Mar 04 2014

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Content grouping per autore su WordPress

autore: Marco Cilia categoria: funzioni tag: , ,

La funzionalità di raggruppamento dei contenuti è una di quelle che più si presta a molteplici usi, vuoi per la varietà possibile di situazioni in cui si può usare (ecommerce, siti editoriali, blog, newspaper, qualsiasi cosa), vuoi per il fatto che i contenuti di uno stesso sito possono essere raggruppati in 5 modi diversi all’interno della stessa vista.

In un sito multi autore, magari basato sul popolare WordPress, un raggruppamento che va molto di moda è quello per autore, spesso implementato tramite variabili personalizzate; è un indicatore importante del successo degli articoli di uno stesso autore, utile per capire quali stili di scrittura più si adattano a diversi contenuti, dall’intercettare traffico organico all’avere maggiori condivisioni sui social network. Un altra tipologia di raggruppamento per WordPress è, naturalmente, quello per categoria.

Siccome non c’è bisogno di inventare nulla, ho trovato un post interessante che vi segnalo: l’ha scritto Ross Scrivener su highposition.com

Il primo passo consiste nell’andare nel pannello di amministrazione della vista in cui vogliamo far comparire i dati, selezionare Raggruppamento dei Contenuti e crearne uno con nome “Blog: Autore”, dopo aver selezionato il metodo di creazione, che sarà “attiva codice di monitoraggio”, in questo modo (clic per ingrandire):

WP-content-grouping-autore

Stessa cosa per il secondo gruppo, che si chiamerà “Blog: Categoria”, userà sempre il codice di monitoraggio, ma dovrà avere indice #2 (questo è importante, non sbagliate!).

A questo punto bisogna modificare il codice di monitoraggio di Google Analytics: daremo per assunto che si tratta di codice che avete incollato nel template del blog, se usate un plugin la cosa potrebbe richiedere altre modifiche. Se avete il codice nel template dovrete aggiungere un pezzo di codice prima di _trackPageview, in questo modo


_gaq.push(['_setAccount', 'UA-XXXXXX-X']);
<?php 
if (is_single()){
    echo "_gaq.push(['_setPageGroup', 1, '".get_the_author()."']);\n";
    $category = get_the_category();
    if ($category && !empty($category[0]->cat_name)){
        echo "_gaq.push(['_setPageGroup', 2, '".$category[0]->cat_name."']);\n";
    }
}
?>
_gaq.push(['_trackPageview']);

Se usate il Google TagManager il metodo migliore è quello di inserire queste informazioni nel dataLayer, usando questo codice:


dataLayer = [{
<?php 
if (is_single()){
    echo "'pageGroup1': '".get_the_author()."',\n";
    $category = get_the_category();
    if ($category && !empty($category[0]->cat_name)){
        echo "'pageGroup2': '".$category[0]->cat_name."'\n";
    }
}?>
  }];

Per usarla, nel vostro contenitore dovrete creare una macro come questa (clic per ingrandire)

WP-content-macro

e una uguale ma con nome e valore “pageGroup2”, e poi modificare il codice di monitoraggio di base aggiungendo queste opzioni (clic per ingrandire)

WP-content-GTM-base

salvare, creare una versione e pubblicare.

Nel post di Ross c’è un link ad una dashboard già pronta per mostrare queste nuove informazioni, in ogni caso nel report dei contenuti troverete il raggruppamento dei contenuti vicino alla selezione della dimensione primaria del report.


Dec 23 2013

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Gruppi di contenuti: interessante novità di fine anno

autore: Marco Cilia categoria: funzioni tag: ,

La settimana scorsa è finalmente apparso sul blog ufficiale un post atteso da anni, che riguarda una funzionalità che è sempre mancata nel nostro strumento di digital analytics preferito: la possibilità di raggruppare i contenuti.

La possibilità teorica c’è sempre stata, ammesso di riuscire a taggare tutte le pagine con una apposita variabile personalizzata di livello pagina, ma gli insight relativi erano limitati agli usi e ai report che si possono consultare o costruire a partire dalle custom variables. La possibilità di utilizzare funzioni dedicate, e scritte appositamente dagli ingegneri di Google Analytics eleva lo strumento di un gradino ed apre possibilità interessanti.

Innanzitutto cosa sono i gruppi di contenuti? sono dei raggruppamenti di pagine, che hanno in comune alcune caratteristiche: un esempio classico è la categoria del contenuto, o i tag ad essi associati. E’ un po’ come la categoria del prodotto in un report e-commerce anche se non è per forza 1:1. Un prodotto può avere una sola categoria, mentre un contenuto può far parte di diversi gruppi.

Secondariamente, come si creano i gruppi di contenuto? dall’interfaccia di amministrazione è necessario cliccare su “raggruppamento di contenuti” dentro a una vista, poi “crea nuovo raggruppamento di contenuti”; dato un nome ci sono tre modalità per dire a GA come raggruppare le pagine:

Il primo richiede l’uso di una funzione nel codice di tracciamento (al momento ancora non è disponibile sul TagManager): supponiamo di aver creato il primo indice – ce ne sono 5 disponibili per questa modalità – la funzione da impostare per le pagine che fanno parte del gruppo è


_gaq.push(['_setPageGroup', '1', 'Nome del gruppo']);

questa funzione – essendo una della famiglia _set* – va impostata prima di _trackPageview.

Il secondo metodo consiste nel creare una cosiddetta “estrazione”, cioè una regola che capisce il gruppo di contenuto in base all’URL. E’ basato su espressioni regolari quindi non è proprio facilissimo, ma è molto potente: ad esempio una estrazione con regola /Uomo/(.*)/ crea automaticamente raggruppamenti di pagine del livello inferiore a Uomo, e il nome del gruppo di contenuto corrisponderà a quello presente nella cartella inferiore (/Uomo/intimo, /Uomo/maglie, /Uomo/pantaloni e così via…)

Il terzo metodo è il più classico, cioè le regole simili a quelle dei segmenti avanzati e combinabili a piacere: in alcuni casi è una sovrapposizione delle estrazioni, in altri si hanno molte possibilità in più.

Una volta definiti gruppi di contenuti, tutti i report basati sui contenuti che lo supportano mostreranno la possibilità di utilizzarli e visualizzare le relative metriche, comprese le pageview uniche per gruppo di contenuto. Al momento vedo i gruppi di contenuto funzionare sul report “tutte le pagine” e sul “riepilogo navigazione”. Credo che in futuro verrà esteso anche ad altri report, perché ha senso che ci sia anche un report tipo flow con gli spostamenti dei visitatori sui vari gruppi.


Feb 03 2009

Raggruppare i contenuti

autore: Marco Cilia categoria: filtri tag: , ,

C’è una cosa che Google Analytics non fa nativamente, al contrario di strumenti considerati “più professionali” e costosi: i cosiddetti Content Group, ovvero gruppi più o meno omogenei di pagine o contenuti categorizzati con un nome, la cui analisi può essere fatta in forma aggregata.
In realtà GA consente di analizzare gruppi di URL in forma aggregata tramite il report “dettaglio contenuto“, ma in questo caso i gruppi sono determinati dalla struttura degli URL del sito (directory e sottodirectory, fisiche o create ad arte tramite riscrittura degli URL), oppure si possono analizzare gruppi di pagine che abbiano una parte comune di title tramite il report “contenuti per titolo“.

La soluzione di E-nor è quella di applicare dei filtri avanzati (ad un profilo-copia, aggiungerei) in grado di sostituire ad esempio tutti gli URL che contengono la parola ADIDAS con un url secco tipo /adidas.html

Allargando il discorso si può ipotizzare un tentativo “alla webtrends” in cui il raggruppamento avviene tramite una regular expression (o una regular expression per il nome della pagina + un parametro particolare), sempre tramite filtro avanzato, oppure una via più elegante che modifichi il title della pagina aggiungendo il nome del content group, lasciando intatto l’URL per eventuali altre analisi.
La soluzione proposta è indubbiamente valida, ma non mi fa impazzire per almeno due motivi:

  1. il primo, come ho avuto di dire nei commenti a quel post, è che su siti di grandi dimensioni potrebbero esserci problemi con url che contengono due termini da sostituire, nel qual caso il primo filtro farebbe tutto il lavoro trattenendo la pagina dentro al relativo content-group. Più in generale il sistema proposto è più facile da implementare in siti con URL rewrite attivo, mentre risulta più difficoltoso con url “criptici”
  2. il secondo, più importante, è che questo è un workaround: i content group dovrebbero funzionare come i tag, evitando il problema di cui al punto precedente e permettendo ad una pagina di essere conteggiata in due o più gruppi di contenuto

Come sempre, se sapete esattamente cosa state facendo e quali dati in uscita avrete potete operare; diversamente bisognerà aspettare che Google implementi nativamente questa funzione, oppure suggerirla tramite il form apposito 🙂