Nov 03 2008

funzioni per usare le campagne senza i tag di google

autore: Marco Cilia categoria: funzioni

Esiste un modo alternativo di gestire le campagne in Google Analytics rispetto a quanto è stato illustrato nel post “la gestione delle campagne“: la gestione illustrata (e quella maggiormente utilizzata) inizia e finisce con la composizione e la diffusione di un link opportunamente taggato. Non è necessario fare altro, poiché il codice di tracciamento di Analytics sa già cosa deve fare, cosa deve raccogliere e cosa deve inviare ai server di Google senza bisogno di modificare nulla.

Il modo alternativo consiste nel tracciare come campagne anche URL che non sono stati pensati e progettati per GA; indirizzi magari precedenti all’installazione dello script, o indirizzi inviati per email per errore senza i parametri necessari, o altre cause. La condizione necessaria è che questi url presentino dei parametri riconoscibili, e la gestione si realizza tramite cinque funzioni (una per parametro possibile) in grado di convertire parametri che per Analytics non avrebbero senso in parametri di una campagna.

La prima funzione che affrontiamo è _setCampContentKey(stringa), e permette di convertire un parametro dell’url della landing page nel parametro utm_content inviato ai server. Supponendo che l’url inviato per email a migliaia di persone sia
http://www.miosito.it/xr100.php?fonte=newsletter&da=email&offerta=lancio-xr100&contenuto=sconto&chiave=casco

si può tramutare il parametro “contenuto” in “utm_content” aggiungendo la funzione
pageTracker._setCampContentKey("contenuto");
prima della chiamata a _trackPageview(); del GATC.

La funzione analoga _setCampMediumKey(stringa) effettua la medesima operazione ma consente di decidere da dove prendere il contenuto del parametro utm_medium. Nel caso succitato il parametro “da” viene catturato e trasformato aggiungendo la riga
pageTracker._setCampMediumKey("da");
prima della chiamata a _trackPageview();

Le altre tre funzioni da utilizzare in casi del genere, con le medesime modalità, sono:

  • _setCampNameKey(stringa), cattura l’equivalente del parametro utm_campaign (”offerta” nell’esempio)
  • _setCampSourceKey(stringa), cattura l’equivalente del parametro utm_source (”fonte” nell’esempio)
  • _setCampTermKey(stringa), cattura l’equivalente del parametri utm_term (”chiave” nell’esempio)

Ovviamente le aggiunte di queste funzioni prima di trackPageview vanno fatte solo ed esclusivamente nella landing page che è oggetto della campagna “sbagliata”.


Oct 17 2008

funzioni: _setCampaignTrack() e _setAllowAnchor()

autore: Marco Cilia categoria: funzioni

La gestione delle campagne è uno strumento molto potente in Google Analytics e alcuni si spingono addirittura a dire che sia la cosa meglio riuscita del prodotto. Quale che sia la vostra opinione, è indubbia una cosa: la gestione è talmente semplice che basta visitare un link con i parametri di una campagna per iniziare a vedere i relativi dati nei report. Non ho volutamente scritto “iniziare a diffondere link con i parametri” perché intendo proprio quel che ho detto: basta che qualcuno visiti un vostro indirizzo con i parametri di una campagna, una qualsiasi.
Per chiarire ancora meglio, se io visito il vostro sito tramite questo indirizzo
http://www.tuosito.it/index.php?utm_source=ilmiobrowser&utm_medium=miainiziativa&utm_campaign=melasonoinventata

voi inizierete a vedere le mie visite sotto la campagna “melasonoinventata”. C’è da dire che nei grossi numeri è improbabile che qualcuno riesca a far emergere una campagna inventata, e se ci riesce significa che porta abbastanza traffico da meritare una campagna vera, ma in siti con traffico relativamente basso è una possibilità che esiste. Se vogliamo è lo stesso discorso fatto a riguardo della copia dello script su domini diversi: la scelta progettuale è una, ed è degli ingegneri di Google, ma il sistema mette a tua disposizione gli strumenti per proteggerti. Nel caso in cui non si vogliano tracciare le campagne (nessuna campagna!) si può usare la funzione _setCampaignTrack(booleano), che disattiva il relativo tracciamento. E’ sufficiente aggiungere la riga
pageTracker._setCampaignTrack(false);
prima di trackPageView().

Essendo una funzione booleana, il tracciamento è spento o acceso; o escludete tutti i tracciamenti - e quindi non userete le campagne nemmeno volendolo - o li accettate tutti, compresi quelli “fasulli”. Alternativamente si può pensare a un filtro di inclusione solo per le proprie campagne, ma sarebbe un filtro da aggiornare molto spesso e comporterebbe qualche restrizione alla gestione stessa delle campagne.

La seconda funzione di cui parliamo oggi è _setAllowAnchor(booleano) e serve ad abilitare la gestione degli url delle campagne anche tramite il separatore # (cancelletto), oltre ai classici ? (punto di domanda) e & (e commerciale). Se devo essere sincero non ho mai visto utilizzare questa funzione da quando mi occupo di GA (anzi, ho visto URL taggati col cancelletto ma nelle pagine di destinazione non c’era la funzione _setAllowAnchor), ma poiché espande le possibilità di utilizzo è bene conoscerla. L’utilizzo è semplice, basta aggiungere la riga
pageTracker._setAllowAnchor(true);

prima della chiamata a trackPageView()


Oct 09 2008

funzioni: _setCookieTimeout()

autore: Marco Cilia categoria: funzioni

La funzione che va maggiormente tenuta da conto quando si instaurano delle campagne è _setCookietimeout(stringa); il motivo risiede nella gestione del cookie __utmz da parte dello script di Analytics: il cookie contiene le informazioni relative alla provenienza, ad esempio:
205114892.1220963346.1.1.utmccn=(organic)|utmcsr=google|utmctr=world+browser+stats |utmcmd=organic
(si viene da una ricerca su google con chiave “world browser stat”)

oppure:
219072577.1223545748.1.1.utmgclid=CITpr_XumZYCFQVOtAodAmkD7g|utmccn=(not%20set)|utmcmd=(not%20set)|utmctr=hotel%20roma
(provenienza campagna AdWords con chiave “hotel roma”)

Questo cookie ha una vita predefinita di sei mesi, o meglio 15.552.000 secondi, e le informazioni contenute sono sovrascritte secondo le famose regole:
- Le visite provenienti da una campagna, un referral, una visita organica o un adword aggiornano sempre il cookie.
- Il traffico diretto viene sempre sovrascritto da referrer, organico e campagne taggate o adword.

Questo significa che se un visitatore arriva sul vostro sito tramite una ricerca da Google per “hotel roma” e poi se ne va, per i successivi sei mesi una sua eventuale visita diretta con conversione verrà attribuita a Google organico. Allo stesso modo, se proviene da una campagna fatta su una mailing list, si salva l’indirizzo nei preferiti e poi torna dopo cinque mesi e converte, la conversione è assegnata alla campagna della mailing list.

Per vari motivi questo tempo può essere ritenuto inaccettabile: Google Analytics mette a disposizione la funzione setCookieTimeout per prendere il controllo della data di scadenza del cookie __utmz. La funzione prende in ingresso come parametro il numero di secondi trascorsi i quali il cookie scadrà e il visitatore smetterà di essere marchiato con la campagna. Si usa così:
pageTracker._setCookieTimeout("5184000");

Vi lascio anche un breve elenco di date convenzionali trasformate in secondi:
1 giorno = 86400 secondi
7 giorni = 604800 secondi
14 giorni = 1209600 secondi
15 giorni = 1296000 secondi
30 giorni = 2592000 secondi
60 giorni = 5184000 secondi
90 giorni = 7776000 secondi
120 giorni = 10368000 secondi
180 giorni = 15552000 secondi


Oct 06 2008

Gestione delle campagne

autore: Marco Cilia categoria: generale

Uno dei grafici più noti e familiari che si vedono quando si accede alla dashboard dei profili è quello delle fonti di traffico, a meno che non sia stato eliminato per scelta. Rappresenta, come noto, la ripartizione percentuale delle provenienze dei visitatori, e di solito ha tre colori, rosso, verde e blu che rappresentano le tre fonti “classiche” di traffico: le visite dirette, i siti di riferimento e le visite da motore di ricerca.

(due diversi grafici delle fonti di traffico)

(due diversi grafici delle fonti di traffico)

In alcuni casi però il grafico si presenta con quattro colori, aggiunge il giallo, e la quarta fonte è “altro”; questo significa che abbiamo iniziato a usare e gestire le campagne. La gestione delle campagne è un passaggio praticamente obbligato nella vita del monitoraggio di un sito web tramite Google Analytics, poiché ci consente di sapere con esattezza quale fonte invia quali visitatori, quale banner porta più conversioni, quale servizio porta visite più qualificate. A differenza delle fonti “tradizionali” le campagne sono impostate da noi e sono molto più granulari: possiamo avere una campagna su una sola pagina di un sito, su tutte le pagine di un sito oppure tre campagne diverse sulla stessa pagina. si può usare la stessa campagna su una newsletter oppure usare una campagna per ogni tipologia di destinatario, e ancora usare campagne differenti per due link differenti nella stessa newsletter. Poiché la gestione è nostra, non c’è limite di utilizzo, salvo poi la difficoltà di lettura dei report.

Come si crea una campagna? A differenza degli obiettivi non c’è bisogno di fare nulla nell’interfaccia di GA, una campagna parte nel momento in cui la prima visita arriva tramite un link opportunamente preparato (”taggato”) con alcuni parametri. Questi parametri possono essere fino a cinque, e precisamente:

  • utm_campaign: è il nome della campagna. Va pensato come a un “contenitore” delle varie attività di promozione tramite campagne che ci apprestiamo a fare. Ad esempio per lanciare un prodotto potremmo fare campagne su newsletter, link da siti partner e banner, ma il nome della campagna sarà comune e sempre uguale, ad esempio “lancio XR100″
  • utm_medium: è il mezzo della campagna, il veicolo attraverso il quale la campagna giunge ai potenziali clienti. Va pensato rispondendo alla domanda “tramite quale mezzo sto lanciando il messaggio?” (ad esempio: email, banner, affiliazione, ecc.)
  • utm_source: è la fonte delle visite, la provenienza dei visitatori per quella campagna e risponde alla domanda “chi?” (esempio: goanalytics.info, google, sito honda italia)
  • utm_content: è il contenuto dell’annuncio, e può essere usato per dare maggior dettaglio o per scopi di test, ad esempio facendo un test A/B per capire quale annuncio genera i risultati migliori.
  • utm_term: è il termine comprato, nel caso si stia taggando una campagna di keyword advertising.

Di questi cinque parametri, solo i primi tre sono obbligatori. Tecnicamente non è del tutto vero, ma per comodità si assume che sia così: usandoli tutti e tre si usufruirà in toto dei benefici della gestione delle campagne. Per avviare una campagna si dovrà quindi provvedere a modificare il link che punta al nostro sito aggiungendo questi parametri. Ipotizziamo che stiamo lanciando il prodotto XR100 e che abbiamo approntato una pagina apposita sul nostro sito, www.miosito.it/xr100.php. la prima campagna viene effettuata sulla newsletter in questo modo:
http://www.miosito.it/xr100.php?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=lancio-xr100

la seconda campagna è un banner sul sito di honda italia
http://www.miosito.it/xr100.php?utm_source=honda-italia&utm_medium=banner&utm_campaign=lancio-xr100

il terzo caso riguarda due link presenti su un sito affiliato, che decidiamo di studiare particolarmente perché in passato campagne simili hanno dato risultati contrastanti. Saranno inseriti due link, uno nella sidebar di tutte le pagine e uno nel footer di tutte la pagine.
Il link nella sidebar sarà
http://www.miosito.it/xr100.php?utm_source=sitoaffiliato.com&utm_medium=link&utm_content=sidebar&utm_campaign=lancio-xr100

mentre quello nel footer
http://www.miosito.it/xr100.php?utm_source=sitoaffiliato.com&utm_medium=link&utm_content=footer&utm_campaign=lancio-xr100

In questo modo, andando a scavare nel report sorgenti di traffico -> campagne sarà possibile capire con esattezza quale di questi mezzi ha generato più conversioni e addirittura quale sia la posizione più redditizia per inserire un link su sitoaffiliato.com nella prossima campagna.
Per facilitare la creazione di url taggati correttamente Google mette a disposizione uno strumento di costruzione degli URL raggiungibile a questa pagina del supporto.

E’ necessario ricordare ancora una cosa sulle campagne: quando un visitatore clicca uno dei link taggati in questo modo il cookie utmz viene opportunamente modificato per registrare questa informazione; come già visto in precedenza, però, per due click da campagne successive il cookie viene sempre modificato, e la conversione viene attribuita all’ultima campagna cliccata. Per ovviare a questo comportamento vi ho già parlato del parametro aggiuntivo utm_nooverride=1.


Jun 04 2008

no_override sulle campagne

autore: Marco Cilia categoria: cookie

pugnoLa conversione dei referral in Google Analytics è sempre stata fonte di incomprensioni e perdite di tempo durante l’analisi dei dati: effettivamente la spiegazioni erano abbastanza risicate e la soluzione affidata a un parametro aggiuntivo scarsamente documentato.
Come abbiamo visto nel post dedicato ai cookie di Google Analytics, quando si inizia una visita il GATC provvede a scrivere o aggiornare la sorgente della visita all’interno del cookie utmz. Nel momento in cui la scrittura viene eseguita, la precedente informazione viene perduta. A tutti gli effetti Google Analytics si comporta come uno strumento “last cookie win”, e la conversione viene attribuita di conseguenza.

In web analytics si usa suddividere i referrer possibili in quattro grandi ordini:

  • Il traffico diretto: ovvero nessun referrer (è improprio definirlo un referrer, ma serve a tornare al 100% del traffico), cioè le visite effettuate digitando direttamente l’indirizzo del sito nel browser, cliccando un bookmark nel browser, cliccando un link su un client email o provenendo da un server che ha i referrer disabilitati.
  • I referrer: ovvero le visite provenienti da altri siti in cui sono presenti link diretti
  • Le visite da organico: ovvero le visite provenienti da motori di ricerca
  • Le campagne: ovvero visite provenienti da campagne cpc o ppc, da banner, ads, email e in generale da link propriamente taggati da noi per essere considerate e monitorate come campagne

Google Analytics aggiorna il cookie utmz secondo le seguenti regole:
- Le visite provenienti da una campagna, un referral, una visita organica o un adword aggiornano sempre il cookie.
- Il traffico diretto viene sempre sovrascritto da referrer, organico e campagne taggate o adword.

In pratica una visita proveniente da una campagna di email marketing correttamente taggata verrà conteggiata come campagna. Se il visitatore non effettua la conversione durante la prima visita, e dopo due giorni torna digitando direttamente l’URL nel browser (traffico diretto) e converte, Google Analytics non aggiorna il cookie utmz e la conversione viene attribuita alla campagna. Se dopo dieci giorni lo stesso visitatore clicca un annuncio ppc e converte, la conversione viene assegnata alla campagna ppc.

Esiste una eccezione a questo metodo di lavoro, impostabile dall’utente, ma funziona solo sulle campagne su cui abbiamo il controllo dei tag: questo metodo consiste nell’aggiungere un parametro agli url delle campagne che dice a GA di non sovrascrivere il cookie utmz nel caso esso contenga già una campagna. Negli altri casi (referrer o organico) vige il comportamento standard, cioè la riscrittura. Il parametro da aggiungere su tutte le nostre campagne è
&utm_nooverride=1

ed è assimilabile a comunicare in italiano a GA la frase “per tutte le campagne su cui ho il controllo dei parametri vige la regola del first cookie win”