cutroni per tracciare lo scroll della pagina (parte 1 – parte 2), magari in una sua forma alleggerita per sparare l’evento antibounce allo scroll della pagina, che mi sembra una azione molto più del trascorrerci più di 15 secondi.



Assolutamente d’accordo. Sembra una metrica inventata per tappare i buchi di una scarsa capacità di identificazione di metriche importanti. Poi sicuramente qualcuno la userà in modo corretto, a qualcuno di sicuro servirà, però in generale è un escamotage che difficilmente porta insight interessanti.
Metrica interessante. Come dite va letta ed usata nel modo appropriato. Uso GetClicky e offre un sistema simile è di default. L’esempio di un blog con un’audience fidelizzata (come Goanalytics.info
)che entra solo ad ogni nuovo post per leggere l’update nuovo e poi lascia il sito, immagino sia uno scenario che puó trarre beneficio da questo tipo di Bounce Rate.
Come per tutte le micro-metriche, la loro definizione dipende dalla macro-metrica che guida il business e dall’esperienza ideale che si vuole offrire agli utenti. La direzione invece dipende dagli esperimenti che facciamo, spesso, purché la macro-metrica vada nella direzione giusta, la direzione della micro-metrica è irrilevante.
Un metodo molto interessante e oserei dire velocissimo per dare un peso un pò diverso al bounce rate.
Da provare anche il metodo Cutroni linkato nel post, che permette di definire obiettivi in base ad una serie di eventi scatenanti sulla pagina, per avere idea di quanto l’utente scrolla la pagina, quando giunge alla fine di un articolo e quando arriva al fondo della stessa pagina.
Ciao marco,
adesso con i nuovi codici quello scritto sopra è corretto?
posso usare una situazione di questo tipo?
(function(i,s,o,g,r,a,m){i['GoogleAnalyticsObject']=r;i[r]=i[r]||function(){
(i[r].q=i[r].q||[]).push(arguments)},i[r].l=1*new Date();a=s.createElement(o),
m=s.getElementsByTagName(o)[0];a.async=1;a.src=g;m.parentNode.insertBefore(a,m)
})(window,document,’script’,'//www.google-analytics.com/analytics.js’,'ga’);
ga(‘create’, ‘UA-XXXXXXXX-1′, ‘DOMINIO.it’);
ga(‘send’, ‘pageview’);
setTimeout(“_gaq.push(['_trackEvent', '15_seconds', 'read'])”,15000);
gaq.push è la sintassi attuale. Con universal non credo funzioni. Per gli eventi devi guardare qui
https://developers.google.com/analytics/devguides/collection/analyticsjs/events