Jul 27 2012

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Altre integrazioni: è il turno del remarketing

autore: Marco Cilia categoria: codice di monitoraggio tag: , ,

Ormai penso di poter dire senza timore di smentita che siamo nel pieno di quella che fino a qualche anno fa pensavamo si sarebbe chiamata “Business Platform“, cioè un prodotto completo in grado di aiutare chi fa business sul web ad avere il quadro completo della situazione.

Avevamo detto che il centro di tutto avrebbe dovuto essere Google Analytics, e praticamente la cosa si sta avverando, visto che oggi è stato annunciata l’integrazione del Remarketing di AdWords nello strumento.

Nello specifico, si tratta di un sistema per crare liste di remarketing (non nominative, naturalmente) sulla base di specifici segmenti di visitatori, operazione che ad oggi si può fare tramite l’inserimento di un ulteriore codice AdWords sulle pagine che devono attivare la creazione del cookie di remarketing, e che invece tra un po’ sarà fatta automaticamente da Google Analytics, semplicemente con questa riga di codice nello script di base presente su tutte le pagine del sito


ga.src = ('https:' == document.location.protocol ? 'https://' : 'http://') + 'stats.g.doubleclick.net/dc.js';

(nota bene: la fonte di questa informazione è l’help ufficiale. Lì viene detto di aggiungere la linea ma nell’esempio la sostituiscono a quella che chiama ga.js. Daniel Waisberg su searchengineland conferma che bisogna sostituire).

Ci sono alcuni requisiti da soddisfare per poter usare il tag di remarketing:

  • Accettare i Termini del Servizio di Google Analytics (e questa è facile, se lo state usando… tuttavia vi conviene rileggerli, perché potrebbero essere mutati dall’ultima volta che li avete guardati)
  • Accettare i Termini della Display Advertiser Policy
  • Modificare la privacy policy del sito per informare gli utenti dell’uso del remarketing negli annunci pubblicitari mostrati
  • Modificare il codice di tracciamento di Analytics
  • Avere almeno un account AdWords collegato a quello di Analytics, ed essere amministratori dell’account GA

La mossa mi sembra molto interessante, e lo sforzo titanico di Google nel semplificare la vita agli utenti darà sicuramente i suoi frutti: pensateci un attimo, fino a due mesi fa i test sui contenuti e il remarketing erano operazioni completamente slegate da Analytics, mentre adesso basta la modifica di una linea di codice per entrambe le cose. Meno cose ci sono da modificare, meno è facile sbagliare, e più veloce è il processo. E il tutto è sempre più integrato dentro a un fantastico strumento.

Non vedo l’ora di vedere quale sarà il prossimo prodotto a richiedere una lieve modifica al codice per regalarci altri dati… 🙂

[a proposito: “quando sarà attivata questa feature?” nelle prossime settimane, gradualmente, ed entro la fine dell’estate dovrebbe raggiungere il 100% degli utenti]


Apr 28 2011

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Paghereste 100$ l’anno per Google Analytics?

autore: Marco Cilia categoria: generale tag: ,

Ho tradotto letteralmente il titolo dell’ultimo post di Eric Peterson sul suo blog personale all’interno di web analytics demystified, in cui sostiene di avere notizia che Google starebbe per rendere a pagamento Google Analytics per la cifra di 100 dollari l’anno. La notizia-bomba sarebbe che il costo sarebbe applicato a tutti, e non solo a chi desiderasse un servizio con migliorie.

Eric si concentra in particolare su due punti: dato l’altissimo numero di installazioni di GA, la revenue per Google sarebbe altissima. Considerando il costo della banda e dello storage necessari ad assicurare a tutti il funzionamento di Analytics, sarebbe una manna dal cielo e consentirebbe a BigG di diversificare le entrate dal solo settore search. Dal canto mio posso immaginare che il numero così alto di installazioni (ricordiamo che si tratta del prodotto di web analytics più usato del pianeta) è dovuto anche – o soprattutto – alla gratuità del prodotto.
Il secondo punto è che questa mossa favorirebbe tutta una serie di altri produttori di sistemi di analisi dei dati, Eric cita Kissmetrics, Woopra, Clickly eccetera; sarebbe una specie di ottimo paretiano: Google guadagna e gli utenti persi da Google Analytics andrebbero a far guadagnare altri produttori di sistemi. Però Eric stesso dice, un paragrafo più avanti, che grazie alle caratteristiche di questi prodotti, che per forza di cose dovendosi distinguere dal principale player spingono su caratteristiche che a lui mancano) stanno già facendo affari d’oro nonostante il fatto che GA sia gratuito.

Come spesso accade la discussione più interessante è però nei commenti. Tale Judah dice che per essere “profittevole” – e immagino non intenda aritmeticamente – GA dovrebbe portare nelle casse di Google 200-300 milioni di dollari l’anno, ma che questo volume può essere fatto semplicemente caricando i 100$ solo sulla clientela enterprise, in cambio di alcune doverose concessioni (meno limiti? un livello di servizio certificato? assistenza?).

Il mio punto di vista è senz’altro concorde con la maggior parte dei commenti, sono cioè per l’adozione di un modello “freemium”: quel che c’è resta così e resta gratis, eventualmente si introdurrà una versione a pagamento con apposite funzioni aggiuntive. Mi sembra la soluzione meno traumatica e quella che consentirebbe di non distruggere il “momento d’oro” che la web analytics sta vivendo anche – o forse soprattutto – grazie alla spinta che Google Analytics dà al settore in quanto strumento gratuito.
Da non sottovalutare tuttavia anche il commento di Tim Wilson, che sottolinea come spesso 10.000 sia meglio di 100. Fin tanto che è gratis e chiunque lo può installare, va bene. Se costasse 100 dollari qualcuno dovrebbe mettere mano ad una carta di credito, scatenare un ufficio acquisti, registrare una transazione. A quel punto qualcuno, specialmente nelle grandi aziende, obietterebbe qualcosa del tipo “possiamo avere dati di livello enterprise per soli 100 dollari l’anno? c’è qualcosa che non torna”, e vi garantisco che questo punto non va affatto sottovalutato.

Ma comunque, tanto per tornare alla domanda iniziale: voi li paghereste 100$ l’anno per Google Analytics?


Oct 26 2010

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Interfaccia tipo Analytics anche per feedburner

autore: Marco Cilia categoria: generale tag: , ,

Quando vi dicevo che prima o poi tutto quel che deve essere misurato nei servizi Google andrà a finire dentro ad Analytics, mi avete creduto o no? 🙂
Le cose non sono mai veloci e le transizioni richiedono tempo e pianificazione, ma la strada è segnata: ieri Google ha annunciato una nuova interfaccia per Feedburner, il noto sistema di diffusione dei propri feed RSS, e indovinate un po’ che stile ricalca la nuova interfaccia?

new feedburner UI

new feedburner UI 2

Dato ormai per scontato che l’interfaccia “alla Google Analytics” è quella che in bigG ritengono più consona alla consultazione dei dati, la stanno espandendo a tutti i prodotti che consentono appunto di interrogare questi dati. Il passo successvio, lo ripeterò fino alla nausea, sarà l‘integrazione di tutto in una sola macroapplicazione, quella che abbiamo sempre definito “Business Platform“.

Volete sapere come penso che sarebbe la soluzione ideale per Feedburner + Analytics? sarebbe così: un utente crea un nuovo profilo di monitoraggio su Google Analytics, il sistema presenta la sua interfaccia che conosciamo, ma aggiunge una domanda, tipo “questo sito pubblica dei feed RSS che vuoi monitorare?” e se si mette il check su si si apre una sezione del sistema che è l’analogo odierno di “burn a feed right now” in Feedburner e che ovviamente provvede già ad abilitare l’opzione “Track clicks as a traffic source in Google Analytics” in FB.
Il problema è che al giorno d’oggi agli utenti è richiesto di sapere che Analytics non traccia gli RSS, di sapere che esiste un prodotto Google anche per quello e di accedere separatamente ad esso, sia per creare/gestire sia per consultare i dati. Integrare tutto sarebbe molto sensato, soprattutto per il publisher!


Oct 19 2009

Local Business Center Analytics

autore: Marco Cilia categoria: generale tag: ,

In passato abbiamo più e più volte parlato del Google Analytics del futuro, di quella che ormai abbiamo iniziato un po’ tutti a chiamare Business Platform. Un altro possibile passo in questa direzione è quello che da circa un mese ha coinvolto Google Local Business Center, ora in grado di fornire informazioni sul numero di visualizzazioni delle proprie schede e sul numero di interazioni che i navigatori hanno effettuato.

Uno screenshot lo fornisce Websharedesign.com
local business dashboard

Ora non è che ogni volta che si vede un grafico “a forma di Google Analytics” si debba pensare ad una integrazione, ma se ci pensiamo il Business Center si presta bene: si tratta di pagine nei server di Google su cui transitano utenti potenzialmente molto interessati alla nostra attività, esattamente come AdWords. Poter aggiungere all’informazione “x visitatori sono arrivati sul mio sito da quelle pagine” anche la situazione precedente, ovvero “x*5 visitatori hanno VISUALIZZATO la mia scheda” ci dà una visione completamente nuova della cosa. Naturalmente la speranza è che anche questo pannello venga poi assorbito da Google Analytics. Se è vero che la ricerca locale ha e avrà sempre più importanza, questa dashboard sarà sempre più importante per la nostra attività.

Sempre a proposito di novità, un paio di fonti mi dicono che domani – martedì 22 ottobre – potrebbero esserci interessanti annunci da parte del team di Google Analytics. Naturalmente aspettiamo fiduciosi e curiosi 🙂


May 20 2009

Sempre più profumo di Business Platform

autore: Marco Cilia categoria: generale tag: , ,

Chi ormai mi segue da un po’ ha già sentito parlare di Google Business Platform, ovvero del famigerato (e auspicato) centro di controllo e monitoraggio globale delle attività su Google, che secondo me e alcune altre persone dovrebbe basarsi su Google Analytics.

Oggi è apparso un post sul blog di Youtube dedicato ai clienti business, che annuncia che stanno integrando Google Analytics sulle pagine dei canali dedicati al brand, e che questo consentirà di analizzare le performance del canale come se esso facesse effettivamente parte del sito corporate. Questo, unito all’analisi tramite Youtube Insights, porterà ad una serie tutta nuova di ragionamenti e confronti di dati.

Direi che la notizia non necessita di ulteriori commenti. Il Google Business Platform di fatto esiste già, ed è sempre meno sparpagliato tra i servizi della grande G. Si inizia a intravedere qualcosa di succulento all’orizzonte 🙂


May 06 2009

Analytics in Ad Planner: verso la Business Platform

autore: Marco Cilia categoria: generale tag: ,

Ad Planner Publisher Center è lo strumento che Google mette a disposizione dei publisher per pianificare le proprie campagne pubblicitarie ed effettuare ricerche in ambito pubblicitario, in modo da identificare meglio quali siano i siti su cui conviene investire in advertising. E’ uno strumento gratuito per tutti i possessori di un Google Account, e fino a ieri i dati sul traffico mostrati erano “stimati”, ovvero non erano precisi fino alla singola unità ma bensì basati su un modello congruente elaborato da Google stessa che comunque teneva conto dei dati reali in suo possesso.

Da ieri invece chi lo volesse può esporre i propri dati di Google Analytcs in Ad Planner: per farlo è sufficiente andare nelle impostazioni dell’account di GA e selezionare almeno l’opzione “Condividi i miei dati Google Analytics… Solo con altri prodotti Google“, dopodiché andare nel publisher center di Ad Planner e selezionare quali dati importare da Google Analytics.

Dal punto di vista della grande visione del Google Business Platform, la direzione dei dati è inversa; noi immaginiamo che Google Analytics sarà il centro di tutto, ma in effetti non è detto che sia così. Dal punto di vista della realizzazione del “super centro di controllo” della nostra attività su google, invece, è un ulteriore passo avanti nella direzione che ormai mi sembra imboccata a tutta velocità.


Oct 23 2008

Novità in GA 3.0: analisi di livello enterprise per tutti

autore: Marco Cilia categoria: generale tag: , ,

Grosse novità in Google Analytics, giunte senza quasi nessun preavviso!
Avevo guardato il programma dell’eMetrics summit di Washington D.C. in cerca di possibili novità in GA, che è sponsor Gold dell’evento, e avevo trovato un intervento di 10 minuti di Brett Crosby il giorno 22. Leggo oggi invece che Avinash Kaushik ha presentato quella che viene considerata ufficiosamente la versione 3.0 del prodotto Google, con importanti novità di classe enterprise di cui però beneficeranno tutti gli utenti, e tutto il settore della web analytics.

Come dicevo qualche giorno fa, dopo l’uscita di Yahoo Web Analytics, Google si è trovata ad inseguire per via del numero di feature dell’ex IndexTools; ovviamente le caratteristiche presentate oggi non si sviluppano in pochi giorni, segno che si erano già preparati a questa major update ed aspettavano solo il momento giusto per presentarla. Riassumo le novità che sono state annunciate:

  • Motion Charts (un nuovo sistema di visualizzazione dei dati)
  • Segmentazione avanzata
  • Custom report
  • Integrazione con Adsense
  • nuova interfaccia amministrativa
  • API di esportazione dei dati

Il Motion Charts è un sistema sofisticato di visualizzazione dei dati e permette di selezionare due metriche per ascisse e ordinate, la dimensione e il colore delle “bolle” che rappresentano i dati e poi di vedere come questi si evolvono nel tempo. Permette quindi di avere una percezione dei dati che prima non era possibile, o era possibile in forma limitata e meno intuitiva
Motion Chart

La segmentazione avanzata è una nuova modalità di segmentazione che permetterà di ottenere al volo gli stessi dati che prima richiedevano profili separati e filtri avanzati. con una nuova interfaccia drag & drop ci sarà la possibilità di eseguire interrogazioni complesse sui dati del database. Se le implementazioni del GATC sono sempre state corrette, la segmentazione sarà retroattiva, cioè sarà possibile effettuare analisi avanzate anche sui dati dell’anno scorso, ad esempio. Questo perché evidentemente i dati nel database di Google sono sempre stati salvati in “raw”, cioè nudi e crudi e i report venivano calcolati al volo. E’ una cosa che ho sempre sospettato e che ho detto a voce qualche volta, ma non ho mai avuto la possibilità di verificarlo sperimentalmente e quindi non l’ho mai scritto. Il sospetto si è rafforzato dopo aver letto le features di Yahoo Web Analytics. Ecco un video che mostra in azione il processo di segmentazione avanzata:

e un post molto esaustivo del sempre ottimo Justin Cutroni. Nel suo post ad esempio dimostra come sia possibile creare un segmento che include solo le visite superiori ai 10 secondi ed applicarlo seduta stante ai dati pregressi.

I custom report permetteranno di creare e mantenere report che non esistono nell’interfaccia base di Analytics, potendo scegliere metriche e dimensioni in libertà tra tutte quelle disponibili nel sistema. Ad esempio si potrà creare un report che incrocia le metriche “visite” e “bounce rate” con la dimensione “città”, e poi eventualmente di aggiungere la “fonte di traffico” come sottodimensione di ogni città, in un report di tipo drill-down. Si veda questo breve video che mostra il processo appena descritto:

Il rischio dei custom report è sempre quello di aggiungere metriche su metriche e innumerevoli dimensioni, atomizzando i dati, ma la possibilità di avere li è stata chiesta a gran voce dagli utenti e Google li ha accontentati.

Dell’integrazione con Adsense si vociferava già da tempo, e mi sembra un passo naturale verso la creazione del Google Business Platform. Gli screenshot mostrati erano reali e le possibilità sono indubiamente più elevate rispetto alla reportistica del pannello Adsense in sè. Sul blog di Adsense c’è un post con le spiegazioni dettagliate delle nuove feature.

La nuova interfaccia di amministrazione permette di semplificare la navigazione tra i profili e di definire la visualizzazione di alcune Key Performance Indicator fuori dai report, in modo da avere subito “il polso della situazione” secondo il classico schema verde va bene, rosso va male.

Infine è arrivata anche la API di export dei dati, che esisteva già come ipotizzato nel post relativo ad AnalyticsView: permetterà di di creare applicazioni e software di terze parti in grado di estrarre e quindi rielaborare (graficamente e non solo) i dati da Google Analytics. La API funzionerà solo in lettura, chiaramente, e tra le altre cose credo che permetterà anche di creare un “contatore” da esporre nelle pagine, cosa che più volte mi è stato chiesto se fosse possibile e che dovrebbe esserlo (per quanto la mia opinione dei contatori sia estremamente negativa).

Se vi ricordate del post “20 consigli a Google per migliorare Analytics“, troverete che alcuni di quei desideri si avvereranno quando queste nuove funzionalità saranno gradualmente rilasciate agli utenti. Google Analytics si eleva di un livello e approccia in modo serio al mercato aziendale high-end, finora appanaggio dei grandi player come Webtrends e Omniture. Quando mi abiliteranno le nuove funzioni provvederò ad aggiornare la comparazione tra YWA e GA, che al momento ha di colpo perso senso.