Oct 21 2008

Tabelle di conversione delle sorgenti

autore: categoria: codice di monitoraggio

Mi pregio di avere lettori molto attenti, che in pubblico o in privato mi fanno domande, chiedono spiegazioni, mi esortano ad essere più chiaro e mi correggono. Ed è una fortuna, ne sono molto contento. In seguito al mio errore sulla conversione dei referrer evidenziato da fradefra ho deciso di fare alcune prove approfondite per togliere i dubbi una volta per tutte. Ho quindi impostato una tabella a doppio ingresso, ho cercato un sito che fosse raggiungibile da tutte le fonti e ho iniziato a fare visite secondo lo schema. Solo dopo aver finito mi sono reso conto che qualcosa non quadrava, non era come me lo aspettavo, ma prima di pubblicare un altro post dubbio ho voluto avere il conforto di un test esterno. Ho quindi chiesto a Marco Ziero di fare delle prove “alla cieca”, cioè senza spiegargli nel dettaglio come e perché ma raccogliendo soltanto i risultati. Durante la telefonata però ho capito cosa non tornava nei miei risultati, e ho ricominciato l’esperimento dall’inizio. Ecco cosa ho scoperto:

In questa tabella evidenzio il comportamento di Google Analytics nell’aggiornamento del cookie __utmz, cioè quello che contiene le informazioni sulla provenienza dei visitatori. Per leggerla è necessario individuare l’incrocio più appropriato: le righe rappresentano quel che il cookie vorrebbe scrivere, le colonne rappresentano quel che è già presente nel cookie. L’incrocio rappresenta quel che ci sarà scritto nel cookie dopo la fine delle operazioni. I casi possibili sono DIR (traffico diretto), REF (referral), ADW (clik da un annuncio AdWords), CAMP (campagne opportunamente taggate) e ORG (click da un risultato organico nei motori di ricerca).

conversione delle sorgenti – situazione classica

  nel cookie DIR REF ADW CAMP ORG
devo scrivere            
DIR     REF ADW CAMP ORG
REF   REF   REF REF REF
ADW   ADW ADW   ADW ADW
CAMP   CAMP CAMP CAMP   CAMP
ORG   ORG ORG ORG ORG  

La cosa che non quadrava è che Google Analytics ha un comportamento differente per quel che riguarda il referral nel caso in cui vi sia ancora la sessione di visita aperta; in questo caso il referral non aggiorna il cookie utmz. Se un visitatore fa una visita diretta, esce e torna da un referrer entro il tempo di scadenza della sessione, il cookie non viene aggiornato, contrariamente a quanto esposto precedentemente. Ecco la tabella:

conversione delle sorgenti – stessa sessione

  nel cookie DIR REF ADW CAMP ORG
devo scrivere            
DIR     REF ADW CAMP ORG
REF   DIR   ADW CAMP ORG
ADW   ADW ADW   ADW ADW
CAMP   CAMP CAMP CAMP   CAMP
ORG   ORG ORG ORG ORG  

C’è una frase che ho fatto mia in questo campo: cercare risposte tramite la web analytics porta solo a farsi altre domande. Infatti adesso ho un ulteriore dubbio relativamente a queste tabelle in presenza di una particolare funzione, dubbio che conto di togliermi appena penso a un metodo di indagine furbo. Concludo ringraziando doverosamente, oltre ai citati fradefra e Marco Ziero, anche Stefano Gorgoni per il supporto morale in chat durante il classico periodo nero di una serata di test.

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8 Commenti

  1. Ottimo.

    Alla fine del test, ci fai un post in cui spieghi le conclusioni finali ed in sostanza qual’è la logica del ricordo della provenienza del visitatore?

  2. Una precisazione.
    Per Sessione intendi lo spazio di durata del ricordo (esempio i 6 mesi della campagna), non la durata della sessione di navigazione, giusto?

  3. no. intendo la sessione di visita vera e propria. I canonici trenta (venti, x, dipende) minuti.

  4. My Italian is lousy, so could you explain how to interpreet the second table?

  5. second table explains how GA handles __utmz cookie update, in the case it should make a second (or third, and so on…) update during the same visit session.

    “If a visitor comes by direct visit, exits and then returns by referrer – and we are in the same visit session – GA is not updating its cookie”

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