Apr 14 2011

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Presto saprai TUTTE le fonti che concorrono a una conversione

autore: Marco Cilia categoria: report

Nel canale ufficiale Youtube di Google Analytics è stato caricato un video che definirei epocale, senza che però esso sia ancora accompagnato da un post sul blog ufficiale. Eccolo:

In pratica si dice che presto sarà attivata un report in grado di dirci non più solo l’ultima fonte che ha portato una conversione (last touch attribution), ma anche le precedenti, permettendoci di capire meglio cosa è successo nella rete prima di una conversione sul nostro sito, e come si comportano le varie campagne che abbiamo impostato per promuovere l’attività. Al momento la cosa era possibile solo per AdWords, solo nell’interfaccia di AdWords e solo relativamente alle campagne PPC. La nuova funzinoalità di Analytics invece comprende anche le campagne taggate, i referrer e tutti i canali che siamo soliti analizzare in GA.

Per una volta vi voglio rimandare a un post molto completo di Maurizio Petrone che analizza bene le implicazioni, limitandomi a segnalare che anche questa novità è richiedibile tramite una form, che trovate a questo indirizzo


Apr 13 2011

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funzioni: _setReferrerOverride (e tracciare al volo la ricerca immagini)

autore: Marco Cilia categoria: funzioni

Una funzione che non ho mai menzionato su questo blog è _setReferrerOverride(url), che serve a sovrascrivere il referrer estratto automaticamente da Google Analytics prima che esso venga passato ai server per l’analisi. Perché si dovrebbe fare una cosa simile? Ad esempio un motivo valido può essere che per qualche problema tecnico che non riuscite a risolvere immediatamente – mentre i dati stanno venendo registrati sbagliati – il referrer non è quello atteso. Questa funzione vi permette di ripristinare quello corretto.

La funzione accetta come parametro una sola stringa, che deve essere l’url del referrer (reale o fittizio) che decidete di impostare per quella pagina, o per quella singola chiamata del codice di tracciamento.

_gaq.push(['_setReferrerOverride', 'http://www.referrerfinto.it/parametro=2]);

Un caso reale e molto pratico in cui si usa questa funzione è ad esempio per tracciare completamente lato codice – quindi senza usare filtri e profili-copia, le ricerche fatte su Google Images. E’ sufficiente usare questo codice


<script type="text/javascript">
var _gaq = _gaq || [];
_gaq.push(['_setAccount', 'UA-xxxxxxxx-x']);
var ref = document.referrer;  //prendo il referrer
if (ref.search(/images.google/) != -1 && ref.search(/prev/) != -1) { //se contiene sia images.google sia /prev/
var regex = new RegExp("images.google.([^\/]+).*&prev=([^&]+)"); //scrivo la regex per estrarre i due valori
var match = regex.exec(ref); // la eseguo
_gaq.push(['_clearOrganic']); //pulisco la lista dei motori di ricerca
_gaq.push(['_addOrganic','images.google.'+match[1],'q']); // aggiungo un unico motore di ricerca (google immagini)
_gaq.push(['_setReferrerOverride', 'http://images.google.'+match[1]+unescape(match[2])]); //sovrascrivo il vecchio referrer con quello apposito
}

_gaq.push(['_trackPageview']);
(function() {
var ga = document.createElement('script'); ga.type = 'text/javascript'; ga.async = true;
ga.src = ('https:' == document.location.protocol ? 'https://ssl' : 'http://www') + '.google-analytics.com/ga.js';
var s = document.getElementsByTagName('script')[0]; s.parentNode.insertBefore(ga, s);
})();
</script>

(l’autore originale dello script era Joost De Valk nel forum ufficiale, poi è stato modificato per renderlo asincrono da un altro utente)

Non male, no? 🙂


Apr 12 2011

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La più grande promessa mancata di Analytics

autore: Marco Cilia categoria: generale

Breve e conciso: il tracciamento dei link in uscita.

La prima volta che ho sentito dire “sarebbe bello che tracciasse automaticamente i link in uscita” deve essere stato il mese dopo il lancio del prodotto, quindi sei anni fa. La prima volta che ho sentito dire a un ingegnere di Google “vi daremo il tracciamento automatico dei link” non la ricordo con esattezza, ma si parla comunque di oltre tre anni fa. Poi qualcuno scoprì che il report era bello e pronto, e che le funzioni necessarie erano già presenti nel javascript, ma niente. Anche nella nuova versione v5 di prossimo rilascio, di quella funzionalità non c’è traccia.

D’accordo che le alternative sono tante, ma perché esattamente ci vuole così tanto ad attivare una funzione usata da tantissimi utenti?


Apr 05 2011

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Più dati nelle richieste di GA

autore: Marco Cilia categoria: codice di monitoraggio

Come spiego sempre durante i miei corsi, ogni singola azione che l’utente compie nel nostro sito e che deve essere trasmessa a Google Analytics, sia essa una pagina vista, una transazione ecommerce o un evento, necessita di una chiamata a una immagine .gif trasparente 1×1 pixel, a cui sono “appesi” una serie di parametri che poi il sistema trasforma nei dati che vediamo nei report.

Questa richiesta è sempre stata trasmessa con il metodo HTTP GET, che ha una limitazione tecnica di 2048 byte; le richieste che eccedevano questo limite venivano troncate, e i dati persi. Ad esempio se nella stessa richiesta state impostando 5 variabili personalizzate con nome+valore abbastanza lungo, potreste incorrere in quel limite.
Il blog ufficiale di GA ieri ci ha informato che da adesso lo script è in grado autonomamente di capire se la richiesta che stiamo per fare eccede quel limite, ed eventualmente se lo fa trasmetterla ai server di Analytics usando il metodo HTTP POST, che ha una limitazione quattro volte più alta: 8192 bytes.

Ovviamente la nostra speranza è anche un’altra: se c’è più spazio per inviare informazioni, Analytics potrebbe darci più spazio per memorizzare “cose”: ad esempio potrebbero aumentare il numero di variabili personalizzate possibili 🙂


Mar 27 2011

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Tutto quel che devi sapere su Google Analytics v5

autore: Marco Cilia categoria: report

Il team di Google è stato abbastanza solerte nell’attivarmi la nuova versione di Analytics, e dopo un paio di giorni posso finalmente scrivere le mie impressioni. Ovviamente darò per scontato che sappiate di cosa si sta parlando, insomma che leggiate regolarmente questo blog e che accediate all’interfaccia almeno una volta alla settimana.

La nuova schermata di benvenuto
La nuova schermata di benvenuto non presenta più i GA account con la somma dei dati delle singole properties contenute in ogni account, ma si presenta divisa in due parti: a sinistra c’è l’elenco dei GA account già esploso nelle singole properties (quindi sia i profili sia i profili-copia), mentre a destra c’è un abstract degli ultimi quattro post del blog ufficiale di Analytics. Per ogni property sono presenti quattro pulsanti: l’omino porta alla panoramica dei report VISITATORI, le freccette alla panoramica delle SORGENTI DI TRAFFICO, i fogli alla panoramica dei report CONTENUTI e la bandiera a scacchi alla panoramica dei report CONVERSIONI.

Queste quattro voci corrispondono anche alle quattro macro aree in cui sono stati riorganizzati tutti i report del prodotto. Ogni property è preceduta chiaramente dall’indicazione dello UA relativo (non vale per i profili-copia naturalmente) e dall’indirizzo predefinito per il profilo. Per impostazione predefinita all’accesso, nonostante ci venga data la possibilità di accedere a qualsiasi profilo, saremo già virtualmente dentro al primo profilo della prima property, e per questo compariranno già nella barra di navigazione le voci Dashboard, Mio Sito e Rapporti personalizzati. Cliccandoli accederemo ai dati del profilo predefinito, che comunque è esplicitato in alto a destra.

La parte di amministrazione
Alla parte di amministrazione si accede usando il pulsante a forma di ingranaggio (che sta diventando lo standard di Google), che ci porta nella schermata “Amministrazione Account”; da lì sarà possibile creare un nuovo account GA oppure amministrare quelli cui si ha accesso. Per ogni account vi è l’indicazione del ruolo che ci è stato assegnato, se Utente o Amministratore. Perché dico “amministrare” anche se ci vengono mostrati gli account con ruolo Utente? perché nel caso in cui avessimo un accesso di livello utente con due click saremmo alla schermata “Asset”, che è quella dalla quale si possono gestire i segmenti avanzati, le annotazioni e gli avvisi personalizzati, relativamente al singolo profilo contenuto nel GA account. Se invece abbiamo un ruolo da amministratore il primo click ci porta ad una schermata che contiene l’elenco delle proprietà web (e da lì si va agli asset, come già visto), e anche le schede “Utenti”, “Filtri” e “Impostazioni account”, che non sono poi così diverse da come le conosciamo.

Ricerche ovunque
Se come me avete a che fare con account-monstre e/o svariati clienti, apprezzerete di certo che le caselle di ricerca/filtraggio si sono moltiplicate: dalla nuova pagina di benvenuto invece di scorrere gli account e le properties si può usare la ricerca, che funziona indistintamente su account e profili. Se aprite l’equivalente del vecchio menu a tendina degli account (che sostituisce i DUE menu a tendina, quello degli account e quello dei profili), avrete una versione in miniatura della schermata di benvenuto, e anche qui la prima opzione è una bella ricerca. Insomma tutto dovrebbe essere più veloce. Inoltre adesso quando cambiate account/profilo Google Analytics si ricorda meglio dove vi trovavate, e vi “piazza” esattamente nello stesso report che stavate guardando, ma nel profilo nuovo, addirittura applicando gli stessi segmenti avanzati!

Bacheche
Una delle novità più evidenti di Google Analytics v5 sono le bacheche multiple; si possono avere fino a 20 bacheche, ognuna con un massimo di 12 widget, e ogni bacheca può avere un nome parlante. Questo è di indubbia utilità quando al profilo hanno accesso molte persone e alcune di esse non sono interessate a guardare tutti i report, ma hanno bisogno di informazioni specifiche su alcuni aspetti dell’analisi. Il funzionamento è abbastanza intuitivo, e ricorda molto da vicino quello dei widget di WordPress. Si seleziona la tipologia di widget (metrica, grafico a torta, sequenza temporale, tabella), si selezionano le opzioni e si salva.
Ogni widget ha opzioni leggermente differenti, data la natura dei dati presentati, ma la modalità di selezione è sempre la medesima cui siamo abituati: metriche in azzurro, dimensioni in verde. Naturalmente i widget si possono riorganizzare a piacimento sulla dashboard con un semplice trascinamento.

Di contro i widget perdono il link al relativo report, e dai report non si può più aggiungere nulla in bacheca con un click. Le bacheche rappresentano un mondo a sè stante, componibile a piacimento ma limitato a loro stesse.

Report
Una delle novità più interessanti nei report secondo me è la presenza del “contesto”. Ogni report sotto al titolo mostra una torta con la percentuale di visite rappresentate nei dati sottostanti, così da avere sempre sottomano la contestualizzazione di quel che si sta guardando. Potrei scoprire un fenomeno gravissimo dopo un’ora di ricerche e aver perso di vista la contestualizzazione del dato, adesso con un occhio al titolo del report GA mi ricorderebbe che magari stiamo parlando del 6,75% del totale del traffico.
L’interfaccia è stata rifatta e l’uso di “triangolini indicatori” aiuta a capire meglio a cosa si riferisce ogni dato. Guardate questa immagine:

Il triangolino indicatore più in basso mi dice che il grafico si riferisce alle visite (se cliccassi su Pagine/Visita il grafico cambierebbe e il triangolino si sposterebbe di conseguenza), e il triangolino più in alto mi dice che tutti i dati sottostanti si riferiscono alla scheda “Uso del sito”. Il tutto contestualizzato dal fatto che comunque vada, si sta parlando di una porzione di traffico che rappresenta il 14,50% del totale del sito.

Altra nuova funzione notevole è quella che si attiva col pulsante “traccia righe“, presente sotto ai dati tabellari. Diciamo che state guardando il report delle keyword (che adesso si chiama “risultati organici”): siete abituati ad avere un numero progressivo a fianco di ogni riga della tabella. Nella nuova versione c’è anche una checkbox, che permette di selezionare “al volo” fino a due righe e di proiettarle all’istante sul grafico premendo “traccia righe”. In sostanza dei segmenti avanzati che non segmentano i dati, ma mostrano solo gli andamenti sui grafici. Chiarisco meglio:

In questo report ho selezionato la prima e la quarta parola chiave di ingresso sul mio blog e le ho proiettate sul grafico con “traccia righe”. Come potete vedere il grafico (ma non il report) ha ora tre righe colorate, quella blu del totale del traffico e una arancione e una verde per le due keyword selezionate. In questo caso come potete vedere la keyword che porta il maggior numero di visite è una frazione molto piccola del totale, sono un caso da manuale di “teoria della coda lunga” 🙂

Confronti temporali
Siete mai incappati nella scritta “Quando confronti due intervalli di date, viene selezionato un solo segmento avanzato”? se si, stavate come me cercando di fare confronti temporali su segmenti avanzati, operazione che non è mai stata possibile con la vecchia interfaccia. Guardate invece questo screenshot che ho postato su Twitter Venerdì:

[lo screenshot è andato perduto per colpa di Easycaptures]

Si tratta di una esagerazione per testare lo stress del sistema, ma di fatto ho messo quattro segmenti avanzati in un confronto temporale sullo stesso report (otto righe in totale). Questo significa un boost nei tempi di analisi mica da ridere. Ovviamente i dati tabellari sottostanti si comportano di conseguenza, mostrando per ogni segmento nei due periodi i dati e le variazioni percentuali, e con quattro segmenti è piuttosto caotico, ma vi garantisco che anche solo averne due più il confronto è per me una gioia!

Di contro la selezione delle date è stata rivisitata: sparisce – ahimé – la cronologia e resta soltanto il calendario, a cui peraltro sono state tolte le selezioni rapide delle settimane. E’ stato però introdotto un menu a tendina per la selezione veloce di oggi, ieri, ultima settimana e ultimo mese.

Conversioni
La nuova sezione di report “Conversioni” raggruppa sia gli obiettivi sia l’ecommerce: riguardo all’ecommerce spariscono i report entrate totali, tasso di conversione, valore medio ordini e visite all’acquisto. Quest’ultimo inglobato in una scheda del report “tempo all’acquisto”, gli altri erano solo visualizzazioni per giorno di dati già presenti in altri rapporti. Tutti quei dati si possono ora facilmente ricavare variando la metrica visualizzata nel grafico della panoramica e-commerce.

Come saprete adesso è possibile impostare un evento come obiettivo di una conversione: l’interfaccia però lascia a desiderare, come tutte le cose che passano dagli ingegneri agli utenti senza passare per un esperto di User Experience (cioè quasi tutte le novità di Google Analytics 🙂 ). Ve la mostro:

Usando le checkbox si può isolare puntualmente l’evento da usare come goal, usando i classici corrispondenza principale, esatta o espressione regolare su una combinazione si categoria dell’evento, azione, label o valore, e si può usare effettivamente il valore dell’evento come valore del goal (e questo è molto interessante!). Ad esempio possiamo decidere di far scattare un obiettivo alla terza pressione del tasto play su un video tracciato con gli eventi di GA, tanto per fare un esempio classico.

AdWords
La sezione AdWords si espande un pochino: i report adesso sono Campagne (c’era già), Parole chiave (prima bisognava selezionare una campagna o usare il report globale delle keyword), Fasce Orarie, URL di destinazione, Posizionamenti, Posizionamenti delle parole chiave (c’era già) e Annunci TV (interessante questo vero? D ). Adesso è molto più semplice sapere su quali siti sono usciti gli annunci se si è scelto di veicolarli anche tramite AdSense, ma non solo dato le possibilità di placement su AdWords si moltiplicano con il passare del tempo

Cosa hanno tolto
Dalla versione nuova mancano alcune feature: non c’è più il benchmark comparativo (ma si sapeva) e non si può più esportare in PDF e XML (restano soltanto CSV, TSV e CSV per excel); se da un lato posso capire l’XML (lo usavano i programmatori, che con poco sforzo possono passare alle API), l’assenza di PDF sarà una tegola per molti. Non vedo l’in-page Analytics, anche se il report finder mi dice dovrebbe esserci, ne trovo traccia dei report di navigazione degli utenti (pagina precedente e successiva alla pagina corrente).

Insomma, ci sono un bel po’ di novità, che ne dite? 😀


Mar 23 2011

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Muore il report “velocità di connessione”

autore: Marco Cilia categoria: report

La prossima settimana il report “velocità di connessione” che si trova dentro Visitatori -> Proprietà rete verrà eliminato da Google Analytics, ci informano sul blog ufficiale. Laconicamente ci viene detto che la motivazione è che “non sono più capaci di fornire quel dato”, o più realisticamente che quel dato non è affatto corretto e ha poco senso che sia lì.

Sebbene il report sparisca, i dati per quella dimensione fino al 25 febbraio 2011 continueranno ad essere presenti, e la relativa dimensione potrà ancora essere usata nei custom report. Per altri tre mesi inoltre resterà presente nelle API, ma comunque Google dice che è al lavoro per rilasciare qualcosa che possa farci non farcelo rimpiangere. Personalmente credo di averlo guardato 5 o 6 volte in vita mia, voi lo tenevate in grande considerazione?


Mar 22 2011

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SMAU Roma 2011 e altri appuntamenti

autore: Marco Cilia categoria: generale

Mercoledì 30 marzo, alle 15:00, avrò modo di presentare anche al pubblico romano l’intervento che già feci a ottobre a Milano: i cinque cicloni della web analytics. L’intervento sarà un pochino ampliato ma lascerò spazio alle domande, che sono sempre piuttosto poche, e la cosa non mi piace affatto 🙂

Segnalo inoltre che il 4 Aprile sarò all’università IULM di Milano, nell’ambito del corso di “comunicazione aziendale e linguaggi digitali” per parlare un’oretta di web analytics in generale, che il 19 Aprile sarò sempre a Milano per l’evento 2011@IDEEdiMKG organizzato da IIR-Italy e il 20 al Web Analytics Strategies.

Nel frattempo il 15 Aprile c’è il corso avanzato di Google Analytics, sempre e solo a Milano. Se sopravvivo al turbine di slide, treni, aerei e alberghi e nel frattempo mi attivano la versione 5, poi prometto di tornare ad essere più regolare con i post 🙂


Mar 18 2011

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Google Analytics 5.0

autore: Marco Cilia categoria: generale

Ieri durante il GAUGE, la conferenza su Google Analytics di cui vi avevo parlato qualche tempo fa, Phil Mui è salito sul palco come promesso e ha detto una cosa semplice semplice: “Eccovi una preview della prossima versione di Google Analytics” (la versione 5, per la cronaca). Sarà disponibile tra un bel po’ di tempo, vi avviso subito, ma le novità sono succulente e l’attesa si farà spasmodica per forza di cose. Prima di addentrarmi nei particolari vi lancio subito una bomba: EVENTI COME GOAL 😉

new navigation
Innanzitutto è stata rivista la navigazione, che non necessita più di partire da un account per arrivare a un profilo e ai suoi report; da quanto ho capito si potrà scegliere di entrare direttamente in una dashboard, e semmai da lì poi cambiare account/profilo. Inoltre si potranno aggiungere link ai prori rapporti preferiti, in modo che siano direttamente accessibili dalla barra di navigazione. La nuova home conterrà direttamente tutti gli account e i profili cui si ha accesso, ricercabili, e vari link diretti a rapporti. Con un click dalla home potremo quindi entrare nel report ecommerce del profilo 23 dell’account 5. In compenso saranno eliminate le metriche direttamente visualizzate lì.

Le nuove dashboard (attenzione al plurale, è importante 🙂 ) saranno basate sul concetto di widget, che sono delle unità di informazione un po’ più furbe dei “pezzi” di report cui siamo abituati: si potranno avere singole metriche, grafici comparativi o dati tabellari, tutto liberamente riorganizzabile, e ogni widget potrà essere filtrato secondo regole differenti. I widget però non avranno più il link al corrispettivo report. Inoltre potremo avere PIU’ di una dashboard, ad esempio una dedicata all’insieme di sito+blog, e una solo per il blog, o una dedicata al manager del sito e una al SEO.
nuova dashboard

Nuovi nomi ai report: “Proprietà rete” e “funzionalità del browser” si troveranno dentro alla sezione “Tecnologie”, “contenuti principali” si chiamerà – finalmente – “pagine”, “Obiettivi” cambia giustamente nome in “conversioni” e i report di “durata della visita” e “profondità della visita” saranno dentro a “Engagement” (non la traduco perché chissà cosa ci riserverà l’interfaccia italiana 🙂 )

Nuovo strumento per i report personalizzati: i report personalizzati adesso potranno anche avere la vista tabellare, e non più soltanto quella a drill-down, una vista in cui le dimensioni saranno espresse in colonna e visualizzate tutte nella stessa schermata. Inoltre durante la creazione di un custom report sarà già possibile specificare un filtro, in modo da evitare di dover poi applicare un segmento personalizzato.

Nuova amministrazione, come detto poco sopra non cambierà molto nelle funzionalità ma la navigazione di quella sezione è stata rifatta rendendola, si spera, più semplice e veloce. Nuovo tipo di grafico, che in realtà non è proprio un grafico: si tratta della visualizzazione a tag cloud, chiamata “word cloud”, in cui i termini più ricorrenti hanno dimensione maggiore, molto utile per avere colpi d’occhio sulle keyword ad esempio. fino ad oggi avete esportato e usato Worlde? non ce ne sarà più bisogno, ad un livello base 🙂

Eventi come goal: I goal basati su eventi potranno essere specificati per categoria di evento, evento singolo o label, e ovviamente si potranno definire delle condizioni per le quali tracciare l’obiettivo, per non correre il rischio di avere 150 goal tracciati in una singola sessione.

Anche voi non state più nella pelle? se si, e volete avere qualche chance di metterci le mani sopra prima degli altri, potete compilare questa form per richiedere l’accesso alla v5 e sperare che nelle settimane a venire il team di Google vi accontenti: io ovviamente l’ho già fatto! 🙂

[riferimenti: blog ufficiale, Justin Cutroni, searchengineland]


Mar 16 2011

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Un po’ di cose sparse

autore: Marco Cilia categoria: generale

Un po’ di segnalazioni sparse che non ho avuto modo di fare prima, ne qui ne sul mio account Twitter (@goanalytics), ma che un utente di Google Analytics potrebbe essere interessato a sapere:

Cambiamenti nel benchmarking:
Con un post piuttosto insolito, il blog ufficiale ha annunciato che nei prossimi giorni ci saranno dei cambiamenti nei report del benchmarking. Non capita spesso che gli ingegneri di Google – e quelli di Analytics in particolar modo – annuncino qualcosa che deve venire, a parte le major release di nuove funzionalità che vengono attivate a “ondate successive”; i cambiamenti di cose già esistenti vengono fatti e annunciati contemporaneamente. Comunque sia, quali cambiamenti non ci è dato sapere, ma se vorrete saperlo dovete assicurarvi di avere la spunta corretta selezionata: dalla schermata panoramica degli account -> “Modifica” a fianco del nome dell’account -> Condividi i miei dati Google Analytics… -> Anonimamente con Google e altri.
Vi ricordo che i rapporti di bechmark sono generati aggregando in forma anonima i dati di almeno altri 100 siti del settore del vostro sito, così scelto da Google o modificabile a vostro piacimento.

Cambiamenti nelle API:
Da qualche giorno sono state aggiunte alcune metriche e dimensioni alle API di esportazione, e precisamente: ga:dayOfWeek, ga:percentVisitsWithSearch, ga:visitsWithEvent e ga:eventsPerVisitWithEvent. Inoltre da ora in poi il codice di errore 401 verrà usato esclusivamente per segnalare i token invalidi, mentre prima veniva usato per errori più generici.

Perdita di dati:
Tramite la Google Analytics Status Dashboard veniamo informati che tra le ore 12:38 e le 14:28 (ora legale del Pacifico) alcuni dati in un datacenteer Europeo non sono stti raccolti, e sono andati persi. Il problema è comunque rientrato. A memoria mia, è la seconda volta in quasi sei anni di servizio.


Mar 14 2011

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Google Analytics, cioè la web analytics?

autore: Marco Cilia categoria: web analytics

Sono di ritorno da San Marino, dove ho partecipato all’evento Be-Wizard. Mentre ero lì ho avuto modo di fare una riflessione che voglio condividere con voi, spero di non venire frainteso.

Avinash Kaushik, nonostante sia Analytics Evangelist in Google (o forse proprio per quel motivo), è sempre molto attento a citare altri possibili sistemi di web analytics e sistemi complementari; ha citato Omniture, Webtrends, ha mostrato screenshot di Yahoo Web Analytics di cui è un grande estimatore. Paolo Zanzottera per ovvi motivi ha parlato del sistema di Video Analytics di Shinystat, ma tutti gli altri relatori, Anna Smith di Distilled, Rand Fishkin di SEOmoz, Marcus Tandler di Mediadonis hanno dato per scontato che tutti in sala usassero Google Analytics, mostrando schermate o come guardare ai dati. Ogni volta cioè si sono riferiti alla “web analytics”, anzi tutte le volte che hanno genericamente parlato di “misurazioni”, parlavano in realtà di Google Analytics. Le due cose stanno perdendo distinzione?

Se ne parlo è perché ho questa sensazione da qualche tempo, ma durante i due giorni al Be-Wizard la cosa è stata molto marcata. La mia sensazione è che il successo di Google Analytics ricalchi un po’ quello di WordPress:

  • è facile da installare
  • la documentazione è (abbastanza) chiara
  • in rete si trovano facilmente migliaia di risorse che spiegano come fare qualsiasi cosa
  • molte soluzioni preconfezionate hanno solo bisogno di un copia-incolla (allo stesso livello di facilità dell’installazione di un template di WordPress, diciamo)

Se da un lato l’essere autore di un blog come questo dovrebbe rendermi felice di questo fatto – ammesso che non sia solo una mia sensazione, ditemi nei commenti voi cosa vedete – dall’altro avverto un certo fastidio perché le situazioni di non chiarezza mi rendono nervoso. E’ vero che l’obiettivo di un relatore è rendere i concetti facili per chi ascolta, e quindi al 50% inserire uno screenshot di Google Analytics centra l’audience, ma è anche vero che le misurazioni si fanno in molti modi diversi, e con strumenti molto diversi tra loro: Google Analytics è solo uno di essi, per me e per voi è chiaro, ma per gli altri, per i clienti, per il “resto del mondo”?