Morto un papa se ne fa un altro, recita il detto; ed ecco che tolto il report velocità di connessione, arriva “velocità del sito”, come annunciato dal blog ufficiale.
Il nuovo report è disponibile soltanto nella versione v5, che è accessibile a tutti tramite il link rosso in alto nell’interfaccia, ed è utile per capire quali sono i tempi di caricamento delle nostre pagine. Poiché in Google spingono pesantemente su questo aspetto (il codice di Adsense è passato ad asincrono, quello di GA lo era già, Chrome dispone di uno strumento nativo bellissimo per comprendere i tempi di caricamento, da poco hanno rilasciato Page Speed Online…), molti di voi avevano correttamente pronosticato che il sostituto del vecchio report sulla velocità di connessione sarebbe stato qualcosa di simile.
Tecnicamente si tratta di aggiungere una funzione al codice di tracciamento, la funzione _trackLoadPageTime, chiamandola senza passargli valori dopo aver chiamato _trackPageview, in questo modo:
<script type="text/javascript">
var _gaq = _gaq || [];
_gaq.push(['_setAccount', 'UA-XXXXX-X']);
_gaq.push(['_trackPageview']);
_gaq.push(['_trackPageLoadTime']);
(function() {
var ga = document.createElement('script'); ga.type = 'text/javascript'; ga.async = true;
ga.src = ('https:' == document.location.protocol ? 'https://ssl' : 'http://www') + '.google-analytics.com/ga.js';
var s = document.getElementsByTagName('script')[0]; s.parentNode.insertBefore(ga, s);
})();
</script>
Dopo aver fatto questa modifica il report “velocità del sito”, che si trova sotto il gruppo CONTENUTI, inizierà a popolarsi con i dati, mentre prima mostrerà soltanto dei laconici zeri. Poiché la nuova funzione effettua un’ulteriore chiamata alla gif __utm.gif, anche se essa è presente in tutte le pagine non invierà dati per ogni pagina vista, ma effettuerà un invio a campione (e adesso è anche chiaro a cosa servisse il contatore interno alle chiamate UTMS: non puoi randomizzare le chiamate se non c’è un contatore
), per cui analizzando le richieste che partono dal codice di monitoraggio sarà perfettamente normale non vedere sempre due richieste.
Nel blog ufficiale c’è anche un link ad un custom report già pronto che potrebbe risultare utile: Site Speed Custom Report (il link porta direttamente al custom report pronto da salvare, dovete essere loggati a Google Analytics per vederlo); si tratta di un report che usa come metriche Visite, Rimbalzi, Tempo di caricamento medio e Campione per il caricamento, e come dimensioni Browser e Pagina.
Tempo di caricamento medio è il tempo, espresso in secondi, che una pagina impiega per caricarsi, dalla prima chiamata a quando il browser considera completato il caricamento.
Campione per il caricamento indica il numero di pagine viste utilizzate per calcolare il dato precedente, in modo che sia chiaro l’indice di confidenza espresso.
Poiché ovviamente tutto è segmentabile, le possibilità sono infinite: ad esempio si potrà finalmente capire se l’alto tasso di uscita da una certa pagina è dovuto o no all’alto tempo di caricamento della stessa. O se il tasso di rimbalzo di una certa campagna AdWords è dovuto alla lentezza della relativa landing page.