Jan 14 2009

GA per SEO: tracciare il posizionamento

autore: categoria: filtri tag: , ,

La primissima versione di Google Analytics aveva due viste predefinite sui dati, una più dedicata ai webmaster e una più dedicata al reparto marketing; questa differenziazione si è poi perduta con l’introduzione della versione 2.0. Per i SEO invece non c’è mai stato niente di esplicito, anche se tutti sappiamo quanto lo strumento possa essere utile a chi si occupa di ottimizzazione.
André Scholten, olandese, ha scritto sul suo blog e tradotto su Yoast.com un articolo interessante che permette di creare un profilo-copia in cui ogni keyword usata per arrivare al sito è accompagnata dal numero di pagina in cui era ospitata sulle SERP (pagine dei risultati dei motori).
In realtà si tratta di tre filtri, il terzo dei quali fa il grosso del lavoro mentre i primi due si occupano di ripulire il traffico da tutto quel che non sono visite provenienti da Google organico. Perciò eccovi i tre filtri (usateli in ordine, anche se l’unica cosa importante è che il tre venga dopo gli altri due):

Ranking 1
filtro personalizzato – includi
campo filtro: sorgente campagna
pattern filtro: google
maiuscole/minuscole: no

Ranking 2
filtro personalizzato – includi
campo filtro: mezzo della campagna
pattern filtro: organic
maiuscole/minuscole: no

Ranking 3:
filtro personalizzato – avanzato
campo A -> estrai A: Referral (\?|&)q=([^&]*)
campo B -> estrai B: Referral (\?|&)start=([^&]*)
Output in -> Constructor: Definito dall’utente $A2 (posizione: $B2)
Campo A obbligatorio: si
Campo B obbligatorio: no
Sostituisci campo di output: si
maiuscole/minuscole: no

in sostanza questo filtro prende il referral di una visita da una ricerca, come http://www.google.it/search?num=20&hl=it&lr=lang_it&pwst=1&q=tambu&start=20&sa=N ed estrae le due informazioni in neretto, ricostruendole nella forma keyword (posizione: numero) dentro al campo “definito dall’utente” del pannello visitatori. Se non compare nessun numero significa che la visita arriva da pagina 1. Posizione inoltre non consente di conoscere la posizione esatta del click, ma rappresenta il risultato minimo che compare sulla SERP. Per cui posizione 20 significa in pratica pagina 3, come potete verificare guardando un po’ gli indirizzi delle SERP di Google.

Così come sono i tre filtri funzionano solo per Google, con un po’ di modifiche ai filtri uno e due si possono intercettare anche Yahoo e Live Search e modificare poi il terzo filtro come indicato nel post.
Ho provato questa soluzione per qualche giorno e i risultati sono interessanti: sebbene la maggior parte delle visite arrivi da pagina uno, allargando un po’ l’orizzonte delle keyword si arrivano a scoprire anche visite di persone che sono arrivate a pagina 10 o oltre, visite che mi sento quindi di ritenere molto interessate (non scorro dieci pagine di risultati per cliccare poi “a caso”). Come sempre, se qualcosa è in grado di darci uno sguardo diverso sui dati, vale la pena di provarlo.

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18 Commenti

  1. avevo letto il post su Yoast ma spiegato così è molto più chiaro 🙂
    ho solo una domanda, banale sicuramente: quando parli di “profilo-copia” è l’unione dei tre filtri a creare questa copia o prima si crea il profilo-copia e poi si applicano i tre filtri?
    Grazie mille.

  2. prima si crea il profilo copia, al quale vanno applicati i tre filtri 🙂

  3. lo sapevo che era banale la domanda. ma era per evitare mega-danni. grazie! 😉

  4. Il secondo profilo richiede quindi l’inserimento di un codice di tracking dedicato o il tracciamento viene realizzato con lo script già inserito nel footer per il profilo di analytics originale?

  5. Ciao marco,
    non mi è chiaro dove trovare il numero della pagina di ricerca nel profilo-copia

  6. no, i profili-copia non richiedono nessuna modifica al codice di tracciamento.

    Marco, nel profilo-copia vai in Visitatori -> Definito dall’utente

  7. Ciao Marco, volevo segnalarti, inerente a questo post che Joost De Valk ha realizzato un video in cui spiega la creazione dei filtri. http://vimeo.com/2863628
    Lui ne crea quattro e non tre come puoi vedere, ma credo che cambi poco.
    Sto testando questo filtro ma, per ora ho sempre tutte le visite in (not set). Ora l’ho settato come spiega Joost nel video, vedremo.
    Ciao

  8. Francesca Ondedei

    Grazie Marco,
    ancora una volta un post interessantissimo 😉
    ma come interpretiamo in questi risultati i (not set)?

  9. Ciao, ho creato ed applicato i filtri. Il valore B2 è però vuoto e controllando in una ricerca in Google noto che nel link alla pagina tra i risultati non sempre appare il valore start=n

  10. Shance: la ricerca funziona anche senza il parametro start, ma si tratta di url “malformati”. per esempio io posso linkare una SERP con solo il parametro q, e se qualcuno ci cliccasse arrivando da te il filtro non funzionerebbe. Non ho mai visto, tuttavia, ricerche fatte in Google senza il parametro start.

  11. Francesca, a questo link
    http://yoast.com/track-seo-rankings-google-analytics/#comment-61315

    un utente propone dei filtri modificati per eliminare il problema dei (not set)

  12. Caro Marco, come ti spieghi questa visualizzazione? http://gyazo.com/4ac2531c1b36246dfd3acca9eedee900

    Sono sicuro di aver eseguito alla lettera ogni singolo punto della guida… :S

  13. la pagina 1 non ha posizione esplicita, per questo esisteva un metodo con quattro filtri che provvedeva a inserire uno &start=0 in fondo a tutti i referrer (tanto il filtro successivo avrebbe agito solo sul primo parametro trovato)

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