Sep 16 2013

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Metti qualsiasi tag nel Tag Manager

autore: categoria: tagmanager tag: , ,

Sin da quando il Google Tag Manager ha fatto la sua comparsa nel panorama web, una delle critiche maggiori che gli è stata mossa era “eh, ma non ci posso mettere il tag xyz”. Non perché il GTM sia uno strumento su misura solo per i tag di Google – anche se ovviamente questi hanno dei template già pronti – quanto perché una delle restrizioni maggiori era data dal fatto che il codice del tag manager agisce in modo asincrono: ovvero viene eseguito “quando si può”, indipendentemente dallo stato di caricamento della pagina.

Questo determinava l’impossibilità di usare, all’interno dei custom HTML tag, codici che contenessero la direttiva “document.write”, che invece agisce in modo sincrono modificando l’output generato dal browser per inserire “pezzi” a partire da istruzioni javascript. Quasi tutti i pixel di tracciamento usano document.write per fare i tracciamenti, e fino a ieri non si potevano inserire nel GTM.

Da qualche giorno invece quando si crea un custom HTML tag esiste una checkbox – opzionale – che permette proprio di inserire codici con document.write nel tag manager. Quale tipo di “magia” tecnica ci sia dietro non me lo chiedete, non arrivo così in là con la comprensione di queste cose, ma da qualche test veloce sembra funzionare come ci si aspetta: in ogni caso tenete presente che si tratta di una funzione NUOVA, e che la dovrete usare a vostro rischio e pericolo.

Un’altra novità riguardante il tag manager è l’introduzione delle custom javascript macro, ovvero macro che non dipendono più dalla presenza o meno di un valore all’interno di URL, dataLayer, variabili o testo della pagina, ma che consentono di scrivere funzioni che dato un valore in ingresso lo elaborano e restituiscono un valore in uscita: questo consente tra le altre cose di aggiungere della “logica” (se… allora…) a uno strumento che fino ad ora ne era sprovvisto, e di fare tante altre cose carine che sto sperimentando in questo periodo 🙂

Infine una nota di colore: la settimana scorsa sono incappato in un errore strano facendo delle prove con Tag Manager, e non trovavo bibliografia in merito. Prova e riprova non ne venivo a capo, e quindi ho fatto una segnalazione: si trattava in effetti di un baco (o meglio di un caso particolare che generava un problema). La cosa è stata risolta in pochi giorni, e devo dire che mi ha fatto piacere sentirmi parte del continuo miglioramento di uno strumento che sta aiutando moltissime aziende e persone a velocizzare tantissimo i processi interni di gestione e delivery dei tag, e quindi ad avere risposte dagli strumenti in tempi incredibilmente ridotti!

EDIT, pochi minuti dopo: siccome le novità non sono mai troppe, apprendo or ora che esiste anche una V2 del dataLayer, impostabile quando si crea una macro, che consente di accedere ai valori nidificati tramite notazione javascript standard. La frase di help esatta è:
“Versione 2: i punti accedono a valori nidificati. I valori inviati al livello dati contenente punti nel nome verranno considerati valori nidificati in base alle regole JavaScript standard.”
Su questo però devo fare prima dei test, perché l’ho appena vista anche io 🙂

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