Sep 21 2009

GA per SEO: tracciare il posizionamento II

autore: categoria: filtri tag: , , ,

André Scholten ha scritto su yoast.com un aggiornamento del suo metodo per tracciare il posizionamento delle parole chiave nelle SERP (le pagine dei risultati) di Google. E per me è doveroso darvene comunicazione, in modo che anche voi possiate fare le relative modifiche, se avevate letto soltanto il mio post relativo. L’aggiornamento è necessario perché Google sta introducendo un nuovo url delle SERP che veicolano traffico verso i siti, basato su tecnologia AJAX, che riporta come informazione aggiuntiva anche la posizione del link al momento del click.

Nel caso in cui stiate mettendo il piedi il metodo per la prima volta, vi ricordo che è necessario creare un profilo-copia, perché i primi due filtri sono distruttivi nei confronti di tutto il traffico che non proviene da Google organico. Una volta fatto il nuovo profilo-clone, si possono creare e applicare i primi due filtri descritti nel vecchio post (Ranking 1 e Ranking 2), e dopo aggiungere il terzo

Ranking 3:
filtro personalizzato – avanzato
campo A -> estrai A: Termine della campagna (.*)
campo B -> estrai B: Referral (\?|&)cd=([^&]*)
Output in -> Constructor: Definito dall’utente $A1 (posizione: $B2)
Campo A obbligatorio: si
Campo B obbligatorio: si
Sostituisci campo di output: si
maiuscole/minuscole: no

(che in realtà noi conosciamo già, ve l’ho descritto in questo post).
Questi tre filtri insieme mostrano il posizionamento, e la cosa vale per tutti coloro che cliccano un risultato dopo aver fatto una ricerca su un datacenter che è già stato aggiornato. Le SERP che implementano il cosiddetto “universal search” non sono da meno. Nel post su yoast, André fa l’esempio di una ricerca per “pizza Amsterdam”, la cui parte superiore della pagina dei risultati è monopolizzata da una mappa e dai risultati del Local Business Center. Un eventuale click sul primo risultato “classico” porterà come posizione 11, e non 1, perché Google li elenca così (è una cosa che avevamo già trattato parlando del tracciamento delle immagini nelle SERP).

Discorso inverso invece per i sitelink, che inviano un numero compreso tra 1 e 8 a seconda della posizione in cui si trovano all’interno della voce che li contiene. Se siete fortemente interessati ai sitelink, André propone di creare un ulteriore profilo-copia, applicare i tre filtri menzionati sopra, e di aggiungerne uno (che si chiama erronamente Ranking 5 solo perché era presente un quarto filtro eliminato dopo alcuni commenti di attenti lettori):

Ranking 5:
filtro personalizzato – includi
Campo filtro: Referral
Pattern filtro: oi=(oneline_sitelinks|smap)

oneline_sitelinks sono i sitelink su una riga, smap quelli “classici” su due colonne. Includendo questo filtro gli unici risultati che vengono mostrati nel profilo sono quelli relativi ai sitelink, pertanto vi permette di fare accurate analisi su quali e quanto essi vengano cliccati.

Come chicca finale – che non conoscevo – André dice che le ricerche fatte sulle declinazioni nazionali di Google (quindi tutte le versioni tranne google.com) hanno un ulteriore parametro meta= che indica quale tra le tre scelte è stata fatta dal navigatore sulle opzioni “Cerca: nel web, pagine in italiano, pagine provenienti da: Italia”

tre_opzioni

Creando l’ennesimo profilo-clone ed applicando il filtro

Web/Lingua/Paese
filtro personalizzato – avanzato
campo A -> estrai A: Referral (\?|&)meta=([^&]*)
Output in -> Definito dall’utente $A2

avrete anche la possibilità di capire in che percentuale vengono usate quelle tre opzioni per arrivare al vostro sito. Avete visto a quante domande si può dare risposta con Google Analytics? 😉

Condividi l'articolo:

27 Commenti

  1. Provato, funziona alla grande 🙂

  2. Uhm, su vari link vedo solo (posizione: ) senza il numero. Leggo dalle istruzioni che questo vuol dire che ero nella prima pagina della SERP. Ma è normale che non ci sia il numero?

  3. se lo dice, direi che è normale 🙂

  4. Marco una domanda: nell’ultimo filtro (Web/Lingua/Paese) la regular expression è corretta? GA mi dice not valid. Funziona invece (\?|&)meta=([^&]*) con il backslash all’inizio. errato?

  5. no hai ragione. E’ lo stesso problema che ha avuto André su yoast. WordPress si mangia il backslash. correggo, grazie

  6. grazie a te del post come sempre.

    io ho inserito il backslash ma, al momento ne quel filtro ne gli altri sembrano dare risulati. aspetto.

    ciao

  7. L’ho applicato ad un sito con un discreto numero di visite, ma ottengo pochi dati.

    Quando vado su Parole Chiave
    vedo Visite 3.861
    e ho 1.255 risultati

    Quando gli applico la Dimensione “definito dall’utente”
    mi escono “solo” 219 risultati
    e la prima riga è (not set) 3.474

    quindi nel 90% dei casi non riesce ad assegnarmi la posizione.

    Come mai non riesce ad assegnarli?

  8. non devi applicare la dimensione, devi proprio andare nel report “definito dall’utente”, sotto visitatori.

  9. Si avevo controllato anche li
    e c’è lo stesso identico risultato.

    Non capisco perchè non setta la maggior parte dei risultati.
    Vedo di provarlo su siti più piccoli e controllabili

  10. stai controllando solo i dati arrivati DOPO aver creato il tutto? scusa le domande banali, ma bisogna fugare tutti i dubbi 🙂

  11. Si certo
    ho creato un profilo copia
    che ha solo quei filtri ed è girato 2 giorni
    quindi i dati dovrebbero essere puliti.

  12. @tambu: anche a me dopo due giorni su un sito da qualche migliaio di unici al giorno, i filtri danno lo stesso risultato. Oltre il 90% delle visite vanno in (not set).

  13. Anche qui stesso risultato. Non proprio il 90%, ma comunque molto alto il numero di (not set) 🙂

  14. AH! ho capito il malinteso!!
    Il nuovo filtro funziona SOLO per le visite provenienti dai datacenter ove google ha fatto la modifica del referrer (quelli ove compare il # nell’url)

  15. grazie Marco. beh a quanto pare sono pochi i datacenter con la nuova versione dell’URL 🙂

  16. Ah ecco. Grazie mille.

    Anche perchè mi chiedevo se è vero che Google introdurrà una URL del genere vuoi che non introduca in GA anche il posizionamento medio?

  17. infatti. questo è un trucco per avere subito una funzione che sicuramente prima o poi sarà introdotta.

  18. Qualcuno sa, se anche con le GAPI e’ possibile ottenere lo stesso risultato del filtro?

  19. con le API puoi solo tirare fuori un set di dati che in GA devono già esserci. quindi la risposta è no, i filtri vanno creati nel profilo perché modificano permanentemente i dati in ingresso

  20. Scusa se vado un pò OT ma sapresti dirmi come posso fare per ottenere questo risultato con del codice php o qualsiasi altro linguaggio?

  21. Pur sapendo che la maggior parte delle visite avrebbero avuto “posizione nella prima pagina” come risultato (non perché sono bravo, ma perché la gente clicca quando trova qualcosa nei primi risultati di Google :-), da qualche giorno ho voluto provare il filtro di cui si parla in questo post.

    La prima cosa che ho notato è che, così come è fatto, non c’è modo di ordinare i risultati per posizionamento.

    Es.: mostra le parole in ordine di posizionamento, oppure: “maggiori di 10”.

    Forse (ma dico FORSE) potrebbe essere utile indicare, come Output solo la stringa
    $B2
    anziché
    $A1 (posizione: $B2)

    In qusto modo il nostro report (estratto per dimensione, altrimenti avremmo solo una serie di numeri) indicherebbe:
    keyword1 | 20
    keyword2 | 30
    ecc.

    O no?

    P.S. Sito fantastico! Ciao

  22. dici usando la dimensione secondaria? a naso mi pare di no (o al massimo sarebbe il contrario: 10 | keyword 1, 10 keyword 2, 30 keyword 14). Però puoi fare una prova veloce su un profilo copia! 🙂

  23. Ciao Marco,

    ho fatto varie prove negli ultimi tre/quattro giorni.

    Con il secondo dei filtri pubblicati (quello che dà il posizionamento esatto) ho qualche problema, ma con il primo (quello che dà la pagina di start) ho finalmente una giornata completa di dati e mi sembra di poter dire che funziona con l’ordinamento per dimensione secondaria.

    Non si può ordinare per numeri “maggiori/minori di”, ma già l’ordine alfabetico è un bell’aiuto per trovare il posizionamento delle keyword oltre la prima pagina dei risultati di Google (tra quelle che hanno portato visite, ovviamente).

    Se posso pubblicare un url (“inoffensivo”), vedere il pezzo di printscreen qui:
    http://www.expoarmy.com/posizionamento.jpg

    Senza togliere il parametro $A1 dall’output, ovviamente, questo ordinamento non sarebbe possibile perché sarebbe comunque un ordine alfabetico per keyword e non per posizione.

    Che dici? Mi sembra funzioni. O sto sbagliando qualcosa?

    Keep up the good Job! 🙂

  24. E’ ancora valido questo post oppure con il nuovo analytics e la voce ottimizzazione per i motori di ricerca questi filtri non sono più utili?

  25. Francesco: i dati estratti da questi filtri sono leggermente differenti da quelli importati da Webmaster Tools.
    Marco: temo che “valore definito dall’utente” sia sempre e comunque una stringa, quindi “maggiore di” non si può fare. Però puoi sempre esportare su Excel e convertire in numeri. In quel caso si, è meglio togliere $A1

Trackbacks

  1. GA per SEO: traccia tutto in una mossa, con gli eventi · Google Analytics in 30 secondi
  2. Un altro modo per distinguere i (not provided) • Google Analytics in 30 secondi

Scrivi un Commento